4.8.15

MAL’ARIA: GUERRA CONTRO NATURA

Italia: irrorazione di scie chimiche Nato sui centri abitati - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 
 di Gianni Lannes

Aria, acqua, terra e fuoco, elementi sacri e fondamentali per la vita, non sono quasi più in grado di rigenerarsi, da quando l’uomo è riuscito a manipolarli per estendere il suo dominio sull’umanità.

Un mondo in agonia. Il respiro umano si è trasformato in un rantolo a causa dell'aerosolchemioterapia bellica Nato. E’ stata alterata l’omeostasi ambientale. L'asfissia da particolato  provoca mancanza di ossigeno nei tessuti, e, quindi, predisposizione ai tumori, secondo i noti studi del premio Nobel Otto Warburg. In gran parte dell'Occidente, sono svaniti gli odori, poi i colori, infine i suoni di Gaia.

In questo tempo d’autismo di massa, senza sogni, senza luce e senza coraggio civile, la mia lingua è un alfabeto perduto. Che fare? Combattere la rassegnazione e l’indifferenza generale sulla base di una consapevolezza critica. 

Bisogna studiare attentamente il passato e tenere sotto la lente di ingrandimento il presente, altrimenti non ci sarà più futuro. Insomma, un altro mondo: non cavie, servi e automi dalla culla alla tomba. Liberi di essere avvelenati giorno e notte dall'alto dei cieli? Abbiamo da perdere soltanto le catene, per non abdicare alla nostra sovranità individuale e collettiva.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/08/svelati-i-misteri-del-clima-ecco-che.html 

L'ISOLA DEL GARGANO




di Sabino Acquaviva*

Questo libro è diverso. Infatti, di cosa si tratta? Di una denuncia? Del racconto di uno scempio con nomi e cognomi dei responsabili? Dell’attenta analisi della storia di un monumento? Di uno strumento che consenta di capire come l’ignoranza, l’indifferenza, gli interessi possano condurre alla distruzione di una realtà che fa parte del patrimonio dell’umanità? Di una implacabile critica di una maniera di fare politica? Di una testimonianza, come osserva Gianni Lannes, «dell’inflessibile volere del partito trasversale degli affari legati al mattone che distrugge con ferocia disinvoltura e cinico metodo ogni testimonianza dell’antichità?». Di tutto questo ed altro si tratta. Il presente è uno dei pochi libri scritti con il coraggio e l’onestà di chi vuole denunciare un delitto corale. Sì, perché questo non è il racconto della distruzione di un monumento ad opera di un singolo individuo. Allo scempio hanno partecipato istituzioni, individui, singoli, imprese di ogni tipo, persino molti di quanti sarebbero destinati a tutelarlo. Si capisce chiaramente che quanto è accaduto (e accade) è l’espressione di una cultura che ha devastato l’Italia e che, anche se parzialmente in declino, continua ad essere pericolosa e va tenuta sotto controllo. La devastazione subita dal Gargano nei decenni che stanno alle nostre spalle ci deve insegnare a vigilare. E vigilare significa anche condividere le battaglie dell’autore di questo libro, descrivere lo scempio, la sua storia, elevare la colonna infame che consenta di ricordare per sempre i barbari che hanno distrutto, spianato, ricostruito, sventrato, snaturato.

GIANNI LANNES AL CARPINO FOLK FESTIVAL



Gargano - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



CANTAR VIAGGIANDO - "Una valigia di ricordi"
"Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano"
5 agosto 2015 Ore 19.12: in viaggio tratta San Severo/Calenella

GIANNI LANNES "Gargano: la madre terra daunia"
Accompagnamento di REDI HASA e MARIA MAZZOTTA 
con progetto "Ura"

Degustazione di prodotti tipici regionali a bordo

SOSTIENI SU LA TESTA!



Guerra ambientale: dalla manipolazione del clima alla conquista del tempo. Che fare per fronteggiare il dominio militare? Realizzare un archivio europeo, grazie al sostegno di cittadine e cittadini. Inquinamento bellico, industriale, mafioso: chi più ne ha più ne scarica, a danno del ciclo naturale. Così viene meno la salute degli ecosistemi e di tutti gli esseri viventi, umani inclusi.  L'Italia, purtroppo, è uno dei Paesi più inquinati d'Europa.

La conoscenza è il sale della vita. E’ in fase di realizzazione avanzata una banca dati indipendente, completa di documenti segreti, riservati, occultati, inediti, inaccessibili ai comuni mortali. Il database europeo sarà fruibile gratuitamente sulla rete Internet, 24 ore su 24.

ASSASSINIO DI 19 MARINAI ITALIANI IN PARLAMENTO





19 marinai italiani torturati, e infine trucidati dalle forze armate francesi, con il beneplacito del governo italiano! Sicuramente il governicchio Renzi (eterodiretto dall'estero) non risponderà come per tanti altri casi documentati!

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=hedia 


ITALIA: GIORNALISTI IN PRIGIONE E DELINQUENTI AL GOVERNO!




Presentata un'interrogazione parlamentare per sollevare il caso dell'ex direttore di Epolis condannato e destinato al carcere per un reato di omesso controllo di stampa. Sul caso di Antonio Cipriani, ex direttore responsabile di E Polis che dopo il fallimento dell'editore di quel giornale si è trovato sulle spalle 34 processi da gestirsi e pagarsi da solo e, negli ultimi mesi, una condanna definitiva a 5 mesi e 10 giorni di carcere da scontare perché non sospesa, sono intervenute la parlamentare sarda del Pd, Caterina Pes e Sandra Zampa. In Italia la libertà di espressione non è tutelata, bensì vincolata ad una norma del codice penale di epoca fascista. Un fatidico esempio è il processo farsa imbastito a Torino contro lo scrittore Erri de Luca, reo di essersi espresso contro l'insensatezza dell'alta velocità mafiosa. E come tralasciare il caso emblematico del senatore Azzollini (ex forzitalia, poi Ncd con Alfano), per cui la procura della Repubblica di Trani ha chiesto motivatamente l'arresto, ed il conseguente salvataggio della casta, e la difesa dello stesso conclamato delinquente (secondo l'inchiesta giudiziaria) da parte di Matteo Renzi?

3.8.15

LA BELLA STAGIONE?

Cervia (25 luglio 2015) - foto Cris


E' naturale? I mass media recitano:  

"Meteo: 10 giorni di caldo africano e bombe d'acqua". 

 Cervia (25 luglio 2015) - foto Cris
 
L'Italietta delle banane, per i cosiddetti "alleati", è una comoda colonia di sperimentazione bellica, pullulante di cavie, servi e negazionisti dementi.

2.8.15

USTICA E BOLOGNA: DUE STRAGI DI STATI ALLEATI


  
Le stragi non vanno mai in prescrizione anche sotto governi telecomandati dall'estero.
Quei 20 chilogrammi di esplosivo che il 2 agosto 1980 fecero saltare in aria la stazione di Bologna provocando 85 morti e 200 feriti non c’entrano niente con il terrorismo palestinese, né tanto meno con il terrorista Carlos. Il giudice per le indagini preliminari di Bologna Bruno Giangiacomo, ha recentemente archiviato in via definitiva le indagini a carico dei terroristi tedeschi, Thomas Kram e Margot Christha Frohlich che erano finiti indagati dalla Procura nel filone della pista palestinese soffiata dal Mossad. 

Dopo 35 anni, tuttavia, la magistratura italiana non ha ancora individuato i mandanti e gli esecutori materiali, come per la strage di Ustica (27 giugno 1980) che ha mietuto 81 vittime il 27 giugno 1980 ed una ventina di scomodi testimoni dopo.

Si tratta di verità indicibili, coperte a tripla mandata dai segreti di Stati alleati (Italia, Francia, United States of America, Israele, Nato).

ITALIA, SU LA TESTA!

Agrigento - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

Gli esseri umani sopravvivono in una società dello spettacolo finta, manipolata, falsificata. Nel corso dell'ultimo mezzo secolo siamo stati tutti martellati con un inganno spettacolare, una distorsione della realtà. L'homo videns ritiene che ciò che vede sia quello che accade. Ma la realtà è proprio ciò che non si vede e non si conosce.

Nel linguaggio tradizionale, “complottista” significa colui il quale ordisce complotti. Nell’attuale era “post-orwelliana” di analfabetismo funzionale (di ritorno) e stravolgimento dei significati originari delle parole, assume paradossalmente il senso di “colui il quale vede complotti ovunque”. Ergo: il paranoico screditato e inaffidabile. Insomma, un' autentica idiozia, un ribaltamento illogico della realtà.

L’Italia, il nostro Paese, sembra privo di memoria, di slancio, di altruismo e di compassione. Per dirla con Carlo Levi: “Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo”. 

Cosa si può fare? Intanto non restare indifferenti. Fare qualcosa insieme invece che contro. Chiamare a raccolta quelli che si riconoscono nell’essere a favore delle persone, per la verità e la giustizia.  

STRAGI DI USTICA E BOLOGNA!




di Gianni Lannes


Da Ledeen a Renzi e ritorno a Tel Aviv. Le stragi non vanno mai in prescrizione anche sotto governi telecomandati dall'estero. 

 Quei 20 chilogrammi di esplosivo che il 2 agosto 1980 fecero saltare in aria la stazione di Bologna provocando 85 morti e 200 feriti non c’entrano niente con il terrorismo palestinese, né tanto meno con il terrorista Carlos. Il giudice per le indagini preliminari di Bologna Bruno Giangiacomo ha recentemente archiviato in via definitiva le indagini a carico dei terroristi tedeschi, Thomas Kram e Margot Christha Frohlich che erano finiti indagati dalla Procura nel filone della pista palestinese soffiata dal Mossad. Dopo 35 anni, tuttavia, la magistratura italiana non ha ancora individuato i mandanti e gli esecutori materiali. (continua)

riferimenti:

1.8.15

SCIE DI CONDENSA? NO, SCIE CHIMICHE BREVETTATE




La miscela di nanoparticolato irrorato sui centri abitati dell'Europa, penetra facilmente negli esseri viventi. Il biossido di titanio (di colore biancastro, prodotto dalla Du Pont – R 931) ha un elevato indice di rifrazione della radiazione infrarossa. 

 
Italia: aerosolchemioterapia bellica Nato


L' International Agency for Research on Cancer ha classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno per gli umani , classe 2b, se inalato.



LA MONTAGNA PROFANATA




di Sabino Acquaviva*

Questo libro è diverso. Infatti, di cosa si tratta? Di una denuncia? Del racconto di uno scempio con nomi e cognomi dei responsabili? Dell’attenta analisi della storia di un monumento? Di uno strumento che consenta di capire come l’ignoranza, l’indifferenza, gli interessi possano condurre alla distruzione di una realtà che fa parte del patrimonio dell’umanità? Di una implacabile critica di una maniera di fare politica? Di una testimonianza, come osserva Gianni Lannes, «dell’inflessibile volere del partito trasversale degli affari legati al mattone che distrugge con ferocia disinvoltura e cinico metodo ogni testimonianza dell’antichità?». Di tutto questo ed altro si tratta. Il presente è uno dei pochi libri scritti con il coraggio e l’onestà di chi vuole denunciare un delitto corale. Sì, perché questo non è il racconto della distruzione di un monumento ad opera di un singolo individuo. Allo scempio hanno partecipato istituzioni, individui, singoli, imprese di ogni tipo, persino molti di quanti sarebbero destinati a tutelarlo. Si capisce chiaramente che quanto è accaduto (e accade) è l’espressione di una cultura che ha devastato l’Italia e che, anche se parzialmente in declino, continua ad essere pericolosa e va tenuta sotto controllo. La devastazione subita dal Gargano nei decenni che stanno alle nostre spalle ci deve insegnare a vigilare. E vigilare significa anche condividere le battaglie dell’autore di questo libro, descrivere lo scempio, la sua storia, elevare la colonna infame che consenta di ricordare per sempre i barbari che hanno distrutto, spianato, ricostruito, sventrato, snaturato.

31.7.15

SCIE CHIMICHE: FOLLIA NATO!

 
Italia (luglio 2015): scie chimiche foto F. Martini


di Fabrizio Martini

Inarrestabili, subdole, bastarde, aberranti, indicibili, ripugnanti, spietate, folli, spregevoli, distruttive, orrende scie bianche che devastano il cielo; indisturbate da qualsiasi azione popolare. Nessun atto politico concreto contro una tale mostruosità, che sta annientando l’intero ecosistema vivente, è stato portato avanti.

30.7.15

IL PRIMO HOMO ERECTUS NELL'ITALIA DEL SUD

Apricena: il biglietto da visita - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)




di Gianni Lannes

 Apricena: cave dismesse e colline di inerti - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

C’era una volta l’uomo più antico del Mediterraneo, che viveva 1 milione e 700 mila anni fa nel nord della Puglia. Ad apricena nel 2006 sono stati ritrovati  - nella cava di Pirro nord - gli utensili in selce lavorata dell’homo erectus, nonché fossili di 50 specie animali diverse, tra cui tigri, babbuini, istrici giganti, ghepardi, mammut e cavalli. L’area, però invece di essere salvaguardata dalle istituzioni - governo italiano, regione e comune - è preda delle ecomafie, che in loco hanno occultato scorie radioattive e rifiuti pericolosi. Oggi, a conti fatti, i nostri antenati sono stati seppelliti dai rifiuti industriali della modernità.

 

IN ITALIA I GIGANTI DELLA SCIENZA DIMENTICATA



di Gianni Lannes

Altro che mafia e sottosviluppo: neanche si immagina vagamente cosa sia stato una volta il belpaese, in particolare il Sud. Tra Ottocento e Novecento uno dei più importanti centri di ricerca matematica di livello mondiale era di casa a Palermo. Infatti, del circolo matematico palermitano facevano parte giganti come Henri Poincaré, David Hilbert, Federigo Enriques, Felix Klein e altri.

Tuttavia, è sufficiente un semplice raffronto cronologico per comprendere l'amaro epilogo. Nel 1239 proprio in Italia viene scritto il primo testo scientifico in volgare. Dal 1974 nessun articolo scientifico elaborato nel nostro Paese viene più redatto in italiano, bensì nella scarna lingua commerciale inglese.

28.7.15

I MICENEI IN ITALIA

Roca antica - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)





di Gianni Lannes

Chi siamo? Da dove veniamo? Siamo più imparentati con gli “extracomunitari” orientali di quanto immaginiamo. 3.500 anni fa erano i padroni del Mediterraneo, non a caso inventarono la nave, ovvero la veloce galea, un’imbarcazione con 50 rematori. Navigarono fino alle foci del Po, conquistando l’intero Adriatico inclusa la "Padania"(di cui i razzisti ed ignoranti leghisti farneticano ai tempi correnti) con l’esplorazione e il commercio. Le più recenti scoperte archeologiche documentano che questi naviganti achei si insediarono stabilmente sulle coste dell’Apulia, ma non disdegnarono i litorali di Molise, Abruzzo e Marche. Il Gargano era uno dei loro avamposti più significativi, unitamente al Salento.

27.7.15

DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI: AL VIA LA DISINFORMAZIONE SOGIN





Sogin ha appena lanciato sulle principali reti televisive nazionali la campagna disinformativa sul progetto del Deposito Nazionale, l’infrastruttura di superficie dove saranno sistemati definitivamente i rifiuti radioattivi italiani, a bassa, media ed alta attività. Le scorie più pericolose, ossia di terza categoria saranno anch'esse ammassate insieme. 

A tutt'oggi la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale, con un ritardo di anni, non è stata resa di dominio pubblico. Perché?
Questa campagna propagandistica e menzognera - realizzata da Saatchi & Saatchi - per 4 mesi di programmazione costa agli ignari contribuenti ben 3,2 milioni di euro. A quando la rottamazione del carrozzone Sogin?


riferimenti:




LIGURIA: AEROSOLCHEMIOTERAPIA BELLICA NATO

Liguria: aerosolchemioterapia bellica Nato - foto Franco Giusto


di Franco Giusto*



Ponente ligure: ci risiamo alla grande. Cielo chimico per tutti e .... tutti gli organi di informazione zitti e coda fra le gambe. Un cielo così non mi sembra possa passare inosservato. Buon aerosol a tutti! 

*medico-chirurgo

26.7.15

CAVALLI FENICI IN SARDEGNA


di Gianni Lannes

 
Cavalli selvaggi dagli occhi a mandorla a cui i politicanti locali vogliono applicare il microchip e lucrarci sopra. 

Con una cantilena che alternava toni e cadenze diverse a seconda dei comandi da impartire, "su pastulladeri" ancora nei primi anni del dopoguerra, sfidava il caldo e la polvere dell'estate per guidare e incitare al lavoro, sulle aie della Marmilla e del Campidano, piccoli cavalli dagli occhi a mandorla. Se ne stava dritto, al centro di spiazzi ricoperti di cumuli di grano appena falciato, per far funzionare una trebbiatrice viva e ansimante, fatta di muscoli, di zoccoli, di nitriti e di sudore. "Is quaddeddus", i cavallini sardi dal manto baio o morello e dalla lunga criniera, sulla cui origine si discute ancora, erano disposti in fila e legati assieme, a catena, con una lunga fune, e dovevano girare e trottare tutto il giorno, intorno a uno stesso palo che faceva da perno, per calpestare di continuo spessi tappeti di spighe. 



Un lavoro massacrante, ripagato quasi sempre con qualche pugno di fieno e un sorso d'acqua, che si ripeteva ogni ano dopo la mietitura e si concludeva a fine stagione, quando stalloni e puledre venivano restituiti alla vita libera e selvaggia. Quei cavallini caratteristici per la ridotta statura, per la testa robusta e il collo corto, per l'aspetto selvatico, per il folto ciuffo di crine sulla fronte, per la lunga coda attaccata bassa, per le zampe nervose e sottili, per gli zoccoli duri e resistenti, erano diffusi un tempo in diverse zone della Sardegna, ma oggi sopravvivono soltanto sulla Giara di Gesturi, un altopiano di basalto, di sughere e di paulis, stagni imbriferi, che si erge, come un'isola nell’isola, su un mare di morbide colline mioceniche tra i rilievi del monte Arci, scrigno dell'ossidiana, l'oro nero della preistoria, e il Sarcidano.