23.7.24

CLIMA TELECOMANDATO

 

Italia (inverno 2024) - foto Gilan

di Gianni Lannes

Sotto a chi tocca. In piena estate è stata allagata la Val d'Aosta mentre la Sicilia è a secco: prima era toccato a Marche, Ischia, Emilia Romagna e Toscana finire sott'acqua, anzi sotto il fango.

Caldo che si traduce in siccità prolungata: alla voce anomalie termiche. Niente accade per caso: tutto calcolato. United States of America: la conquista del clima entro il 2025. Il tempo metereologico è un'arma insospettabile: lo attestano la convenzione Enmod dell'ONU e la relativa legge italiana di ratifica. 

I maggiori danni economici sono causati da alluvioni, tempeste e ondate di calore. Un recente studio dell'European House Ambrosetti attesta che "lo stress idrico è ai massimi livelli, e in in Europa solo Belgio, Spagna e Grecia sono in condizioni peggiori dell'Italia". Il settore agricolo è il più colpito con 12 regioni italiane ad elevato stress idrico. A farne le spese sono soprattutto la produzione di miele, pere, ciliegie, olio d'oliva, vino e pomodori, con percentuali di calo che variano dal 60 al 12 per cento. 

Non è tutto. Con la privatizzazione dell'acqua avviata da Draghi e la falsariga della Meloni, adesso a rischio c'è anche la strategica produzione idroelettrica: 4646 dighe e invasi in affitto prolungato. Ora, addirittura il governo italiano - in un momento particolarmente critico - cede le centrali idroelettriche al peggior offerente. Tutti gli Stati membri hanno annullato le gare tranne l'esecutivo tricolore. Va sempre peggio con i politicanti covidioti. Nell'epoca della pandemenza ormai è impossibile negare la nefasta evidenza.

https://www.edizionimondonuovo.com/catalogo/scie-di-guerra/ 

 

19.7.24

DAL DONO AGLI ALGORITMI

 

foto Gilan

Gli algoritmi pilotano ciò che si vede in superficie e trasformano i contenuti adattandoli alla circolazione automatica priva di emozioni umane. La cultura mostra le sembianze dell'ostentazione visiva plasmata in un rumore di fondo privo di contenuti etici. Agli albori l’attenzione dei naviganti fluttuava in una costellazione di siti web di minuscole dimensioni dai contenuti di grande valore. I gesti che davano forma a quel microcosmo straordinario erano la profonda conoscenza di saperi e il loro scambio gratuito nel dono. Insomma, c'era una volta Internet come modello di distribuzione culturale a portata di tutti. I suggerimenti culturali condivisi da persone erano “atti sociali e morali”, l’inizio di percorsi fuori dai circuiti stabiliti dal sistema di dominio. allora, un altro mondo è sempre possibile.

Gilan

MAFIA NELLO STATO ITALIANO!


 

 https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=Borsellino

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=Scotten 

18.7.24

MONTAGNE: LE VIE DEL CIELO

 

Gran Sasso d'Italia: Corno Grande (8 luglio 2020) - foto Gilan

 

Le montagne sono le vie di terra che portano al cielo. Luoghi senza tempo, sacri e primordiali dove il respiro del vento ha un sapore magico che innalza l'animo umano verso un'altra dimensione vitale.

Gilan

GRAN SCASSO D'ITALIA!

 

Gran Sasso d'Italia (estate 2024) - foto Gilan

di Gianni Lannes

Una montagna antica e sacra ridotta a luogo da consumare fino alla fine. Funivia chiusa e discarica aperta: degrado ovunque, anche in alta quota con frastuono insostenibile e frotte di turisti (consumatori) che hanno ridotto le vette del Corno Grande e del Corno Piccolo ad immondezzai. Mentre lo storico bivacco Andrea Bafile cade in rovina, sorgono baracche nel cuore del Parco nazionale. Le montagne d'Abruzzo non sono cartoline. Gli esseri umani sono ospiti della Natura e non padroni.

17.7.24

STRAGI USTICA E BOLOGNA: OMISSIONI DI GIORGIA MELONI

 


 di Gianni Lannes

Dopo quasi mezzo secolo di menzogne di Stato (l'ultima clamorosa bugia di Cossiga sulla fine del Dc9 Itavia) e depistaggi istituzionali, ormai le carte scottanti non esistono più e incombono solo segreti nazionali e internazionali, assolutamente indicibili. In Italia dopo ben 44 anni i documenti ufficiali relativi alle stragi di Ustica e Bologna sono stati distrutti. Il governo Meloni (in carica dal 22 ottobre 2022) non ha dato attuazione alla direttiva relativa alla desecretazione degli atti per gli anni del terrorismo. Perché? Inoltre, è sparito l'archivio del ministero dei Trasporti per gli anni del terrorismo. Infine risulta arrestata la digitalizzazione degli atti inerenti i processi di interesse storico. Questi sono fatti concreti e vergognosi che ravvivano la memoria collettiva e spazzano via la retorica tricolore.

Bologna: stazione ferroviaria - foto Gilan

 

Riferimenti:

https://www.edizionimondonuovo.com/catalogo/ustica-e-bologna/  

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2024/05/israele-e-la-strage-di-ustica.html#more 

 

16.7.24

MARI D'ITALIA: A RISCHIO E PERICOLO NUCLEARE!

 




di Gianni Lannes

Radioattività sull'onda. Transito e sosta di sommergibili a propulsione e armamento nucleare nei porti del Belpaese, esercitazioni militari nazionali e internazionali (Nato & Usa) anche in parchi naturali e aree protette (sulla carta), nonché mancate bonifiche ambientali mettono a rischio la salute di più o meno ignari esseri umani: militari, civili inclusi gli animali. L'International Atomic Energy Agency ha trovato nel Mediterraneo, inclusi i mari d'Italia, addirittura il letale plutonio 139, un radionuclide artificiale.


 

SCHIAVI IN VENETO!

 

Venezia - foto Gilan
 

di Gianni Lannes

Ecco il miracoloso "made in Italy" nell'opulento Veneto. Solo qualche giorno fa ben 86 braccianti di nazionalità indiana sono stati casualmente scovati a faticare in condizioni di perfetta schiavitù nelle campagne in provincia di Treviso e Verona. La paga in nero: 5 euro all'ora per 14 ore al giorno. Insomma, la punta dell'iceberg. Non è un caso: lo sfruttamento al costo della vita umana è la norma in Italia, a partire dal profondo Nord Est tricolore.

Riferimenti:

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=schiavit%C3%B9 

 

12.7.24

CON MELONI PIU' SPESE DI GUERRA!

  



di Gianni Lannes

Le scuole pubbliche cadono a pezzi, gli ospedali arrancano e le biblioteche chiudono i battenti, eppure le autorità tricolore seguitano a sperperare denaro pubblico negli armamenti. Grazie alla solita disattenzione generale e alla sterile opposizione politica di facciata, Giorgia Meloni - che incoraggia la guerra In Ucraina e tace sul genocidio israeliano in Palestina - obbedisce allo zio Sam e aumenta le spese belliche del Belpaese, mentre al contempo in Italia si assottigliano quelle mediche, culturali e sociali. All'orizzonte si staglia un affare da 20 miliardi di euro: un ordine da 550 veicoli blindati a Rheinmetall, italianizzati dalla fabbrica di guerra ribattezzata Leonardo Spa. Si tratta della più grande commessa di mezzi corazzati nella storia del colosso degli armamenti in Germania. Inoltre, il 4 luglio scorso è stato presentato dal ministro Crosetto alla Commissione difesa della Camera, un decreto urgente (atto di governo numero 176) per l'acquisto di 24 nuovi cacciabombardieri Eurofighter Typhoon per la modica somma di 7 miliardi di euro.

 


L'amministratore delegato tale Roberto Cingolani (già ministro della cosiddetta “Transizione ecologica” sotto il governicchio Draghi), infatti, ha sottoscritto il memorandum d'intesa con il Ceo dell'impresa tedesca, Armin Papperger. L'esecutivo meloniano ottiene la catena di montaggio e il supporto logistico per il 60 per cento. Ogni carro armato “Panther” equipaggiati con il micidiale cannone da 130 millimetri (Future Gun System) costa attualmente oltre 15 milioni di euro. L'nquilina pro tempore di Palazzo Chigi nel 2023 aveva testualmente annunciato: "Sull'aumento delle spese militari ci metto la faccia!


11.7.24

AL SUD: BIBLIOTECHE FANTASMA!

 

foto Gilan
 


Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.

Marguerite Yourcenar, 

Memorie di Adriano, 

(anno 1951).

di Gianni Lannes

In Italia un terzo dei Comuni non ne ha neanche una e chi ne ha qualcuna la tiene chiusa o l'abbandona. Abruzzo, Molise, Calabria e Basilicata sono il fanalino di coda del Belpaese. A Bussi sul Tirino in provincia di Pescara la biblioteca comunale intitolata a Luigi Necco è chiusa da anni, nonostante un importante lascito testamentario datato 2018 del noto giornalista televisivo, con indicazioni non rispettate dall'amministrazione comunale: oltre 3 mila preziosi libri e materiale video della RAI assai raro a tutt'oggi non consultabili. Il pretesto ufficiale è addirittura la mancanza di personale. Sorte beffarda nella vicina Popoli (ribattezzata "Terme" di recente), dove la biblioteca civica è stata trasferita - per decisione municipale con vocazione a una miriade di autovelox per battere cassa) - dalla sua sede in riva al fiume Pescara in un orrendo prefabbricato, solo per lasciare il posto ad una caserma della Guardia di Finanza.

In ogni caso, in particolare nel Mezzogiorno la mancanza di strutture aggregative aumenta l’emarginazione sociale soprattutto dei giovani. A fare peggio sono le biblioteche scolastiche, costantemente inaccessibili (non fruibili) ai comuni mortali. Il problema: i politicanti tricolore sono allergici alla cultura.

10.7.24

SU LA TESTA!

 

Liberi sulle ali del vento - foto Gilan
 


Un diario internautico - senza pagine pubblicitarie - al servizio di cittadine e cittadini, basato su autonomia, legalità, difesa dei diritti, cultura e senso critico nel narrare i fatti, soprattutto quando il potere vuole tenerli nascosti o censurare la libertà.

L'espressione di una voce critica equivale all'assolvimento di un impegno civile. Il giornalismo d’inchiesta (ormai quasi estinto nel mondo ma soprattutto in Italia) è utile alla società quando, in modo indipendente e senza condizionamenti, assolve il compito fondamentale di controllare il potere, di mantenere sotto osservazione ogni sistema di dominio.

La ricerca giornalistica indipendente richiede tempo, approfondimento, impegno e fatica. Chi desidera sostenere il costasmte impegno ed il lavoro di libera informazione del diario internautico SU LA TESTA! può farlo con una libera donazione (causale: "Sostieni SU LA TESTA!") sul seguente conto corrente di Poste italiane:

 

ADRIATICO: SFRUTTAMENTO E DEGRADO PER DECRETO!

 

Venezia - foto Gilan

 

di Gianni Lannes

L'evidente inquinamento dell'estate 2024 spacciato per fioritura algale: non è un caso se si riduce il Mare Adriatico  - che impiega un secolo per ripulire le sue acque superficiali - in una cloaca a cielo aperto. Va sempre peggio col dilagante cemento armato spalmato sulla fascia costiera da Trieste a Otranto. Un mare di trivelle, grazie infine al governino Meloni e il Veneto sprofonda sempre più. Con decreto-legge 18 novembre 2022, numero 176, cosiddetto «aiuti quater», convertito con legge 13 gennaio 2023, sono state riattivate le concessioni di coltivazione di idrocarburi poste nel tratto di mare compreso tra il 45° parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po, a una distanza dalle linee di costa superiore a 9 miglia e aventi un potenziale minerario di gas per un quantitativo di riserva certa superiore a una soglia di 500 milioni di metri cubi, stabilendo che in deroga a quanto previsto dall'articolo 4 della legge 9 gennaio 1991, numero 9, è consentita la coltivazione delle concessioni per la durata di vita utile del giacimento previa presentazione di analisi tecnico-scientifiche e programmi dettagliati di monitoraggio e verifica dell'assenza di effetti significativi di subsidenza sulle linee di costa da condurre sotto il controllo del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica.

9.7.24

MADRE NATURA: LA CURA!

 

foto Gilan

La salvaguardia dell'ambiente non è un movimento politico, una moda tinteggiata di verde o un'ideologia di consumo, e neppure una "gretineria" commerciale, ma il nostro prossimo gradino evolutivo come specie umana sul pianeta terracqueo. L'ecologia non è una materia aggiuntiva a scuola, bensì una disciplina di pensiero critico e azione costruttiva, trasversale a tutte le materie scolastiche.

Siamo tutti ospiti di madre Natura, allora prendiamocene finalmente cura, in profondo ascolto della vita: delle persone, degli animali, delle piante, dell'acqua, del tempo e delle stelle.

Gilan

8.7.24

CATASTROFI INNATURALI!

 


https://www.edizionimondonuovo.com/catalogo/scie-di-guerra/

 

 

di Gianni Lannes

L'Italia è sempre più vulnerabile di fronte alle catastrofi artificiali, ovvero provocate dall'uomo per finalità di dominio, spacciate per eventi naturali. "La conquista del clima entro il 2025" non è un mero ritornello pubblicitario, ma l'obiettivo dichiarato dal 1996 del potere militare statunitense. Infatti il tempo metereologico è un'arma insospettabile, la cui manipolazione bellica è proibita almeno nominalmente dalla Convenzione Enmod dell'ONU.

Tornando al Belpaese: dati Ania, tra alluvioni e smottamenti lo scorso anno si è registrato il massimo storico dei danni assicurati, pari a 6 miliardi di euro. Il governino Meloni si vanta di possedere la soluzione: non la prevenzione, bensì l'obbligatorietà delle polizze per le imprese. Ecco quindi il monito del ministro della cosiddetta "Protezione civile", Nello Musumeci: "La nuova strada che bisognerà imboccare è quella delle assicurazioni per le aziende, non possiamo pendsare che lo Stato possa intervenire sempre e per tutti. Non ci sono più le risorse necessarie per un'emergenza che è diventata pressoché quotidiana". La polizza assicurativa contro le "calamità naturali" per le imprese è stata introdotta dalla legge di bilancio per il 2024 ed è in fase di deleteria attuazione.

6.7.24

IL CALCIO È PURA FANTASIA NON UNO SCHEMA!

 

Esordienti (anno 2024) - foto Gilan
 

di Gianni Lannes

L'Italia è in evidente decadenza nonostante il negazionismo di massa e pure il calcio ne risente non coltivando da tempo i puri talenti. Prova ne sia l'esclusione ai mondiali per due edizioni consecutive, la recente eliminazione dagli europei (con giocatori in nazionale strapagati che non sanno cosa fare col pallone) e il basso livello del campionato di serie A. Nei settori giovanili del Belpaese dove scarseggiano i valori educativi, si imprigiona la classe, si reprime la fantasia, si sterilizza la capacità inventiva mediante schemi teorici e movimenti meccanici. Che vuol dire? Che attualmente il sistema calcistico tricolore è minato nelle fondamenta. Non ha senso e non dà frutti meccanizzare i giovani come sui banchi di scuola, dove si annichilisce il pensiero critico. Lasciamo che i bambini e i giovani giochino con libera inventiva divertendosi senza essere imbrigliati. Calciare il pallone insieme agli altri può essere solo un gioioso divertimento e non una macchina per far soldi scimmiottando idoli di carta strapagati. Il facile successo non è pedagogia. Quando si deprimono i valori essenziali dell'umanità il risultato è scontato, o meglio fallimentare. Con finzioni, nepotismo e ipocrisia e incompetenza non si raggiungono traguardi. Occorre svoltare senza sconti al peggio dell'arrivismo.

Riferimenti:

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2018/11/niente-calci-di-punizione.html

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2024/02/campioni-di-vita-nello-sport.html 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2024/01/gigi-riva-rombo-di-tuono.html 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2022/11/gigi-riva-campione-unico-nel-calcio.html

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/11/maradona-genio-ribelle.html 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2023/12/poesia-del-calcio.html

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2020/12/grazie-paolo.html 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2022/03/italia-fuori-dal-mondo.html

5.7.24

ASSASSINIO DI ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN: GIORGIA MELONI NON RISPONDE AGLI ATTI PARLAMENTARI!

 

 
il Manifesto, 18 marzo 2006

di Gianni Lannes

Perché Giorgia Meloni in veste di Presidente del Consiglio (pro tempore) dopo un anno e tre mesi ancora non risponde all'interrogazione parlamentare numero 3/00327 datata 4 aprile 2023 a lei indirizzata, da parte di 17 senatori dell'opposizione, relativa al duplice omicidio in Somalia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin? Alla stregua dei passati inquilini di Palazzo Chigi, tali Conte e Draghi, che non hanno mai fornito una risposta agli atti parlamentari di sindacato ispettivo numero 2/00005 del 26 giugno 2018, numero 4/02695 del 9 aprile 2019 e numero 2/01563 del 13 luglio 2022. Cosa hanno da nascondere tutti i menzionati capi di governo italiano, passati e presenti?

DELITTI TARGATI STATO ITALIANO: GRAZIELLA, ITALO, ILARIA e MIRAN!

 

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin - foto Raffaele Ciriello (fotografo freelance assassinato dai militari israeliani)

 
Italo Toni e Graziella De Palo (archivio Fnsi)

di Gianni Lannes

Una sola pista di andata senza ritorno e un unico destino. Quattro giornalisti italiani assassinati per volontà dello Stato italiano al fine di occultare un traffico di armi e rifiuti pericolosi. Graziella De Palo aveva appena 24 anni quando scomparve a Beirut il 2 settembre 1980, insieme al collega Italo Toni che all'anagrafe ne contava 50. Erano in Libano per far luce sugli arsenali di guerra che dall'Italia sbarcavano su questa sponda del Mediterraneo.

Un'esecuzione in piena regola, come da manuale. Ilaria Alpi aveva soltanto 32 anni la domenica del 20 marzo 1994 in cui fu assassinata a Mogadiscio, unitamente al video operatore Miran Hrovatin che di anni ne contava 45. L'autopsia a Trieste stabilì che Miran era stato ucciso da un proiettile di piccolo calibro penetrato nella tempia destra. L'arma aveva sparato da una distanza ravvicinatissima e provocò una morte immediata. Ilaria sopravvisse ancora per circa 45 minuti al colpo sparato a contatto da arma corta nella parte posteriore della tempia sinistra, ma non fu prontamente soccorsa dalle pur presenti ma passive autorità militari italiane in loco. Quel giorno in Somalia nei pressi dell'ex ambasciata italiana della capitale somala, a meno di 50 metri dal luogo dell'agguato mortale, stazionava una pattuglia dell'Unosom (che non intervenne) al cui vertice dell'intelligence c'era il colonnello Fulvio Vezzalini, promosso in seguito fulmineamente generale alla stregua del colonnello Luca Raiola Pescarini, a quel tempo responsabile locale del Sismi. In loco c'era pure Mario Scialoja, affiancato da un nucleo di carabinieri del Tuscania. Perché questo ambasciatore non ordinò immediatamente di soccorrere i due cittadini italiani, né richiese alcun intervento sanitario a loro favore? Perché sono spariti tre taccuini di Ilaria e 6 cassette girate da Miran a Bosaaso?

 

ITALIA: VELENI OVUNQUE!

 


 

di Gianni Lannes

Alcuni veleni entrano negli esseri umani attraverso la pelle, come ben 17 diversi tipi di Pfas (sostanze poli e perfluoroalchiliche). I Pfas sono largamente usati nelle industrie e nei prodotti di consumo, inclusi cosmetici e prodotti per l'igiene personale. Ora (giugno 2024) la rivista scientifica Environment International ha pubblicato la ricerca intitolata “Dermal bioavailability of perfluoroalkyl substances using in vitro 3D human skin equivalent models”. I ricercatori dellUniversità di Birmingham hanno dimostrato che questi pericolosi composti possono superare la barriera epidermica e fluire nel sangue.

Non è tutto. Una nuova indagine di Greenpeace incentrata sui dati Ispra raccolti tra il 2019 e il 2022 ha attestato che la contaminazione da Pfas è presente in tutte le regioni italiane, non solo in Veneto (Miteni) e Piemonte (Solvay), dove sono state effettuate indagini nei corpi idrici. Malgrado l'ubiquitario inquinamento, tuttavia i controlli sono frammentari o addirittura assenti, come nel caso di Puglia, Sardegna, Molise e Calabria, mentre le maggiori criticità sono presenti in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Abruzzo. In ogni caso, i dati relativi alla presenza di Pfas in Italia confermano un'emergenza nazionale ampiamente diffusa e fuori controllo. Per quale ragione il governo tricolore non limita o bandisce l'uso e la produzione di queste pericolose sostanze? Perché l'esecutivo di Giorgia Meloni non tutela effettivamente l'ambiente e la salute umana? Il ponte sullo Stretto e il nucleare di ultima generazione sono armi di distrazione di massa?

Riferimenti:

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0160412024003581

https://www.greenpeace.org/italy/storia/23471/sedici-regioni-in-italia-hanno-i-corsi-dacqua-contaminati-da-pfas-sostanze-chimiche-pericolose/ 

https://echa.europa.eu/it/hot-topics/perfluoroalkyl-chemicals-pfas 

https://www.isprambiente.gov.it/files2023/pubblicazioni/rapporti/r_305_19_progettaz_pfas.pdf 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=pfas 

2.7.24

IL GOVERNO MELONI PUNTA SUL NUCLEARE!

 

San Piero a Grado (PI): centrale nucleare militare - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

 

di Gianni Lannes

Attenzione al “Piano nazionale integrato energia e clima” inviato adesso alla Commissione europea dal Mase e dal Mit per conto del governino Meloni. Ecco quanto si legge ora sul portale del ministero ecologico:

«uno scenario sul nucleare: 8 GW al 2050 per coprire l’11% della richiesta nazionale. Pichetto: “Traccia strada del futuro con grande pragmatismo”».

In altri termini un ritorno al fallimentare passato remoto, quando ancora non è stato risolto nel Belpaese il problema ineludibile delle scorie radioattive. Per la cronaca documentata: l'Italia ha rifiutato l'atomo industriale in ben due occasioni, con i referendum del 1987 e del 2011. La nebulosa retorica corrente straparla a vanvera oggi di una “transizione giusta e graduale” (Vannia Gava, viceministra al Mase), che non potrebbe prescindere dall'investimento sul nucleare, fino a coprire nel 2050 tra l'11 e il 22 per cento della richiesta nazionale. È la prima volta che nella miscela di proposte si affacciano nuove centrali nucleari e questo renderebbe il Piano “totalmente irrazionale” e “non in linea con una strategia di rapida decarbonizzazione, senza voler considerare i rilevanti rischi ambientali connessi e la bassissima accettabilità sociale”, chiosano Greenpace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Transport&Environment e Wwf Italia.

Il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin fa riferimento al nucleare addirittura come di “futuro possibile. Tra i limiti palesi del Pniec non c'è solo l'antidiluviano sfruttamento dell'atomo, dato che si vuole investire su gas, biocarburanti e sulla controversa cattura e stoccaggio di CO2, tecnologia ancorata al palo da 4 lustri. Perché far indietreggiare sul piano energetico il nostro Paese al secolo scorso? Con questo piano sgangherato l'Italia rinuncia a edificare attualmente le condizioni per una vera transizione ecologica a vantaggio di ambiente, persone e imprese, mentre si assecondano come sempre gli interessi speculativi delle industrie fossili e del nucleare.

 

Riferimenti:

https://www.mase.gov.it/comunicati/clima-energia-litalia-ha-inviato-il-pniec-bruxelles 

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna edotrice, Bologna, 2014.

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2023/10/italia-ritorno-al-nucleare-civile-e.html 

SOTTO LE MASCHERE!

 

 

di Gianni Lannes

Il giornalismo sotto copertura non è un'invenzione italiana - nonostante la pur meritoria indagine di Fanpage (giuridicamente legittima) - dell'anno 2024 per portare a galla le radici xenofobe e antisemite della gioventù cameratesca del partito meloniano, bensì una pratica che risale al 1880, quando Elizabeth Cochrane con lo pseudonimo di Nellie Bly si finse pazza per farsi internare nell'ospedale psichiatrico di Manhattan. Dall'interno potè vedere e raccontare per il New York World le condizioni di sofferenza e tortura cui erano sottoposte le prigioniere considerate "pazze".

Nella mia esperienza di free lance in prima linea dal 1987, mi è capitato spesso di infiltrarmi facendo valere effettivamente il diritto di cronaca: dagli ospedali pubblici e privati ai manicomi del Vaticano (foraggiati con denaro del contribuente almeno fino all'anno 2007), dalle caserme tricolori sotto mentite spoglie di Echelon alle basi militari (USA &NATO), dai covi dell'ecomafia ai territori della criminalità organizzata, e così via.

Il giornalismo sotto copertura è fondamentale per la democrazia, perché può narrare dal di dentro pericolose realtà ignorate e far emergere il lato oscuro dell'inciviltà umana. Il compito di un cronista è porre domande a chi detiene il potere, mentre il dovere di un politicante incaricato di governare è rispondere sempre nella più totale trasparenza ai quesiti dei giornalisti. Giorgia Meloni teme l'indicibile verità? Piuttosto dopo essere stata punta su un nervo scoperto la smetta di frignare. La funzione principale del giornalismo è controllare ogni articolazione del sistema di dominio. La politica quando è nobile e non una farsa di regime, deve realizzare il bene comune, non altro.

 

Riferimenti:

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=giornalismo 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=echelon 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=meloni 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=lollobrigida 

Gianni Lannes, Il grande fratello. Strategie del dominio, Draco edizioni, Modena, 2012. 

https://www.fanpage.it/politica/antisemitismo-e-razzismo-cosi-parlano-i-dirigenti-di-gn-che-fanno-carriera-con-i-big-di-fdi/ 

https://www.fanpage.it/politica/perche-linchiesta-di-fanpage-su-gioventu-nazionale-e-giuridicamente-legittima/ 

TELEMELONI NON È LA RAI!

 

 

di Gianni Lannes

Uno squallore istituzionale sempre più buio anche nel servizio pubblico. La parentopoli meloniana al potere per conto terzi, non si limita al ministro Lollobrigida, cognato di Giorgia. Ecco la Rai: dalla lottizzazione partitocratica a Telemeloni con le assunzioni telecomandate tra i programmisti multimediali di Matteo Tarquini, ovvero il figlio di un amico dell'amministratore delegato (tale Roberto Sergio) e di Ferdinando Colloca (alias "mr. Ferdy il guru"), un esponente di Casapound intrecciato col clan Spada di Ostia. A sollevare il coperchio del nauseabondo calderone una denuncia circostanziata della Rappresentanza sindacale dei lavoratori (Rsu). Colloca  ha pure due fratelli stipendiati da mamma Rai: Salvatore (prima Fdi, poi Lega) e Gaetano. Le assunzioni dirette sono state affondate a una ditta esterna, ossia l'Adecco, scavalcando concorsi interni, stabilizzazioni e liste di disoccupazione, prervia modifica del cosiddetto codice anticorruzione di viale Mazzini. Insomma, la principale indiìustria culturale del Belpaese è stata degradata a marchettificio senza alcuna trasparenza e in disregio al merito. In Italia è proprio notte fonda e i covidioti pagano in silenzio.

Riferimenti:

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=meloni 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=lollobrigida 

Gianni Lannes, Il grande fratello. Strategie del dominio, Draco edizioni, Modena, 2012.

1.7.24

FASCISMO MASCHERATO: MELONI NON FIATA!

 


 di Gianni Lannes

Alla voce omissioni. Sembra che Giorgia Meloni non riesca a pronunciare la parola fascismo, pur essendosi abbeverata ideologicamente al partito neofascista Msi di Almirante (finanziato per decenni dalla Central Intelligence Agency in funzione anticomunista). Nel commentare la buona inchiesta giornalistica di Fanpage (ha fatto il proprio mestiere con mezzi assolutamente legittimi) ha condannato il razzismo e l'antisemitismo, ma la parola fascismo non l'ha proprio pronunciata. E la riproposizione della storiella che appunto il fascismo ha sbagliato solo con le leggi razziali, dimenticando però tutto il resto del criminoso fardello. Insomma la reazione dell'inquilina di Palazzo Chigi è stata più scandalosa del vero scandalo mostrato da Fanpage. In realtà l'occasione è stata propizia per attaccare nuovamente la libera stampa, alludendo a ipotetici futuri bavagli. Un fatto davvero inquietante. Il suo ostinato silenzio sul fascismo è mera ipocrisia? Alla prova dei fatti acclarati, il razzismo fascista non spunta nell'Italietta di regime con le leggi razziali; basti ricordare ai camerati smemorati i discorsetti di Mussolini contro gli slavi già negli anni '20 o quelli che il ducetto orchestrava durante le guerre coloniali. Non è possibile condannare soltanto le leggi razziali senza condannare fermamente il fascismo. 

ADRIATICO: UN MARE DI FOGNA!

 

Abruzzo: Torre Cerrano: "area marina protetta" (30 giugno 2024) - foto Gilan

 

Torre Cerrano - foto Gilan

di Gianni Lannes

Domenica 30 giugno 2024: benvenuti a Torre Cerrano, territorio di Pineto in provincia di Teramo. La cosiddetta "area marina protetta" è diventata una cloaca a cielo aperto. Una trasformazione lenta, inesorabile e macroscopicamente visibile al punto da risultare incancrenita. In loco le schiume artificiali risultano sedimentate sui bassi fondali sabbiosi, tanto da rigonfiarsi spesso sulla battigia tra l'indifferenza generale, in particolare delle istituzioni, a partire dal capo della Regione Marsilio; irresponsabilità e disattenzioni equamente ripartite con la Meloni, inquilina pro tempore di Palazzo Chigi. Mucillagini naturali? Macché. E che dire delle continue esercitazioni militari, nonché dell'andirivieni incontrollato di navi da crociera?

 

foto Gilan

 

30.6.24

SCHEDATURA IN-SANITARIA!

 


 

di Gianni Lannes

Dalla democrazia incompiuta alla tecnocrazia il transito è già in atto verso il contagioso covidiotismo globale, dopo gli arresti domiciliari di massa e le inoculazioni forzate di sieri sperimentali spacciati per vaccini salutari. Attenzione, anzi massima allerta per ciò che si profila all'orizzonte con l'ignorante consenso generale. Mentre va in onda la solita disinformazione pilotata e incombono le distrazioni di massa, avanza un altro pericolo reale ai danni di ogni persona e della collettività. Un altro attentato alla libertà. Alzi la mano chi tra la stragrande maggioranza della popolazione italiana, è a conoscenza del “Decreto Fascicolo sanitario elettronico 2.0” datato 7 settembre 2023, firmato dai ministri Schillaci, Giorgetti e compagnia bella. Si può fare opposizione entro il 30 giugno 2024. 




26.6.24

USTICA: STRAGE ISRAELIANA E DEPISTAGGIO ITALIANO!

 



di Gianni Lannes

L'impronta digitale sul corpo del reato è un serbatoio ausiliario venduto dagli statunitensi e montato su uno dei caccia di Tel Aviv che hanno colpito il Dc-9 Itavia, causando la morte di 81 persone (tra cui 13 bambini), nonché i tracciati radar della stazione militare inglese di Akrotiri nell'isola di Creta. Le autorità italiane non hanno mai richiesto tali informazioni, in compenso hanno fatto sparire in gran fretta sulla Sila con l'ausilio dei carabinieri, il caccia targato "Stella di Davide", caduto la sera del 27 giugno 1980, sostituendolo con un Mig 23 fatto decollare appositamente da Pratica di Mare il 18 luglio 1980. Non esiste alcuna prova del fantomatico viaggio di Gheddafi in Polonia quella sera. Nella nota telefonata intercorsa tra Ciampino e Siracusa, viene segnalata la discesa di due velivoli militari sulla G-8, l'aerovia militare che dalla Campania scende verso la Calabria e poi prosegue verso la Grecia, impegnati nel far ritorno alla “terra promessa”. Ecco la risposta alle rogatorie al NATO Programming Center di Bruxelles:

“Tra le 17.24 e le 17.50/Z sono state registrate varie tracce con velocità diverse superiori a Mach 0.9 in volo ad altitudini tra i 27 e i 42 mila piedi sul Golfo di Napoli e la Calabria”.

Nella cosiddetta zona D in fondo al Mar Tirreno in corrispondenza del Punto Condor, dove si incrociano l'aerovia civile Ambra 13 e quella militare Delta Whisky 12, in prossimità dell'area dove era avvenuto ''attacco all'aereo civile italiano, il 15 maggio 1992 venne recuperato appunto un serbatoio ausiliario sub-alare per aerei militari prodotto negli USA dalla Pastushin Industries.


 

Negli anni '70 Francia e Italia avevano aperto la via del plutonio all'Iraq con la cessione di tecnologia nucleare per produrre ordigni atomici, così provocando la reazione criminale di Israele, ordinata dall'allora premier Menachem Begin, completata il giugno 1981 col bombardamento da parte dell'Heyl Ha'avir del complesso nucleare di Tuwaitha (costruzione italo-francese) a 20 chilometri da Bahdgad. Il 18 marzo 1980 il New York Times aveva titolato: “Gli Stati Uniti accusano l'Italia di vendere tecnologia per la bomba atomica all'Iraq”. Alla fine del giugno 1980 era in programma il trasferimento di uranio arricchito al 93 per cento dalla Francia all'Iraq, sorvolando l'Italia. L'IAEA il 28 e 29 giugno 1980 - come attestano i suoi rapporti - procedette alla verifica degli impianti. Quella strage è stata un clamoroso errore dell'aviazione israeliana? Le autorità italiane hanno “sacrificato” 81 persone per salvaguardare un lucroso affare? Petroldollari in cambio di capacità atomica. Come spiegare l'incredibile ritardo nell'operazione di ricerca dell'aereo precipitato nel Tirreno? A quel punto non doveva salvarsi nessuno? Tutti complici. Ecco perché la verità, dopo 44 anni è ufficialmente indicibile e si continua a distrarre l'opinione pubblica con menzogne di Stati alleati e depistaggi multinazionali, veicolati nel Belpaese da giornaloni e televisioni. Vale e prevale il segreto di Stati alleati. La nazione ebraica è sempre intoccabile? Un fatto è certo: l'Italia è priva non solo di memoria critica, ma di indipendenza, sovranità, giustizia e dignità.


25.6.24

SCHIAVISMO: MADE IN ITALY

 

Sfruttamento "made in Italy" - foto Gilan


di Gianni Lannes

Schiavi invisibili: usa e getta. Mi servi e ti uso. Però, se ti rompi vieni buttato via come un sacco di spazzatura. A proposito di attualità: Satnam Singh era un lavoratore indiano sfruttato a morte nell’agropontino italiano. È stato lasciato morire: un macchinario gli ha tranciato un braccio. Il padrone dell'azienda per cui il bracciante lavorava in nero invece di portarlo in ospedale lo ha sbattuto su un furgone e lo ha scaricato per strada insieme al braccio mozzato. Satnam è morto dopo due giorni di agonia. Al suo posto è già arrivato un altro schiavo dalla pelle scura: ingaggiato in nero a 2,5 euro l'ora dall'alba al tramonto per tenere i piedi il sistema dell'agroalimentare tricolore celebrato dal ministro Lollobrigida, cognato della Meloni. Ecco il fiore all'occhiello di questa filiera insanguinata con omicidi a chilometro zero.

24.6.24

PROVE DI GUERRA NEI MARI D'ITALIA RIDOTTI A DISCARICA BELLICA!

  

 

di Gianni Lannes

Bandierine blu? Pagate con denaro pubblico. E le zone di protezione ecologica? Macché. Non c'è pace nei mari che bagnano l'Italia. Basta udire improvvisi boati oppure consultare il Portolano della Marina Militare (da pagina 27 in poi) aggiornato all'estate dell'anno 2024, per rendersi conto di rischi, pericoli, minacce alla vita umana nonché del livello di inquinamento chimico e radioattivo derivante dalle attività militari ormai quasi ininterrotte e spesso pilotate dalla Nato, ma non solo. Non a caso l' International Atomic Energy Agency ha trovato addirittura il plutonio 239 (un radionuclide artificiale) nelle acque costiere del Belpaese.


 


 

Dal Tirreno allo Ionio fino all'Adriatico senza risparmiare le isole minori e maggiori degradate ad aree di tiro navale e subacqueo: perfino sui fondali di aree marine protette (sulla carta) e parchi virtuali, a profondità anche di pochissimi metri, giacciono ordigni inesplosi, cariche belliche attive, mine, siluri, residuati bellici e addirittura una miriade di relitti imbottiti di arsenali esplosivi sempre pronti a deflagrare. Capitolo a parte, i poligoni permanenti e temporanei, dalla Sardegna, alla Sicilia, dalla Liguria alla Toscana, dalla Puglia all'Emilia Romagna, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Nel Mare Adriatico, infine, insistono ufficialmente ben 23 aree, da nord a sud, con un diametro variabile da 5 a 9 miglia nautiche, dove gli aerei militari scaricano impunemente le bombe avanzate dai conflitti. Insomma, il Mare Nostrum non è stato trasformato soltanto in una minacciosa polveriera di morte, ma soprattutto ridotto a gigantesca discarica a fondale perso, dove gli alleati realizzano esperimenti militari e prove di guerra senza neanche consultare o informare i sottoposti e subordinati politicanti tricolore. Nonostante la schiacciante evidenza, i negazionisti imperversano ovunque: dai giornaloni, al web, alle televisioni, mentre le autorità di ogni ordine e grado fanno finta di niente. In barba alla censura totalitaria, la verità prima o poi viene a galla.

 

18.6.24

ARMI NUCLEARI: IL BOOM!

 


 

di Gianni Lannes 

Siamo ad un soffio dall'ultima guerra mondiale, quella finale che minaccia di disintegrare la residua umanità, mentre tanta gente lobotomizzata dai consumi rincorre le distrazioni di massa. Non solo annunci nucleari. In gran segreto ogni potenza atomica a partire dagli Stati Uniti d'America e Israele, da tempo potenzia i propri arsenali in termini di spiegamento e di ammodernamento. Per Tel Aviv - responsabile della strage di Ustica - è il segreto più ferreo. I dati statistici più recenti parlano chiaro, a differenza dei politicanti che mentono spudoratamente all'opinione pubblica. Secondo un rapporto dell'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (premio Nobel per la pace 2017), nel 2023 ben nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso 10,8 miliardi di dollari (ovvero il 13,4 per cento in più rispetto al 2022. Il totale per l'anno passato è di 91,4 miliardi. In cima a questa classifica troviamo nell'ordine Russia, Cina, Regno Unito e Pakistan. E come dimenticare le irresponsabili dichiarazioni di Stoltenberg (nomen omen) in ambito Nato che promuove nuove forme di dispiegamento delle proprie armi nucleari, posizionate anche in Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Turchia (modello B61/12). Federation American Scientist e Sipri danno i numeri veritieri: più di 12.100 testate nucleari di cui 9.500 pronte all'uso e 3.900 dispiegate su missili e aerei. L'orlo del baratro è pronto: la fine.

Riferimenti:

Gianni Lannes, Italia USA e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014. 

https://www.edizionimondonuovo.com/catalogo/ustica-e-bologna/ 

https://www.pellegrinieditore.it/israele-olocausto-finale/ 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=b61 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=israele%2Bnucleare

https://www.icao.int/Meetings/ICAN2023/Pages/default.aspx 

https://fas.org/issue/nuclear-weapons/

BOMBE AD OROLOGERIA: LA GENTE SI AMMALA E GIORGIA MELONI TACE!

 

Bussi Officine: fabbrica militare difosgene (24 maggio 2022)- foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 

di Gianni Lannes

Il Belpaese è ancora disseminato di bombe ad orologeria, ovvero pericolosi residuati bellici (proibiti dalla Convenzione di Ginevra del 1925) che seminano malattia e morte nell'ignara popolazione tricolore. Si tratta di industrie chimiche (militarizzate) che, nel corso di oltre mezzo secolo anni, hanno rilasciato nell'ambiente una molteplicità di sostanze inquinanti ad azione cancerogena, mutagena, teratogena e nociva. L'attuale inquilina di Palazzo Chigi in concreto che fa? Niente. Al massimo tace.

Per la cronaca documentata: la Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche di Parigi del 1993 è entrata in vigore il 29 aprile 1997 e ha sancito definitivamente il bando completo di tali armi. L'Italia ha ratificato la convenzione con la legge 18 novembre 1995, n. 496, modificata ed integrata con legge 4 aprile 1997, numero 93.

Ad esempio l'ex-stabilimento militare NBC (Nucleare Batterico Chimico) di Ronciglione (VT), anche detta «Chemical City», si trova a poche decine di metri dal lago di Vico in provincia di Viterbo e nel cuore di una riserva naturale istituita dalla regione Lazio nel 1982. La zona militare in questione è stata un complesso industriale militare di produzione di armi chimiche tra il 1935 e il 1944. Tale area ha conservato fino agli anni '90 del secolo scorso le armi chimiche ivi prodotte, e non solo; nel 1996 venne scoperto il contenuto chimico ivi contenuto a seguito di un incidente che nel gennaio di quell'anno coinvolse un ciclista di passaggio all'esterno della zona militare.

Il materiale scoperto in quell'anno, durante la prima bonifica della zona da parte dei militari, consisteva in almeno 150 tonnellate di iprite del tipo più micidiale, mescolata con arsenico. In più c'erano oltre mille tonnellate di adamsite, un gas potentissimo ma non letale usato contro le dimostrazioni di piazza. E oltre 40 mila proiettili di tutti i calibri. Dal terreno sono poi sbucate 60 cisterne di fosgene assassino, ciascuna lunga quattro metri; tutte in pessime condizioni, con evidenti lesioni e tracce di ruggine.