27.11.13

OMICIDIO DEL PRESIDENTE KENNEDY. I DOCUMENTI SALIENTI SONO ANCORA TOP SECRET. UN FUCILE ITALIANO CHE NON HA SPARATO

DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963




di Gianni Lannes


Perché mai dopo 50 anni i documenti salienti sull’omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy sono ancora top secret e il governo USA ha annunciato che saranno declassificati soltanto nel 2017? Fra questi ve ne sono 1171 ancora secretati dalla Cia per ragioni di «sicurezza nazionale». I documenti dell’intelligence militare su Lee Oswald, invece, sono stati distrutti nel 1973.


 DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963


Le indagini dell'FBI fornirono 2.300 rapporti, e un mare di riscontri, eppure nel 1964 la Commissione per investigare sull'assassinio del Presidente presentò il suo rapporto finale, basandosi esclusivamente sui dati della Cia: «Lee Harvey Oswald ha ucciso da solo il Presidente; Jack Ruby ha ucciso da solo Lee Oswald».

 DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963


Secondo la versione ufficiale (di comodo) della Commissione Warren: «Lee H. Oswald psicolabile, mentalmente disturbato, frustrato, fortemente filo-castrista e violento decise di diventare famoso per l'eternità uccidendo il presidente Kennedy. Quando la limousine terminò la curva, dal sesto piano della Texas School Book in Dealey Plaza, sparò un primo colpo di fucile. Qualcuno si voltò per cercare di capire cosa stesse succedendo ed il Presidente Kennedy smise di salutare. Circa due secondi dopo fu esploso un secondo colpo: il proiettile colpì Kennedy alla schiena, uscì dalla gola, entrò nella schiena di Connally, gli perforò il torace, trapassò il polso destro, fratturando il radio e proseguì sino a fermarsi nella coscia sinistra del governatore. Un terzo colpo sempre esploso alle spalle del corteo, colpì il presidente alla testa causando la ferita mortale».

 DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963


Secondo questa tesi illogica e non dimostrata Oswald avrebbe sparato 3 colpi dalla finestra e con due proiettili sarebbe riuscito ad uccidere il Presidente ed a ferire Connally.

Le conclusione della commissione Warren è quella definita da chi non ha bevuto la storiella istituzionale “della pallottola magica”, riferendosi a quel proiettile che causò sette ferite complessive a Kennedy e Connally, rimanendo sostanzialmente integro. Un fatto assolutamente impossibile per chi ha un minimo di dimestichezza con la balistica. Infatti, tale proiettile, per poter causare quelle ferite, non avrebbe potuto seguire una traiettoria rettilinea.

DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963


Il 30 settembre 1976 la Camera dei Rappresentanti, in considerazione del contestatissimo e ridicolo Rapporto Warren, mise all’opera una seconda Commissione per riesaminare tutto il materiale probatorio sul delitto Kennedy. Così venne alla luce l'HSCA House Select Committee on Assassinations presieduta da un senatore dell'Ohio, Louis Stokes e coordinata da G. Robert Blakey, avvocato. Secondo l'HSCA il delitto fu il risultato di una probabile cospirazione anche se non fu possibile determinarne la natura né identificare i partecipanti. 

Lee Harvey Oswald non poté uccidere Kennedy da solo: la conferma arriva dai test condotti nella fabbrica italiAna di Terni, dove venne prodotta la presunta arma del delitto. Il fucile Carcano modello 91/38 matricola C2766 con il quale l'ex marine di 24 anni avrebbe assassinato il presidente Usa, esplodendo tre colpi in sette secondi - secondo la commissione Warren - vide infatti la luce nel 1940 in Italia, nella Regia fabbrica d'Armi, appunto di Terni. Il Comando Logistico dell'Esercito italiano, ha attestato che i fucili 91/38 hanno una velocità massima di tiro stimata in 5 secondi per colpo.  Nei test, condotti sotto la supervisione di ufficiali dell'Esercito tricolore, il tiratore ha impiegato 19 secondi per mettere a segno i tre colpi, contro i presunti sette secondi occorsi ad Oswald.

 DALLAS, 22 NOVEMBRE 1963: LA SALMA DEL PRESIDENTE KENNEDY



Secondo la commissione presieduta dal giudice Warren inoltre, uno dei tre proiettili sparati da Oswald fallì il bersaglio. Quindi, sempre a giudizio della commissione, i colpi andati a segno sarebbero stati due. Il primo avrebbe centrato Kennedy alla gola e successivamente ferito in più punti il governatore Connally, che gli sedeva davanti nella limousine presidenziale: e ' stato definito il “magic bullet” (pallottola magica), perché venne trovata intatta sulla barella del governatore al pronto soccorso. Il secondo proiettile avrebbe invece colpito il presidente Kennedy alla testa, uccidendolo. Anche in questo caso però, i test condotti dai militari a Terni hanno dato esiti diversi: la pallottola esplosa su due blocchi di carne risulta evidentemente deformata dall'impatto, al punto tale da escludere che il 'magic bullett' trovato a Dallas possa aver colpito due uomini e rimanere intatto come poi venne rinvenuto. Per quanto riguarda invece il colpo mortale, i test condotti a 80 e 30 metri rafforzano l'ipotesi che sul luogo del delitto fosse presente almeno un secondo tiratore. A 80 metri - la distanza dal deposito di libri, dove si sarebbe trovato Oswald - la pallottola di un fucile Carcano, di calibro 6.5, tende a bucare e passare: il proiettile avrebbe lasciato sulla fronte di Kennedy un foro di uscita di proporzioni enormi. Invece, anche dinanzi alle evidenze autoptiche, gli esperti statunitensi conclusero che la pallottola si era disintegrata. 
Esplosi da 30 metri - la distanza dall'area della grassy knoll, possibile posizione del secondo tiratore - i frangibili, o dei proiettili incisi, avrebbero potuto provocare ferite molto simili a quelle accertate dall'autopsia e visibili nelle sequenze dell'assassinio girate da Zapruder.

Il rapporto Warren ha stabilito che il C2766 era unico al mondo - proprio quello acquistato da Oswald - grazie ad un documento fornito dal Sifar, il servizio segreto militare italiano dell'epoca. Ma negli archivi Usa l'unico accenno a indagini ufficiali del governo di Roma spunta in un documento del dicembre '63. Il dispaccio di fonte Cia racconta che l’allora ministro della Difesa, Giulio Andreotti, aveva ordinato un rapporto sul Carcano di Dallas a un certo Depatron Servicé . Tale rapporto  sintetizzato nel dispaccio, sostiene cose diverse da quelle poi inserite nel rapporto Warren. L'informativa è firmata dal capo della Cia di Roma nel '64, William K. Harvey, già defenestrato da Kennedy e trasferito a Roma pochi mesi prima del delitto.

Il 22 novembre Kennedy e la moglie Jacqueline atterrarono con l'Air Force One all'aeroporto Love Field di Dallas, salirono su una limousine Lincoln sedendo nella parte posteriore, mentre sui sedili centrali sedettero John Connally, governatore del Texas, e sua moglie, ed il corteo presidenziale si diresse verso il centro della città; la limousine rallentò in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street e, mentre il Presidente ed il Governatore salutavano la folla, diversi colpi di fucile furono esplosi in direzione della vettura ed uno di essi colpì J.F.K. al capo, provocando un'ampia ferita. La maggior parte dei testimoni riferirà di avere udito tre spari.

Gli indiziati:

David Rockefeller

G.W. BUSH
 HENRY KISSINGER


Una cosa è sicura: Lee Oswald non era l'assassino di Kennedy, quuanto un comodo capro espiatorio. Le autorità USA hanno sempre mentito, arrivando a manipolare anche il filmato di Zapruder e l'autopsia. Kennedy fu colpito da un colpo frontale al pomo d'Adamo che fuoriuscì dala nuca, come accertarono i medici nell'ospedale di Dallas.

Chi aveva interesse ad eliminare il presidente Kennedy se non gli illuminati che stanno instaurando il nuovo ordine mondiale, alla voce Rockefeller e Rothschild? Provate a riascoltare il discorso di Kennedy del 27 aprile 1961 sulle società segrete. Chi ha fatto ammazzare il presidente JFK era potente allora, e oggi è ancora più potente. Il lavoro sporco è stato fatto dalla Cia, come sempre. E risultano illuminanti gli atti dell'FBI. Non a caso è stato eliminato anche il figlio di Kennedy - John Junior - che voleva far luce sull'omicidio del padre. 

documentazione ufficiale:





 










Photo Captions and Credits

(All photos are in the public domain)

Texas
ST-525-8-63   22 November 1963
President Kennedy reaches out to the crowd gathered at the Hotel Texas Parking Lot Rally in Fort Worth, TX, 22 November 1963.  Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"
ST-C420-31-63      22 November 1963
The head table at the Fort Worth Chamber of Commerce Breakfast, Hotel Texas, Fort Worth, Texas, 22 November 1963. (L-R) Lady Bird Johnson, Vice President Lyndon B. Johnson, First Lady Jacqueline Kennedy and President John F. Kennedy. Please Credit:"Cecil Stoughton. White House Photographs. John. F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston."

ST-C420-32-63      22 November 1963
The head table at the Fort Worth Chamber of Commerce Breakfast, Hotel Texas, Fort Worth, Texas, 22 November 1963. (including, L-R): Nellie Connally, Governor John Connally, Lady Bird Johnson, Vice President Lyndon B. Johnson, First Lady Jacqueline Kennedy and President John F. Kennedy behind the lectern. Please Credit:"Cecil Stoughton. White House Photographs. John. F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston."

ST-C420-47-63      22 November 1963
President John F. Kennedy and First Lady Jacqueline Kennedy exit the Hotel Texas after the Fort Worth Chamber of Commerce Breakfast, Fort Worth, Texas, 22 November 1963. Please Credit:"Cecil Stoughton. White House Photographs. John. F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston."

ST-C420-51-63  22 November 1963
President and Mrs. Kennedy descend the stairs from Air Force One at Love Field in Dallas, TX, 22 November 1963.  Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"

ST-C420-13-63    22 November 1963
President and Mrs. Kennedy arrive at Love Field in Dallas, TX, 22 November 1963.  Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"

ST-C420-21-63     22 November 1963
View from President Kennedy's motorcade through Dallas, TX, 22 November 1963. Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"

ST-C420-22-63  22 November 1963
Frightened onlookers lay on the grass in reaction to shots fired as cameramen record their actions at Dealey Plaza in Dallas, TX, 22 November 1963. Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"


ST-527-10-63   22 November 1963
President Kennedy's casket is loaded on to Air Force One at Love Field in Dallas, TX, 22 November 1963.  Onlookers include Lawrence "Larry" O'Brien, Jacqueline Kennedy, and Dave Powers.  Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"

ST-527-15-63     22 November 1963
First Lady Jacqueline Kennedy boarding Air Force One at Love Field, Dallas, TX. Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"

ST-1A-1-63    22 November 1963
Judge Sarah T. Hughes administers the Presidential Oath of Office to Lyndon Baines Johnson aboard Air Force One, at Love Field, Dallas Texas. Mrs. Johnson, Mrs. Kennedy, Jack Valenti, Cong. Albert Thomas, Cong. Jack Brooks, Associate Press Secretary Malcolm Kilduff (holding microphone) and others witness. Please credit "Cecil Stoughton. White House Photographs. John F. Kennedy Presidential Library and Museum, Boston"



2 commenti:

  1. Grazie signor lannes per tutto...lei è l'unico giornalista autorevole che scrive dettagliatamente i fatti. Mi piacerebbe sapere che ne pensa della situazione politica attuale del paese

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  2. Che dire non so se ve ne siete accorti dell'omaggio fatto alla signora kennedy appena scesa dall'aereoporto un bel mazzo di rose rosse simbolo massonico non so se avete letto il bel libro del bravo paolo franceschetti "sistema massonico e ordine della rosa rossa"se ancora non lo avete fatto fatelo vi apre un mondo e saprete molto di piu del sistema in cui viviamo tutti noi siamo circondati scrive franceschetti dalla cultura cattolica ma siamo anche un popolo circondato dalla cultura massonica

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