23.3.24

ORO BLU

 

foto Gilan



di Gianni Lannes

Acqua: fonte vitale. Risorsa di pace o strumento di conflitti? Abbonda ma è inquinata, oppure scarseggia e non è accessibile, così le tensioni tra comunità e nazioni aumentano. La cooperazione sulla gestione dell’acqua può garantire un equilibrio sostenibile per tutti e contribuire a pacificare il mondo.

Che fare? Proteggere e ripristinare gli spazi naturali. Gli ecosistemi che forniscono acqua dolce all’umanità sono a rischio. Le zone umide, le torbiere, i bacini forestali, i laghi, i fiumi e le falde acquifere sono tutti vittime dei cambiamenti climatici indotti dall'uomo, dello sfruttamento e dell’inquinamento. Questo compromette gravemente la loro capacità di fornire acqua alle comunità. Per affrontare questa minaccia crescente, è essenziale un intervento immediato. È cruciale proteggere urgentemente questi spazi naturali e ripristinare quelli che sono stati degradati su vasta scala. Un esdempio deleterio nel Belpaese? L'lata velocità ferroviaria in Abruzzo con un progetto governativo che intende sventrare la montagna del Morrone, scrigno acquifero unico e raro. I Paesi devono sviluppare obiettivi specifici e misurabili per questo compito vitale. L’ideale sarebbe integrare questi obiettivi nei piani nazionali, proteggere la biodiversità ed evitare la siccità e la desertificazione. Questo lavoro di conservazione è di particolare importanza per garantire un approvvigionamento idrico adeguato alle città, molte delle quali già soffrono di carenze d’acqua. La protezione degli ecosistemi acquatici è fondamentale per assicurare un futuro sostenibile per le comunità umane e per gli ecosistemi stessi.

E poi, usare questa preziosa risorsa in modo efficiente. L’agricoltura consuma circa il 70 per cento di tutta l’acqua dolce utilizzata globalmente. Per affrontare questa sfida, è necessario adottare metodi di produzione alimentare che risparmiano acqua. Tecnologie come la coltura idroponica, l’irrigazione a goccia e l’agroforestazione possono contribuire ad ottimizzare l’uso delle risorse idriche, consentendo alle riserve di allungarsi ulteriormente. Inoltre, incoraggiare il passaggio a diete a base vegetale può essere un’altra strategia efficace. Le diete a base vegetale richiedono generalmente meno acqua rispetto a quelle basate sulla carne. Ad esempio, la produzione di carne bovina è nota per richiedere fino a 15mila litri di acqua per produrre un chilo di carne, rappresentando una delle impronte idriche più significative. Promuovere l’adozione di pratiche agricole sostenibili e il consumo consapevole di alimenti può contribuire a preservare le risorse idriche e garantire una gestione più efficiente delle risorse naturali.

Tracciare la qualità dell’acqua. La presenza di acqua abbondante, ma contaminata, rappresenta un grave problema per molte comunità. Misurare la qualità dell’acqua è cruciale per guidare gli interventi di pulizia e ripristino delle fonti idriche.

Durante i sempre più frequenti periodi di siccità, la competizione per la preziosa risorsa idrica si intensifica: i consumi sono aumentati, la disponibilità è diminuita e non c’è acqua per tutti. Diventa quindi impellente attuare una gestione equa e sostenibile - non affaristica e privatizzata - della risorsa idrica, garantendo al contempo la salute degli ecosistemi. Arrestare il consumo di suolo e promuovere concretamente la salvaguardia della Natura. Dall’emergenza alla rinascita attraverso l’acqua: promuovendo un uso equo e sostenibile di questa risorsa vitale, a livello locale e mondiale, si può costruire armonia tra comunità, paesi, esseri viventi.

Riferimenti:

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=acqua

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