13.3.24

MOLISE: REGIONE FANTASMA!

 

Termoli - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

 

di Gianni Lannes

Benvenuti in un luogo meraviglioso depredato dagli uomini. Il Molise non esiste. Come no? Attualmente appare come una gigantesca discarica ecomafiosa a tutti gli effetti, ma non solo. Si tratta soprattutto di un feudo elettorale ossia un mero serbatoio di voti a buon mercato, assediato in terra e per mare dalla brama di profitto. Qui si possono realizzare impunemente speculazioni di ogni genere, a danno del territorio e degli autoctoni che vantano una qualità della vita sempre più al ribasso. Una landa adriatica impervia dalla bellezza struggente e dalla storia mirabolante, abitata da gente mite e laborosiosa. Tuttavia questa è un'area sempre più disabitata e sommersa dai debiti pubblici alimentati dai politicanti locali, prima democristiani poi berlusconiani. A fine 2023 i residenti ufficiali sono appena 289.294. La Sanità pubblica è commissariata da tre lustri e vanta un debito stratosferico per le finanze della minuscola regione, ovvero una cifra che supera i 138 milioni di euro. Non è tutto: il territorio viene usato da alcuni decenni per lo sfruttamento industriale a più non posso (Fiat, Union Carbide sotto mentite spoglie, Sorgenia e così via a Termoli), senza alcuna sicurezza e protezione ambientale. Il fiume Biferno che sfocia tra Campomarino e Termoli, già negli anni '90 era stato ribattezzato in loco non a caso “Inferno”. Quanto ai tesori dell'archeologia una visita all'antica Sepinum rende l'idea della grave situazione a partire dal fallimento politico a gestione clientelare sulla base del familismo amorale.

 

Sepinum - foto Gilan

Insomma, questa terra dimenticata del Mezzogiorno priva di anticorpi culturali e politici sprofonda in un buco nero. La misura della situazione? A Straburgo il Molise - che pur vanta menti straordinarie, è rappresentato dal geometra Aldo Patriciello che nei decenni è transitato in tanti partiti, dalla diccì fino alla lega salviniana passando per il carrozzone di sua emittenza.

In Molise, nel corso della campagna elettorale relativa alle elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento indette per il 25 settembre 2022, i candidati dei partiti dell'attuale maggioranza (post-fascista ed affarista) per il Senato della Repubblica e per la Camera dei deputati hanno, a più riprese, citato, tra i primi obiettivi prefissati nel primo anno, qualora eletti, il "decreto Molise", ovvero un provvedimento straordinario da adottare per superare il commissariamento della sanità regionale, abbattere il debito della Regione, puntare su una sanità pubblica di qualità nonché per la realizzazione di una non meglio precisata "nuova strada per sostituire la Bifernina" (l'arteria di collegamento stradale più importante, che collega l'area del basso Molise con l'interno e con il capoluogo).

I candidati, oggi, siedono nelle rispettive Camere in quanto eletti, lautamente remunerati con denaro pubblico ad occupare poltrone e cadreghini. In particolare parlamentari molisani rivestono oggi la carica di vice presidente della 5a Commissione permanente (Bilancio) e di membro della 6a Commissione (Finanze e tesoro), quindi, in due commissioni nevralgiche per l'approvazione di un provvedimento di chiara natura economico-finanziaria.

Nel 2022 e nel 2023 la stampa ha riportato numerosi interventi di esponenti delle stesse formazioni politiche che fanno riferimento al "decreto Molise". Anche il Ministro della salute Schillaci, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università degli studi del Molise, ha confermato la volontà di arrivare ad un "decreto Molise" che interessi non soltanto il Dicastero della salute ma anche il Ministero dell'economia e delle finanze (Ansa, 29 novembre 2022).m La notizia è stata ripresa dai parlamentari di maggioranza che, complimentandosi con il Ministro, hanno puntato l'accento sulla necessità di azzerare il debito sanitario molisano.

Nel marzo 2023, a Isernia, a margine dell'evento per la presentazione del libro di Pier Ferdinando Casini, un altro deputato di maggioranza ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il Decreto Molise, per la Sanità, lo stiamo affrontando formalmente, è scritto già" ("isnews.it", 13 marzo 2023).

Trascorsi ancora circa otto mesi, è arrivata un'altra dichiarazione rassicurante, ovvero che "Il Decreto Molise è pronto ed è al vaglio del Ministero dell'economia. Nel frattempo si stanno adottando delle iniziative che possano portare soluzione ai problemi della sanità in Molise. Nel frattempo stiamo estrapolando da quel decreto dei contenuti, attraverso dei provvedimenti specifici. Ci auguriamo di arrivare fino in fondo e approvarlo" ("isnews.it", 10 novembre).

Dopo ulteriori tre mesi, in occasione della presentazione della candidatura all'Europarlamento del parlamentare europeo Aldo Patriciello, a Venafro (Isernia), alla presenza del ministro Salvini, il deputato ha rilasciato un'ulteriore dichiarazione sul "decreto Molise" ammettendo che "È abbastanza complicato data l'entità della spesa che comporta. Stiamo lavorando al Decreto Molise, io personalmente ho pronto un provvedimento ma comporta davvero l'impegno di risorse davvero consistenti da parte dello Stato e che non è facile reperire" ("isnews.it", 4 febbraio 2024).

Per la prima volta dopo le elezioni politiche e la campagna elettorale, a distanza di quasi 18 mesi, il centrodestra ha ammesso le difficoltà di adottare un provvedimento di tale tipo e, a fronte delle critiche espresse dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Molise, Roberto Gravina, il deputato ha controreplicato affermando che il "decreto" esiste ma il debito molisano, molto ingente, non potrà essere azzerato e "si procederà alla sua riduzione, in modo consistente. Annullare il debito è praticamente impossibile" ("quotidianomolise.com", 6 febbraio 2024).

In ogni caso è iniziata la consultazione pubblica del programma operativo sanitario della Regione per il triennio 2023-2025 e non è dato leggervi alcun riferimento a somme ulteriori previste per la riduzione o l'azzeramento del debito sanitario. Attualmente nei documenti contabili approvati dalla Giunta regionale non esiste traccia alcuna di somme erogate in favore della Regione volte alla riduzione strutturale del debito.

La regione Molise, a maggio del 2005, mentre era già in piano di rientro, sulla scorta del quale dava corso al ridimensionamento di ospedali storici, come quelli di Venafro e Larino, ad accorpamenti, a tagli, alla consistente compartecipazione dell'utenza e altro, varava una legge di riordino, con cui decretava la liquidazione delle aziende sanitarie locali e la istituzione della ASReM.

L'ente regionale, a causa del disavanzo di esercizio relativo alla spesa sanitaria, che nel 2007 era di circa 61 milioni di euro e che cresceva ulteriormente nel 2009, veniva commissariata, con l'affidamento della gestione della sanità molisana, costituente più dell'80 per cento del bilancio regionale, ad un Commissario ad acta, individuato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 luglio 2009, nell'allora presidente della regione Molise, Michele Iorio (vice presidente regionale Aldo Patriciello), riconfermato nell'incarico commissariale con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2012.

La gestione commissariale avrebbe dovuto ricondurre, nel giro di un paio di anni, il sistema sanitario regionale nell'ambito dell'ordinata programmazione sanitaria e finanziaria, con il rientro dal debito sanitario e l'avvio di un processo di riorganizzazione e di riduzione degli sprechi, senza pregiudicare in alcun modo il diritto inalienabile ed incomprimibile, costituzionalmente sancito, alla salute dei cittadini molisani.

Dopo 15 anni di gestione commissariale la situazione si è aggravata per effetto della mancata previsione di deroghe ad alcuni dei parametri fissati dal cosiddetto decreto «Balduzzi» (decreto-legge n. 158 del 13 settembre 2012), che ha determinato la perdita del Dea di II livello e, con essa, la perdita della neurochirurgia.

A subire gli effetti più drastici del piano di rientro e del Commissariamento è stata la sanità pubblica: la percentuale dei posti letto per acuti riconosciuta alla sanità pubblica molisana, che si aggira, anche con il nuovo P.O., intorno al 60 per cento è tra le più basse d'Italia; la cancellazione di alcuni reparti, la carenza di organico, la mancanza di strumentazione d'avanguardia e le lunghissime liste di attesa nel pubblico (che scoraggiano l'utenza che, se è in condizioni reddituali che lo consentono, si rivolge al privato o decide di andare a curarsi in altre regioni) hanno fatto crescere la mobilità passiva, mentre la mobilità attiva, per la quale la regione Molise è balzata agli onori della cronaca (per essere l'unica regione del Centro-Sud in cui il saldo fra mobilità passiva e mobilità attiva è positivo), è quasi del tutto assorbita dal privato convenzionato.

Il Molise necessita, oltre che di una programmazione adeguata delle attività ospedaliere di elezione, di una rete dell'emergenza-urgenza operativa ed efficace, dal cui corretto funzionamento dipende in buona parte, la gestione ordinata delle attività programmabili, che evidentemente richiedono un contesto organizzativamente, tecnologicamente e professionalmente articolato e complesso. La configurazione di tale rete deve ispirarsi al principio della tempestività della presa in carico e degli interventi conseguenti nel continuum, del percorso intra ed extraospedaliero.

La natura versa anche peggio con i parchi di carta velina. Infatti, il parco del Matese è un territorio che si estende tra le regioni Molise e Campania, caratterizzato da una ricca fauna e da una grande varietà di paesaggi e ambienti; l'importanza ambientale del parco è indubbia: già da anni il Matese è area naturale protetta della Campania ai sensi della legge regionale n. 33 del 1993, inoltre entrambi i versanti campano e molisano rientrano tra i siti della rete "Natura 2000".

La legge numero 205 del 2017, legge di bilancio per il 2018, con la norma di cui all'articolo 1, comma 1116, ha disposto l'istituzione del parco nazionale del Matese per il cui funzionamento, al comma 1118, è stato previsto un finanziamento iniziale di 2 milioni di euro.

A fine 2018, su richiesta del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, l'ISPRA ha svolto il supporto tecnico istruttorio per una prima analisi delle valenze ambientali del territorio, dando avvio alle previste procedure partecipative con il coinvolgimento delle Regioni e delle istituzioni locali.

A ottobre 2019 l'ISPRA, su mandato della Direzione protezione della natura del Ministero, ha prodotto una proposta di perimetrazione su cui tutti i soggetti interessati (Regioni, Comuni, imprese, associazioni e cittadini coinvolti) hanno discusso e presentato osservazioni nel corso di una serie di incontri pubblici e in successive audizioni da parte delle Regioni Molise e Campania.

Un anno dopo, l'8 settembre 2020, si è tenuta una riunione del tavolo nazionale per l'istituzione del parco nazionale del Matese durante la quale l'ISPRA ha presentato la nuova proposta di perimetrazione e zonazione, precedentemente sottoposta alle Regioni. La proposta è stata poi nuovamente rivista e, a ottobre 2021, l'ISPRA ha espresso la sua definitiva proposta in merito.

A inizio 2022, il Ministero della transizione ecologica ha trasmesso agli enti locali interessati una proposta sulla disciplina di tutela del parco nazionale, alla quale sono poi seguiti alcuni incontri tra i sindaci o loro rappresentanti dei Comuni interessati dalla perimetrazione.

Ad oggi, tuttavia, la procedura istitutiva del parco nazionale risulta ancora in stallo, con conseguenze negative per il territorio che vede limitarsi l'accesso a fondi destinati ai parchi nazionali, continuando così a perdere importanti opportunità di sviluppo.

Da tempo la "consulta del Matese", organismo che raccoglie numerose personalità rappresentative di ambienti associativi, istituzionali, religiosi, turistici, culturali, artistici e professionali del territorio, si è mobilitata in risposta dei continui ritardi nella conclusione dell'iter istitutivo, lanciando anche nel 2021 una petizione on line che in poco tempo ha raggiunto più di 5.000 adesioni.

Sul territorio del Matese continuano inoltre a insistere diversi progetti e attività come la riattivazione di cave in aree marginali del parco e la privatizzazione di acqua pubblica soprattutto proveniente da sorgenti importanti del territorio, che, se realizzati prima della operatività del nascente ente nazionale, potrebbero mettere a serio rischio l'intero massiccio del Matese e le sue fondamentali caratteristiche di area naturale protetta.

Sepinum - foto Gilan

 

Dulcis in fundo: la bistrattata cultura, soprattutto con il patrimonio archeologico visibilmente degradato come a Sepinum ridotta a immondezzaio. Ma ecco un esempio a dir poco vergognoso. La Biblioteca «Albino» è la più importante istituzione culturale della regione Molise. Essa possiede un ragguardevole patrimonio documentario cartaceo e digitale, è Polo Sbn contenente circa 200.000 notizie a cui afferiscono 18 biblioteche molisane, teche digitali contenenti circa 90.000 immagini fra periodici molisani e manoscritti musicali; è l'unica biblioteca a raccogliere pubblicazioni, libri, riviste e quotidiani della regione Molise. 

Sepinum - foto Gilan

 

L'istituto culturale molisano, fondato nel 1861, in virtù di un accordo di valorizzazione stipulato nel 2016, è passato dalle competenze della provincia di Campobasso a quelle del Mibact: la Biblioteca Albino dopo quell'accordo, stipulato ormai sette anni addietro, risulta inspiegabilmente chiusa.

Sepinum - foto Gilan

 
Sepinum - foto Gilan

In relazione a quanto si apprende dagli organi di informazione locali, la prima cittadina della città di Campobasso Paola Felice ha scritto al Ministro della cultura Sangiuliano per sottoporre alla sua attenzione la disdicevole situazione dello storico presidio culturale, alla quale si è aggiunta una petizione popolare sottoscritta da migliaia di cittadini chiedendo la riapertura della Biblioteca. A tutt'oggi nessuna risposta dal governino Meloni.

Sepinum - foto Gilan

 
Sepinum - foto Gilan

Anche il ministro dell'interno Piantedosi non risponde agli atti parlamentari di sindacato ispettivo, come nel caso documentato dell'interrogazione a risposta scritta 4/01824, a lui indirizzata il 6 novembre 2023, a tutt'oggi inevasa.
 

"ASCARI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: il 26 giugno 2023 la prefettura di Napoli ha emesso una informativa interdittiva antimafia, ai sensi degli articoli 84 e 91 del codice antimafia (decreto legislativo n. 159 del 2011), nei confronti della struttura sanitaria Ios spa di Pomigliano, in regime di accreditamento istituzionale con il servizio sanitario regionale, controllata per il 100 per cento dal gruppo Neuromed spa di Pozzilli (IS), dell'eurodeputato di Forza Italia Aldo Patriciello, avendo ravvisato tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi aziendali, in relazione alla figura del presidente del consiglio di amministrazione, Michela Rostan, già deputato del medesimo partito, il cui padre è stato coinvolto nella nota inchiesta della Dda di Melito; la notizia è stata pubblicata il 3 agosto 2023 sul quotidiano «la Repubblica» e, il giorno seguente, il consiglio di amministrazione della Ios ha diramato alla stampa la precisazione secondo cui sin dal giorno seguente all'adozione del provvedimento antimafia (27 giugno), la Rostan avrebbe rassegnato le dimissioni dall'incarico; il Tar Campania, sede di Napoli, nell'ambito del giudizio RG 3011/2023 promosso dalla ditta per l'annullamento del provvedimento prefettizio in sede cautelare, ha riconosciuto la fondatezza dell'interdittiva, fissando la data dell'udienza pubblica per il 22 novembre 2023; come riportato dal Fatto Quotidiano in data 10 settembre 2023, il 4 settembre in consiglio regionale del Molise è stata presentata una interrogazione al presidente della regione (esponente di Forza Italia), atteso che la Neuromed spa ha un contratto di oltre 40 milioni di euro con la regione Molise e oltre 150 posti letto in regime di accreditamento e che la sottoscrizione del contratto presuppone l'acquisizione della certificazione antimafia; l'11 settembre 2023 la Ios spa ha inviato una replica al giornale telematico www.primonumero.it, spiegando che l'interdittiva sarebbe stata revocata dalla prefettura di Napoli il giorno precedente, domenica 10 settembre, «alle ore 9:42» –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e conosca la ragione della revoca dell'interdittiva antimafia nella giornata di domenica 10 settembre 2023".

Riferimenti:

GiannI Lannes, L'Italia trema, Edizioni Mondo Nuovo, Pescara, 2023

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/01824&ramo=C&leg=19

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2024/03/abruzzo-e-molise-attenti-all-enel.html 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=Molise 

https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Patriciello






Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.