23.12.16

GAS, TANGENTI & RIFIUTI

di Gianni Lannes

Per caso in Italia i rifiuti si riciclano in politica? Un lancio dell'Ansa attesta: «Un sequestro preventivo di beni per 239,7 milioni di euro, disposto dal gip di Napoli, è stato eseguito stamane nei confronti della società Kuwait Petroleum Italia. L'ammontare è pari, secondo l'accusa della Dda partenopea, al profitto ottenuto mediante lo smaltimento illecito, a Napoli, di rifiuti di lavorazione pericolosi: 42mila metri cubi di acque oleose. Otto gli indagati. Nell'ambito dell'inchiesta erano stati sequestrati due anni fa alcuni impianti dell'azienda».

Kuwait Petroleum Corporation - una multinazionale petrolifera di proprietà dello Stato totalitario del Kuwait (a cui l’Italia ha venduto recentemente ben 28 velivoli da guerra con la benedizione di Renzi e Pinotti) - è comproprietaria di Energas: la sua quota è pari al 33,31per cento, attesta l’archivio ufficiale della camera di commercio di Napoli. Il 61,88 per cento è nella mani della Zeta Gas, mentre il rimanente 4,81 per cento appartiene a Di Mauro Vincenzo. Il mastodontico deposito di Gpl a Manfredonia è  la contropartita irrinunciabile della predetta vendita bellica?


A Napoli orientale il sito dell'Energas risulta ufficialmente, anzi gravemente inquinato: infatti figura nel Sin stabilito dalla legge 426/1998, perimetrato nel 1999 e mai bonificato. 


Il presidente del consiglio d’amministrazione della ditta Energas, che a Manfredonia vuole imporre un gigantesco complesso produttivo di gas a petrolio liquefatto (un impianto da 300 mila tonnellate all'anno con annesso gasdotto lungo 10 chilometri in un'area a rischio sismico e idrogeologico), in barba a leggi nazionali e normative europee, nonché contro la volontà della popolazione, è tale Diamante Menale. A proposito: ma Kuwait Petroleum Italia è ancora sotto il dominio del clan Cosentino?

Dal 2003 al 2015 l’Energas ha acquisito numerose aziende, tra cui D.M.T. Petroli a Vibo Valentia, Reggio Gas Auto, Tiberina Petroli, eccetera.

In Svizzera affiora uno spunto investigativo che potrebbe allertare gli inquirenti. C’è forse qualcuno che porta soldi sporchi per conto terzi, ossia tangenti, da Lugano all’Italia del Sud e viceversa, transitando per qualche ministero della capitale, e li spartisce ai mammasantissima della politica per far passare “progetti” impossibili, ossia operazioni speculative a danno dell’ignara popolazione? 



Chi ha invitato a stabilirsi a Manfredonia nel 1997, prima l'Isosar e poi l'Energas? A Diamante Menale per ungere i collaudati meccanismi sono state richieste tangenti? Se i tentacoli avviluppano Monte Sant'Angelo (amministrazione comunale sciolta dal ministero dell'interno), la testa della piovra sguazza impunita a Manfredonia? Intercorrono rapporti tra rappresentanti istituzionali a qualsiasi livello ed esponenti della criminalità organizzata? In qualche giunta sinistra figuravano assessori in quota della mafia, allontanati dal prefetto di Foggia?

Napoli, 15 dicembre 2016: il banchetto Energas/Kuwait Petroleum con Lino Banfi


Per la cronaca nera: il sindaco pro tempore di Manfredonia, tale Riccardi Angelo del partito democratico, appena candidato alle farsesche elezioni provinciali, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di corruzione e peculato. Il “primo cittadino”, però, non ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, così avrebbe potuto dimostrare prima la sua eventuale innocenza. Il quotidiano Il Centro del 21 dicembre 2016 riporta testualmente:

«A giudizio dell'accusa, Panzone avrebbe accettato da Riccardi la promessa di 50mila euro, nonché il finanziamento di ulteriori somme necessarie a Panzone per riacquistare l'immobile dei familiari, o, comunque, l'impegno di Riccardi ad acquistare l'immobile anticipandone il prezzo. In cambio, Panzone si sarebbe impegnato per garantire a Riccardi il superamento degli esami universitari. Il docente, che era protestato e aveva un'impellente necessità di denaro, avrebbe dunque segnalato ad alcuni suoi colleghi il sindaco e sarebbe intervenuto per consentire anche all'imprenditore foggiano Michele D'Alba, che gli avrebbe consegnato 13mila euro, di superare gli esami. Le pressioni esercitate da Panzone, per consentire a Riccardi e D'Alba di superare positivamente e agevolmente gli esami, sarebbero andate a buon fine, tanto che le prove sarebbero state superate senza neppure essere sostenute o in alcuni casi con uno sforzo minimo».

Il sindaco pro tempore Riccardi come si è procurato tutti questi soldi in contanti? E come ha potuto il ministro della giustizia Orlando (sempre del piddì) sostenerlo in campagna elettorale insieme al presidente della Regione Michele Emiliano? Perché il governatore del piddì non revoca in autotutela la delibera 1361/2015 di "compatibilità ambientale" pro Energas, firmata da Vendola? E perché mai questo sedicente ecologista di Sel l'ha firmata un istante prima di traslocare dopo 10 anni in cabina di regia?

Perché questo geometra manfredoniano non mette alla luce del sole la sua sedicente "denuncia" al segretariato generale della Commissione europea, ed al contempo non tira fuori la determina di viaggio a Bruxelles, inclusi i biglietti aerei andata e ritorno? Sul conto dell'Energas Riccardi ha ingannato la popolazione di Manfredonia? Dove sono i protocolli dell'esposto e le ricevute di viaggio? In qualità di amministratore pubblico il Riccardi è tenuto a darne conto all'opinione pubblica, prima che glielo chiedano ancora una volta  i magistrati, come nel caso dei bilanci comunali (che vantano un passivo che supera i 50 milioni di euro) sotto la lente della Corte dei Conti.



il ministro Orlando ascolta Riccardi




Ma non è tutto, per comprendere il calibro del personaggio già assessore ai lavori pubblici nella giunta Prencipe durante gli anni '90, sul giornale on line Il Fatto del Gargano del 26 gennaio 2015, si legge: "Riccardi insulta un giornalista dell'Attacco":

"Siete un giornale schifoso, io non parlo con voi, siete ignoranti e cattivi. Mi dicono che devo calmarmi, ma non riesco. Se vi mettono una bomba vi vengo a mettere la lapide”. Queste le parole rivolte dal sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, secondo i giornalisti del quotidiano, ad un giornalista. L’episodio sarebbe accaduto venerdì della scorsa settimana, il primo cittadino di Manfredonia, contattato telefonicamente, avrebbe perso le staffe".













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