1.5.13

RISCATTARSI DALL’OPPRESSIONE




 
Giuseppe Di Vittorio - combattente per la libertà

di Gianni Lannes



Cosa penserebbe oggi Peppino Di Vittorio di un'Italia sotto il dominio straniero, priva di libertà, diritti e valori? L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia non ha dubbi: "Gravissima crisi per il paese: pesante instabilità economica, un livello occupazionale mai così basso, una situazione che costringe molte famiglie addirittura al livello della disperazione, uno scenario politico segnato da una devastante confusione, da una forte caduta di valori e infine da una diffusa rabbia sociale derivante da una pesante incertezza del futuro". 



La Resistenza umana. «Noi abbiamo dato la vita per la libertà e voi la state buttando via»: testimonianza del partigiano Giacomo Bruni.

«I morti sono tutti uguali, ma non i vivi. Quando migliaia di vivi sono in lotta tra loro, allora bisogna distinguere. Distinguere tra coloro che hanno scelto la lotta per la democrazia e chi invece non ha scelto e ha continuato a combattere sostenendo la dittatura»: testimonianza del partigiano Renato Ballardini.

Contro la dittatura e le potenze coloniali, pochi e clandestini presero le armi in schiacciante inferiorità numerica ed in povertà di mezzi. Offrirono così esempio di altra Italia, sulla quale fondarne una nuova.

Scrissero la Costituzione sbarazzandosi dei meschini Savoia, servili al nazifascismo. Fondarono la Repubblica e tentarono la prima democrazia.

Volti, occhi, nomi che hanno lottato per liberare l’Italia dalla dittatura per darci la libertà. Il partigiano in ogni tempo (definito anche brigante, bandito, sovversivo), è colui che ha preso parte alla lotta del debole contro il forte. 

Il partigiano ha lottato anche per costruire una società giusta, libera, solidale che non è fuori pericolo. «La lotta partigiana è stata fatta per un ideale universale. Abbiamo combattuto non solo per liberare l’Italia dalla dittatura e dall’invasore, ma anche per affermare i valori della pace e della libertà, valori che accomunano tutti i popoli»: testimonianza del partigiano Luigi Baldassarri.

«Non sono mai sceso a compromessi e sono sempre stato severo nei confronti di tutte le persone prepotenti e autoritarie. Per me è fondamentale anche oggi continuare a lottare contro le varie forme di fascismo, tuttora presenti in Italia per garantire a tutti, specialmente ai giovani, libertà e democrazia»: testimonianza del partigiano Sandro Canestrini.

«Per me la nuova resistenza è combattere questa società consumistica che non ha fatto altro che limitare la libertà dell’uomo. Fin da giovane ritenevo che per creare una società più umana fosse fondamentale mettere nuovamente l’agricoltura alla base dell’economia. Un’agricoltura che rispettasse la salute dell’uomo e dell’ambiente e promuovesse un modello di sviluppo rispettoso degli equilibri sociali ed ecologici»: testimonianza del partigiano Paride Allegri.

«Oggi manca un po’ di tutto. Non vorrei dire una cosa troppo banale, manca l’amor di patria, che significa sacrificarsi per il prossimo e ricercare il senso di giustizia, anche di quella piccola giustizia distributiva. Quando vengono meno questi valori e prevale, invece, la tendenza all’egoismo e al facile guadagno si perde il vero spirito di solidarietà. Oggi il tessuto della solidarietà non c’è più»: testimonianza di Giuliano Vassalli, combattente italiano per la libertà, perseguitato dal nazifascismo.

«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione»: parola di Piero Calamandrei (26 gennaio 1955).

L’Italia non ha più alcuna sovranità. Pochi sanno che la nostra Carta Costituzionale è stata annullata a tutti gli effetti il 13 dicembre 2007 con la firma (da parte di Prodi & D’Alema) del Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009.



Secondo l'ANPI "Il sentiero della Costituzione - ancor'oggi disapplicata e ignorata quando non avversata è l' unica garanzia di un Paese libero, civile e cosciente".

Una rivolta del popolo sovrano non può avere altro scopo che di respingere un’invasione, e di sottrarre lo Stato, la Nazione al giogo straniero anglo-americano.


approfondimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=lisbona 

4 commenti:

  1. Con tutto il rispetto per i partigiani: è vero, hanno combattuto il nazifascismo ma hanno fatto si che la dittatura finanziaria americana avvelenasse il nostro stato. Magari, i membri dell'associazione nazionale dei partigiani hanno anche votato il governo di sinistra Prodiano che ci ha infognato del tutto... Il popolino è ancora imbambolato dalle divisioni fascisti-comunisti.... il loro voto è un danno!

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  2. bello sentire qualcuno che lo dice.
    Ma la rivolta, che forma dovrebbe prendere per essere efficace ?
    Io credo che intanto bisognerebbe cominciare tagliando tutte le forme di collaborazionismo e infiltrazione: a partire dal cibo che mangiamo, poi negli scambi, e in tutti gli altri aspetti della vita, sarebbe ora di sottrarsi alle induzioni estranee.

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  3. Glorifichi i partigiani che hanno combattuto al fianco dello straniero anglo-americano e sparato contro i propri fratelli che difendevano l'indipendenza della Patria? Elogi coloro che hanno consegnato l'Italia nelle mani dei poteri forti internazionali? Non ti capisco, rovini le tue belle indagini e il tuo buon lavoro con questo sterile ed inutile antifascismo!

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  4. Anche i partigiani sono stati traditi dalla classe dirigente, insieme a tutto il popolo italiano. Non lasciamoci annebbiare dalle ideologie. A quel tempo non ero nato, comunque mio nonno materno era in prima linea, al servizio della Patria, tradita e vilipesa dal fascismo, persecutore di oppositori politici (alla voce Antonio Gramsci) alleato del nazismo. Sa chi assassinato vilmente Giuseppe Di Vagno o i fratelli Rosselli? C'è mai stato al confino? Mai sentito parlare dei 40 campi di concentramento istituiti da Mussolini nel 1940? Scenda in Calabria e vada a vedere quello di Cosenza, ad esempio. Poi, come noto dopo il tradimento dei Savoia ci fu l'8 settembre e molti soldati italiani entrarono nelle file della Resistenza. Non sono né di destra, né di sinistra e neppure di centro. Evidenzio i fatti e non mi interessano le polemiche sterili. Lei che addirittura usa con me un tono confidenziale, forse non conosce bene la storia italiana contemporanea. Prendo a prestito parole che pesano più delle pietre, quelle di Renato Ballardini.:

    «I morti sono tutti uguali, ma non i vivi. Quando migliaia di vivi sono in lotta tra loro, allora bisogna distinguere. Distinguere tra coloro che hanno scelto la lotta per la democrazia e chi invece non ha scelto e ha continuato a combattere sostenendo la dittatura».

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