15.4.21

SARS COV-2: DALLA CINA ALL'ITALIA!

  


di Gianni Lannes

Untori stranieri dall'Oriente? Nel gennaio 2020 fu stipulato un accordo sull'aumento dei voli tra Italia e Cina - da 54 voli a 108 voli da e per la Cina, vale a dire circa 30mila persone a settimana. Un massiccio flusso di turisti cinesi approdava in Italia - con il beneplacito delle autorità covidiote - dal focolaio mondiale del nuovo coronavirus, nonostante l'allarme OMS.

Ma quali mascherine o tracciamenti. Addirittura furono consentiti senza controlli e quarantene arrivi in massa dallo Zhejiang direttamente nel belpaese. Proprio a Hangzhou era già stata segnalata una delle quattro zone di diffusione del nuovo coronavirus, così come da Nanchino, Ningbo e Shanghai. E precisamente dal ceppo di Shangai l'epidemia è entrata in Italia, anche attraverso triangolazioni aeree dalla Germania. Le autorità tricolore hanno forse incrementato il contagio nella Penisola (isole incluse)?



Qualche giorno dopo, all'ipotesi della quarantena per chi giungeva dalla Cina, il Conte smascherato, ovvero il sedicente "avvocato del popolo" disse che non si potevano danneggiare gli interessi dei nostri imprenditori, ovvero le alleanze affaristiche tra Italia e Cina, intessute dai grulpiddini sulla via fulminante del 5G. Invece, da allora, per manifesta incompetenza governativa, sono finiti in prigionia perpetua (lockdown), invocata sul modello repressivo di pechino, in particolare dal consulente del ministro Speranza (tale Ricciardi), addirittura gli italiani. Nello Stivale i corresponsabili di questa sciagura sono ancora ministri, sia pure eterodiretti con l'aggravante dell'analfabetismo funzionale.


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