BIOGRAFIA

31.3.23

TERREMOTI INDOTTI DALL'UOMO!

 

L'Aquila, 6 aprile 2009 - prefettura - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


di Gianni Lannes

Non c'è dubbio: l'Italia è un belpaese ad elevato rischio sismico. Tuttavia i terremoti - attesta la scienza - possono essere indotti anche dall'uomo e dunque, la Natura, anche se spesso incolpata a torto, non c'entra.

Terremoti antropogenici: così sono definiti dagli esperti. A far propagare un’onda sismica, può teoricamente essere ogni tipo di perturbazione, quindi anche di origine antropica. Basta consultare il database del portale The human-induced earthquake per osservare che sono stati segnalati (per difetto) più di 1200 progetti industriali dall’anno 1801 che si ritiene abbiano indotto o innescato un terremoto.

In ogni caso, la maggior parte dei sismi indotti vanta una magnitudo tra 2 e 4 e un ipocentro superficiale (da 0 a 70 km). Le cause principali, secondo la letteratura sismologica, sono fracking (ovvero la fratturazione del sottosuolo con un liquido a fini estrattivi), ricerche minerarie, bacini idrici artificiali, estrazione di gas e petrolio, geotermia, smaltimento di rifiuti fluidi ed esplosioni nucleari, oltre che altre meno significative. A questa lista di cause va aggiunta l'attività militare dei riscaldatori ionosferici (brevettati già negli anni '80) a piacimento energia elettromagnetica nel sottosuolo, andando a colpire le faglie attive e capaci (attività bellica non convenzionale vietate, almeno sulla carta, dalla Convenzione Enmod dell'ONU, ratificata anche dalla legge italiana numero 962 del 1980). La guerra ambientale è un'arma insospettabile.

ARCOBALENI, BAMBINI E AQUILONI!

 


Quando dalla terra dopo il tenero planare dell'acqua soffusa, cullati dai raggi di tenero sole spuntano i meravigliosi arcobaleni dai vividi colori, i bambini involano i variopinti aquiloni, liberi di danzare nel vento per disegnare nella pace una nuova vita, in equilibrio gioioso con la Natura e gli esseri viventi...

Gilan

30.3.23

VENETO: ACQUA AVVELENATA! E LA REGIONE NON BONIFICA!

 


di Gianni Lannes

Altro che covid-19 o nuovo coronavirus (Sars CoV-2). Inquina ancora e incassa pure l'assicurazione. Accade in Veneto, la solita Italia.  I Pfas sono sostanze perfluoroalchiliche utilizzate per impermeabilizzazione. Si tratta di composti fluorurati del carbonio bioaccumulabili non biodegradabili; la comunità scientifica sostiene siano composti che hanno effetti principalmente di natura sub letale, interferenti endocrini del metabolismo dei grassi, con azione estrogenica e cancerogena altamente persistenti e quindi trasportabili dall'acqua. La contaminazione da Pfas delle matrici ambientali, in particolare le acque interne superficiali e di falda, ha raggiunto un livello allarmante in Veneto, interessando un'area di circa 180 chilometri quadrati (dato Arpav 2015) con la compromissione della seconda falda freatica più grande e importante d'Europa, la falda di Almisano. Occorre procedere alla corretta bonifica al di sotto degli impianti attualmente in funzione e nella zona a nord dell'impianto, ancora esclusa dai saggi. Però la Regione di Zaia non ascolta ragioni.

Le province attualmente coinvolte sono quelle di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo, con 70 comuni interessati oltre 350.000 persone. L'azienda Miteni di Trissino è già stata individuata nel corso del 2013 dallo studio del Cnr-Irsa e da ArpaV come fonte principale della contaminazione da Pfas e Pfos di questa vasta area. In piena emergenza Pfas, Miteni viene autorizzata tra il 2014 ed il 2017 a trattare fino a 100 tonnellate annue di rifiuti chimici pericolosi contenenti il GenX, mediante processo di conversione a resa limitata pari al 20 per cento, che ha portato alla produzione di notevoli quantità di rifiuti in un territorio già gravemente colpito da un inquinamento ambientale tra i più importanti d'Europa. Miteni inizia a trattare il GenX (HFPO-DA, acido 2,3,3,3-tetrafluoro-2(eptafluoropropossi)-propanoico, tensioattivo florurato grazie all'approvazione del decreto regionale numero 59 del 30 luglio 2014 (si veda allegato A del decreto) con cui viene rinnovata per altri 5 anni l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) al trattamento di tale rifiuto pericoloso proveniente dall'azienda DuPont (oggi Chemours De Namour) con sede a Dordrecht, in Olanda;

ENI REWIND: UN INCENERITORE DI RIFIUTI A VENEZIA

 

foto Gilan

di Gianni Lannes

Un preannunciato disastro ambientale, autorizzato e legalizzato in un ecosistema delicato. Al peggio sembra non  esserci fine per la martoriata Venezia. Non bastavano i fosfogessi radioattivi a Porta Marghera gettati in laguna.  Nel mese di novembre 2022, Eni Rewind s.p.a. ha presentato alla regione Veneto istanza per l'avvio del procedimento teso all'emanazione del provvedimento di autorizzazione unica regionale per la realizzazione di un impianto di valorizzazione fanghi da depurazione civile nel comune di Venezia.

Il progetto riguarda la costruzione e l'esercizio di un nuovo impianto di termovalorizzazione, localizzato nell'ambito del sistema portuale di Porto Marghera e finalizzato al trattamento di 190.000 tonnellate l'anno di fanghi, la maggior parte dei quali provenienti dagli impianti di depurazione a servizio di tutti i gestori del servizio idrico integrato della regione Veneto.

L'area di progetto risulta essere l'isola 46, di circa 58.000 metri quadri, ai margini del polo chimico, verso il bordo sud-ovest della seconda zona industriale di Porto Marghera, che affaccia sul Canale industriale sud. A nord, oltre la strada, l'area confina con un'area classificata umida minore dal Piano di assetto del territorio (Pat) del comune di Venezia.

L'intervento interessa aree perimetrate a pericolosità e rischio idraulico dal «Primo aggiornamento del Piano di gestione del rischio alluvioni» (Pgra).

VENEZIA: SVENDITA DI STATO!

 

foto Gilan


di Gianni Lannes

Lo Stato italiano, grazie a Draghi (già svenditore dell'Italia ai tempi del Britannia, ovvero il 2 giugno 1992) e ora alla Meloni, ha messo in svendita al peggior offerente e per finalità speculative, alcuni isolotti della laguna di Venezia, già fagocitata dal truffaldino commercio cinese. 

foto Gilan


Infatti, con avviso esplorativo protocollo n. 2022/2206RI/DR-VE del 7 dicembre 2022 è stata pubblicata la manifestazione d'interesse per l'acquisto o concessione di valorizzazione di lunga durata dell'isola di Sant'Andrea (Venezia), un isolotto trapezoidale dove sono collocati due edifici di un sistema fortilizio vero con strutture funzionali all'uso militare, la cui superficie complessiva è di circa 22.400 metri quadrati, bene con vincolo di demanio storico artistico ex decreto legislativo n. 42 del 2004.

29.3.23

ITALIA A TUTTO GAS!

 

Carta titoli minerari aggiornata al 28 febbraio 2023

di Gianni Lannes

“Nuove trivelle in mare, per rendere l'Italia più indipendente sul fronte del gas e metterlo a disposizione delle aziende più energivore a prezzi calmierati”. Nel novembre 2022 il Consiglio dei ministri targato Meloni (con l'appendice Berlusconi) ha dato il via libera alla norma sulle nuove concessioni per aumentare l'estrazione di gas in Adriatico, anche a partire dalle 9 miglia dalla costa. Obiettivo è aumentare l'estrazione di gas dai giacimenti già esistenti, da cui nel 2021 sono stati ricavati appena 3,3 miliardi di metri cubi per contribuire - in teoria - a ridurre l'importazione dalla Russia e rendere l'Italia più indipendente sul fronte energetico. Fumo negli occhi della gente?

Evidenti obiezioni? Ammesso che venga estratto chissà quanto gas e petrolio nell’Adriatico e più in generale nei mari italiani, se va bene potremmo soddisfare tra il 5 e il 7 per cento del fabbisogno nazionale fra non meno di un lustro, ossia quantitativi risibili che i concessionari otterranno con la deroga ad estrarre entro e non oltre le 12 miglia marine. Di questo 5 – 7 per cento di gas o petrolio estratto ai cittadini andrebbe, a prezzo calmierato, solo una parte “concessa” dai concessionari. Mi chiedo invece cosa sarà dei tre giganteschi parchi eolici, anch’essi dal forte impatto che verranno realizzati nell’Adriatico ambientale, ad esempio nel Gargano, tra Bari e Barletta e in Salento tra Castro e Leuca, proprio nelle zone dove si rischia che vengano rilasciate le autorizzazioni alle ricerche petrolifera.

Il pericolo è lo sprofondamento dei terreni e dei fondi marini, che in seguito alle trivellazioni degli anni Cinquanta sono stati imponenti e devastanti. Ci sono zone in cui il fondo si è abbassato di quattro metri, con una progressione dei cedimenti anche oggi inesorabile. Nel Polesine è stato un disastro colossale. Più di tutto, l'estrazione di idrocarburi può indurre e provocare terremoti disastrosi. Ma la popolazione ignora questo aspetto della questione. 

MOLISE: ASSEDIATO DALLO SFRUTTAMENTO DISTRUTTIVO!

 

Termoli - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Termoli - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes

Scosse sismiche con profondità superficiale e tanta paura nella popolazione del Molise, della Puglia settentrionale e in parte di Abruzzo e Campania. A proposito c'è correlazione con il terremoto di magnitudo 4.6 che ieri sera alle ore 23:52:45 ha avuto come epicentro il borgo di Montagano in provincia di Campobasso, con un ipocentro di appena 23 chilometri e i numerosi pozzi estrattivi di idrocarburi (olio e gas) nel territorio regionale (come quello dell'Eni a Rotello in contrada Masseria Verticchio), incluse le attività estrattive delle copiose trivelle nel prospiciente mare Adriatico?  



E che dire dei nuovi progetti per giganteschi impianti industriali eolici a ridosso della costa di Termoli, Campomarino, Petacciato e Montenero di Bisaccia, nonché nell'entroterra, presentati da società a responsabilità limitata, come la Maverick con sede in via dei Bossi numero 6 a Milano e la Wind Energy Rotello con sede a Pescara in via Caravaggio al civico 125 (amministratore unico Fabio Maresca)? Responsabilità unica della Natura? Un fatto è certo: la letteratura scientifica in materia attesta l'eventuale nesso.

Per caso, le autorità hanno controllato la tenuta strutturale della diga del Liscione di Guardialfiera (costruita a partire dal 1964, ultimata nel 1976 e non ancora effettivamente collaudata, dopo 21 anni dall'ultimo e disastroso allagamento della valle) a seguito del recente sisma? Un’opera idrica da milioni di metri cubi che si trova a ridosso della valle del Biferno dove c’è il nucleo industriale di Termoli, ci sono zone abitate, aziende e campi coltivati. Invece di metterlo in sicurezza, addirittura si amplia l'invaso. Insomma, nel disinteresse generale, va sempre peggio.

28.3.23

FAGLIA SISMICA ALLA DIGA DI CAMPOTOSTO!

 

 



di Gianni Lannes

In attesa della prossima tragedia annunciata da tempo. A pagarne le conseguenze sarebbe il territorio del Vomano. Il secondo lago artificiale più grande d'Europa (1.400 ettari) nella zona più sismica del vecchio Continente. Il bacino di Campotosto, venti chilometri da Amatrice e quasi cinquanta dall'Aquila, e le sue tre dighe (Sella Pedicate, Rio Fucino e Poggio Cancelli) sono una vecchia conoscenza dei sismologi e degli ingegneri idraulici. Fu edificata negli anni Trenta del secolo scorso. Attorno a queste dighe si sono manifestati due terremoti che hanno seminato morte e distruzione: l'Aquila nel 2009 e il più recente nel 2016 ad Amatrice. Più la serie martellante di scosse fino ai giorni nostri. Un pericolo sottovalutato, nonostante sia evidenziata anche nella mappa nazionale dell'Ispra nel catalogo delle “faglie capaci” e nonostante il più recente allarme lanciato dal professor Sergio Bertolucci:

«Nella zona di Campotosto c'è il secondo bacino più grande d'Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è l'effetto Vajont».

COVIDIOTI PER SEMPRE?

 


di Gianni Lannes

Una volta, non tanto tempo fa, in uno Stato di diritto, costringere le persone a coprirsi metà del viso era reato, anche imporre farmaci non approvati e sperimentati in via definitiva era reato e così pure vietare l'accesso al lavoro.

La tecnocrazia imperante scalza la democrazia incompiuta. Il piano di sottomissione consensuale dell'umanità vanta un livello mondiale, a prova apparente di eventuali rivolte. In virus veritas: nessuno o quasi sospetta la correlazione degli eventi. In Italia sono trascorsi appena 1114 giorni di prigionia a cielo aperto e tanti individui li vedi ancora mascherati anche a letto, inguantati sia pure accuratamente isolati.

Purtroppo siamo circondati dai covidioti: quelli che si dondolano beati tra una paura e l'altra, tra un'emergenza fabbricata tavolino e l'altra, tra una dose di siero sperimentale anticovid 19 spacciato per vaccino salvifico e l'altra, ancora incredibilmente convinti che si combatte una pandemia.

27.3.23

ABRUZZO: EFFETTO VAJONT!

 

La Stampa, 10 novembre 2008



di Gianni Lannes

Catastrofe sismica imminente? I segnali di allarme sono rimasti inascoltati dai governi italiani. Se saltano tre dighe (Enel) che insistono su una faglia sismica attiva che succede all'ignara popolazione sottostante nel teramano? La Commissione Grandi Rischi non esclude, poi nega l'evidenza.



«Nella zona di Campotosto c'è il secondo bacino più grande d'Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è l'effetto Vajont». Lo ha detto al Tg3, il 22 gennaio 2017 Sergio Bertolucci, presidente della Commissione Grandi Rischi, aggiungendo che «se si avverte un aumento del rischio, bisogna immediatamente renderlo trasparente alle autorità e alla popolazione». Dopo le pressioni politiche Bertolucci ha innestato incredibilmente la marcia indietro. Direttore della Ricerca e del Calcolo Scientifico del CERN l’organizzazione europea per la ricerca nucleare, è un fisico sperimentale noto a livello internazionale per i suoi risultati nel campo della Fisica delle Alte Energie, acceleratori di particelle, strumentazione, informatica, gestione di grandi programmi sperimentali e di infrastrutture di ricerca.

 

L'Unità, 14 maggio 2009

Provvedimenti risolutivi a tutt'oggi? Zero, pari a zero assoluto. Eppure, relativamente a questo grave rischio sottovalutato dalle autorità italiane, era stato già evidenziato il 10 novembre 2008 sul quotidiano La Stampa e successivamente il 14 maggio 2009 sul giornale L'Unità; infine avevo sollevato il caso alla radio, in un programma di Rai1.

l'ITALIA TREMA: GIANNI LANNES A L'AQUILA!

 


https://www.edizionimondonuovo.com/prossime-uscite/litalia-trema/

https://www.edizionimondonuovo.com/autori/gianni-lannes/


Indice

In prima linea

C'era una volta l'Aquila

Emergenza infinita

Da Nord a Sud

Ecologia di guerra

Belpaese a perdere

Realtà dimenticate

Magia del tempo

UNA MONTAGNA VERA!

 

Monte Camicia (2564 m): in vetta - foto Gilan (24 marzo 2023)


di Gianni Lannes

Solitudine assoluta, silenzi profondi, atmosfere naturali per un'arrampicata in solitaria. Il Monte Camicia (2564 metri d'altitudine) è la cima più importante nel settore orientale del Gran Sasso d'Italia, da cui si intravedono a occhio nudo altre montagne (Corno Grande, Prena, Velino, Sirente, Laga, Maiella, Morrone) e il Mare Adriatico. La sua parete settentrionale, larga circa due chilometri, è un abisso che si eleva per 1200 metri dal Fondo della Salsa. La scalata a mani nude di questa vetta innevata in  primavera in bilico sulla cresta e la discesa inforcando gli sci che scivolano verso Fonte Vetica, è un'impresa indimenticabile.

Monte Camicia (2564 m) - foto Gilan (24 marzo 2023)



ACQUA IN RISERVA!

 

foto Gilan


di Gianni Lannes

La perenne magia dell'oro blu intona una melodia meravigliosa, in terra d'Abruzzo, dove il tempo appare incantato e l'energia diviene vitale. Nascosta alla vista l'acqua prende corpo in grotte, vallette carsiche, pozzi, doline e scorre solcando i boschi della Valle Roveto, nel cuore dell'antica e selvaggia Marsica, non imbrigliata dalla modernità.



Appena a Sud del Monte Viglio, quasi a congiunzione tra i Monti Simbruini, i Monti Cantari e i Monti Ernici, si trova la Riserva Naturale di Zompo lo Schioppo. In cima ai rilievi montuosi, incastonata su pareti assolate di roccia calcarea a strapiombo, si origina la cascata naturale di Zompo lo Schioppo. Si tratta di una delle rare sorgenti carsiche intermittenti dell’Appennino che, sgorgando da una parete verticale, dà vita a una cascata attiva in primavera, quando la falda acquifera contenuta in un sistema di cavità ancora sconosciute s’innalza con lo scioglimento delle nevi in quota.

23.3.23

SCIE CHIMICHE E ABETI MORENTI!

 

Monte Camicia: 23 marzo 2023 - foto Gilan


di Gianni Lannes

Scie chimiche nel cielo, piogge acide, acqua piovana avvelenata e abeti morenti in Abruzzo, nel parco nazionale del Gran Sasso (un'area protetta solo sulla carta).  

Fonte Vetica (Gran Sasso): 23 marzo 2023 - foto Gilan

Fonte Vetica (Gran Sasso): 23 marzo 2023 - foto Gilan


Riferimenti:


https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2023/02/aria-inquinata-alberi-morti.html

Fonte Vetica (Gran Sasso): 23 marzo 2023 - foto Gilan

Fonte Vetica (Gran Sasso): 23 marzo 2023 - foto Gilan

Fonte Vetica (Gran Sasso): 23 marzo 2023 - foto Gilan



22.3.23

SERGIO MATTARELLA E LA MAZZETTA DELLA MAFIA!

 


di Gianni Lannes

Quale lotta alla mafia in Italia? Senza macchie o buchi neri? Quanta carriera l'inquilino del Quirinale, pubblico elogiatore del nebuloso Bilderberg e della famigerata Trilateral, nonché firmatario di decreti legge a raffica (incostituzionali ed anticostituzionali) sulla pandemia covidiota che ha imprigionato gli italiani per due anni (alla voce lockdown), figlio minore dell'uomo d'onore Bernardo. Alla Camera dei deputati in pianta stabile dal 1983 al 2008. Da deputato della Democrazia Cristiana a vicepresidente del Consiglio con delega ai Servizi Segreti nel governo D’Alema con l’Ulivo (1998-1999) che autorizzò la guerra (e i bombardamenti della Jugoslavia), ministro dei rapporti con il Parlamento (1987-1989) e della pubblica istruzione (1989-1990), quindi titolare della Difesa (1999-2001) quando negò la pericolosità dell'uranio impoverito e fu smentito dai fatti, poi deputato del Partito Democratico, quindi giudice costituzionale (2011-2015), per essere infine eletto due volte consecutive capo dello Stato tricolore. Nella sua biografia ufficiale, però, non appare la mazzetta a lui elargita da un costruttore di “cosa nostra”.



Alla vigilia delle elezioni politiche del ’92, l'avvocato Sergio Mattarella aveva ricevuto nella sua segreteria di via Libertà a Palermo una busta: il mittente era l’imprenditore agrigentino Filippo Salamone titolare della Impresem, che qualche anno dopo si sarebbe beccato una condanna per concorso in mafia con l’accusa di essere l’erede di Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Totò Riina. Nel 1993 Mattarella Sergio finì a processo per un finanziamento illecito di Filippo Salamone, il costruttore fiduciario di "cosa nostra". Salamone fu poi condannato per mafia e patteggiò la pena per tangenti a una sfilza di politici siciliani: confessò di avere finanziato Mattarella dandogli 40 milioni di lire in contanti e poi 10 milioni in buoni benzina per una campagna elettorale. Allora Mattarella si è ricordato: sì, l’ho incontrato, ma i milioni erano solo 3 milioni, in buoni benzina, e io li ho accettati. I giudici l’hanno assolto perché allora la legge puniva solo i finanziamenti in nero sopra i 5 milioni. L’incorruttibile Sergio Mattarella, all’epoca deputato e commissario della Dc siciliana, raccontò di averli accettati come un regalo, “di modesto valore”, inviatogli a titolo personale da un privato cittadino, e di averli distribuiti dopo le elezioni ai suoi collaboratori. E così ottenne lo sconto giudiziario.  Incredibile, inverosimile, inaudito.

USTICA: LA SECONDA STRAGE!

 

D - La Repubblica delle donne, 28 giugno 2003

D - La Repubblica delle donne, 28 giugno 2003


USA&ITALIA: FINTA LOTTA ALLA MAFIA!

  



di Gianni Lannes

Parola d'ordine: lotta alla mafia, ma per finta. I militari anglo-americani erano appena sbarcati in Sicilia il 10 luglio 1943, ma già sapevano che si trattava di un luogo speciale. C’è un rapporto del capitano W.E. Scotten, consegnato al generale Julius Holmes: un documento intitolato Memorandum sul problema della mafia in Sicilia. Il documento porta la data del 29 ottobre 1943 - pagine custodite nei National Archives di Londra - c´è la prova di un accordo cercato dagli agenti segreti statunitensi e britannici con la mafia siciliana. Uno dei primi, uno dei tanti. Si tratta di un documento in cui si ritrovano le tracce di un negoziato fra gli apparati di sicurezza e le "famiglie", la genesi di un patto che porterà in Italia - anno dopo anno e strage dopo strage - all'abitudine "trattativista", al dialogo occulto fra poteri politici e poteri criminali.



Dalla strage di Portella della Ginestra (1 maggio 1947) fino all’eliminazione di Enrico Mattei nel 1962, alla strage di Capaci, poi via D’Amelio nel 1992 e così via; dalle spie inglesi agli uomini dei servizi di sicurezza italiani, un intrigo che affonda le sue radici nei mesi che seguirono l´Operazione Husky, nome in codice dell´invasione alleata dell´isola.

Il capitano dei servizi segreti USA, W.E. Scotten fu incaricato di redigere un rapporto sulla situazione. Il documento è di straordinario interesse per la storia di quegli anni e rivela la piena consapevolezza dei cosiddetti “alleati” della gravità dei processi che essi stessi avevano innescato.

NATURA E UMANITA'

 

foto Gilan

 

 Natura e umanità

Soffia il primo sentore ruvido di primavera

la luce che sorge risveglia le montagne

e il dolore si stempera nel cielo di arcobaleni

la pioggia atterra con un sentore di dolcezza

e il vento plana nella gioia di giorni felici

Gilan


17.3.23

STRAGE DI USTICA: MENZOGNE A GALLA!

 


di Gianni Lannes

Le menzogne prima o poi vengono a galla. Il 21 gennaio dell'anno 2000 nel Tirreno il peschereccio Bartolomeo di Gaeta ripesca una parte del relitto del velivolo F-4J Phantom dell'US Navy. “Sapevamo di due nostri caccia”, hanno dichiarato laconicamente i portavoce Usa, “che erano precipitati nel Tirreno al termine di una missione. Sulla zona era calata una fitta nebbia e i velivoli avevano avuto difficoltà a ritrovare la Saratoga, la portaerei da cui erano decollati. Erano a corto di carburante e i piloti non hanno avuta altra scelta che lanciarsi e abbandonare i caccia”. Tutto questo avveniva nel 1974, secondo la versione ufficiale delle autorità militari USA. L'anno è stato indicato confrontando il numero impresso sulla carlinga del caccia, 157303, con la data in cui è stato denunciato l'incidente. Eppure nessuno, autorità militari Nato o nordamericane in testa, si era preoccupato di ripescare i relitti di due caccia, perfettamente operativi all'epoca, impiegati sulla portaerei Saratoga. Inoltre, il riferimento al Phantom con targa a stelle e strisce che - quella sera del 27 giugno 1980 - sfreccia sull'aerovia civile Ambra 13 intercorre nelle note conversazioni registrate dei controllori di volo.





E ancora. Il tronco di coda con la "scatola nera" del DC9 affondato fu recuperato non tra il 17 aprile 1988 e il 25 maggio 1988 secondo la deposizione alla commissione stragi dell'ingegner Lovaglio della francese IFREMER collegata ai servizi segreti transalpini (Sdece), ma in data di gran lunga antecedente come conferma il telegramma 13891 della nave Carducci che avvista il troncone di coda in data 28 giugno 1980. Il troncone di coda conteneva il "data flight recorder": chi lo ha sequestrato per 8 anni e cosa ne ha fatto?

ITALIA: SEGRETO MILITARE INFINITO!

  

foto Gilan

di Gianni Lannes

Stragi di Stato in Italia, anzi spesso di Stati alleati: l'esecutivo Meloni è latitante. Ancora oggi, nonostante promesse altisonanti e direttive governative, sull'omicidio di Aldo Moro, una miriade di documenti risultano ancora segreti dopo ben 45 anni. E sono da sempre segreti pure i trattati segreti sottoscritti da Roma con Washington (clausole segrete armistizio corto di Cassibile, trattato di pace a Parigi, Bilateral Infrastructure Agreement e così via fino ai giorni nostri), il tutto in palese violazione della Costituzione repubblicana italiana.

E ancora: segreti militari sottratti all'accesso in barba allo Stato di diritto e alla trasparenza, sfuggiti all'attenzione pubblica, al controllo parlamentare e sottratti alle indagini giudiziarie, come ad esempio il decreto del ministro della difesa (firmato dal generale Domenico Corcione) numero 519 del 14 giugno 1995 (pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 285 del 6 dicembre 1995), relativo alle categorie degli atti sottratti all'accesso, entrato in vigore durante il governo Dini.

Ad una prima valutazione del punto 12 dell'allegato 1, risulterebbero gravemente compromesse indagini su stragi, fatti criminosi e delittuosi accaduti nel nostro paese, in quanto documenti relativi alle indagini in corso sono "secretati" per 50 anni e passa, come, ad esempio, la documentazione militare della Nato (e i tracciati radar non manipolati), indispensabili a fare chiarezza nella tragedia di Ustica.

16.3.23

MAFIE IN ABRUZZO!

 

Pescara (9 febbraio 2023): attentato a un locale in centro - foto Gilan


di Gianni Lannes

Il virus mafioso è ovunque nel Belpaese: nessun territorio sembra immune. Le ultime metastasi a Pescara arrivano dall'incancrenita Foggia. Ieri è stato stroncato un giro milionario di usura, estorsioni e ricettazioni; insomma la punta dell'iceberg. Da decenni, l'Abruzzo è una lavanderia mafiosa con infiltrazioni massicce nell'economia sana. La Guardia di Finanza ha effettuato 8 arresti: in manette la capo reggente del clan foggiano Moretti Pellegrini-Lanza, ovvero Anna Rita Moretti (44 anni), figlia e sorella d'arte. Suo padre è il capomafia al 41 bis (scolarizzato al crimine da Raffaele Cutolo negli anni '70 presso l'hotel Florio tra San Severo e Foggia); detenuto anche il fratello Pasquale.

Si tratta però, di una vittoria di Pirro. Grazie allo Stato tricolore le organizzazioni criminali in Abruzzo hanno messo radici fin dal secondo dopoguerra, mediante il confino in loco di capimafia targati "cosa nostra". Poi sono arrivati i camorristi dalla Campania che hanno seppellito impunemente per decenni nelle colline abruzzese, addirittura montagne di rifiuti pericolosi (in particolare nella Marsica e nel territorio teatino); quindi è stata la volta della mafia cinese nel pescarese e della 'ndrangheta (a livelli commerciali, finanziari ed edilizi), soprattutto in provincia di Teramo. Anche i sinti, specializzati in furti ed usura a tassi da tagliagole, hanno infine svoltato in direzione del crimine più efferato. A conti fatti, l'Abruzzo non è un'isola felice.

15.3.23

ITALIA: ANCORA SEGRETI SULLE STRAGI E IL GOVERNO MELONI NON RISPONDE!


 di Gianni Lannes

Accade oggi nel Belpaese senza memoria, senza verità e senza giustizia. Documenti latitanti, carte ufficiali censurate, elenchi di nominativi non consegnati, fogli sbianchettati e interi pezzi cancellati proprio in concomitanza con la loro desecretazione. È quanto ha denunciato la relazione annuale (datata 12 ottobre 2022) del Comitato consultivo sulle attività di versamento all'Archivio centrale dello Stato e agli Archivi di Stato della documentazione di cui alle direttive del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 aprile 2014 e del 2 agosto 2021 (come avevo anticipato il 23 gennaio scorso).

Addirittura è sparito completamente l'archivio del Ministero dei trasporti per gli anni esplosivi delle stragi (1968-1980) e, in particolare, tutta la documentazione del Ministro e del suo gabinetto. A tale proposito la ciarliera Giorgia Meloni non fiata da mesi, nella falsariga dei suoi predecessori (da Draghi&Conte fino a Prodi e Berlusconi).

Nelle conclusioni della predetta relazione si legge: «Non è accettabile che in un periodo di tempo prolungato, che va dalla fine degli anni '60 agli anni '80, possa mancare del tutto la documentazione relativa al Gabinetto del Ministro dei trasporti [...] riferita al periodo delle stragi che hanno segnato tragicamente il nostro Paese».

Il governo Meloni, interrogato in merito, ovvero sulla sparizione di documenti relativi stragi accadute in Italia che a tutt'oggi non hanno ancora i nomi dei responsabili (mandanti, esecutori) non risponde in Parlamento, di fatto contribuendo a insabbiare queste sanguinose vicende - che hanno dilaniato l'Italia - in veste di primo ministro, sia pure pro tempore. Infatti, l'interrogazione a risposta scritta numero 4/00236 del 10 gennaio 2023, giace inevasa dall'inquilina di Palazzo Chigi (e sono trascorsi oltre due mesi).

14.3.23

AEROSOLCHEMIOTERAPIA DI GUERRA!

 

Scie chimiche: Abruzzo, 13 marzo 2023 - foto Gilan

di Gianni Lannes

Oscurano il sole e squarciano il cielo un giorno sì e l'altro pure, grazie anche all'apatia di masse disumane, sempre più lobotomizzate dai frenetici consumi e pervase dalla gretta ignoranza. In Italia il programma globale di "aerosolchemioterapia bellica" di Washington che induce sconquassamenti climatici, provoca l'avvelenamento dell'aria, cagiona l'inquinamento dell'acqua, induce il degrado della terra, nonché malattia e morte prematura di migliaia di persone ogni anno, prosegue indisturbato. Un ecocidio virale invocato anche da mister mal'aria, tale Bill Gates, in tutto il mondo per annichilire ed azzerare l'umanità. I segreti indicibili giacciono sotto gli occhi di tutti.

13.3.23

IVAN ILLICH: ANTESIGNANO E RIVOLUZIONARIO!

 


di Gianni Lannes

Un pensatore libero, in anticipo di almeno mezzo secolo sul tempo dell'attualità, come la Montessori. Il suo fondamentale interesse fu rivolto all'analisi critica delle istituzioni nella società contemporanea: dalla scuola alla medicina, dall'economia alla scienza. Illich ha posto la critica radicale più intelligente all'inciviltà industriale dei consumi e al sapere standardizzato. 

11.3.23

NUOVA VITA PER UN NUOVO MONDO!

 

Primavera - foto Gilan

Amare, ascoltare, parlare, desiderare, proteggere, educare, partecipare, protestare, rivoluzionare, ideare, fantasticare, sognare, pensare, dubitare, sbagliare, immaginare, poetare, scrivere, fotografare, disegnare, colorare, camminare, nuotare, ancorare, navigare, costruire una società di esseri umani liberi in armonia con la natura. Nuova vita umana per un nuovo mondo.

Gilan

LA GITA A CUTRO!

 

foto Gilan


di Gianni Lannes

Senza umanità, anima e coscienza. Con tanto di telecamere in diretta tv, i soliti telecomandati hanno mandato in onda ancora una volta uno spettacolo indegno di uno Stato di diritto in un Paese civile. La roboante passerella del governicchio tricolore, lo stesso che ha provocato una strage di Stato in riva alla Calabria dove hanno perso la vita tanti bambini, si è trasformata a Cutro in un  mezzo disastro. Ad illustrare il vuoto decretino c'era tutto l'impresentabile esecutivo al gran completo in divisa e doppiopetto d'ordinanza, inclusa la Meloni (ancora una volta nervosa ed imprecisa), l'allucinante capetto pro tempore del Viminale tale Piantedosi (assente ingiustificato a Bruxelles) e l'inqualificabile Salvini. Ecco le lacune: l'ennesima normetta d'urgenza non affronta il tema del soccorso in mare, non intervenendo su competenze e funzioni, né toccando meccanismi operativi. Alla luce dei fatti, ecco la mia opinione: dovrebbero essere tutti dismessi e processati per direttissima, soprattutto coloro che da anni invocano respingimenti e pure affondamenti di profughi e migranti senza distinzione; invece sono ancora in circolazione e dettano legge. Perché nel Belpaese dove scompaiono 35 minori al giorno, non sale almeno l'indignazione morale a caratura nazionale?

10.3.23

MINORI A PERDERE IN ITALIA!

 

foto Gilan

di Gianni Lannes

Nella stagione del disamore è dura l'esistenza per chi si è appena affacciato alla vita. Bambini e adolescenti vantano diritti di carta, nonostante l'inflazione di leggi globali e convenzioni universali. In Italia sono 37mila i minori strappati alle famiglie d'origine per finire nei reclusori speciali che di "casa-famiglia" vantano solo il falso nome, ma i dati ufficiali non sono completi. Ad oggi (10 marzo 2023) non esiste una banca dati nazionale che contenga informazioni dettagliate sul numero di minori in affidamento e minori adottati. Queste cifre risultano approssimate per difetto. Comunque, la terza raccolta dati sperimentale dell'Autorità garante, pubblicata nel novembre 2019, con dati aggiornati al 31 dicembre 2017, indicava 32.185 minori, in aumento rispetto ai 29.692 dell'anno precedente, ospiti delle 4.027 comunità presenti sul territorio italiano, in aumento rispetto alle 3.686 comunità del 2016. Tali dati sono incompleti e non attendibili, infatti, sono stati raccolti in collaborazione con le procure della Repubblica presso i tribunali per i minorenni, i quali (ai sensi dell'articolo 9 della legge numero 184 del 1983) ricevono semestralmente dagli istituti di assistenza pubblici o privati e le comunità di tipo familiare gli elenchi dei minori. Come dichiarato nel documento stesso, «La raccolta ha fatto emergere l'esistenza di prassi disomogenee sul territorio in ordine all'esercizio del potere di vigilanza dei procuratori. In particolare tale vigilanza comprende, solo in taluni casi, anche le strutture di prima accoglienza. Inoltre, alcune procure hanno inserito nel dato trasmesso anche le cifre relative all'accoglienza nelle comunità di pertinenza del Ministero della giustizia».

ITALIA: 35 MINORI SCOMPARSI OGNI GIORNO!

 


di Gianni Lannes

Accade nel Belpaese dove regnano il disinteresse generale e le distrazioni di massa. Si dissolvono al ritmo di due classi scolastiche ogni 24 ore. Nel territorio europeo ogni due minuti sparisce un bambino. Ogni giorno in Italia - secondo i dati ufficiali del Viminale - svaniscono 35 bambini e adolescenti, 10 sono di nazionalità italiana. Insomma, più di un minore ogni ora. Nei primi sei mesi del 2022, in Italia ci sono stati 6.312 minori scomparsi, diventati oltre 13 mila desaparecidos a fine anno. Il 70 per cento di questi è composta da minori stranieri non accompagnati. Pedofilia, pedopornografia, prostituzione e traffico d’organi umani i destini più terribili per tanti di loro. Perché le autorità non fanno nulla di concreto per arrestare l'orrore. L'Italia e lo Stato del Vaticano non hanno mai ratificato la Convenzione del Consiglio d'Europa sul traffico di organi umani.



CUTRO: STRAGE DI GOVERNO?

 

foto Gilan

   di Gianni Lannes

Le prime vittime sono stati i bambini. I fatti: domenica 26 febbraio 2023 si è verificato, a meno di cento metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro in Calabria, il naufragio di un'imbarcazione salpata dalla Turchia, con a bordo persone provenienti dall'Iraq, dalla Siria e dall'Afghanistan (paesi dove l'Italia per anni ha praticato ed alimentato la guerra in violazione dell'articolo 11 della Costituzione repubblicana), per il quale sono state accertate fino ad oggi, almeno 72 vittime, ovvero persone annegate (molte ancora senza identità), tra le quali 18 minori (l'ultimo ritrovato in mare con meno di 3 anni); un numero questo purtroppo destinato a crescere a causa dei numerosissimi dispersi, poiché mancano all'appello oltre 40 esseri umani.

Durante la giornata di mercoledì 1° marzo 2023 il comandante della Capitaneria di porto di Crotone, Vittorio Aloi, ha dichiarato che a suo giudizio la Guardia costiera sarebbe potuta intervenire, affermando che «quel giorno c'era mare forza quattro, non sei o sette. Le nostre motovedette avrebbero potuto navigare anche con mare forza otto», e lasciando intendere che l'invio di mezzi di soccorso al barcone che si trovava a 40 miglia dalla costa crotonese sarebbe stato possibile anche con quelle condizioni meteo marine.

Nonostante infatti che già dalle 22.00 di sabato 25 febbraio 2023 un aereo Frontex avesse rilevato e segnalato la presenza di un'imbarcazione partita da Smirne in Turchia, Aioi ha ribadito di aver ricevuto la prima chiamata come Guardia costiera solamente alle 4.30 del mattino del 26 febbraio, e di essere stato coinvolto esclusivamente per i soccorsi a terra, dichiarando altresì di non aver saputo nulla di una pubblica comunicazione di «imbarcazione in difficoltà» che il centro di coordinamento e soccorso di Roma avrebbe invece ricevuto ventiquattro ore prima con richiesta specifica di «sharp lookout» ossia di sorveglianza attiva per quel barcone.

9.3.23

ITALIA: 454 MINORI SCOMPARSI NEL GENNAIO 2023!

 


di Gianni Lannes

Spariti nel nulla, inghiottiti nel buco tricolore dell'Italietta distratta e indifferente. Sono altri 454 i minori svaniti in Italia, nel giro del solo mese di gennaio 2023 e ben 1.188 quelli approdati nello Stivale nei primi 31 giorni del nuovo anno. Lo attesta l'ultimo rapporto elaborato dal ministero delle Politiche sociali. Nel Belpaese dell'orrore indicibile, che fine hanno fatto bimbi e adolescenti senza genitori, collocati nelle strutture sotto l'egida statale, ovvero sotto la responsabilità giuridica del governo Meloni? Attenzione: i numeri ufficiali sono ampiamente approssimati per difetto. Peraltro, da qualche anno in queste relazioni istituzionali, pargoli e adolescenti scomparsi, sono addirittura definiti “allontanamenti”, alla stregua di meri numeri e di scontate statistiche. Non sono cose, oggetti, bensì indifesi esseri umani. Attualmente, nei cosiddetti “centri di accoglienza”, i bambini fino a 6 anni sono 526, mentre quelli dai 7 ai 14 anni, addirittura 3.349. In totale (al 31 gennaio 2023) gli ospiti provenienti da paesi in guerra o dove regna la fame, lo sfruttamento e la persecuzione della vita, sono 19.333: una massa di carne umana gratuita, che giunge nell'ex giardino d'Europa, senza scomodare, come al tempo delle finte adozioni internazionali - soprattutto in Sudamerica (alla voce Brasile, ma non solo) - utili a far mercanzia dell'infanzia e dell'adolescenza. In che modo hanno fatto, da soli a giungere da noi, esseri umani appena affacciati alla vita?




A proposito di macellerie nostrane: 7 anni fa avevo scritto al capo dello Stato in Quirinale, ma non ho mai avuto risposta. Peggio: a tutt'oggi, la documentata interrogazione parlamentare a risposta scritta, numero 4/05225 del 4 febbraio 2016 è rimasta inevasa dal governo italiano. Come mai, qualcosa da nascondere? Comunque, è utile tenere a mente che l'Italia - proprio come lo Stato del Vaticano di Bergoglio - non ha ratificato dall'anno 2016, la Convenzione del Consiglio d'Europa sul traffico di organi umani. Perché, su tale tragedia in atto, non si apre un dibattito critico, in ambito sociale, culturale e politico? Non si può far finta di niente. A parte i soliti proclami di circostanza, Mattarella e Meloni sono in letargo avanzato? Non è possibile voltarsi dall'altra parte. Nell'ex giardino del vecchio continente i diritti dei minori, alla prova dei fatti, sono di carta straccia.