1.6.15

BAMBINI RIBELLI

A scuola ci sono bimbi distratti, spesso annoiati, talvolta vivaci o iperattivi che sovente disamorano gli insegnanti o palesano uno scarso interesse ai loro insegnamenti. In gran parte dei casi si tratta di bambini plusdotati: essi comprendono al volo dove porta un ragionamento, intuiscono velocemente la soluzione di un problema, detestano l’esercizio ripetitivo, e quindi si annoiano, e il loro comportamento diviene irrequieto.

Purtroppo, la scuola pubblica tricolore così com’è impostata nei suoi programmi istituzionali, tende a privilegiare la cosiddetta “intelligenza convergente”, ossia quell’intelligenza che trova la soluzione all’interno dell’impostazione fornita al problema. I plusdotati, invece, presentano un’intelligenza divergente che scova la soluzione non all’interno del problema, ma ribaltando i termini stessi del problema. Non a caso, tutti i progressi nella storia sono stati promossi da intelligenze divergenti. Copernico, ad esempio, risolse con facilità molti enigmi astronomici, abbandonando l’ipotesi che fosse il Sole a ruotare intorno alla Terra.

La scuola italidiota con i suoi programmini che spaziano su diverse competenze, privilegia l’intelligenza flessibile che, versata in ogni direzione, non presenta una particolare inclinazione e perciò non è in grado di dispiegarsi a ventaglio. I plusdotati hanno un’intelligenza inclinata in una particolare area e quindi dotata di una specificità, che non è apprezzata dalle pagelle scolastiche e dai volumi psicologici per la ragione che questi valutano dell’0intelligenza solo quella flessibilità, ovvero quella genericità (il nozionismo), ma la supposizione che l’intelligenza sia una dimensione versata e versatile per qualsiasi contenuto. Di conseguenza a scuola sono apprezzati i mediocri, perché raggiungono un livello medio di competenze in tutte le discipline.
In sostanza, la nostra scuola può al massimo istruire, ma non certo educare, dove per educazione non si intende solo la maturazione dell’intelligenza, ma anche dell’emozione e del sentimento. 

L’Italia attualmente, con la genericità della sua istruzione, che non sa riconoscere le intelligenze superdotate e che spesso le confonde maldestramente con disturbi dell’apprendimento, non ha futuro, impegnata unicamente a raccattare inutili “por” dell’unione europea, ovvero progetti fasulli per sgraffignare finanziamenti pubblici da spartirsi fra docenti e dirigenti scolastici. Ma la cosa più grave è la sottrazione istituzionale di tempo prezioso ai minori, nonché l'apprendimento forzato dell'idioma inglese: un'imposizione neocoloniale indigeribile. La scuola dei tempi correnti uccide la fantasia, annienta l'immaginazione, disintegra la creatività, e a farne le spese sono gli esseri umani più indifesi. Eppure, i bambini sono il futuro dell'umanità.

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