BIOGRAFIA

20.2.20

ISOLE TREMITI: INQUINAMENTO MINACCIA CONCRETA!

Foto Gianni Lannes ©
 


di Gianni Lannes

A rischio l'ecosistema marino (area protetta sulla carta dal 1989 con l'istituzione della riserva), in particolare le colonie di gorgonie nei fondali, mentre nei dintorni proseguono indisturbate le invasive ricerche di idrocarburi (da parte di multinazionali anglo-americane), autorizzate dallo Stato italiano, nonostante le pacifiche proteste civili. Peraltro i fondali di Pianosa,  nonostante le documentate denunce, non sono mai stati bonificati dalle bombe anglo-americane. Inoltre, le petroliere seguitano a scaricare in mare le contaminanti acque di zavorra. Insomma, un eden trasformato in una discarica. Forse, se le Tremiti fossero passate alla Croazia come le vicine Pelagose (a 18 miglia dal Gargano), sarebbero ancora un paradiso non invaso dal proliferante e canceroso cemento armato (preceduto da incendi dolosi a San Domino). Ed il governo Conte neanche risponde alle interrogazioni parlamentari sul caso specifico.



L'alga bruna, una specie invasiva, ha colpito almeno due aree delle Diomedee: “Punto 55” dell’isola di San Domino e Punta Secca dell’Isola di Caprara. Gli effetti sull’habitat marino sono preoccupanti: il 60 per cento delle gorgonie è morto in soli quattro mesi. Un mare limpido dal fondale ricco di vegetazione e di tonni, ricciole e barracuda risulta infestato da un’alga bruna che uccide senza pietà le gorgonie in due zone dell’arcipelago. 
 
L’alga bruna tende a ricoprire totalmente le gorgonie (Paramuricea clavatae) fino a soffocarle e non permette ai polipi di nutrirsi. A luglio 2018 è stata avvistata per la prima volta da alcuni esperti del Laboratorio del Mare Marlintremiti nel “Punto 55”, nei fondali dell’isola di San Domino, tra i 32 e i 36 metri di profondità. Il pericolo è emerso però tra maggio ed agosto dell'anno scorso: in soli quattro mesi il 60 per cento delle gorgonie è passato a miglior vita. La stessa alga in cinque giorni ha ricoperto le gorgonie di Punta Secca ai piedi dell’Isola di Caprara.

«Dal 2000 - spiega Adelmo Sorci, responsabile delle attività di ricerca ed esplorazione di Marlintremiti - monitoriamo ogni giorno la Riserva naturale marina Isole Tremiti, non avevo mai visto quest’alga prima dello scorso anno e lo sviluppo così importante in pochi giorni ci ha messo in allarme. La presenza dell’alga bruna impedisce alle gorgonie di nutrirsi e riducono la loro sopravvivenza. Anche i piccoli molluschi hanno difficoltà a vivere normalmente. Se il fenomeno persiste il rischio è la migrazione di alcune specie. La presenza di quest’alga, dall’accrescimento allo sviluppo rapido e massivo, non è stato mai segnalato negli anni precedenti e, viste le conseguenze, riteniamo importante studiare quali fattori possano favorirne la presenza e lo sviluppo». Il Laboratorio del Mare ha segnalato la questione all’Ente Parco del Gargano, al Ministero dell’Ambiente e all’Università di Bari. In concreto, a tutt'oggi, il fenomeno non è stato però arrestato.


Riferimenti:

Gianni Lannes, Bombe a...mare!, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018. 

Gianni Lannes, Italia Usa e getta, Arianna editrice, Bologna, 2014.