BIOGRAFIA

5.6.20

150 MILIONI DI EURO DALL'ITALIA AL CRIMINALE BILL GATES PER UN VACCINO INUTILE!



di Gianni Lannes

Il belpaese elargirà non più 140 milioni di euro, bensì 150 al miliardario Bill Gates per un vaccino inutile e pericoloso, poiché il nuovo coronavirus, ha già effettuato alcune mutazioni nel passaggio da un continente all'altro. Questo denaro pubblico invece di essere donato ad un finto filantropo che ormai controlla anche l'OMS, detta legge a parecchi governi, incluso quello telecomandato del Conte bis e vanta la fissazione della riduzione drastica della popolazione mondiale proprio attraverso la profilassi vaccinale, potrebbe essere impiegato in Italia, magari per sostenere la sanità pubblica, smantellata per decenni dagli esecutivi tricolore. Il fondatore della Microsoft (il cui presidente è stato ricevuto dall'inquilino del Quirinale, Sergio Mattarella, il 28 febbraio scorso), ha iniziato nuovamente a dare i numeri, delirando con megalomanie di onnipotenza planetaria, in ordine al mastodontico affare da consumare sulla pelle di milioni di persone, trattate peggio delle cavie.


Bill Gates, in occasione di un’intervista concessa ad alcuni quotidiani internazionali tra cui ‘La Stampa’, ha annunciato che, per evitare problemi di distribuzione del vaccino per il coronavirus, l’obiettivo è quello di arrivare a produrre “1 o 2 miliardi di dosi all’anno“. Gates ha anche detto: “Stiamo capendo quali vaccini possiamo produrre in scala e spero che saranno grandi numeri, perché la cooperazione che ho visto dalle aziende farmaceutiche, tipo mettere i loro impianti a disposizione per produrre i vaccini di altri, è senza precedenti”.

Il principale fondatore di Microsoft ha poi aggiunto: “Il nostro fondo sarà chiave, perché farà l’approvvigionamento che i Paesi poveri non potrebbero fare da soli”.
Sulla distribuzione del vaccino, Gates ha spiegato: “Se riusciamo, ad esempio, ad avere 1 o 2 miliardi di dosi all’anno, l’allocazione non è più un problema acuto. Se ne facciamo solo 100 milioni, allora diventa un rompicapo impossibile: quale Paese viene prima? Lo diamo al personale sanitario? La gente paga per competere? Noi vediamo un ibrido, in cui alcune fabbriche daranno una percentuale di priorità al Paese in cui si trovano”.


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