18.8.18

TRIVELLE E TERREMOTI INDOTTI



 di Gianni Lannes

In attesa della prossima strage di Stato tricolore a danno dell'ignara popolazione italiana, "in Molise si è aperta una nuova faglia sismica", rivela il sismologo Enzo Boschi. E così si sono manifestati in breve tempo una serie di terremoti con ipocentro superficiale, ossia a scarsa profondità (9 chilometri). Stoccaggio gas "Treste" tra Abruzzo e Molise: nel 2017 è stato emanato dal ministero dell'Ambiente il decreto di V.I.A. favorevole allo stoccaggio in sovrapressione e all'ampliamento con 4 nuovi pozzi di idrocarburi, nonostante il parere negativo dei Vigili del Fuoco. Attenzione: lo sfruttamento senza scrupoli di madre Terra costa caro, in termini di danni, ma soprattutto la perdita di vite umane.


La Regione Molise ha invano richiamato i rischi della sismicità indotta, ma per il ministero non vale perchè riguarda la porzione di stoccaggio sul lato abruzzese, come se gli eventi tellurici tenessero conto dei confini amministrativi tra regioni limitrofe.
 La Stogit Spa ha anche ottenuto l'autorizzazione finale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per entrambe le operazioni che comportano ciascuna un aumento della capacità di stoccaggio di 200 milioni di Mc standard di Gas per un totale di aumento della capacità di stoccaggio dell'impianto di 400 milioni di Mc standard.
Lo stoccaggio "Fiume Treste" è classificato ufficialmente quale "impianto a rischio di incidente rilevante" in base alla Direttiva Seveso Ter, recepita in Italia con il Decreto legislativo 105/2015.  

Come attesta la letteratura scientifica in materia, gli stoccaggi in alcuni siti possono comportare sismicità indotta a causa del continuo ciclo di iniezione ed estrazione di gas nel sottosuolo. Ovviamente la pressione di esercizio è un fattore rilevante da tenere in considerazione nel determinare l'aumento o meno dei rischi associati ad un impianto. La Regione Molise con il suo Servizio Tecnico, Sismico e Geologico il 24 novembre 2016 aveva cercato di richiamare il ministero dell’Ambiente ad una maggiore precauzione in considerazione delle problematiche ormai note in letteratura sui rischi di terremoti indotti.

Insomma, il ministero dell'Ambiente, invece di imporre una linea di precauzione come richiesto per iscritto da una Regione, cerca di "inseguire" il problema modificando e raffinando l'ormai celebre prescrizione della "manopola che regola i terremoti indotti" già "imposta" in precedenti decreti riguardanti gli stoccaggi in Abruzzo. Per lo stoccaggio a S. Martino sulla Marrucina autorizzato nel 2014 si doveva aspettare il superamento della magnitudo 3 della Scala Richter (senza specificare l'intensità massima del sisma: M 4, M 5, M 6?) dei terremoti indotti per intervenire affinché l'operatore li riportasse con la "manopola" sotto la magnitudo 2. Ora per lo Stoccaggio Fiume Treste la formulazione è più aggrovigliata perchè se per sismi superiori a M 2,2 (e non più 3) sarà sempre l'operatore ad intervenire con la "manopola del terremoto" per sismi superiori a M 3 (sempre senza indicare di quanto superiore...), a terremoto ormai avvenuto, secondo il ministero dell'Ambiente "sarà opportuno l'intervento del Ministero dello Sviluppo Economico". 

In Spagna dopo l’analisi del Massachusetts Institute of Technology che ha evidenziato il rischio di sismi indotti fino a magnitudo 6,8, è stato arrestato il progetto di stoccaggio Castor da 1,5 miliardi di euro.

Qualche boiardo di Stato ha deciso dall’alto di trasformare il Belpaese in un Hub del Gas per il Nord Europa, solo distribuire profitti speculativi alle multinazionali.


riferimenti:






Gianni Lannes, Terra muta, Pellegrini editore, Cosenza 2013.