28.5.12

POTERI SPECIALI A MONTI

USA.

di Gianni Lannes

Singolari coincidenze? Solo in Italia la realtà supera la fantascienza. Dopo l’attentato di Brindisi ed il terremoto stragistico in Emilia Romagna è imminente la guerra all’Iran? Cos’altro ci vuole a persuadere i recalcitranti? Diamo un’occhiata all’ultima trovata. «Norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni»: è il titolo della recente legge dello Stato italiano, numero 56, promulgata l’11 maggio 2012 e passata inosservata alla gran massa dell’opinione pubblica. Strano. In calce reca la firma del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  e del Primo Ministro non eletto dal popolo tricolore.  Il proponente è proprio il maggiordomo dell’alta finanza speculativa (Trilateral Commission, Goldman Sachs, Bilderberg, Aspen, eccetera) a cui mancavano i super poteri.  Il Premier abusivo - recentemente volato in Usa a prendere nuovi ordini - precisamente il 9 marzo scorso aveva indicato tale auto-attribuzione  (mediante un Decreto-legge) giustificata dalla «straordinaria necessità ed urgenza». Il Parlamento ha approvato all’unanimità: infatti al Senato i contrari risultano zero, mentre i favorevoli 246 (20 gli astenuti). Alla Camera, infine, hanno votato a favore ben 401 deputati  (42 contrari e 2 astenuti). Quali saranno i criteri d’esercizio di tali poteri speciali? L’esercizio del golden share è lo specchietto per le allodole. C’è ben altro: l’arbitrarietà del concetto di minaccia effettiva. Ovvero di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale. Chi attenta all’Italia? E’ un pretesto per restringere ulteriormente la sbandierata libertà (di impresa) in democrazia? Come mai neanche un’apertura di tg (locale) per questa clamorosa notizia? Strano che nessun impiegato della comunicazione in servizio permanente effettivo (la ditta Travaglio & Santoro) abbia detto alcunché. E Grillo, pardon Casaleggio, tace inspiegabilmente? Come mai nell’occasione Vendola non ha pontificato, visto che mette il becco su tutto, peggio del prezzemolo avariato? Latita perfino Saviano (neanche uno sfondo su Repubblica). E Fabio Fazio che balbettava dinanzi a Ligabue che aveva accennato alla scie chimiche?  Che peccato: un’occasione bruciata per dirne quattro allo Zio Sam. Caos programmato dall’Intelligence Usa alle porte. Una domanda spontanea. A parte il Memorandum bellico stipulato fra Italia ed Israele (siglato da Berlusconi), perché le forze militari del Belpaese si sono esercitate recentemente nel deserto del Negev? E’ davvero singolare che il Regolamento dell’Unione europea (264) concerne «misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran» (Gazzetta Ufficiale, serie speciale Unione Europea, numero 41 del 24 maggio 2012). Forse andrebbe letto alla luce del Trattato di Lisbona e del Trattato sull’Ue, che assoggettano il Vecchio Continente in termini militati alla Nato? Qualche europarlamentare italiota avrà almeno letto prima di firmare in bianco? Eurogendfor (con sede nella caserma dei Carabinieri Chinotto di Vicenza) di cui abbiamo accennato già due anni fa, vi dice nulla? I compiti e gli incarichi dell’Egf  - che non necessita di un mandato giudiziario per operare, compreso l’ordine pubblico sottratto alla Polizia di Stato - esulano dal controllo parlamentare e della magistratura.

Vicenza,  Eurogendfor.

27.5.12

MANIPOLATORI SUL WEB


di Gianni Lannes

Perché negare l’evidenza? Scie chimiche ed Haarp sono argomenti tabù. Anche se migliaia di persone ogni giorno nel Belpaese vedono con i propri occhi veleni in cielo e sperimentano in terra, sulla propria pelle malattie tumorali e malformazioni nei bambini. Nonostante una montagna di prove scientifiche, c’è ancora chi si ostina a tapparsi gli occhi. Incredibile. Allora, è proprio vero. Nella storia la verità ha sempre avuto tre fasi, la prima e quella di essere derisa e non creduta possibile, la seconda fase è quella della tentata demolizione delle sue basi, o più semplicemente cercar di renderla inoffensiva, ed ostacolarla con qualunque mezzo a disposizione, la terza ed ultima fase è quella di essere accettata univocamente perchè reale e partecipe dell’umanità.  Se te ne occupi vieni istantaneamente accusato di essere nella migliore delle ipotesi un complottista, anche se per un quarto di secolo hai fatto il giornalista investigativo (freelance) libero e indipendente in prima linea,  ed hai accumulato un cursus honorum internazionale. Chi detta quotidianamente i temi nell’agenda informativa globale? In uno studio pubblicato dalla Kennedy School of Government (Harvard) si descrive come “ogni mese si tenga a Washington una riunione tra i rappresentanti dei principali media nazionali, del Governo, del Congresso e dei servizi segreti (Cia & Nsa), per determinare il margine di manovra sulle informazioni da pubblicare, cioè cosa e quanto”. Avete capito bene? Sotto le sedicenti notizie? Niente, se non impiegati mediatici al servizio del potere.  Avete mai sentito nominare in Italia dai giornalisti “famosi” i legami fra mafie e le autorità Usa? Oppure,  avete mai sentito citare dagli stessi manager della comunicazione, la corruzione della banca centrale europea? Non dico il signoraggio o il controllo assoluto della Banca d’Italia da banche private? Figuriamoci se qualche vip ha mai blaterato di sovranità perduta. Non si argomenta in maniera dialettica, ma si offende chi argomenta - prove alla mano - una tesi che si discosta dalla vulgata generale. Già, ma chi imbocca (imbecca) l’opinione pubblica?

IL VERO GIORNALISMO


di Marco Paolini e Andrea Purgatori

Nelle democrazie compiute, la stampa è il cane da guardia del funzionamento istituzionale. A tutti i livelli. Nella nostra democrazia, quella italiana, se abbaia è una seccatura e basta. Meglio il chiacchiericcio della notizia. Meglio il commento. Il commento divide ,ma non fa male. La notizia sì. Figuriamoci un approfondimento. Figuriamoci se un giornalista comincia a scavare, indagare, porre quesiti, pretendere risposte. Nella nostra democrazia, i cassetti sono pieni di misteri, di scandali, di verità negate. La trasparenza non la regola, è un’opzione. Spetta appunto alla stampa dare notizie. Anche se fanno male.

26.5.12

DOPO HAARP C’E’ AMISR


di Gianni Lannes

Attenzione, non è un amico arabo della macchina da guerra Usa, bensì la sua evoluzione tecnica con tutte le  disastrose ripercussioni, ignote a gran parte della popolazione mondiale e a quella italiana in particolare (dura di  comprendonio dopo decenni di lavaggio televisivo  del cervello). L’Advanced Radar Modular Scatter Incoherent è uno sviluppo impiegato nel programma scientifico mondiale, o meglio bellico,  di controllo dell’atmosfera per “possedere il tempo”. Il classico effetto paravento. Davanti a questo acronimo c’è un sistema radar ufficialmente creato per studiare gli strati alti dell’atmosfera e quindi la ionosfera. Dietro, c’è la possibilità di realizzare la guerra ambientale. Le sue funzioni possono essere correlate ai brevetti di Bernard Eastlund, come nel caso di H.A.A.R.P.. In altri termini, A.M.IS.R. consta di apparati modulari per implementare le operazioni gestite con H.A.A.R.P. Ecco cosa recita la brochure divulgativa: “L’Advanced Radar Modular Scatter Incoherent (A.M.I.S.R.) impiega apparati modulari allo stato solido e tecnologie che produrranno misure dell’alta atmosfera e della ionosfera con versatilità e potenza senza precedenti. A.M.I.S.R. è stato già installato al Poker Gamma Research Flat (PFRR), Chatanika, Alaska (65 ° N, 147 ° W) per studiare le aurore boreali”. Avete mai sentito parlare del Muos? In qualunque caso, fate un salto a Niscemi in provincia di Caltanissetta per dare un’occhiata al nuovo impianto da guerra Usa che ha soppiantato alberi in ottimo stato vegetativo, su suolo italico. Ovviamente se i padroni nord-americani ve lo consentiranno.  Poi, semmai, ne riparleremo di sovranità limitata, anzi, azzerata. Bye, bye.

ITALIA: VOLI RADIOATTIVI

Vicenza, aeroporto Usa (ex dal Molin).

di Gianni Lannes

Atterrano e decollano nel Belpaese. Tonnellate di uranio impoverito volano ogni giorno sulle nostre teste ignare o distratte. La stima è per difetto perché non include velivoli militari della Nato, l’Est europeo e compagnie aeree di mezzo mondo, specie del terzo e quarto. «Per molti anni è stato usato uranio impoverito su aerei ed elicotteri», segnalava già in una circolare del dicembre 1984, la Federal Aviation Administration (l’ente nord-americano per la sicurezza del volo), raccomandando le precauzioni da seguire in caso di incidente.  Per quale ragione? “Il ‘depleted uranium’ ha un peso specifico quasi doppio rispetto al piombo e quindi consente di avere grossi pesi in spazi ridotti” spiega Massimo Zucchetti, docente al Politecnico di Torino. Il metallo del  ‘disonore’ è ottenuto come scarto dall’estrazione dell’uranio 235, utilizzato come combustibile nelle centrali nucleari. Seppure impoverito, tuttavia, l’uranio resta pericoloso. Il suo tempo di dimezzamento è pari a 4,4 miliardi di anni. Altamente piroforico. «In caso di impatto, l’uranio impoverito tende a  infiammarsi, creando una nuvola di polvere di ossido d’uranio. Se ingerito, inalato o incorporato l’uranio 238 attacca reni, polmoni e fegato causando danni alle cellule con un aumento del rischio di cancro» argomenta il professor Zucchetti. «A parte il Douglas DC-10 e KC-10, molti altri aerei commerciali usano uranio come contrappeso nelle superfici di controllo. Pesi dello stesso tipo sono usati sui Boeing 747, sui Lockeed L-1011, sui C-141, sui C-130 e sui modelli C-5A »  recita una lettera che la Mc Donnell Douglas inviò a tutti gli acquirenti del DC-10 nel 1983.  «Un’altra area di applicazione in aeronautica dell’uranio è come contrappeso delle pale nei rotori di elicotteri»  prosegue il documento. Ma quali? L’Agusta della Finmeccanica ha costruito l’elicottero Bell 412 A, su licenza della Bell nord-americana: le sue pale contengono 13 chili di U-238. Nella brochure della Starmet (fornitrice ufficiale della Boeing) e in quella della francese Cogema, risultano dettagliatamente indicati tutti gli usi commerciali dal 1968, dell’U-238 e i principali clienti (a partire dalla Philips). 

Uranio impoverito, contrappeso aereo.

25.5.12

UNA MACCHINA DA GUERRA


di Gianni Lannes

In sintesi, aldilà dei paraventi pseudo-scientifici, Haarp è un generatore di energia per scopi distruttivi. Il segreto è ben custodito: non lo troverete sui libri di scuola e neppure all’università (facoltà di geologia e fisica). Non è scritto in nessun testo accademico, eppure i manuali Usa di sperimentazione bellica sono espliciti da almeno tre decenni. Sanno causare terremoti da mezzo secolo e lo fanno sparando una colossale quantità di energia a microonde nella ionosfera. Il principio scientifico lo aveva intuito nel secolo scorso il genio di Nikola Tesla, ma non certo per sottomettere il genere umano. Avremmo potuto ottenere energia gratis per l’intera umanità, invece l’ingordigia di pochi prevale. Principalmente i militari a stelle e strisce, ma non solo, anche i russi non scherzano, sono passati dalla pura teoria alla pratica per fini di dominio globale. Regolando le possenti vibrazioni contro un bersaglio territoriale , le onde radio attraversano la crosta terrestre e causano terremoti. Energia a comando iniettata da 50 anni nelle tempeste tropicali per scatenare tsunami, alterando la pressione atmosferica. Ben tre continenti, Asia, America ed Africa ne sanno qualcosa, prima ancora che qualche commentatore da strapazzo italiota fosse nato, già sperimentavano nel Sudest asiatico. Il “gioco” è apparentemente semplice: basta spingere in alto la ionosfera ed attendere che ricada con conseguenze disastrose sulla zona che si vuole colpire. Alcuni disastri apparentemente naturali sembrano seguire e pilotare a dovere, ben precise dinamiche politiche. Ora c’è da convincere i governanti europei recalcitranti (sempre meno in realtà) a scatenare la terza guerra mondiale. Perché la prossima aggressione all’Iran, scatenerà un conflitto globale, come sanno gli analisti internazionali.

24.5.12

VITA CIVILE A CONTROLLO MILITARE


di Gianni Lannes

Altro che fantascienza, a parte l’avanzata ed ultra-tecnologica militarizzazione dello spazio a partire dagli anni Cinquanta,  dementi in circolazione, i denigratori frustrati, i tuttologi a buon mercato ed i cialtroni che popolano il web (italiano), per non dire delle barbe finte al servizio di Governi e soprattutto di  multinazionali, dovrebbero studiare alcuni rapporti militari Usa, prima di aprir bocca e connettersi al cervello (sempre che ne abbiano uno con qualche neurone attivo). Il Pentagono - a cui fa comodo questa ignoranza diffusa in materia, un pò come alla chiesa cattolica nel Medioevo - ha affidato ad un pool di 11 generali ed ammiragli in pensione, un rapporto con la conclusione che “il riscaldamento globale della Terra costituisce una sfida per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Ad esempio il 19 marzo 1997 all’università John Hopkins, ebbe luogo - con la sponsorizzazione dell’U.S. Air Force - un simposio intitolato “Advanced Weapon Instrumentation Technologies”. In altri termini, Haarp (strumento di guerra, ormai obsoleto) dalla simulazione alla realtà. Nel marzo 2007 l’U.S. Army War College aveva tenuto un seminario di due giorni presso l’Istituto Triangle per gli studi sulla sicurezza dal titolo “Implicazioni del cambiamento climatico per la sicurezza nazionale”. Nel rapporto si rileva tra l’altro, che l’oro blu sarà un problema cruciale, perché circa la metà dell’acqua potabile consumata quotidianamente dal 40 per cento della popolazione mondiale è ricavata dallo scioglimento estivo dei ghiacciai di montagna, che si stanno rapidamente esaurendo. Inoltre, il riscaldamento globale potrebbe destabilizzare gli Stati africani e asiatici più vulnerabili, innescando un’emigrazione di  massa verso i paesi più ricchi “e può agire da minaccioso fattore di aggravamento dell’instabilità di alcune regioni più instabili del mondo”. Uno scenario predisposto dal ministero britannico della Difesa e pubblicato dal Guardian, indica in 90 pagine, un rapporto che, oltre alla citata scesa competitiva della Cina e dell’India e ai mutamenti climatici e ambientali, prevede per il 2037: “Microchip impiantati direttamente nel cervello renderanno possibili a Stati, terroristi e gruppi criminali di avere informazioni in tempo reale e di muovere attacchi eludendo i controlli. Sul terreno sociale la distanza sempre tra i pochi super ricchi e il resto della popolazione, destinata a diventare sempre più povera e a vivere in periferie urbane sempre più disperate, porterà la classe media che ha accesso alla conoscenza e alla tecnologia a lottare per affermare i propri interessi e a combattere le diseguaglianze”. Il dottor John Dylan Haynes del Max Planck Institute, sostiene che “è possibile entrare nel cervello di una persona e anticiparne le mosse”. Non a caso, da un lustro sta compiendo esperimenti in proposito (vedi: le Monde del 7 maggio 2007). 

RIFIUTI TOSSICI E RADIOATTIVI
NEL MAR TIRRENO

La Spezia, porto, rifiuti.

di Gianni Lannes

Bentornati nell’Alto Tirreno, santuario dei cetacei almeno sulla cartografia ufficiale. Invece del pesce ormai si pescano rifiuti pericolosi in questa “area protetta” a parole, come aveva già accertato Greenpeace con ben due rapporti scientifici (consegnati inutilmente al Governo tricolore). Così va in scena il solito copione, senza neanche il fastidio delle proteste popolari. Infatti, qualche giorno fa, 25 miglia a sud ovest dell’isola di Montecristo un peschereccio battente bandiera maltese ha tirato su dal mare sei fusti in plastica (di circa 50 litri cadauno) imbottiti e variamente assortiti di miscugli industriali. I bidoni sbarcati a Porto Santo Stefano, sono stati posti sotto sequestro dal locale Ufficio circondariale marittimo che sta curando le indagini del caso e che ha comunque accertato che i fusti non appartengono al carico (circa 40 tonnellate di cobalto, molibdeno ed altro) di quelli tossici persi in mare, al largo della Gorgona, dall’eurocargo Venezia ben 5 mesi fa, ma non ancora recuperati nonostante le vane promesse del ministro per l’Ambiente e la tutela del mare, Corrado Clini. Al momento sono in corso le analisi dell’Arpat sui campioni prelevati da tutti e sei i fusti. Dai primi rilievi effettuati anche dai Vigili del Fuoco, è emerso che la sostanza contenuta sia una soluzione a base di acido cloridrico. Si tratta dell'ennesimo ritrovamento in un’area marina “protetta” che come, tra l’altro, evidenziato da numerose interrogazioni parlamentari risulta concretamente minata da scorie letali. 

Resoconto ufficiale - Alba del 17 dicembre 2011: vento forza 9/10 e onde di 10 metri. “Eurocargo Venezia” della Grimaldi Lines partita dal porto di Catania e diretta a Genova con a bordo catalizzatori esausti utilizzati per la desolforazione del petrolio provenienti dal polo petrolchimico di Priolo Gargallo di Siracusa e appartenenti ad una ditta lussemburghese; perdita di due semirimorchi trasportati in coperta, contenenti (30)-(35)-38-(45) tonnellate di catalizzatore Co.Mo (cobalto-molibdeno), poi dichiarati di Cobalto-Nichel in 198 fusti metallici chiusi di 200 l ciascuno contenenti sacchi neri di plastica chiusi con nodi a mano; punto di sversamento non definito con esattezza approssimativamente in un'area di circa 45 miglia quadrate a sud dell'isola di Gorgona, a una ventina di miglia dalla costa labronica, profondità variabile tra i 120 e 600 metri. Dall’esame a posteriori del sistema Automatic Identification System i fusti sarebbero probabilmente in un punto ormai identificato al largo del banco di Santa Lucia, su un fondale che degrada - secondo le batimetriche delle carte ufficiali - da 400 a 500 metri.  Il carico sarebbe volato in mare per una spaventosa sbandata di 34° della nave. La sua posizione è registrata fuori dal banco di Santa Lucia, oltre la Gorgona, una zona ben nota a tutti i pescatori del Tirreno. Mentre la nave «cappeggia» a velocità minima, le arriva quasi su rotta diretta di collisione una seconda nave, identificata nel ro/ro «Cragside» di 193 metri (da Genova verso sud). Per il comandante Pietro Colotto, a travolgere la Cargo Venezia è però un’onda di dieci metri in grado di determinare una rollata di 37 gradi. Un’onda il cui impatto è stato fissato alle 5.20 del 17 dicembre. Un’onda che ha attraversato la nave e l’ha scossa, inghiottendo due carichi di rifiuti tossici. Secondo alcune, insistenti, voci, l’impatto era arrivato almeno due ore prima, e già nella notte si discuteva di due semirimorchi in mare. Inutile pensare che del contenuto nessuno sapesse: il trasporto di merci pericolose è caratterizzato da una procedura particolare che comporta la descrizione di carico e di rotta, nonché un preciso monitoraggio durante il viaggio. Ma la scoperta dei 198 barili mancanti non è immediata, e arriva soltanto quando la Cargo Venezia giunge a destinazione nel porto di Genova.   Il 3 gennaio, il comandante della Cargo Venezia, Pietro Colotto, è stato iscritto dal sostituto procuratore Masini nel registro degli indagati per violazione delle norme che regolano il carico e il trasporto di rifiuti speciali.

Mar Ionio, nave.

23.5.12

IL GOVERNO USA E’ RESPONSABILE
DEL TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA

di Gianni Lannes

Violentano il pianeta Terra nell’indifferenza generale. Un’arma elettromagnetica a stelle e strisce - tecnologicamente obsoleta rispetto ai sistemi di dominio e morte già inventati - capace comunque di scuotere la crosta terrestre in punti vulnerabili ed alterare a piacimento il clima. «La guerra ambientale è già in atto. Il sistema per provocare terremoti e tsunami non è una novità per la ricerca militare» aveva avvertito 5 anni fa il generale Fabio Mini (Limes, novembre 2007). Infatti, la High Frequency Active Auroral Research Program (nota anche con l’acronimo di HAARP) è un’installazione militare in uso da tempo - munita di paravento  civile - nordamericana situata in Alaska, presso Gakona, collocata in una base della United States Air Force. Naturalmente il segreto è ferreo sulle stragi indotte con sistemi apparentemente invisibili. L’esperimento italiano, dopo il successo ad Haiti e le performances asiatiche e mediorientali, è riuscito a meraviglia: chissà se gli yankees in divisa hanno brindato come allora. Top secret? Proviamo a sfondare il solito muro di gomma, perché altrimenti sarà la fine per il popolo italiano. Gli scettici storceranno il naso, ma l’evidenza è innegabile, ormai.
Il riscontro - Ecco una prova. Incrociando i dati degli ultimi terremoti di Earthquakes e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia con quelli dell’attività HAARP a basse frequenze (onde Hertz 0-5 Hz) emerge una diretta correlazione con il sisma che ha colpito e piegato l’Emilia Romagna. Basta incrociare i grafici bellici e le registrazioni dei sismografi italiani. Dobbiamo però tenere presente che trattandosi di attività criminale coperta ai massimi livelli - e negata ostinatamente - c’è l’alta possibilità che questi diagrammi siano stati alleggeriti e non rispecchino l’esatta attività svolta. Si ricorda che tutti gli orari sono calcolati sul “tempo civile (UTC)”, vale a dire con uno scarto pari a circa 2 ore di differenza con l'ora italiana. Fate attenzione. Dunque: 19 Maggio 2012 ore 23:13 (UTC), Pianura Padana, Magnitudo 4.1. Si può notare come l’attività a frequenza 0-2 Hz sia piuttosto intensa. Onde così basse hanno un’alta capacità di far vibrare rocce e terreni sabbiosi ma non solo, queste vibrazioni scuotono le particelle dell’acqua portandole a un potente surriscaldamento improvviso. Dalla scossa delle 23 e 13 (UTC) è stato un susseguirsi di micro sismi uno dietro l’altro, nel lasso di tempo che va dalle 2.03am (UTC) fino al terremoto più forte delle 3.02am (UTC) di magnitudo 4.9. Durante tutto il giorno di domenica 20 maggio l’attività HAARP è stata intensa e le scosse telluriche in Pianura Padana si sono susseguite senza tregua. Da notare, in particolare, la fascia orari che va dalle 12 alle 16 (UTC). Poco dopo le 12 (UTC) si nota un picco di intensità in correlazione con 2 forti sismi (2012/05/20 13:21:06 44.882 11.383 2.4 Ml:4.1 Pianura_padana_emiliana; 2012/05/20 13:18:02 44.831 11.49 4.7 Ml:5.1 Pianura_padana_emiliana). Per poi ripetersi ai seguenti orari: 2012/05/20 17:40:17 44.95 11.25 10 Ml:3.5 Pianura_padana_lombarda 2012/05/20 17:37:14 44.88 11.38 3.2 Ml:4.5 Pianura_padana_emiliana.
HAARP.

20.5.12

ITALIA: TERREMOTI ARTIFICIALI


di Gianni Lannes

Il Belpaese trema. Ma cosa sta accadendo allo Stivale tricolore?  Cosa stanno sperimentando sulla nostra pelle i militari Usa col beneplacito delle autorità tricolori? Vogliono farci dimenticare in tutta fretta la strage di Brindisi? C’è un nesso con le sperimentazioni della Nato in questa nazione?  Rivela lo stimato generale Fabio Mini: «Non ho prove che ci sia stato un esperimento nucleare o convenzionale capace di provocare un determinato terremoto, ma sono abbastanza pessimista per non pensarlo. In 45 anni di carriera militare in giro per il mondo, ne ho viste di tutti i colori».

Cronache nere - Alle 4.04 una fortissima scossa di terremoto ha sconvolto l’Emilia Romagna: il bilancio provvisorio è di cinque morti e almeno 50 feriti.  Tre sussulti, il più forte di magnitudo 5.9. Tra le vittime operai schiacciati dal crollo di un tetto e due donne decedute per lo spavento.  La scossa avvertita anche in Lombardia, Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Un dettaglio significativo: la profondità registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è di dieci chilometri. Singolare coincidenza: dagli Stati Uniti d’America viene corretto il grado del sisma che ha colpito questa notte l’Italia del Nord. Per gli esperti del servizio geologico degli americano, l’Usgs, si parla di magnitudo 6, e non 5.9. Per i rilevatori americani la scossa ha avuto ipocentro 5,1 km di profondità, e non ai 10,1, comunicati in Italia. Altra novità: lo Stato non pagherà più nessun danno dovuto a catastrofe naturale, i cittadini se vorranno premunirsi dovranno pagarsi delle belle polizze assicurative per la gioia del cartello delle Assicurazioni/banche; chi non potrà si arrangerà. Il Decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non ammette dubbi. «...al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, possono essere estese tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di fabbricato appartenente a privati». E questo per poter «garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione».  


BRINDISI: TERRORISMO DI STATO


di Gianni Lannes

Che senso ha questa crudeltà apparentemente priva di senso in uno dei luoghi d’Italia più controllati dal potere centrale? Chi ne guadagna a straziare sangue innocente? Quali attori perversi si celano dietro ad un’azione così aberrante? La stampa di regime e le tv in onda - organi di disinformazione quotidiana sintonizzata sul canale del pensiero unico - ovviamente all’unanimità puntano il dito contro la criminalità organizzata, alla stregua dei soliti guru lacrimosi alla ribalta. Un fatto è certo (come si era detto ieri): la mafia (organizzazione criminale comunemente detta) con questo orrore che ha spezzato giovani vite non c’entra. Ergo: per una volta  il baraccone dei “professionisti dell’antimafia” si dia un contegno e non speculi come al solito sul dolore altrui. Ergo: sbaracchi, perché qui in Puglia piangiamo il nostro sangue. E se si scoprisse con una seria inchiesta giornalistica che dietro, come in passato, c’è lo zampino dello Stato? Come andrebbe a finire “primo ministro” pro tempore Monti e partiti tutti, ormai unti dalla corruzione e defunti nell’immaginario collettivo? Un appunto personale perché è in gioco il presente ed il futuro dei nostri figli: ho stralciato tutti gli impegni lavorativi per dedicarmi a questa vicenda e venirne a capo. Sia chiaro non intendo suicidarmi.

Il timer - Nei pressi della scuola gli investigatori hanno ritrovato i resti di un timer utilizzato per azionare l’ordigno rudimentale che ha provocato la morte di una studentessa di Mesagne (Melissa Bassi) e il ferimento di altri cinque ragazzi tra cui una 16enne in gravissime condizioni. Il timer era collegato a tre bombole di gas: un ordigno non semplicissimo da assemblare.

19.5.12

TENTATA STRAGE A BRINDISI:
UN MORTO E SETTE FERITI.
STRATEGIA DELLA TENSIONE

di Gianni Lannes

L’esplosione ha preso di mira gli studenti: un morto e sette feriti. A terra libri bruciati, scarpe e vetri rotti.  Sabato 19 maggio 2012, ore 7,50 circa, in via Galanti. Due bombole del gas collegate su un muretto. Due deflagrazioni distinte davanti all'Istituto professionale per i servizi sociali “Morvillo-Falcone” ha provocato la morte di una giovane studentessa pendolare (16 nativa di Mesagne) - Melissa Bassi e Veronica Capodieci - ed il ferimento di altre sei. Secondo i primi rilievi, per far esplodere la rudimentale ma potente bomba è stato utilizzato un telecomando: chi l’ha azionato ha atteso che gli studenti si avvicinassero prima di innescare la detonazione. L'ordigno è esploso questa mattina intorno alle 7,50 in via Galanti.  L’intento era di fare una strage. La scuola Morvillo Falcone aveva vinto il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità. Lo ricorda il portale studentesco Universinet.it che chiede con forza "una immediata reazione dello Stato contro la barbarie terroristica di stampo mafioso che ha colpito un istituto da sempre impegnato in prima linea per promuovere la cultura della legalità contro tutte le mafie".  Dichiara a caldo Angelo Rampino, il preside dell'Istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi:  “Volevano uccidere. E' stato fatto per uccidere: a quell'ora le ragazze entravano, proprio a quell'ora. Fosse accaduto alle 7,30 non ci sarebbe stata nessuna conseguenza”.  Secondo gli inquirenti l’obiettivo era la scuola e si propende per pista mafiosa. Secondo il sindaco di Brindisi, Cosimo Consales «È un attacco della criminalità organizzata senza precedenti. Ci sono troppe coincidenze in questa vicenda. Mi auguro che siano solo tali, anche se in questo momento la nostra unica preoccupazione è quella dei ragazzi». «È un attentato mafioso fatto per uccidere» ha aggiunto Nicola Fratoianni, assessore alle legalità della Regione Puglia. L'ordigno «poteva provocare una strage - ha detto Salvatore Giuliano, preside dell'istituto superiore Majorana di Brindisi, che ha nove classi nella sede dell'istituto Morivillo-Falcone - Pochi minuti dopo sarebbero arrivati tutti i ragazzi, sarebbe successa una tragedia infinita. Qui ci sono quaderni zuppi di sangue, brandelli di oggetti. L’esplosione l'hanno sentita in tutta Brindisi, non era certo una azione dimostrativa».

“QUANTO E’ BELLA LA GUERRA SIMULATA”


di Gianni Lannes

Non sono un esperto di Soft Air anche se ho seguito direttamente il fenomeno dall’anno 2000. Sono quel giornalista italiano che un decennio fa aveva scoperto e documentato sulle pagine del settimanale L’Espresso una strana cosa: l’attingimento di mercenari nell’ambito del Soft Air italiano. Comunque non sono un oplofilo come tanti individui che praticano questa attività che scarica lo stress. Semplicemente da cronista di guerra ho seguito alcuni conflitti in giro per il mondo. Come si fa ad apprezzare e, incentivare ed esaltare l’estetica della guerra? Lo puoi anche definire “gioco”, la natura di simulazione bellica non cambia. Una precisazione: questo blog è un diario pubblico, non un forum. Non siete obbligati a leggerlo. Ci sono piombati addosso commenti offensivi, sconnessi, blateranti, violenti e addirittura minacciosi. Ripeto per i “non udenti”: in Italia non siamo ancora al pensiero unico - anche se ora con questo attentato di Brindisi una ragazza innocente ha perso la vita - ma nuovamente alla strategia della tensione, alimentata ad arte da apparati “deviati” dello Stato per soffocare la protesta sociale pacifica. Sono nato in un paradiso naturale e vivo da sempre a contatto con la natura, senza bisogno di giocare idiotamente a fare la guerra. La base delle dittature è sì l’estremismo, ma il primo sintomo grave, come dice Dario Fo, è l’esilio dell’ironia “il sistema immunitario della mente”.  Ergo: non prendetevi troppo sul serio prima di scribacchiare sulla tastiera volgari amenità.


18.5.12

ECOMAFIA DEL VATICANO:
“FALDA INQUINATA DAI RIFIUTI
DELL’OSPEDALE SAN PIO”

Casa Sollievo della Sofferenza.

di Gianni Lannes 

Scorie radioattive e rifiuti pericolosi, un micidiale miscuglio proveniente dall’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” finanziato dalla Regione Puglia di Nichi Vendola - fondato da Padre Pio, santificato in tempi recenti da Papa Wojtyla - scaricati nottetempo in una voragine carsica del Gargano (area “protetta” e parco nazionale dal 1991). E’ accaduto per anni nell’agro di San Giovanni Rotondo. Lontano da occhi indiscreti: il sistema più facile per sbarazzarsi di spazzatura speciale. C’era solo l’imbarazzo della scelta, per via delle 500 cavità naturali note, ma poco esplorate nella “montagna del sole”. Risultato? Falde acquifere gravemente inquinate e denunce frettolosamente archiviate dalla Procura della Repubblica di Foggia.

Itinerario - Alla grava San Leonardo, in località “Donna Stella” si arriva percorrendo la strada statale 89 (Foggia-Manfredonia). Al bivio er San Giovanni Rotondo si prende a destra la nazionale 273 per dodici chilometri. Superato un chiosco s’imbocca sulla destra una mulattiera asfaltata. Dopo quattro chilometri, a sinistra una carrareccia conduce alla bocca (diametro 23 metri) della grande grotta carsica.  

Gargano.

17.5.12

TESTIMONI SCOMODI

USA in Italy.

di Gianni Lannes

Landi e Rapetto sono talmente imbarazzanti per il sistema di potere dominante nel Belpaese che è meglio farli fuori, allontanarli in tutti i sensi.
Il calendario segna il 4 aprile 2002. Sono circa le undici di sera quando i vigili del fuoco e i carabinieri di Tivoli trovano il corpo senza vita di Michele Landi nella sua casa di Guidonia Montecelio, ad una trentina di chilometri da Roma. Una corda intorno al collo con un nodo scorsoio, le gambe piegate con le ginocchia appoggiate sul divano, l’appartamento in disordine, ma senza segni di violenza. Quella mattina Landi avrebbe dovuto tenere una lezione agli uomini della guardia di finanza alla Luiss Management, ma non si è mai presentato. Ma chi era Michele Landi e di cosa si occupava? Tecnico informatico con i cabasisi, era stato consulente di Umberto Rapetto, all’epoca tenente colonnello della Fiamme Gialle, e del pubblico ministero di Palermo Lorenzo Matassa. Nelle loro prime dichiarazioni, entrambi escludono l’ipotesi del suicidio. Di più: Matassa pensa a un omicidio maturato in ambienti ben precisi: «Penso ai servizi segreti». Landi era venuto a conoscenza del segreto dei segreti: la strage di Ustica, nonché di particolari significativi sull’omicidio di Marco Biagi.

16.5.12

SAVIANO CHI?


di Gianni Lannes

Ora basta con la commedia perché la retorica anestetizza la realtà. Gomorra non è la Bibbia, non è un libro sacro, intoccabile: eppure il solito palcoscenico dei professionisti dell’antimafia italiota ha santificato questo testo mediocre, aggiustato alla meglio in Mondadori da tale Franchini &Co. per creare in laboratorio il “fenomeno” editoriale. Sono in errore sig. Saviano? Ci illumini lei con la versione autentica dei fatti sulla genesi editoriale del cosiddetto fenomeno.
Come ha scritto Roland Barthes: “la funzione sociale della parola letteraria (quella dello scrittore) è appunto trasformare il pensiero in merce”. Può la letteratura opporsi alle distorsioni del potere? In Italia, come sanno i furboni, le vie del doppiogioco sono infinite.   

EROI DI CARTA.
IL CASO GOMORRA E ALTRE EPOPEE

di Alessandro Dal Lago *

C’è qualcosa che non mi convince in tutta questa storia. Non credo affatto che la criminalità si combatta così, a colpi di moda (…) E’ la stessa retorica che lo scrittore sparge a piene mani a proposito della sua missione nel mondo. Che non sarebbe – si noti la modestia – “confortare gli afflitti ma affliggere i confortati” (…) A me sembra evidente non solo che quella di Saviano è una retorica basata sul senso di colpa (retorica che, in un paese cattolico come l’Italia, suscita facilmente il plauso), ma soprattutto un’ossessione (…) Ha mai svolto Saviano indagini su tante cose di cui parla, a parte la camorra? E improbabile, e allora perché gli si crede o comunque non si discute quello che dice? Perché è un martire, ecco perché. Noi siamo tutti colpevoli di non essere martiri e quindi gli crediamo a prescindere, come avrebbe detto un suo illustre concittadino. L’opinione corrente è che Saviano abbia rivelato in Gomorra i rapporti tra crimine ed economia globalizzata. Sui contenuti e sulla forma della rivelazione ho diversi dubbi , ma la questione è seria (…) Si dovrebbe parlare invece di agglomerati di poteri che si specializzano in pratiche solidali e funzionali tra loro – un tipo di dominio che naturalmente non ha a che vedere con alcuna inclinazione o specificità “culturale” o ctonia di Napoli o del “sud”, ma con processi storici di lunga durata. Di tutto questo troviamo ben poche tracce in Gomorra e in altri scritti di Saviano, salvo riferimenti occasionali e generici, e sempre comunque in un quadro in cui la camorra è male assoluto, non relazionale o forma politica. Nell’assenza del politico in questa “indagine” sulla camorra vedo la manifestazione di una retorica morale consolatoria e quindi un’ideologia: la bontà è tutta dalla parte dello Stato, in base all’opposizione assoluta Legge/Crimine (…) a me il “fenomeno Gomorra” pare perfettamente adeguato al clima culturale dell’Italia contemporanea. In un paese in cui la diffusione della conoscenza è largamente appaltata ai media e i conflitti ridotti a stereotipi, che a guidare l’opposizione morale al crimine organizzato sia lo scrittore-eroe appare del tutto coerente. Quando Saviano dice che la sua missione, oltre che affliggere i confortati, è creare una moda, ammette semplicemente di voler promuovere un legalitarismo unanimista e di maniera: Mondadori ha pubblicato il suo libro, gran parte dei quotidiani lo sponsorizzano e tutti sono contenti (…) 

IL DIRITTO ALLA CASA


nella lettera di
Francois Hollande
al DAL
(Droit au Logement - Francia)
Parigi, 27 aprile 2012.

Francois Hollande risponde ad una lettera di Jean-Baptiste Eyraud (portavoce del DAL). Non è un messaggio di circostanza. E un testo corposo, impegnativo, circostanziato, derivato non solo dalle convinzioni dell’esponente socialista, ma anche da un serio approfondimento del suo staff. Sarebbe facile per noi - ma vi invitiamo comunque a farlo - metterlo a confronto con la sprezzante insensibilità dei governanti del nostro paese.
Il DAL ci ha comunicato che apprezza il suo contenuto e vigilerà affinché a tappe ravvicinate gli impegni del nuovo Presidente si traducano in risultati effettivi. Per noi tutti tale lettera è senza dubbio un incoraggiamento a non mollare. 

LETTERA HOLLANDE ITALIANO

LETTERA HOLLANDE FRANCESE

15.5.12

FAZIO E SAVIANO:
CHIACCHIERE MORTE IN TV


di Gianni Lannes

Esordio per Fabio Fazio e Roberto Saviano su La7 con la prima delle tre puntate consecutive di “Quello che (non) ho”.

Che melassa il duetto ben prezzolato Fazio-Saviano, insomma tutto uno sbadiglio. A suo tempo ho letto Gomorra e mi ha deluso. Allora? Qual è l’anima di un testo scritto maluccio ed aggiustato alla meglio da mani esperte della Mondadori, che non contiene rivelazione alcuna sulle mafie o ecomafie che dir si voglia, ma che spara alcune banalità condite con grossolanità. Tra l’altro, il testo è stato accusato e sospettato di scopiazzature da bravi cronisti napoletani. Ma l’oggetto è incolpevole, ed è rimasto figlio unico. Sarebbe stato difficile ripetere il “miracolo”, con tutti gli occhi addosso, le scorte e il profumo di incenso che aleggia intorno al nuovo divo dell’antisistema a parole, anzi a chiacchiere morte. Un consiglio di lettura alla bisogna: Eroi di carta. Il caso Gomorra e altre epopee, di Alessandro Dal Lago.

A NUOTO CON I DELFINI GUARITORI

Delfino Filippo.
di Gianni Lannes

Intelligenti, sensibili, belli. Insomma: eccezionali terapeuti, in grado di arrecare benefici all’essere umano, di aiutarlo a guarire da alcuni malanni. La chiamano “delfinoterapia”. E’ praticata dagli psicologi dell’International University of Florida di Miami. In Europa è poco conosciuta. La terapia con l’ausilio dei delfini (“animal-assisted therapy”) è un’esperienza nuova in Italia. E’ stata introdotta dall’associazione scientifica Arion di Roma, dopo un attento studio delle esperienze internazionali, in particolare quella del dottor David Nathanson, in Florida. L’incontro con i cetacei (delfini “Tursiops truncatus”) avviene nel Delfinario di Rimini, dove l’Arion opera con progetti educativi e terapeutici, nonché programmi di ricerca specifici. E’ l’unico caso italiano di delfinoterapia. Un èquipe di psicologi, educatori e biologi marini coordina un trattamento di immersioni controllate con i delfini per bambini autistici. Il progetto sperimentale pluriennale è stato studiato in collaborazione con le università di Bologna, Siena e Parma. «I programmi - spiegano alla Arion - sono destinati prioritariamente a bambini (6-12 anni) affetti da autismo e ad adulti sofferenti di depressione. Persone con altre patologie, legate a problemi relazionali e di comunicazione, verranno inserite solo in numero limitato e dopo attenta valutazione dei vantaggi che la terapia con i delfini può offrire loro».
Delfino Filippo.