BIOGRAFIA

31.10.15

LE PROFEZIE DI PASOLINI




di Gianni Lannes
 
C’era una volta Pier Paolo Pasolini. Di lui amo l’anima corsara e veggente. Nella profezia scritta nel 1972 del romanzo postumo Petrolio - che Garzanti non volle pubblicare e mandò in stampa poi l’Einaudi, Pasolini aveva annotato, ben 8 anni prima della strage di Bologna:

«La bomba è fatta scoppiare: un centinaio di persone muoiono, i loro cadaveri restano sparsi e ammucchiati in un mare di sangue, che inonda, tra brandelli di carne, banchine e binari (…)». L'ordigno, infatti, viene piazzato nella sala d'attesa della stazione di Bologna. La strage viene descritta come una “visione”.


STRAGE SISMICA A L’AQUILA: BERTOLASO SOTTO PROCESSO DOPO QUASI 7 ANNI!



di Gianni Lannes


Regia del Pentagono: 309 morti e nessuno colpevole per un esperimento bellico. C’è almeno un giudice a Berlino o andrà a finire a tarallucci e vino? Causa e responsabilità sono da rinvenire nelle attività militari non convenzionali e segrete di Washington in territorio italiano, in palese violazione della Convenzione Onu, detta Enmod, entrata in vigore nel 1978 (sottoscritta anche da Italia e United States of America), replicate pari pari in Emilia nel 2012. Oggi, nonostante le altisonanti promesse annunciate nel 2009 dal piduista Silvio Berlusconi a reti televisive unificate ed il conseguente sperpero di denaro pubblico, l’ex gioiello architettonico e storico è ancora un cumulo di macerie, e migliaia di persone inclusi i bambini sopravvivono nella precarietà abitativa e scolastica. Come mai una tragedia si è trasformata in un affarone per i soliti boiardi di Stato e in giro su internet qualche sgangherato deficiente nega questi fatti, vomitando fango? Per quale ragione in Abruzzo e in Italia non si discute seriamente delle autentiche cause di quella catastrofe annunciata? Perché i dati ufficiali dell'INGV hanno rilevato eventi tellurici con profondità standardizzate? Sapete, per caso, che i terremoti possono anche essere indotti? In tal caso l'ipocentro è superficiale (9-10 chilometri): basta analizzare un sismogramma non taroccato alla fonte di rilevazione per accertarlo.

 L'Aquila (6 aprile 2009): prefettura crollata! - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
  

28.10.15

XYLELLA: DALLO ZIO SAM AL SALENTO!



di Gianni Lannes

A tutt'oggi non c'è una sola prova scientifica del contagio, eppure per ordine della fantomatica Ue, sono stati uccisi dalla mano armata dell'uomo in divisa d'ordinanza, un migliaio di alberi d'ulivo con il beneplacito del governo regionale pugliese e di quello nazionale. Per far posto a che? Tutto è iniziato nel 2010, a Bari in uno strano convegno. 





 A proposito, Renzi ed Emiliano, dove sono i milioni di certificati di analisi di tutti gli ulivi del Salento?

26.10.15

ENRICO MATTEI FU ASSASSINATO: L’INCHIESTA GIUDIZIARIA VA RIAPERTA!

di Gianni Lannes


L’aereo su cui viaggiava il presidente dell’Eni, che esplose in volo e precipitò la sera del 27 ottobre 1962 a Bascapé, alle porte di Milano, proveniente da Catania, fu sabotato. Il giudice Vincenzo Calia ha documentato:

«L’indagine tecnica, confortata dalle prove orali e documentali raccolte, in assenza di evidenze contrarie, permette di ritenere inequivocabilmente provato che l’ISNAP è precipitato a seguito di un esplosione limitata, non distruttiva, verificatasi all’interno del velivolo…  La limitata esplosione a bordo non può che essere attribuita a un agente esplodente estraneo al velivolo. Vi è infatti l’assoluta certezza che né i motori né i serbatoi né la bombola di ossigeno siano esplosi». Eppure il gip Fabio Lambertucci il 17 febbraio 2004 ha archiviato la situazione con un decreto tombale:

«… L’indeterminatezza che avvolge tutte le ipotesi relative alla individuazione dei responsabili della morte di Mattei refluisce, in ultima istanza, sul dato di partenza dell’intera indagine, costruito sulla ricerca delle dinamiche e della genesi “tecnica” della caduta dell’aereo che accompagnò per l’ultima volta Mattei, nel senso evocato dalla pubblica accusa. Che Enrico Mattei sia stato ucciso, in ultima istanza, si dovrebbe ricavare da alcun prove e inferenze logiche… Dette prove e inferenze non costituiscono, all’evidenza, una base sufficientemente solida per un ulteriore approfondimento delle indagini. Tutto ciò impone l’archiviazione del procedimento a carico di ignoti, tenuto conto che, ancor prima del carattere ignoto degli autori del fatto, manca una prova sufficiente che il fatto sia stato commesso… E così, mentre per lo storico il “caso Mattei” costituisce e contribuirà a costituire un caso da indagare, per il giudice la medesima non può essere oggetto di ulteriore approfondimento. Quel che è certo, oggi, è come in sede giudiziaria non sia stata raggiunta una prova sufficiente che Enrico Mattei, Irnerio Bertuzzi e William McHale furono uccisi».

C’è abbondanza di fatti e di prove. A proposito di moventi: pista francese (de Gaulle, ma non Oas) e strada inglese (Shell). Enrico Mattei fu assassinato alla vigilia di un incontro con il presidente algerino Ben Bella, con il quale avrebbe siglato uno strategico accordo petrolifero. Inoltre Mattei avrebbe incontrato il presidente John Fitzgerald Kennedy, dal quale avrebbe ottenuto la legittimazione ufficiale della sua strategia volta a spezzare il monopolio di due sorelle multinazionali della regina Windsor.

21.10.15

XYLELLA: TRUFFA D'EUROPA



di Gianni Lannes

Renzi, Vendola ed Emiliano dovranno spiegare pubblicamente, magari anche ai magistrati, come hanno fatto a ritenere contagiati dalla Xylella fastidiosa tutti gli alberi d'ulivo della provincia di Lecce, come si evince dalla documentazione ufficiale, inclusa questa mappa pubblicata sul bollettino regionale pugliese (Burp numero 85 del 18 giugno 2015) se a tutt'oggi non sono ancora stati analizzati i milioni d'alberi d'ulivo del Salento. Sulla base di quali evidenze scientifiche documentate, le istituzioni regionali, nazionali ed europee hanno accertato l'effettiva presenza addirittura di un'epidemia?

Ancora oggi non c'è una sola prova scientifica relativa alla presunta infezione da Xylella. Allora perché diffondere notizie false, ma soprattutto procedere per mano armata delle forze dell'ordine a distruggere il patrimonio arboreo degli ulivi? Qual è la vera finalità dell'operazione "tabula rasa" orchestrata dall'Unione europea? Far posto ad un cimitero nucleare nazionale? O soltanto far passare comodamente non uno ma due gasdotti internazionali che riforniranno l'Europa del nord, ovvero la Germania? Quando si degrada irreversibilmente un territorio, quando si stupra la storia e si violenta la geografia, alla fine in quel posto passa di tutto, però muore la vita.


19.10.15

SALENTO: METANODOTTI E SCORIE NUCLEARI AL POSTO DEGLI ULIVI?



di Gianni Lannes

Attenzione alle menzogne di Stato e della famigerata Unione europea che impone di tagliare gli ulivi del Salento. Renzi ed Emiliano, dove sono le analisi di tutti gli alberi d'ulivo del Salento? A proposito di Xylella fastidiosa, ecco la mappa ufficiale della regione Puglia. Ufficialmente, gran parte del territorio salentino sarebbe contaminato, ma di analisi ulivo per ulivo neanche l'ombra. In realtà, a tutt'oggi, non esiste la benché minima prova scientifica. La cosiddetta "infezione" è un contagio inventato a tavolino da chi comanda. Ma per far posto a cosa? Gasdotti sicuramente, ma anche l'ennesimo cimitero di scorie nucleari nazionali, definito impropriamente deposito. Interpellato direttamente in proposito, il presidente pro tempore Michele Emiliano, tace.

17.10.15

DEPOSITO NUCLEARE: LA MAPPA SEGRETA





 di Gianni Lannes

«La mappa è pronta. Ma resta chiusa in cassaforte. Forse per mesi, visti gli incerti della politica italiana. La short list della cinquantina di luoghi potenzialmente idonei ad accogliere il futuro deposito dei residui nucleari è allegata nella documentazione che la Sogin ha completato nei giorni scorsi per consegnarla al governo. Le zone più coinvolte sono quelle a cavallo tra Basilicata e Puglia, tra Puglia e Molise, tra Lazio e Toscana. L'Alta Italia, fitta di case, fabbriche, ferrovie, è toccata in modo più marginale» è quanto ha scritto e pubblicato il quotidiano di Confindustria, Il Sole 24 ore in data 23 e 24 settembre 2010, senza essere e tutt’oggi smentito.

Dunque, da cinque anni e dopo altri tre governi eterodiretti dall'estero (non votati dal popolo sovrano ma imposti dall’abusivo Napolitano), l’esecutivo del telecomandato Renzi, viola impunemente la Convenzione di Aarhus, ratificata dall’Italia con la legge 108 del 2001. Questo trattato europeo obbliga gli Stati a coinvolgere direttamente nelle scelte ambientali ogni singolo cittadino, e non - come nel caso italiano - a calpestare il sacrosanto diritto alla vita, di ogni essere umano.

14.10.15

XYLELLA, GASDOTTO TAP E DEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI NEL SALENTO?





di Gianni Lannes


Italia depredata, usata come uno zerbino e il Mezzogiorno peggio ancora come discarica, grazie al favore di chi abusivamente bivacca a Palazzo Chigi, essendo stato imposto dal Napolitano ma non votato dal "popolo sovrano". 

L'Europa impone e comanda su dettato del potere economico: addio a natura, storia, archeologia, cultura e vita a dimensione umana, in un'antica terra del Sud. I tre tracciati del metanodotto Snam che collegheranno il Trans-Adriatic Pipeline da Melendugno allo snodo di Mesagne, attraversano i territori su cui le autorità presumono di aver rinvenuto i maggiori focolai di Xylella fastidiosa, e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci a Veglie, Oria e Torchiarolo. Coincidenze? Tanto basta a far sorgere documentati dubbi sugli anomali disseccamenti per far tabula rasa rapidamente. Secondo la cronaca documentale, a tutt’oggi, non è stata ancora fornita una prova scientifica sulla reale presenza della Xylella. Piuttosto, l’argomento saltò fuori nell’ottobre 2010, in occasione di un convegno internazionale in Puglia e così il TAP che rifornirà di metano l’Europa dall’Azerbaigian, sacrificando la bellezza paesaggistica dell’Italia.  



Il 20 maggio 2015 il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha firmato il Decreto di Autorizzazione Unica, abilitando la costruzione e l’esercizio dell’opera, approvando il progetto e dichiarando altresì la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’infrastruttura, anche ai fini degli espropri. I lavori inizieranno entro il 16 maggio 2016 e l’operatività dell’infrastruttura dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2020. Ecco perché con il pretesto della Xylella, si addormentano più in fretta le proteste popolari, spianando le selve di ulivi plurisecolari. Il ministro Orlando nel Salento ha dichiarato: «Tap e Xylella non sono questioni da mettere sullo stesso piano». 


In provincia di Lecce 11 amministrazioni comunali e 35 tra associazioni e comitati si sono già schierate con il movimento No Tap, che protesta contro la costruzione dell'impianto. Tra emissioni, condotte, tunnel e terminal, secondo uno studio preparato da un gruppo di esperti coordinati dal professor Dino Borri, ordinario del Politecnico di Bari, rischia di mettere a rischio migliaia di ulivi, l’assetto idrogeologico della costa, una spiaggia e un’oasi protetta, senza parlare dell’ecosistema che vede, tra le specie a rischio, cetacei e tartarughe caretta caretta. 





Dulcis in fundo: proprio il Salento è uno dei territori prescelti (insieme alla Sardegna e al Veneto) su cui il governo Renzi, eterodiretto dall’estero, intenderebbe costruire il cimitero nazionale di rifiuti radioattivi, in palese violazione della Convenzione europea di Aarhus, ratificata in Italia con la legge 108 del 2001. Che fare? Ribellione pacifica e resistenza. Proteggere concretamente il territorio, ed organizzare uno sciopero generale per non pagare più tasse inique a questo regime di fantocci e parassiti telecomandati.

12.10.15

INGHILTERRA: SCORIE NUCLEARI IN MARI ED OCEANI




di Gianni Lannes

Anche l’Inghilterra, alla stregua di Francia e Stati Uniti d’America - come documenta l’IAEA - per decenni e decenni ha scaricato impunemente negli oceani e soprattutto nel mare d’Irlanda, i propri scarti radioattivi. Una delle aree più inquinate è quella di Sellafield (vi alberga anche mercanzia radioattiva italiana), dove i problemi sanitari e ambientali legati alle attività degli impianti sono enormi. Nel 1993 un rapporto del governo britannico sull'incidenza dei tumori infantili nelle zona  - HSE Investigation of leukaemia and other cancers in the children of male workers at Sellafield - aveva rilevato un numero di casi di leucemia di 14 volte superiore alla media nazionale.

ALIMENTI RADIOATTIVI DALLA FRANCIA IN ITALIA





di Gianni Lannes


Tra i nostri maggiori fornitori di cibo svetta la Francia con il 25,7 per cento del totale (tra i paesi comunitari seguono la Germania con il 20 per cento, l'Olanda con il 10,7 per cento e la Spagna con il 9,3 per cento). I controlli a campione nel belpaese tricolore, però, sfiorano a malapena l’1 per cento. Dalle patate alle ostriche, dalla carne d’allevamento all’acqua in bottiglia, dalle castagne ai marroni, ma non solo. Dunque, estrema attenzione, anzi boicottaggio, perché gran parte della Francia è contaminata dalle attività fuori controllo di ben 58 centrali nucleari. Ecco, di seguito, alcune prove scientifiche inequivocabili.

11.10.15

DAUNIA: LA RAPINA DEL GAS NATURALE



di Gianni Lannes

Dagli anni '60 le multinazionali (Edison ed Eni) rubano il gas dal sottosuolo della Capitanata, grazie ai politicanti tricolore di ieri e di oggi. E gli autoctoni pagano la bolletta agli stranieri di GDF Suez. Addirittura, operano a San Severo (En Plus, già Mirant) e a Candela (Edison) due centrali turbogas che inquinano impunemente. Ai locali, insomma, soltanto danni ambientali e sanitari. Questo territorio non produrrà più i frutti della terra, ma esclusivamente malattie e morte.


Candela: Edison - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


San Severo: En Plus - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


CACCIA DI IDROCARBURI E TERREMOTI

 di Gianni Lannes


Nel 1951 l’Eni per cercare il petrolio provocò un terremoto in Lombardia. Oggi, a quanto evidenzia l’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si registrano quotidianamente terremoti anomali con ipocentri standardizzati e superficiali, soprattutto in coincidenza delle aree in cui le multinazionali, soprattutto straniere, trivellano a tutto spiano, grazie anche al beneplacito dei criminali Ue.


ITALIA INQUINATA: BONIFICHE FANTASMA E CANCRO ALLE STELLE




 di Gianni Lannes

Nelle aree più contaminate d’Italia i tumori sono aumentati anche del 90% in soli dieci anni. Le aree più inquinate del belpaese attendono dal 1996 una bonifica che non arriva, se non sotto forma di speculazione politica ed economica, mentre aumenta la mortalità a causa del galoppante inquinamento industriale; discorso a parte quello bellico: l’incidenza oncologica, in particolare cancro della tiroide, tumore alla mammella e mesotelioma.

Nel 2014 in sordina, è stato pubblicato sul sito dell’Associazione degli epidemiologi il terzo dossier dell’Istituto superiore di Sanità sugli effetti sulla salute delle popolazioni esposte nei “Siti di interesse nazionale per le bonifiche”. E’ l’aggiornamento dello studio “Sentieri”, realizzato dal Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell’ISS dopo quelli realizzati nel 2010 e 2011. L’indagine intende approfondire il livello di compromissione della salute dei 5 milioni di italiani che convivono coi fumi dei camini delle centrali a carbone, intorno alle discariche tossiche o in prossimità delle industrie chimiche che hanno sversamento per anni i loro veleni contaminando terreni e acque. L'incrocio di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri fa emergere dati sempre più drammatici. A Taranto eccesso di tumori alla tiroide, in dieci anni +58% tra gli uomini e + 20% tra le donne. E altrove è anche peggio.

Dalla Val D’Aosta alla Sicilia. Quarantaquattro aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese dal ministero della cosiddetta "salute". Le cifre, ovviamente, ben note ai governanti nazionali e locali dai primi anni '90, sono ampiamente sottostimate.

10.10.15

DAUNIA: RAPINA DI IDROCARBURI




 di Gianni Lannes

 
Furti legalizzati di risorse naturali. Da mezzo secolo il territorio della provincia di Foggia è un’area in cui le multinazionali (Eni+Edison) rubano il gas, grazie al favore delle autorità statali, regionali e comunali, senza alcun beneficio per gli autoctoni, che pagano la bolletta ai francesi di GDF Suez. I cosiddetti “no-triv” devono avere le traveggole o soffrono di miopia perché non si avvedono della dozzina e passa di concessioni a trivellare e a cercare idrocarburi nel sottosuolo. Si tratta di autorizzazioni in gran parte rilasciate dal 2006 in poi, dal governo del sedicente ambientalista Nichi Vendola. 

Candela: turbogas Edison - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
 
San Severo: turbogas En Plus - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)


Inoltre, ben due centrali turbogas, a Candela (Edison) (inaugurata dal vescovo Felice Di Molfetta) e a San Severo (En Plus), drenano gas ed inquinano la Capitanata.

Per la cronaca: il capo di  Sel ha avuto una buonuscita regionale da 250 mila euro. E c'è ora chi batte le mani pure ad Emiliano.

Adesso, da Bari fanno l’elemosina a sette comuni, dove l’aggressione colonialista, grazie all’omertà regionale, ha acuito il dissesto idrogeologico.





Briciole in cambio di trivelle sulla terraferma che annientano la natura e cancellano la storia, mentre le associazioni ambientaliste tacciono (Legambiente, Wwf, Italia Nostra). Più di 9,6 milioni di euro per i Comuni di Alberona, Ascoli Satriano, Biccari, Candela, Deliceto, Sant’Agata di Puglia e Volturino, destinatari negli ultimi anni di interventi per la ricerca di idrocarburi da parte delle imprese concessionarie.

Castelfiorentino: gasdotto autorizzato dal governo regionale pugliese

LOBOTOMIZZATI DAI CELLULARI!





 di Gianni Lannes

Vola l'autunno. La pioggia infradicia l'aria e il respiro della terra sale agli esseri viventi. Osservo gli umani correnti e moderni, sembrano automi concentratissimi nei loro angusti confini, talmente microscopici da rientrare al massimo nello schermo di un cellulare, dal quale non staccano lo sguardo, anzi l’attenzione. C'è chi ne ha due, tre, sei di simili apparecchi che ammazzano la salute, e si collegano al vuoto esistenziale. Non è vita, ma sopravvivenza. Gli manca solo il microchip, ma l'innesto, pardon la connessione automatica del sistema dominante arriverà presto. Staccare la spina ai consumi deleteri, e accendere invece la mente, no?

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/10/lobotomizzati-dalla-realta-virtuale.html 

9.10.15

LA FEBBRE DEL MELAFONINO


 
di Gianni Lannes

 Ecco la vera crisi in diretta. Apple: da Nord a Sud una massa di lobotomizzati d'Italia in coda il 9 ottobre 2015 per l'iPhone 6S.
Il nuovo prodotto di casa Cupertino debutta ufficialmente sul mercato italiano. E scatta subito la corsa all'acquisto. Già dalla notte si sono formate file davanti ai negozi, mentre alle ore 14:53 Sky Tg 24 segnala "velature diffuse nel cielo di Roma".
Allora, per dirla con Gianni Rodari:  

«E’ inutile parlare di libertà ad uno schiavo che pensa di essere un uomo libero».
 

8.10.15

SEGRETO DI STATO SUI DERIVATI DEL TESORO





 di Gianni Lannes


Dopo il furto della riserva aurea italiana (la quarta al mondo per valore) questa sembra un’inezia. Di che si tratta? Scommesse tra due soggetti: uno vince e l’altro perde. E’ dagli anni ’90 (i derivati del Tesoro sono stati introdotti in Italia da Mario Draghi, quando era direttore generale al ministero) che i governanti dello staterello tricolore speculano con i soldi dei contribuenti, a parte il signoraggio bancario, in primis della BCE. Ufficialmente dal 2011 l’Italia ha subito un aumento del debito pubblico di 16,95 miliardi di euro in ragione di quei contratti illegali, sottoscritti su un ammontare di ben 160 miliardi. Attualmente la perdita per le casse nazionali si aggira sui 42,6 miliardi di euro.

Oggi, di fatto, anche se non formalmente dichiarato il governo Renzi ha steso sull’affare il segreto di Stato, invocato peraltro da 21 banche, tra cui Ubs, Crédit Agricole e Paribas. Evidenzia Bloomberg «Negli ultimi 4 anni l’Italia ha pagato per i derivati più di tutti gli altri Stati Ue messi insieme: 3,6 miliardi di euro solo nel 2014». Trasparenza? Zero.

7.10.15

SCHIAVI MODERNI





di Gianni Rodari

E’ inutile parlare di libertà ad uno schiavo che pensa di essere un uomo libero.