di Gianni Lannes
E’ un documento del 18 febbraio 1978 indirizzato
al ministro dell’Interno Cossiga, che annuncia in Italia «un’operazione terroristica
di notevole portata».
E nel mare vorticoso di carte sul caso irrisolto
dell’assassinio di Aldo Moro, affiora un singolare rapporto datato
14 aprile 1979, firmato dagli ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Antonio Cornacchia.
La predetta relazione fa riferimento all’uso per l’omicidio dello statista di una pistola
Beretta, di 11 colpi calibro 7,65 e un proiettile calibro 9.
L'arma del delitto è, infatti, una Beretta bifilare a canna lunga con un caricatore da 14 colpi (13 più uno in canna) e un silenziatore. Un’ arma particolare, in dotazione allora soltanto ai servizi di sicurezza e a corpi speciali. L'arma per uccidere Moro non sarebbe un mitra Skorpion come hanno sempre sostenuto, mentendo i brigatisti rossi (condannati all'ergastolo ma incredibilmente liberi dopo la trattativa con lo Stato tricolore), perché le sue caratteristiche sono ampiamente difformi da quelle indicate dalle perizie tecniche.
riferimenti:
http://www.fontitaliarepubblicana.it/DocTrace/#home?q=%20projectid:13&page=1&per_page=10
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/06/ecco-chi-ha-sparato-moro.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/07/segreti-di-stato-le-menzogne-di-renzi.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=MORO
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/06/ecco-chi-ha-sparato-moro.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/07/segreti-di-stato-le-menzogne-di-renzi.html
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=MORO
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