19.3.14

ADRIATICO E JONIO: NAVI, CONTAINER, BIDONI DI VELENI AFFONDATI NEL MARE DI PUGLIA. E VENDOLA DORME

Mare Adriatico: nave dei veleni ET SUYO MARU (EDEN V) - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


Ufficialmente la prima nave dei veleni affondata a ridosso delle coste pugliesi è la Cavtat (proveniente dall'Inghilterra), dolosamente finita in fondo al mare salentino la mattina del 14 luglio 1974. Giace a 93 metri di profondità, a circa 3 miglia a sud di Otranto. Il suo carico micidiale di piombo tetraetile e tetrametile è stato recuperato ma solo in piccola parte nel 1977, solo grazie all'intervento del pretore Alberto Maritati e alle sollecitazioni internazionali di Jaques Cousteau. Così almeno attesta la documentazione istituzionale. Infatti, poiché il pericolo è incombente, l'ordinanza della Guardia Costiera di Brindisi (allora competente territorialmente; dal 2000 l'area è sotto la giurisdizione della Guardia Costiera di Otranto che non l'ha revocata ed quindi ancora in vigore).



Da allora, al largo della Puglia, sia nell'Adriatico che nello Jonio, sono state inabissate dolosamente decine di carrette imbottite di scorie industriali, centinaia di container e migliaia di bidoni di rifiuti pericolosi.
Ho iniziato a indagare sul fenomeno ecomafioso nel 1986, quando fu affondata in prossimità dell'Isola di Pianosa (cuore della riserva marina delle Tremiti dal 1989), la nave Panajota (ex Vosso, ex Nounak). Il 16 dicembre1988 fu la volta della Eden V. Poi nel 1991 colarono a picco l'Alessandro I dinanzi a Molfetta. E così via.




il settimanale LEFT (febbraio 2007)


Chissà se a qualcuno questi nomi dicono qualcosa: Manattia, Japas-Greco, Armant, Silversky, Elen, Mirsti, Despinat, Mehmet Guveli, Rolleremme, Gulf eagle, Isola Celeste, Irene, ketty, Selin, Deval, Anny, Euroriver, Storm, Silni, Nounak, Vosso, Esram, prosperità, Nedal, Raduzhny, Osogovo, Limmat 1, Omskiy, Vasiliy Shuskhin.


il settimanale PROTAGONISTI (ottobre 1997)

 il mensile LA NUOVA ECOLOGIA (maggio 1998)

il settimanale AVVENIMENTI (giugno 1999)

Nel 1997 ho pubblicato la prima inchiesta giornalistica documentata sul fenomeno che attanaglia i mari d'Italia. Ho dedicato alcuni anni della mia attività di indagine sul campo, o meglio in mare e negli archivi cruciali, alla ricerca di queste bombe ad orologeria. E ne ho trovate tantissime, disseminate indistintamente nel Tirreno, nell'Adriatico e nello Jonio, spesso nei pressi di relitti bellici per confondere le acque.

L'8 marzo 1998, al largo del Gargano cola improvvisamente a picco il peschereccio Orca Marina. Le reti si sono impigliate nei container scaricati nella zonadi mare  che i pescatori locali chiamano "i cassoni". Muore il pescatore Cosimo Troiano, 26 anni, padre di 4 figli. Intervisto il comandante della Guardia Costiera di Manfredonia, all'epoca Vincenzo Morante che argomenta:  

"Il sinistro marittimo potrebbe essersi verificato a causa dell'incattivamento dell'attrezzo da pesca a strascico in un ostacolo presente sul fondale marino, ovvero uno tra i tanti container presenti nella zona sbarcati tempo addietro da nave sconosciuta".





il settimanale PROTAGONISTI (agosto 1998)


Il 2 agosto 2010 ho scoperto e denunciato lo sbarco nel porto di Salerno di ingenti quantitativi di scorie radioattive provenienti dalla Francia, repentinamente occultate in Basilicata. Dal punto di vista ambientale e sanitario il problema è enorme, ma assolutamente insabbiato dallo Stato italiano. Infatti, il problema è proprio lo Stato succube delle multinazionali del crimine. Basti solo dire che la Germania e la Svizzera hanno il maggior numero al mondo di navi battenti bandiera ombra, utilizzate dagli industriali germanici ed elvetici (ma non solo) per disperdere lontano dal loro ciclo produttivo le scorie con modica spesa, eludendo così gli oneri legali di smaltimento corretto. Ovviamente, anche i colleghi italiani fanno la loro sporca parte, come ben sanno le autorità.



Il 29 ottobre 2009 ho partecipato unitamente all'assessore regionale al demanio, Gugliemo Minervini ad un convegno sul Gargano, proprio sul tema delle navid dei veleni. In quell'occasione, pubblicamente l'assessore Minervini, attualmente ancora in carica, prese l'impegno da parte della Regione, di risolvere il problema. Dopodiché, nonostante i miei personali solleciti ad affrontare la situazione, la giunta regionale capeggiata dal sedicente ecologista Nichi Vendola (governatore al secondo mandato consecutivo, in carica dal 2005) se ne è infischiata.


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