7.3.24

BONIFICATORI DELLA NATURA IN ABRUZZO

 

foto Gilan
 

di Gianni Lannes

Un primato nazionale: il quarto attentato consecutivo all'ambiente dell'Abruzzo (con la Sanità pubblica al collasso), dove i politicanti propagandano soltanto promesse a volte mantenute, come nel caso dell'ambiente da manomettere a piacimento. Speculazioni? A fine 2023 il governino della regione Abruzzo capeggiato da un meloniano romano con un mero emendamento ha ridotto a un fazzolettino la riserva naturale di Borsacchio nel territorio in riva all'Adriatico di Roseto degli Abruzzi, tagliando con poche frasi a titolo di emendamento, ben mille ettari per nuove costruzioni edilizie. Insomma, il solito cemento armato: ecco il vero volto del governatore uscente Marco Marsilio, camerata del partitone di Giorgia Meloni che in Abruzzo è venuta per dispensare uno spettacolo elettorale, ma non risponde agli imbarazzanti e relativi atti parlamentari al suo governo da più parti indirizzati. E sempre in loco, c'è pure un ben più grave precedente, relativo al tentativo di snaturizzazione del Parco regionale di montagna del Sirente-Velino. E che dire del progetto di sventramento ferroviario del Monte Morrone, utile a danneggiare irreversibilmente gli acquiferi?

Comunque l'ufficio legislativo del ministero della Cultura ha bocciato l'emendamento infilato nottetempo da alcuni consiglieri del centrodestra (Emiliano Di Matteo e Mauro Febbo di Fi; Simona Cardinali e Federica Rompicapo della Lega; Umberto D'Annuntiis di Fdi), il 29 dicembre scorso, nelle pieghe del bilancio regionale. Un trucchetto scontato che ha rimpicciolito ai minimi termini l'area protetta sulla carta, riducendola a soli 24 ettari, sui circa 1.100 fino ad allora esistenti.

"Per effetto della revisione in senso riduttivo dei confini dell'area, parte dei territori prima ricompresi nel Parco vengono sottratti sia alla tutela naturalistica che alla correlata tutela paesaggistica", ha osservato il suddetto ministero, il quale rammenta che "già in precedenza, con la legge regionale 14 del 2021, la Regione Abruzzo aveva operato una riduzione del perimetro del Parco regionale del Sirente-Velino. Legge regionale che fu impugnata dal Consiglio dei ministri con delibera del 22 luglio 2021 e le disposizioni che riguardavano la riperimetrazione dell'area sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale con sentenza 235 del 2022".

Inoltre, nel caso del Borsacchio la revisione dei confini è stata effettuata in modo unilaterale, senza il necessasrio coinvolgimento e la partecipazione obbligatoria degli enti locali (Comune di Roseto e Provincia di Teramo).

Il percorso perseguito dalla Regione Abruzzo apre la strada a interventi edilizi straordinari senza rispettare regolamenti comunali o piani urbanistici, vanificando la tutela e la conservazione del territorio. Peraltro in tal modo i caporioni della Regione hanno operato la sostanziale cancellazione della riserva, in palese violazione del procedimento previsto dallla Legge Quadro sulla Aree Protette e dell'articolo 117 della Costituzione Repubblicana, che sancisce il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni; ed è stata calpestata anche la Convenzione di Aahrus ratificata con la legge italiana 16 marzo 2001, numero 108.

Il consigliere regionale uscente Mauro Febbo insiste: "La riserva è e resterà di 24 ettari". Ora si vedrà, se vincono sempre i fautori della cementificazione a tutto spiano, oppure vale il principio di uno Stato democratico di diritto, dove sulla tracotante prepotenza prevale il buonsenso e la tutela reale della Natura.

Riferimenti:

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=morrone 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=Abruzzo 

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=meloni 

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