28.6.14

ITALIA, USA E GETTA DI GIANNI LANNES



INTRODUZIONE


Il tema di questo libro di inchiesta è la colonizzazione forzata del nostro Paese, un ecosistema sociale fragile che non ammette di esserlo. Il totalitarismo che avanza, la standardizzazione del pensiero unico. Insomma, la storia che i libri di storia non hanno narrato: una nazione che ha creduto di essere liberata, invece è stata invasa e occupata militarmente. Un popolo che ha immaginato di guadagnare la democrazia, mentre ha perso la libertà e rischia la salute. Uno Stato abissalmente distante dal racconto apologetico che monopolizza il discorso pubblico, ormai televisivo, stravolgendo la realtà. Benvenuti nel paradiso a stelle e strisce, una portaerei nel Mediterraneo dove albergano indisturbate le armi di distruzione di massa. Una volta, tanto tempo fa, l’Italia veniva chiamata “Isola delle meraviglie”; allora il giardino d’Europa esprimeva una civiltà e non era ancora preda dei ladri di futuro, di coloro che si riservano il diritto di annientare la vita in un amen, ammantati dai segreti di Stati.

Nel XXI secolo valgono ancora i patti siglati sottobanco, suggeriti da diplomatici e militari in carriera. L’accordo bilaterale – Bilateral Infrastructure Agreement (1954) – mai ratificato dal Parlamento, è stato imposto dal governo United States of America. In altri termini, una delega in bianco in nome e per conto di milioni di biografie anonime: nomi, cognomi, soprannomi, date di nascita e giorni preconfezionati di morte. Cose buone dal mondo: un cancro garantito e certificato a norma di legge. La nocività come strategia di selezione della specie. Tappa finale, la progressiva rarefazione dei beni ambientali di prima necessità: aria salubre, acqua pulita, terra sicura. I dati ufficiali parlano chiaro: 10 milioni di italiani sopravvivono in aree gravemente inquinate. E va sempre peggio. Non a caso, il codice penale del Belpaese ignora l’ecosistema. Guai, però, a fiatare. Il problema non è la destra o la sinistra, come aveva intuito Giorgio Gaber. C’è dell’altro. Con le mafie che fatturano il 20% del prodotto interno lordo, è in atto una pacifica e duratura convivenza in vigore dallo sbarco degli “alleati” nel 1943.
Segreti e sangue a fiumane, per nascondere traffici di armi, occultamenti di rifiuti, strategie offensive. Stragi, omicidi, omissioni, insabbiamenti della verità, per celare affari nebulosi e ruberie parastatali. 

Allora, vi siete mai accorti di quanto sia bello vivere in un eden trasformato in un inferno? Belpaese a sovranità azzerata, almeno a partire dalle clausole, ignote perfino agli storici di professione, dell’armistizio di Cassibile. La nazione italiana occupata dagli Stati Uniti d’America, non è sovrana né indipendente, ma succube. La fragilità italica cova le radici proprio nella lunga sequela di misteri alimentati a dismisura. Una litania di accordi internazionali ha annichilito la Costituzione repubblicana del 1948: ultimi in ordine temporale i Trattati di Prüm, Lisbona e Velsen, che assoggettano ogni Stato del vecchio continente a una normativa sovranazionale, promulgata da legislatori oscuri e ratificata da parlamentari sulla cresta dell’onda. Avanza incontrastato il militarismo. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Eurogendfor, la nuova polizia militare europea che ha assunto poteri e compiti totalmente al di fuori del controllo democratico. Una decisione ratificata anche dal Parlamento italiano (opposizione compresa) nell’anno 2010.




Chissà quante generazioni ci vorranno, perché approdi una nuova leva di italiane e italiani che sappiano scrollarsi di dosso la rassegnazione. Come se l’ex giardino d’Europa fosse soltanto una nauseabonda torta da spartirsi: appalti, subappalti, commesse e posti al sole.

Chissà se riusciremo a piantare quel seme buono a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri, il coraggio dei padri, l’abnegazione dei nonni, di coloro che hanno fatto grande l’Italia, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto la riducesse in polvere.

Chissà se riusciremo ad arrestare i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà.

Tutte le strade, anche le più buie, hanno un sole che accompagna il cammino e un vento di pacifici colori che danza annunciando la primavera. Non c’è davvero più tempo da perdere. È meglio essere attivi oggi che radioattivi e mutanti domani.



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27.6.14

POLIGONI MILITARI: I TRUCCHI INQUINATI DEL GOVERNICCHIO RENZI PER FAVORIRE LA GUERRA





di Gianni Lannes


Non è un gioco di prestigio, ma un insulso trucco dei governanti eterodiretti che calpestano l'articolo 32 della Costituzione per consentire alla Nato e ai fabbricanti armi di sperimentare strumenti di morte in tempo di pace. Che dire? Al peggio non c'è mai fine nell'Italietta delle banane. Un decretino del governo tricolore dal titolo grottesco "Ambiente protetto", trasforma i poligoni militari in aree industriali. Perché? Disarmante: evitare chiusure, ma soprattutto bonifiche dei siti inquinati da scorie radioattive e rifiuti chimici altamente pericolosi che nuocciono alla salute della popolazione italiana. Lo scopo fondamentale è soprattutto quello di favorire il business della guerra.

Decine di migliaia di ettari in tutta l'Italia, isole comprese(30 mila ettari solo in Sardegna), vengono equiparati come per magia, ad aree industriali per i quali la legge prescrive soglie di contaminazione molto più elevate. Vale a dire: i predetti territori soggetti a servitù militari dove l'alleanza atlantica si esercita alla guerra costantemente, possono essere inquinati ancora e maggiormente, in barba alle normative di protezione ambientale e sanitaria. Infatti, il decreto prevede che nelle aree militari si deve far riferimento ai limiti della colonna B della tabella relativa alle soglie di contaminazione dei suoli del decreto Legislativo 152/2006, quella relativa alle aree industriali, e non già alla colonna A, quella con i limiti per le aree residenziali e a verde.

26.6.14

IL NUCLEARE IN ITALIA E LA TRUFFA SOGIN PAGATA DAGLI ITALIANI






 di Gianni Lannes


Mentre decolla segretamente il progetto di un mega deposito di scorie in Sardegna come impone l'Europa, si approssima una catastrofe nel disinteresse generale. A distanza di ben 27 anni dal primo referendum contro l’energia atomica, nonostante il più recente pronunciamento popolare antinucleare, il Belpaese è ancora massicciamente nuclearizzato. 

La truffa orchestrata dai soliti caporioni dello Stato si chiama Sogin: un mare di soldi pagati dall’ignaro cittadino e sperperati da un’azienda statale sorta nel 1999 con il compito specifico di smantellare il nucleare civile. Ecco cosa salta fuori al di là dei proclami propagandistici. Dalla relazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia e sulle attività connesse, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella seduta del 18 dicembre 2012, si apprende che: «Secondo i dati forniti dal Ministro dello sviluppo economico nel corso dell'audizione del 2 marzo 2012 il lavoro sino ad allora svolto poteva essere quantificato intorno al 12 per cento del piano complessivo. In particolare, la centrale di Caorso era a uno stato di avanzamento del 16 per cento, quella di Trino del 14, quella di Garigliano dell'11, quella di Latina del 6. Eurex era all'8 per cento, Itrec al 13, Opec, in Casaccia, al 15 e infine Bosco Marengo al 57 per cento, ma si tratta in questo caso dell'impianto più semplice, scelto dalla SOGIN a stregua di progetto pilota che avrebbe dovuto essere portato a termine prima nel 2009, poi nel 2012. Se si estrapolassero questi dati si giungerebbe a ritenere i programmi della SOGIN largamente ottimistici».

PIEMONTE: INQUINAMENTO NUCLEARE E SILENZIO DI STATO



di Gianni Lannes


Nel sito nucleare di Saluggia, in provincia di Vercelli, sono ospitati oltre i quattro quinti di tutte le scorie nucleari ad elevata radioattività presenti in Italia, e nella popolazione cresce l'allarme per la mancanza di
informazioni tempestive, affidabili, verificabili sui rischi connessi alla gestione nucleare.

In particolare, nel sito sono presenti due vasche a cielo aperto, parzialmente interrate: le Waste
Ponds WP719 e WP 718, costruite contestualmente all'impianto, negli anni Sessanta. Questevasche raccolgono le acque contaminate provenienti da vari punti dell'impianto, che periodicamente sono scaricate nella vicina Dora Baltea in condizioni che dovrebbero garantire la massima sicurezza ambientale e sanitaria. Il rilascio degli effluenti liquidi è regolamentato da apposite prescrizioni, che costituiscono parte integrante degli atti autorizzativi dell'impianto, le quali limitano la concentrazione di radioattività presente nel liquido da scaricare. Lo scarico nella Dora Baltea è consentito a condizione che il livello di concentrazione di radioattività nelle acque delle suddette vasche non superi i valori limite stabiliti dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) sulla base delle norme comunitarie di settore.

MARI D'ITALIA: NIENTE BANDIERE BLU MA VESSILLI NUCLEARI

Pisa: centrale nucleare militare - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes


Estate 2014: nei mari d'Italia al posto delle bandiere blu, ora sventolano più che mai vessilli nucleari, in particolare nel santuario dei cetacei. Come nel caso della Toscana e del parco di Migliarino San Rossore. Lo Stato Maggiore della Difesa prima ha occultato le scorie solide nella pineta in riva al Mar Tirreno, poi ha trasformato impunemente l'area in una discarica bellica. Il 15 novembre 2013 è iniziato lo sversamento dei liquidi radioattivi della piscina di raffreddamento del reattore nucleare del Cisam (Centro interforze studi per le applicazioni militari) di San Piero a Grado (Pisa). L'operazione, a seguito di un decreto militare che sgancia le autorizzazioni al decommissioning dagli organi civili, è gestita dai militari del Cisam con la collaborazione e il supporto tecnico di Arpat, Enea e Ispra, per mezzo della ditta appaltatrice Lainsa.

25.6.14

ITALIA: 20 MILIONI DI PERSONE MALATE DI CANCRO E BONIFICHE DI STATO TRUFFA








di Gianni Lannes


Malati a vita da una generazione all'altra: un affare per l'industria in camice bianco. «50 anni fa si ammalava di tumore un italiano su 30, oggi si ammala un italiano su tre. E in futuro se ne ammalerà uno su due» aveva dichiarato due mesi fa a Milano, l’oncologo Umberto Veronesi. Infatti, i dati ufficiali parlano chiaro. Il Rapporto 2014 sui siti inquinati evidenzia un eccesso di mortalità e tumori, nonché estesi territori - compresi i centri urbani - inquinati oltre ogni limite di legge.

Si continua a registrare un eccesso di mortalità, ricoveri e casi di tumore nei siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin), a rischio per l'inquinamento ambientale, mentre nei luoghi dove vi è stata lavorazione dell'amianto aumentano i casi tumorali di mesotelioma pleurico polmonare. Da Casale Monferrato a Taranto, da Gela a Broni, si conferma dunque alto il rischio per la salute dei cittadini. Il dato emerge dall'aggiornamento del Rapporto Sentieri sugli insediamenti a rischio da inquinamento, finanziato dal ministero della Salute e coordinato dall'Istituto superiore di sanità (ISS).
Tuttavia, i dati sono addirittura sottostimati, poiché non hanno preso in esame le vaste aree compromesse dagli occultamenti ecomafiosi, le attività belliche della Nato e delle forze armate United States of America sul territorio italiano.

NATO E PETROLIERI DISTRUGGONO IL MARE DI SARDEGNA





di Gianni Lannes


Altro che aree protette. Ora è il turno finale della Sardegna. A guadagnarci i padroni texani sotto mentite spoglie, con il favore dei governicchi telecomandati all’italiana; grazie anche ad una legislazione di favore per i rapinatori stranieri, che consente quasi gratuitamente di devastare irreversibilmente i fondali dell’ex giardino d’Europa. Per individuare i giacimenti di petrolio amaro (di scarsa qualità) si usano i micidiali air-gun, ovvero cannoni che sparano onde acustiche che uccidono i cetacei.

20.6.14

ITALIA, USA E GETTA


 



Parlano le prove ufficiali raccolte e condensate in questo volume a smentire le menzogne del governo italiano. La colonizzazione atomica nordamericana del nostro Paese, inclusi gli incidenti nucleari provocati dalle forze armate di Washington, nascosti dallo Stato tricolore alla conoscenza dell'opinione pubblica. A causa di questo tipo di inquinamento l'Italia detiene il primato europeo di leucemie che aggrediscono i bambini.



Da giardino dell'Europa a portaerei di guerra delle forze armate statunitensi e Nato. I nostri mari sono stati usati dallo zio Sam come discarica nucleare. Nella Penisola albergano centinaia di potenti ordigni atomici (bombe, missili, mine) di proprietà degli Stati Uniti d’America.
In caso di incidente, sabotaggio, bombardamento o altro, per l’Italia sarebbe la fine. Non esistono piani di sicurezza per la popolazione civile, eppure sono obbligatori per legge (italiana ed europea).

Nei mari del giardino d’Europa transitano, attraccano, sostano e si esercitano alla guerra unità a propulsione ed armamento nucleare.
Le radiazioni sono invisibili, ma l’organismo umano ne risente, si ammala e muore.

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9.6.14

ITALIA: CIELI AVVELENATI DALLA NATO. UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA'




SCUOLA PUBBLICA A PERDERE






di Giuseppina Tobaldi*



Cari studenti, vi confesso che tante volte ho avuto la tentazione di togliere il disturbo e battere in ritirata. Ancora di più negli ultimi anni: anni di degrado culturale, ormai ne sono convinta, pianificato, voluto, non casuale. Non può adempiere al suo ruolo di educatore chi viene continuamente mortificato; non si può combattere contro questa cinica guerra alla cultura, all’istruzione, ai giovani, al futuro, alla democrazia, con l’individualismo, il menefreghismo e la rassegnazione di chi lavora nella scuola, di chi la frequenta e di chi ci manda i propri figli.

6.6.14

PUGLIA: IL DEPOSITO COSTIERO DI GAS GIA' BOCCIATO NEL 1999, ORA SI FARA' A MANFREDONIA



di Gianni Lannes




Il progetto Isosar  era già stato bocciato nel 1999. Ora si realizzerà, grazie anche al disinteresse popolare e alla debolezza dell’opinione pubblica, passando sopra l’integrità ambientale, il buon senso e le osservazioni critiche della Lipu. Addio anche al Golfo di Manfredonia: sono previsti nello stesso specchio di mare anche due impianti eolici off shore. E così al peggio non c'è fine. Chi comanda in Puglia? Il PIDDI'.


Opera:  Deposito costiero di GPL nel comune di Manfredonia
Progetto:  Deposito costiero di GPL nel comune di Manfredonia - Loc. Santo Spiriticchio
Proponente:  Energas S.p.A.

Scegli la ProceduraData avvioStato procedura
Valutazione Impatto Ambientale 10/11/1999Conclusa
Valutazione Impatto Ambientale 28/10/2013Istruttoria tecnica CTVIA


KISSINGER: DALL’OMICIDIO MORO A GIORGIO NAPOLITANO





di Gianni Lannes





Aldo Moro aveva fatto emanare nel 1975 la legge di ratifica del Trattato di non proliferazione nucleare e intendeva far smantellare all'alleato di Washington l'arsenale atomico in Italia.

Aldo Moro si opponeva alla “crescita zero” e alle politiche di riduzione della popolazione, allo scopo di piegare l’Italia ai voleri del “Club di Roma” e del Bilderberg, volti a deindustrializzare il Paese e a ridurne in modo considerevole la popolazione. Moro progettava di dare stabilità all’Italia attraverso la piena occupazione e la pace industriale e politica, rafforzando l’opposizione cattolica al comunismo e facendo in modo che la destabilizzazione del Medio Oriente fosse più difficile da ottenere. Moro si opponeva anche al signoraggio bancario. 

KISSINGER & ROCKEFELLER

Il 10 novembre 1982, in un’aula del tribunale di Roma, Corrado Guerzoni, il portavoce della vittima, testimoniò che Aldo Moro «fu minacciato da un agente del “Royal Institute for International Affaire” (RIIA), mentre era ancora ministro».
Tra il giugno e il luglio del 1982, la vedova di Aldo Moro testimoniò che l’omicidio di suo marito era stato il risultato di una serie di minacce alla sua vita, mosse da qualcuno, che lei definì una figura molto importante della politica degli Stati Uniti d'America.

Quando il giudice le chiese se poteva dichiarare alla Corte cosa aveva detto precisamente questa persona, Eleonora Moro ripeté esattamente lo stesso concetto espresso da Guerzoni: «Se non cambi la tua linea politica, la pagherai cara».
A Guerzoni, richiamato dal giudice, venne chiesto se era in grado di identificare la persona, di cui aveva parlato la signora Moro. Guerzoni rispose che si trattava di "Henry Kissinger", come aveva già detto precedentemente.

Perché un importante uomo politico nordamericano minaccia un leader di una nazione europea? La testimonianza sensazionale, e potenzialmente distruttiva delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, di Guerzoni fu immediatamente diffusa da tutti i media dell’Europa occidentale, il 10 novembre 1982. Curiosamente, nessun canale televisivo nordamericano pose l’attenzione su quella notizia. 


Giorgio Napolitano era un membro del PICCI', quello stesso partito che si battè strenuamente per abbandonare Moro al suo destino. Chissà come mai. Chi furono i due a lasciar assassinare Aldo Moro che aveva rivelato ai suoi carcerieri delle br telecomandate i segreti della Nato? Giulio Andreotti (padrone della P2) e Francesco Cossiga (affiliato al Bilderberg), i due nuovi padroni della DICCI', dopo l'omicidio di Aldo Moro.