27.3.24

PACE, NON GUERRA!

 

foto Gilan


di Gianni Lannes

"Prepararsi alla guerra per avere la pace", non è il romanzo distopico 1984 di Orwell, bensì la lugubre litania del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, nonché il terrificante ritornello della commissaria Ursula von der Leyen (votata a suo tempo dai grullini). Sulla stessa falsariga Macron propone l'invio di truppe Nato contro la Russia e il finanziamento della guerra con l'emissione di eurobond. A pagarne le conseguenze, anche con la perdita della vita, sarà la gran massa della gente comune.

La possibilità concreta di una terza guerra mondiale, con sicura probabilità degenerebbe in un conflitto nucleare e nella disintegrazione dell'intera Europa.

D'altro canto, come proclamano solennemente almeno sulla carta tutti i suoi trattati istitutivi, l'Unione europea è sorta a garanzia della pace: la pace, appunto, ne rappresenta il fondamento e la principale ragion d'essere. Adesso, a causa del suo dissennato personale di s-governo - eterodiretto da Washington e Tel Aviv, nonché dal potere economico, il vecchio continente si sta preparando a una guerra suicida mascherata dal trito argomento della difesa preventiva.

I paesi occidentali, Italia in primis, se non vogliono seguitare ad essere corresponsabili di crimini contro l'umanità (il genocidio in Palestina e i massacri in Ucraina) e divenire anche corresponsabili del prossimo olocausto nucleare, devono prendere l'iniziativa diretta a ristabilire la pace.

Un'alternativa concreta alla guerra nell'inerzia dell'Europa a fronte delle sanguinose ingerenze della Nato, potrebbe essere promossa dalle Nazioni Unite. L'Onu, infatti, potrebbe far leva sulla sicura maggioranza pacifista tra gli Stati membri, attestata dal fatto che sono ben 122 su 193 gli Stati che il 17 lugio 2017 - ad eccezione comunque dell'Italia - hanno votato il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Proprio nel Belpaese, ma anche in Germania, Olanda, Belgio e Turchia, gli Stati Uniti d'America hanno dislocato da tempo un arsenale nucleare in barba a leggi e buon senso, mettendo a rischio gli ignari popoli. In ogni caso, in base all'articolo 20 della Carta dell'Onu, il Segretario generale potrebbe convocare, su richiesta di tale maggioranza, una sessione speciale dell'Assemblea generale dedicata alla guerra - non solo a quella in Ucraina e al genocidio in Palestina ad opera di Israele - e riunita in seduta permamente fino al raggiungimento della pace in entrambi i conflitti.

La guerra, qualsiasi guerra è la sconfitta di tutti. Una guerra nucleare può concludersi soltanto senza vincitori. Solo un risveglio della ragione e un nuovo rinascimento che potrebbe sortire dalla società civile dell'Italia, potrà colmare il vuoto morale e intellettuale della sgangherata politica guerrafondaia e mutare con uno slancio di empatia la stagione del disamore.

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