BIOGRAFIA

13.6.19

LUCCIOLE PER LANTERNE



di Gianni Lannes

Magia notturna di un'era primordiale sopravvissuta ai giorni nostri. Quando la primavera passa il testimone all’estate, in alcuni luoghi compaiono le lucciole. È uno degli spettacoli più straordinari offerto da madre Natura. Eppure le lucciole che si illuminano di notte prima della riproduzione, indicatori sensibili della qualità dell’ambiente, sono ormai una rarità; incontrarle è un miraggio. Cementificazione dilagante, inquinamento chimico e mutamenti climatici indotti dall’uomo ne hanno messo a rischio la sopravvivenza. Tuttavia c’è un borgo, Biccari, nell’antica e meravigliosa Daunia, ai piedi del monte Sidone, dove la sera è possibile ammirarle in tutta la loro affascinante e straordinaria bellezza. Barlumi della resistenza di Gaia: in Italia sopravvivono 21 specie; le più diffuse sono la Lucciola italica e la Lampyris nocticula.


 Post scriptum

I bei rimpianti di una volta

Nei primi anni Sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua sono cominciate a sparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpiantidi una volta). Quel "qualcosa" che è accaduto una decina di anni lo chiamerò dunque "scomparsa delle lucciole".

Pier Paolo Pasolini
(Il vuoto del potere, 1975)

Riferimenti:

Gianni Lannes, TERRA MUTA, Pellegrini editore, Cosenza 2013.

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2015/09/i-tesori-della-daunia.html 

L'Unità, 21 maggio 2007, pagina 23:

 https://archivio.unita.news/assets/derived/2007/05/21/issue_full.pdf