24.7.14

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LO STATO TRICOLORE HA NASCOSTO IN TOSCANA 100 MILA TONNELLATE DI SCORIE NUCLEARI



di Gianni Lannes


Alcune domande: si tratta di scorie civili o militari? E dove sono state gettate? A proposito cosa sta scaricando attualmente nel Mar Tirreno, compreso il cosiddetto "santuario dei cetacei" (un'area marina protetta sulla carta), la centrale nucleare militare del Cisam di San Piero a Grado? E che tipo di scarti atomici il Cisam (ex Camen, già Cresam) ha scaricato in mare per decenni? Dove sono finiti i rifiuti atomici (solidi) prodotti dal reattore Galilei gestito dal ministero della Difesa tricolore? Quali sonoi le conseguenze a danno dell'ignara popolazione? Anche in questo caso documentato i governi che si sono succeduti dal 2001 non hanno ancora fornito una risposta all'interrogazione parlamentare numero 4/22659 dell'11 maggio 2001. Perchè? Mister Renzi & mister Napolitano avete qualcosa da dichiarare o da nascondere?




riferimenti:


INCIDENTI NUCLEARI A ROMA CAUSATI DALLO STATO ITALIANO E NASCOSTI ALLA POPOLAZIONE



di Gianni Lannes


La parola d'ordine imperante è ignorare gli eventi che mettono a repentaglio la vita dei cittadini, bambini inclusi e donne tutte comprese. Qual è il problema? L'immissione di radionuclidi artificiali (i più pericolosi tra questi hanno vite medie di decine di anni e, in alcuni casi, anche di migliaia di anni) nell'ambiente e negli organismi viventi, a partire dagli esseri umani.

Nel 1979 alla Casaccia di Roma, gestita dall'Enea si è verificato un disastro con fuoriuscita e contaminazione di plutonio. Da allora, non si contano più glimincidenti. In seguito la gestione è passata alla Sogin, ma non è andata meglio. 




Date un'occhiata all'interrogazione parlamentare 4/02257, presentata il 26 giugno 2007. A tutt'oggi non ha ancora avuto una risposta dai governi tricolore: Prodi, Berlusconi, Monti, Letta & Renzi. Enea e Sogin sono due enti di Stato. La tutela della salute pubblica - anche alla luce di questi eventi - non conta niente secondo i maggiordomi che comandano il Belpaese per conto terzi. Giorgio Napolitano ha qualcosa da dichiarare prima di dimettersi?




riferimenti:

23.7.14

EUROPA: POPOLI IGNARI SCHEDATI CON IL DNA

Kissinger & Napolitano




di Gianni Lannes


Da ben 5 anni nel vecchio continente è in atto una schedatura di massa, all'insaputa generale (a parte gli addetti ai lavori). Infatti, a Berlino come a Londra o a Washington sono in possesso dei nostri dati genetici: informazioni sensibili di cui non abbiamo autorizzato la disponibilità. Non ci credete? Allora, non sapete che addirittura il corpo di ogni cittadino appartiene allo Stato per legge, soprattutto in Italia.

«Per quanto riguarda la banca dati del DNA, a cui faceva riferimento l'onorevole Carlucci, sono d'accordo. Il 21 maggio dell'anno scorso il Governo ha approvato la ratifica dell'Accordo di Prüm, che istituisce la sezione italiana della banca dati europea del DNA. Si tratta di un accordo che ho sollecitato. Il disegno di legge di ratifica in Senato è stato licenziato qualche mese fa e adesso è in discussione alla Camera. Non appena sarà approvata definitivamente la ratifica dell'accordo di Prüm, potremo dar seguito anche in Italia alla banca dati nazionale del DNA, che potrà servire per garantire l'identità di tutti. È opportuno che il Parlamento lo approvi rapidamente, poiché occorreranno circa dodici mesi prima di avere la banca dati operativa, ed è necessario rispettare alcuni standard europei. Questo è uno strumento efficacissimo per contrastare l'immigrazione clandestina e la criminalità, il traffico di organi, a tutela soprattutto dei minori e dei bambini».

E’ quanto ha dichiarato il 25 febbraio 2009 l’allora ministro dell’interno Roberto Maroni, in un’audizione parlamentare. Il Trattato di Prüm è un accordo sottoscritto appunto a Prüm, da alcuni paesi membri dell'Unione Europea (Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Spagna e Paesi Bassi ) il 27 maggio 2005. 

GIANNI LANNES A PORTO RECANATI IL 26 LUGLIO


 

  

ELETTROSMOG: IMPIANTI FUORILEGGE

Volturino


LA DENUNCIA DI ANTONIO GAGLIARDI


 

             Associazione                                                                              anno XXVIII                 
 “Elettrosmog Volturino”
Via S. Martino, 2  71030  Volturino (FG)
Tel. 0881 550498 / 347 7215642                                                                  
 elettrosmogvolturino@interfree.it                                                                                                                                                                                                                       Volturino 21/7/2014

                                                                                                                     Ministero Ambiente
                                                                                                         Ministero  Sviluppo Economico
                                                                                                                     

CRISI DI CIVILTA’

 foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)






di Gianni Lannes


Ogni quarto d’ora sparisce per sempre una specie vivente. Ogni minuto 40 ettari di foreste scompaiono nel mondo a causa dell’intervento antropico. Il ritmo di distruzione attuale (15 milioni di ettari all’anno) delle foreste tropicali ha innescato effetti gravissimi sugli equilibri dell’atmosfera e del clima, già manomesso dalle sperimentazioni belliche segrete delle “superpotenze”. Il mondo va incontro ad una prossima glaciazione, altro che surriscaldamenmto globale. A causa dei massicci esperimenti nucleari, non c’è più il futuro di una volta, e la Terra perde fecondità a causa dell’uomo. Per la prima volta nella storia l’animale detto uomo ha i mezzi per sterminare la vita su Gaia, ma anche la capacità culturale per evitarli. Lasciar degradare ancora l’ambiente significa lasciare in eredità ai nostri figli un deserto agonizzante.

In realtà, crisi ambientale, crisi economica e crisi energetica sono tre aspetti della stessa crisi di civiltà. Se gli esseri umani o il simulacro manipolato che ne rimane, non sapranno dare adesso, una risposta sensata alla sfida del controllo dell’interdipendenza ecologica con l’economia, un bel giorno l’umanità sprofonderà improvvisamente nella preistoria, e quindi, avviarsi all'estinzione.

E allora, radioattivi oggi e mutanti domani? Un nuovo paradigma: pensare come specie e tener conto dei limiti naturali. Occorre un salto cognitivo. Una nuova etica tra giustizia sociale ed ecologia, un mutato fondamento che abbia alla base il rispetto della vita e la conservazione dell’ambiente come parte fondamentale delle scelte economiche, politiche e sociali.

22.7.14

DUE NAVI DI SCORIE NUCLEARI AFFONDATE AL LARGO DI RIMINI E ANCONA

1 delle 12 pagine di verbale




di Gianni Lannes


«M/N Anni di bandiera Maltese affondata il 01 agosto 1989 in alto Adriatico; M/N Euroriver di bandiera Maltese affondata anch’essa in Adriatico il 12 novembre 1991. Queste due navi di bandiera Maltese sono affondate in due punti dell’Adriatico che nel progetto O.D.M. reperito tra i documenti di Comerio sono indicati quali punti previsti nel programma di dispersione delle scorie nelle aree nazionali italiane e degli affondamenti si ha notizia dai registri Lloyd’s… Circa le navi affondate elencate nell’informativa inizialmente citata sospetti sul carico sono basati sulla bandiera delle navi, quasi sempre di comodo e dal fatto che non si è a conoscenza degli sviluppi del sinistro. Si fa riserva di comunicare tutte le ulteriori informazioni necessarie qualora scaturissero ulteriori elementi dalle indagini in corso. Reggio Calabria, li 30 maggio 1995 capitano De Grazia».

E' lo stralcio di uno dei rapporti stilato dal capitano Natale De Grazia, consulente  a Reggio Calabria del magistrato Francesco Neri e a Matera del magistrato Nicola Maria Pace. L'ufficiale della Guardia Costiera, assassinato in missione (mediante avvelenamento), il 12 dicembre 1995, stava indagando allora sull'affondamento sospetto di ben 180 navi dei veleni nel Mediterraneo, ovvero in acque territoriali e prospicienti l'Italia.

Tale rapporto di polizia giudiziaria, è inserito in un atto ufficiale del Parlamento italiano: seduta del 5 febbraio 2013. Poiché le coordinate di affondamento sono note alle autorità dello Stato tricolore, come mai non si è proceduto al recupero dei due mercantili con il loro carico di morte, giacendo oltretutto, su bassi fondali? Per quale ragione non sono state informate le regioni interessate dall'inquinamento radioattivo, quantomeno Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia? Perché le direzioni marittime di Ravenna ed Ancona, nonché il Comando generale della Guardia Costiera (Maricogecap) di Roma non hanno informato l'Autorità Giudiziaria? Perché le popolazioni locali sono state tenute all'oscuro, pur essendo le più esposte alla minaccia? Perché sia il governo Letta che il governo Renzi, per non dire tutti i precedenti esecutivi di Palazzo Chigi (Dini, Prodi, D'Alema, Amato, Prodi, Berlusconi, Monti), non sono intervenuti a salvaguardare concretamente la salute pubblica? Infine, perché all'epoca lo Stato italiano ha negato i fondi alla magistratura per andare a fondo e tentare qualche recupero certo? Il plutonio 239 riscontrato nell'Adriatico da quale fonte di inquinamento proviene?

 riferimenti:

RIFIUTI NUCLEARI: LA COMMISSIONE EUROPEA IMPONE IL SEPPELLIMENTO NEL SOTTOSUOLO



di Gianni Lannes




Distrazioni e distruzioni di massa spesso coincidono. In Italia, come attestano le statistiche ufficiali, gran parte della popolazione non legge né libri né giornali, figuriamoci le direttive europee, che poi vanno a incidere sulla vita di milioni di persone. Allora, richiamo ancora una volta l'attenzione generale su questo trucco di Bruxelles.



Almeno per l’Italia, niente di nuovo, poiché lo Stato tricolore ha interrato e affondato scorie radioattive a partire dagli anni ‘60. Un esempio documentato? La colonia Lucania: alla voce Cnen, Combustibili Nucleari, Eni, Enea, Sogin. Come avevo già scritto e pubblicato ben tre anni fa, la Commissione europea - che nessuno europeo ha eletto - il 19 luglio 2011 (IP/1\1/906) ha stabilito che i rifiuti nucleari saranno allocati in bunker sotterranei, tra 100 e 700 metri di profondità. Entro il 2015 i Paesi membri dovranno presentare "piani di smaltimento" che dovranno essere validati dal Commissario Europeo per l’Energia. Così, ancora una volta e come sempre, senza alcuna discussione parlamentare, poichè il palcoscenico di Strasburgo è solo un teatrino. Allora, preparatevi al peggio, perché come al solito chi comanda per conto terzi, non terrà conto del buon senso, della salvaguardia ambientale e della volontà popolare.

FARI NELL'ADRIATICO MINACCIATI DA TRIVELLE ANGLOAMERICANE


 
Tremiti - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

 
Quel mestiere dimenticato è in via di estinzione, almeno in Italia. Nel 2003 era ancora in attività l'ultima farista donna d'Italia. Rita era nativa dell'Abruzzo. Lei, chissà cosa penserebbe oggi della caccia indiscriminata agli idrocarburi in questo lembo di paradiso. Già, oggi bisogna fare i conti anche con un'ingorda spectrum norvegese.

 
l'ultima farista d'Italia - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Comunque, c’è chi sogna di ritirarsi fino al resto dei suoi giorni in uno sperduto angolo di mondo marino; e chi si accontenta di visitarli. Abbandonati o in vendita, preda della ingorda speculazione disumana: tutti però hanno una storia da raccontare. Lontani dalla frenesia corrente. Per trovare basta cercare proprio dove, dai tempi della protostoria, Occidente e Oriente si mescolano fino a confondersi.

L'ITALIA E' UN ARSENALE NUCLEARE TARGATO WASHINGTON


di Gianni Lannes

I governi telecomandati del belpaese hanno sempre negato la presenza nello Stivale di ordigni atomici degli Stati Uniti d'America. Invece le prove ufficiali che emergono dagli archivi a stelle e strisce, documentano e provano che il nostro Paese sotto copertura della NATO è stato trasformato in una polveriera nucleare, in violazione della Costituzione repubblicana e del Trattato internazionale di non proliferazione (TNP).




Archivio storico del dipartimento di Stato:









LA LIBERTÀ NON È NEANCHE IL VOLO DI UN MOSCONE…





di Sara Malaspina

C’è ancora spazio per la libertà e per la critica all’interno del sistema? Di fronte a un paese così congestionato, ci sono per i giovani nuovi ideali, altre battaglie da combattere? Sono questi gli interrogativi da cui partirò per sviluppare la mia riflessione. 

È da dire che della libertà nel senso pieno del termine – la questione di tutte le questioni di tutta l’umanità –  così come di noi stessi, non sappiamo più nulla. E ora succede che il mondo ci scoppia intorno e non sappiamo più cosa fare, senza contare che le figure esemplari da prendere a modello non abbondano. La nostra situazione politica ed esistenziale si è ridotta a quella di spettatori nel mondo: c’è un essere-spettatori a cui nessuno di noi si ribella più di tanto. 

C’è una bella frase di Hannah Arendt che dice: “Il suddito ideale del regime totalitario è l’individuo per il quale il vero e il falso, la realtà e la finzione, non esistono più”. Come salvare la libertà dalla sua progressiva erosione, dalla degenerazione sociale e democratica delle nuove identità liquide – come direbbe Bauman – di questa contemporaneità sfuggente in perenne crisi e trasformazione?

21.7.14

LA CORSA NELLO SPAZIO PER DOMINARE LA TERRA



di Gianni Lannes


La corsa nello spazio? Solo un pretesto bellico per  dominare il pianeta Terra, foraggiando il complesso militar-industriale. 


Ecco una serie di documenti secret e top secret estrapolati dai declassificati  archivi governativi United States of America.