BIOGRAFIA

22.1.14

INQUINAMENTO INDUSTRIALE: BRINDISI DA MORIRE PER I NEONATI. LO ATTESTA UN NUOVO STUDIO SCIENTIFICO

  
Cerano (Brindisi): inquinamento centrale Enel - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes


Esiste un legame fra l’esposizione delle donne in gravidanza e l’anidride solforosa, nonché di conseguenza il rischio per i nascituri di subire malformazioni congenite al cuore e difetti del setto ventricolare. Il fenomeno è stato accertato da un gruppo di ricercatori analizzando i dati epidemiologici relativi ai bambini nati tra il 2001 e il 2010 nell’area di Brindisi. La ricerca scientifica è stata pubblicata recentemente dalla rivista Environmental Research.

Cerano (Brindisi): inquinamento centrale Enel - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Gli scienziati dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa e di Lecce, dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima di Bologna e di Lecce, e dell’Unità di Neonatologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi hanno scoperto che un neonato che viene al mondo in questo territorio pugliese rischia di nascere con un’anomalia cardiaca molto di più di quanto non rischi qualsiasi altro pargolo europeo. Per quale ragione? Disarmante: intorno alla città insistono una micidiale centrale a carbone dell’Enel, un polo petrolchimico e numerose strutture ad elevato impatto ambientale.




Domanda facile: chi è il fantomatico commissario delegato dallo Stato per l'emergenza ambientale in Puglia? Le bonifiche restano al palo, al massomo ingrassano con soldoni publbici i soliti boiardi, mentre le industrie seguitano a seminare  inquinamento con licenza di uccidere grandi e piccini. E il sedicente ambientalista Nichi Vendola che fa? Mera campagna elettorale? Il governatore di Terlizzi (al suo secondo ed ultimo mandato perché in Puglia non sarà più rieletto in considerazione dei deludenti risultati) è in sella alla giunta regionale dall’anno 2005. Il grave stato di inquinamento di Brindisi e provincia è noto perfino ai magistrati da più di 30 anni. Infatti l'8/10 giugno 1984 la sottosezione brindisina dell'Associazione Nazionale Magistrati organizzò un convegno di studi sul seguente tema:

"Tutela della salute e dell'ambiente e installazione di centrali nucleari e a carbone". 

Il volume che riporta gli atti di quel convegno fu pubblicato da Grafischena nel 1985. La medesima casa editrice aveva stampato nel 1978 un saggio del dottor Roberto Ricci intitolato Inquinamento nella provincia di Brindisi. Il capitolo più interessante di quel volume era appunto "Inquinamento da acido nitrico e cloridrico". Questi libri sono solo alcuni di quelli racchiusi in una corposa bibliografia sull'argomento.

Nel 1995 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva indicato proprio Brindisi tra le 12 aree urbane in Italia, soggette a gravissimi livelli di inquinamento ambientale. Da allora, non è stato fatto nulla di significativo dalle autorità politiche e sanitarie, locali e nazionali per arrestare l’aggressione alla vita e risanare l’ambiente. La casta dei politicanti parassiti ha vomitato soltanto chiacchere morte. Malattie e morte: di questi tempi il vero lusso è la salute, soprattutto nel Sud Italia, discarica a cielo aperto e terzo mondo dell'Europa di burocrati e banchieri.


RIFERIMENTI:



Abstract:
 Maternal exposure to ambient pollution has been increasingly linked to the risk of congenital anomalies (CAs) in the fetus and newborns. Recently, a descriptive study in the high environmental risk city of Brindisi (Italy) revealed an increased prevalence of total CAs, especially congenital heart disease (CHD) and ventricular septal defects (VSDs), both at the local level and in comparison with the pool of EUROCAT registries. This paper concerns a population-based case control study to investigate the association between maternal exposure to air pollutants – sulfur dioxide (SO2) and total suspended particulate (TSP) matter – and the risk of CA. Cases were newborns up to 28 days of age, born to mothers resident in Brindisi between 2001 and 2010, and discharged with a diagnosis of CA. Cases and controls were individually matched according to sex, socio-economic status of the census area of residence of the mother, and year of beginning of pregnancy. Up to four controls were extracted for each case. Concentration data from monitoring stations were used to estimate air pollution exposure. Each case and control was assigned pollutant concentration values as mean and 90th percentile of the daily average values during weeks 3–8 of pregnancy. Exposure as both continuous and categorical variables was considered and a conditional logistic regression model was constructed to quantify the odds ratios of exposure to air pollutants and the occurrence of total CAs, CHDs and VSDs.


APPROFONDIMENTI:


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