25.7.16

ISRAELE: PRIMATISTA MONDIALE NEL TRAFFICO DI ORGANI UMANI




il criminale israeliano Tauber Gedalya, ex alto ufficiale di Tsahal

Chi vuole sostenere concretamente il lavoro indipendente di ricerca sul campo del diario internautico SU LA TESTA! può fare una donazione sul seguente conto corrente postale:

iban

IT80 J076 0115 7000 0009 3227 742

di Gianni Lannes


Un affare rubricato sotto l'espressione espianti: dalla Palestina all'Italia, passando per il Brasile. La realtà è una costruzione sociale, ma è impossibile negare l'evidenza. L’Italia è il luogo dove la domanda e l’offerta di organi umani si incontrano nell’ombra da decenni, grazie anche alle impunite attività illecite di criminali ebraici (sionisti e non) protetti dai servizi di sicurezza targati Tel Aviv.  Le barbe finte sotto l'egida della stella di Davide, artefici di atrocità di ogni genere (ad esempio il rapimento di Mordechai Vanunu nel 1986), proprio da noi fanno il bello ed il cattivo tempo da più di mezzo secolo (come dimostrano le stragi di Argo 16 ed Ustica)


Il commercio di organi umani è protetto anche dalla casta politica tricolore. Singolare coincidenza: proprio in Italia -  secondo i dati del ministero dell’Interno - dalla fine degli anni ’80 il numero di bambini e adolescenti (inclusi quelli italiani) scomparsi e mai più ritrovati, risulta in aumento esponenziale. 

Alla voce prove e riscontri. Proprio a Roma, o meglio all’aeroporto di Fiumicino il 6 giugno 2013,la Polizia di Frontiera ha arrestato Tauber Gedalya, ex alto ufficiale di Tsahal, l’esercito israeliano, ricercato dall’Interpol.

L'avvoltoio non era giunto nel belpaese in vacanza, ma per affari, ovvero per procacciare carne fresca, poiché in Italia è attiva una rete di approvvigionamento umano che attinge esclusivamente dai centri di accoglienza per minori migranti non accompagnati, addirittura sotto il controllo del Viminale

Il presidente del consiglio Renzi ed il ministro pro tempore Alfano perché non rispondono agli atti parlamentari in materia? Cosa attende la magistratura italiana, se è non è collusa ma ha soltanto delle mele marce, per spalancare questo vaso di Pandora? E gli italiani perché non si mobilitano per arrestare questa mattanza di umani?

(aggiornato al 31 maggio 2016)
 
L’ultimo rapporto del ministero delle politiche sociali, segnala la scomparsa nei primi 5 mesi del 2016, di ben 5.241 minori, definiti “irreperibili” che però nessun autorità italiana sta cercando. Nel 2015, secondo i numeri ufficiali, anzi istituzionali, in Italia risultano scomparsi più di 12 mila fra bambini e adolescenti.

Il criminale israeliano è stato preso per caso, per una di quelle intuizioni che fanno di un poliziotto italiano, Antonio Del Greco, un agente di prim’ordine. Qualcosa di strano nel passaporto, uno sguardo sfuggente e un certo nervosismo nel passeggero del volo Boston-Roma di Alitalia, un rapido controllo sull'Internet dei malvagi. Ed ecco la risposta. Il 77enne Tauber, latitante dal 2010, era ricercato dalla polizia di tutto il mondo per un mandato di cattura internazionale emesso dallo stato brasiliano di Pernambuco. Il «signore degli organi» aveva messo in piedi la sua organizzazione una decina d'anni fa nel nord est del Brasile, buco nero di indigenza e povertà assoluta in un Paese di devastanti contrasti, organizzando l'asportazione di organi umani prelevati ad almeno 19 cittadini. O meglio: soltanto di 19 si sono trovate le prove. La prassi era semplice. Una volta individuato il soggetto, gli si proponeva una cifra variante fra i 6 mila e i 12 mila dollari, lo si sottoponeva a una serie di esami clinici e una volta chiuso il contratto lo si imbarcava su un volo per il Sud Africa, dove certi medici compiacenti, in cliniche compiacenti, sbrigavano il lavoro (l'espianto e il reimpianto di un rene, il più delle volte).  

Anche il rabbino Levy-Izhak Rosenbaum, un altro ebreo, residente a New York, è stato arrestato nel 2009 con l’accusa di traffico di organi umani. Nel 2012 è stato condannato a due anni e mezzo di prigione. Un'inchiesta giornalistica ha messo in luce il ruolo di primo piano svolto a livello mondiale, esclusivamente dagli israeliani nel traffico internazionale di organi. 

Il The New York Times ha scritto, in un report dell'agosto 2014, che i mediatori di trapianti di organi in Israele hanno intascato ingenti somme di denaro. Secondo l'analisi del Times sui più importanti casi di vendita di organi a partire dal 2000, gli israeliani hanno avuto un 'ruolo sproporzionato' nel traffico di organi.  Sulla questione dell'espianto non autorizzato di organi, da parte d'Israele, ha investigato per 10 anni l'FBI, poiché non solo i palestinesi ne erano vittime. Ma bisogna tornare indietro al 1992. In quell'anno Ehud Olmert, allora ministro della sanità israeliana, lanciò una campagna con cui si cercava di affrontare la questione dell’insufficienza di organi, inserendo i donatori di organi in un registro apposito. Da allora, cominciarono a scomparire giovani palestinesi dai villaggi della Cisgiordania e di Gaza. I soldati israeliani li riportavano morti dopo cinque giorni, con i corpi squarciati. Giravano voci di un notevole aumento di scomparse di ragazzi giovani, e di conseguenti funerali notturni dei corpi sottoposti ad autopsia.  

Per vari anni, dal  2001, erano circolate accuse nei confronti del patologo di Stato israeliano, Yehuda Hiss, sospettato di furto di organi. Hiss era il direttore dell'Istituto Forense Abu Kabir di Tel Aviv. La rivelazione della presenza di organi umani conservati illegalmente all'Istituto Forense Abu Kabir spinse il membro della Knesset Anat Maor, presidente della Commissione Scientifica del Parlamento, a chiedere l'immediata sospensione del direttore, il Prof. Yehuda Hiss. Le autorità erano state messe in guardia sulla condotta illecita di Hiss già nel 1998, anche se per anni non fecero nulla.

Nel 2001 un'indagine del Ministero della Sanità israeliano scoprì che Hiss era stato coinvolto per anni nel prelievo di organi come gambe, ovaie e testicoli, eseguito senza il consenso dei familiari,  per poi vendere gli organi a scuole di medicina dove venivano usati per la ricerca e il tirocinio. Era stato nominato capo patologo nel 1988. Hiss non fu mai incriminato, ma nel 2004 fu costretto a dimettersi dalla direzione dell'obitorio nazionale dopo anni di lagnanze. Ma, nonostante ciò, rimase capo patologo e, negli anni, tornò ad essere direttore dell'Istituto Forense, sebbene nel 2009 venne nuovamente accusato di essere stato operatore di espianti di organi da martiri che avevano svolto operazioni militari contro Israele, per venderli o darli agli ospedali israeliani.  


riferimenti:








 
 

Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.