24.11.16

INQUINAMENTO DELL’ARIA: ASSASSINO SILENZIOSO



di Gianni Lannes

In Europa uccide ogni anno quasi mezzo milione di persone. E’ un pericolo a piede libero, coadiuvato dalle irrorazioni belliche della NATO, nei cieli del vecchio continente. Mister Renzi, proprio quello che ora vuole stuprare la Costituzione repubblicana, in televisione (alla trasmissione Ballarò allora di Rai 3) aveva minacciato di trattamento sanitario obbligatorio gli iscritti del partito democratico che osavano parlare di questo tabù.


Non è tutto, bisogna tener conto anche delle radiazioni atomiche. In Francia, infatti, è appena scattato seppure con notevole ritardo, l'allarme nucleare: sono stati bloccati 12 reattori. Notoriamente, l'inquinamento non rispetta i confini territoriali ma si diffonde senza limiti geografici.

A documentare la gravissima situazione è nientedimeno che l’Agenzia europea pro ambiente. L’inquinamento dell’aria ammorbata sempre più dagli scarichi industriali e dalle scie belliche targate alleanza atlantica, è il principale fattore ambientale di rischio per la salute. Ieri il Parlamento europeo ha dato il via libera a una direttiva che impone agli Stati membri limiti più bassi per le principali sostanze inquinanti. L’obiettivo: abbassarne entro il 2030 la quantità nell’atmosfera sotto i livelli del 2005, per dimezzare l’impatto dell’inquinamento sulla salute. L’Italia non è affatto immune dal problema. Dal rapporto annuale pubblicato dall’Eea emerge che nel 2014 il valore di Pm10 ha costantemente superato i limiti nelle aree dove sono state fatte le misurazioni; figuriamoci altrove dove aleggiano costantemente le polveri sottili.

Attualmente l’Italia vanta ben due procedimenti di infrazione in corso in Europa, a causa della pessima qualità della sua aria. Uno aperto nel 2014, contesta lo sforamento dei limiti di Pm10 in 12 regioni fra il 2008 e il 2012; l’altro, attivato nel maggio 2015, riguarda i valori di diossido di azoto, sforato in 15 città di 7 regioni. Le nuove regole varate ieri, che adesso dovranno essere prontamente recepite dagli Stati membri dell’Ue, stabiliscono tetti nazionali ancora più stringenti per 5 sostanze letali: anidride solforosa, ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca e particolato fine; responsabili di problemi che vanno dalle patologie respiratorie e cardiovascolari alle piogge acide e alla distruzione delle colture.

A questo punto il governo sia pure eterodiretto e pro tempore dell’ineletto Renzi, anche in base all’accordo di Parigi (Paris Agreement) deve assolutamente limitare del 38 per cento i gas serra entro il 2030, tra cui il micidiale, infiammabile ed esplosivo gas a petrolio liquefatto. Quindi, i depositi costieri di gpl, ovvero i complessi produttivi a Chioggia, Ortona ma soprattutto Manfredonia, non sono affatto strategici e recano danni alla salute umana e all’ecosistema naturale. La Kuwait Petroleum, ossia l’Energas, nonché la Socogas e tutti i quaquaraquà doppiogiochisti del piddì in rottamazione sono ora legalmente avvertiti. Le istituzioni non possono stravolgere esse stesse leggi e normative. Tutti questi deleteri progetti devono essere sottoposti anche alla nuova direttiva europea in materia di impatto ambientale. Come attesta l’Ispra: «La direttiva  2014/52/UE  (Pubblicata  nella  G.U.U.E.  25  aprile  2014,  n.  L  124) reca  modifiche  alla  direttiva  2011/92/UE concernente  la  valutazione  dell'impatto  ambientale  di  determinati  progetti  pubblici e privati ed è entrata in vigore il 16 maggio 2014. Gli Stati membri dovranno recepirla entro il 16 maggio 2017». Affaristi, speculatori, prenditori e politicanti devono rassegnarsi a perderla questa partita in favore della vita e del bene comune.

Comunque, i governi e le istituzioni europee dovranno spiegare perché hanno escluso il metano dalla lista dei gas inquinanti, nonostante sia un gas serra 21 volte più dannoso per l’ambiente del biossido di carbonio. Anche se gli Stati membri hanno insistito per escludere il metano dal campo di applicazione della direttiva, spiegano al Parlamento, la Commissione europea ha tuttavia confermato che potrebbe riesaminare questo punto.

1 commento:

  1. La somma del numero dei morti, civili e militari, della II guerra mondiale, e' inferiore.

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