BIOGRAFIA

19.6.18

SCHEDATURE DI MASSA IN ITALIA?




di Gianni Lannes

Chiamatele pure discriminazioni istituzionali: si lancia il sasso per saggiare l'effetto che fa (finestra di Overton). In Italia 80 anni fa si iniziò a schedare. Un censimento su base etnica non è consentito dalla Costituzione repubblicana del 1948. Gli "zingari" sono una fissazione o un diversivo? Non è la prima volta che l’inquilino del Viminale evoca la pulizia etnica. Il 18 giugno 2018 è andato in onda su Telelombardia Matteo Salvini, ossia il ministro dell’interno pro tempore: «Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione Rom in Italia, perché dopo Maroni non si è fatto più nulla, ed è il caos». Il ducetto della Lega ha parlato di «una ricognizione sui Rom in Italia per vedere chi, come, quanti, rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un'anagrafe. Gli stranieri irregolari andranno espulsi con accordi fra Stati, ma i Rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa». Dalle parole ai fatti?




Perché Salvini e Di Maio non se la prendono con i criminali abusivi della NATO e di Washington che detengono illegalmente in Italia, un arsenale nucleare?

Allora, proviamo a rinfrescare la memoria ai politicanti. Nel 2008 il governo Berlusconi dichiarò lo «stato di emergenza» in cinque regioni «in relazione agli insediamenti delle comunità nomadi» e il ministro dell’interno Maroni avviò una schedatura su base etnica con tanto di prelievo delle impronte digitali, anche ai minori. Arrestata poi dalla giustizia amministrativa e civile italiana e dal Parlamento europeo. Salvini evoca quel precedente come un episodio glorioso. «All’epoca fu chiamato censimento e apriti cielo, allora chiamiamola “anagrafe” o “fotografia”».  
Il precedente Maroni, citato erroneamente - «risale ormai a 5, 6 o 7 anni fa, dopo nessuno ha più fatto niente», ma è del 2009 - mette subito Salvini sulla cattiva strada. Quella dei provvedimenti illegittimi, buoni solo per la propaganda. Prima il Tar, poi il Consiglio di Stato e infine la Cassazione (nel 2013) hanno già condannato l’«emergenza etnica», tanto è vero che Maroni in corso d’opera cercò di correggere l’iniziativa, parlando di «ricognizione» nei campi Rom - con la smentita però di tanti testimoni che hanno raccontato di minori costretti a consegnare le impronte e cittadini italiani con carta di identità portati a forza negli uffici di polizia per una schedatura supplementare. Episodi che fornirono gli argomenti a una clamorosa condanna dell’Italia da parte del parlamento europeo, arrivata quasi dieci anni fa: 10 luglio 2008.  

La strategia di comunicazione del ministro dell’interno - la «sparata» e la ritirata che non smentisce la sostanza - lascerebbe agli alleati di governo un intervallo di sei ore per prendere almeno un po’ le distanze. Ma non succede niente di significativo. E' intervenuto anche Alfonso Bonafede, ovvero il ministro della giustizia che ha presentato Lanzalone  alla Raggi (secondo la versione del sindaco di Roma), rassicurante sul fatto che «Salvini ha parlato della condizione dei bambini». «Non sarà un censimento ma un monitoraggio approfondito dei campi Rom», dichiara, citando inconsapevolmente il Maroni del 2008 (che però non aveva detto «approfondito»). 

Per la cronaca documentata, da presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, dopo l'accordo segreto siglato da Renzi e Scalfarotto a Boston il 31 marzo 2016, ha fatto decollare il progetto Watson nel settembre 2017, consentendo all'IBM di mettere le mani sui dati sanitari sensibili di 3 milioni di ignari cittadini della Lombardia. Singolare coincidenza: Maroni è lo stesso personaggio che nel 2009 ad un convegno dell'Unicef in quel di Roma, denunciò la scomparsa dal centro di detenzione di Lampedusa di ben 400 minori, ma non si è mai concretamente adoperato per ritrovarli.

Ufficialmente i Rom in Italia sono solo 26 mila quelli in emergenza abitativa, di cui i due terzi sistemati in campi gestiti dalle amministrazioni pubbliche.  

Non c’è un problema di ordine pubblico che giustifichi la proposta inquietante di censire i Rom e di sottoporli a speciali politiche di sicurezza solo a loro riservate. In realtà, l’intenzione è contenuta già nel famoso «contratto di governo» tra Lega e M5S, che parla di «superamento dei campi Rom». L’Italia deve essere un paese che tutela i più deboli, non che li emargina.


Piuttosto, mister Salvini ci dica che fine hanno fatto i 4.413 minori spariti dai centri di accoglienza nel belpaese (alla data del 30 aprile 2018). A proposito: perché la Polizia di Stato non li cerca?


 
riferimenti: