BIOGRAFIA

10.10.22

NUCLEARE: GUERRA FINALE IN EUROPA!

 

 di Gianni Lannes

Annichilire o annientare l'Europa? Niente prigionieri: solo macerie in caso di guerra atomica. Del vecchio continente non restera' nulla in piedi. É pronta all'azione: la portaerei nucleare Gerald Ford ha fatto il suo ingresso nel Mediterraneo. Ma l'impresentabile Biden  non vede l'ora di schiacciare il pulsante rosso? La deterrenza e' ormai acqua passata? Siamo sull'orlo di una catastrofe finale?

Il 24 ottobre 2020, con la ratifica dell'Honduras, il trattato ONU di proibizione delle armi nucleari (TPNW) ha raggiunto le 50 adesioni indispensabili per la sua entrata in vigore, che vincolerà legalmente i Paesi firmatari e così, finalmente, anche le armi nucleari, almeno sulla carta, potranno essere bandite al pari di quelle chimiche e batteriologiche.

Prima dell'entrata in vigore di questo trattato le armi nucleari erano di fatto escluse dalla lista delle armi di distruzione di massa proibite dal diritto internazionale.

Dunque, sono 50 i Paesi che hanno sottoscritto tale trattato, ma tra loro non figura l'Italia (dei governi Conte, Draghi e Meloni), nonostante l'articolo 11 della nostra Costituzione ("L'Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali") e nonostante 246 deputati e senatori (tra cui il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale) abbiano firmato l'Ican Pledge, impegnandosi così a sostenere il percorso di ratifica del trattato da parte del nostro Paese.

Il 6 agosto 2020, in occasione del 75° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki da parte degli Stati Uniti, il Presidente della Repubblica Mattarella aveva solennemente dichiarato che: «L'Italia sostiene con forza l'obiettivo di un mondo libero da armi nucleari, attraverso un approccio progressivo al disarmo che preveda il responsabile coinvolgimento di ogni Stato. L'agenda internazionale non può prescindere da questo traguardo».

Eppure, nonostante gli annunci roboanti, proprio l'Italia partecipa al programma di guerra nuclear sharing della NATO, un arsenale di testate nucleari statunitensi a Ghedi ed Aviano, addestrando i piloti dei cacciabombardieri Tornado al bombardamento nucleare e ha confermato l'acquisto dei cacciabombardieri a capacita' nucleare F-35 (al modico prezzo di ben 2247 milioni di euro previsti dal Ministero della difesa per il triennio 2020-2022), che sostituiranno i Tornado in questa funzione ed ha avviato l'ammodernamento della base aerea di Ghedi a questo scopo.

L'Italia, ospitando testate nucleari targate UniTed States of America, è un bersaglio, che in caso di conflitto, quindi dopo l'entrata in vigore del trattato, diviene Paese che ospita sul suo territorio armi di distruzione di massa proibite.

Come documenta la Federazione degli scienziati americani (Fas) in Italia e altri Paesi europei vi sono bombe nucleari B61.

Come certifica la U.S. Air Force, sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti le bombe nucleari B61-12, che hanno sostituito B61 installate dagli Usa in Italia e altri Paesi europei.

Come attesta la Fas, la B61-12 non è solo una versione ammodernata della B61, ma una nuova arma nucleare, con una potenza selezionabile al momento del lancio, che si dirige con precisione sull'obiettivo ed ha la capacità di penetrare nel sottosuolo per distruggere i bunker dei centri di comando in un first strike nucleare.

Foto satellitari, pubblicate dalla Fas, mostrano le modifiche già effettuate nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre per installarvi le B61-12 insieme ai nuovi caccia F-35A.

Insomma, l'Italia ha messo a disposizione da tempo non solo il suo territorio per l'installazione di armi nucleari statunitensi, ma – conferma la Nato – fa parte dei Paesi che «forniscono all'Alleanza aerei equipaggiati per trasportare bombe nucleari, su cui gli Stati Uniti mantengono l'assoluto controllo, e personale addestrato a tale scopo».

Lo schieramento sul territorio nazionale di armi nucleari da parte di un altro Stato e sotto suo totale controllo, viola palesemente la sovranità sancita dalla nostra Costituzione, ed espone il Belpaese a rischi sempre più gravi.

L'Italia calpesta in tal modo il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all'articolo 2 stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente».

L'Italia non ha aderito al Trattato Onu sull'abolizione delle armi nucleari, entrato in vigore nel 2021, il quale stabilisce: «Ciascuno Stato parte che abbia sul proprio territorio armi nucleari, possedute o controllate da un altro Stato, deve assicurare la rapida rimozione di tali armi».

Perche' il Governo italiano non rispetta il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, ratificato dall'Italia nel 1975? Per quale ragione il Governo italiano (alla voce Giorgia Meloni) intenda adottare non adotta iniziative, in base a quanto stabiliscono tali trattati, affinché gli Stati Uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari?

Il 16 novembre 2019 in un'intervista rilasciata all'agenzia Bloomberg il generale a riposo Chuck Wald della Us Air Force ha dichiarato che «Cinquanta testate nucleari sarebbero pronte a traslocare dalla base turca di Incirlik, in Anatolia, alla base Usaf di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, in quanto gli Usa diffiderebbero sempre più della fedeltà alla Nato del presidente turco Erdogan».

Nonostante tale trasferimento di testate nucleari verso la base di Aviano sia stata smentita dal nostro Ministero della difesa, l'Italia continua comunque ad essere base avanzata delle forze nucleari USA.

Ad Aviano, sede del 31esimo Fighter Wing, si trovano testate nucleari di Washington. Dalle stime effettuate risulterebbe che gli Usa stiano sostituendo le attuali bombe nucleari B61 con il nuovo modello B61-12 che, a differenza delle precedenti, si dirigono verso l'obiettivo guidate da un sistema satellitare ed hanno la capacità di penetrare nel sottosuolo, esplodendo in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando.

Il programma del Pentagono prevede la costruzione a partire dal 2021 di 500 B61-12, con un costo di circa 10 miliardi di dollari. Attualmente non si sa quante B61-12 verranno complessivamente schierate in Italia né in quali basi, probabilmente non solo ad Aviano e Ghedi e come risulta dallo stesso bando di progettazione pubblicato dal Ministero della difesa, i nuovi hangar di Ghedi, potranno ospitare 30 caccia F-35 con 60 bombe nucleari B61-12, il triplo delle attuali B-61.

Allo stesso tempo, gli USA si preparano a schierare in Italia e in Europa missili nucleari a gittata intermedia (tra 500 e 5500 chilometri) con base a terra.

Il 18 agosto 2019, inoltre, gli USA hanno testato un nuovo missile da crociera e il 12 dicembre successivo un nuovo missile balistico in grado di raggiungere l'obiettivo in pochi minuti.

In questo contesto anche la Russia ha iniziato a schierare missili ipersonici, in grado di raggiungere una velocità di 33.000 chilometri orari e di manovrare, e che possono forare qualsiasi «scudo».

Gli accordi interni alla NATO che prevedono che i Paesi non-nucleari dell'Alleanza possano godere della protezione dell'ombrello nucleare delle grandi potenze, non sono mai rientrati sotto la giurisdizione del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare. Giuridicamente discutibile, questo stato di cose, definito appunto nuclear-sharing, è stato però difeso finora da tutti i Paesi NATO. Significa, in pratica, che testate atomiche USA sono dispiegate, con funzioni difensive (così si dice), anche nei territori di Paesi che hanno assunto decenni addietro l'impegno a non dotarsi mai di armi nucleari. Ce ne sono a centinaia nei Paesi europei della NATO e anche in Turchia. Inoltre, in anni recenti si è andati anche oltre in violazione agli accordi previsti nell'Articolo II dell'NPT (in base al quale gli Stati non-nucleari si impegnano a non produrre armi nucleari e a non acquisirne in alcun modo). In Italia a Ghedi e Aviano, in Germania a Buchel, in Belgio a Kleine Brogel, ad esempio, decine di testate nucleari USA sono custodite in basi militari dei Paesi ospitanti; per il loro uso sono predisposti mezzi militari sempre del Paese ospitante. Se una o più bombe atomiche possono essere montate su un aereo italiano, pilotato da militari italiani, come può l'Italia considerarsi più un Paese in regola con le sue obbligazioni nel quadro del Trattato NPT?

In ogni caso, l'Italia è un Paese non-nucleare, ed è già grave che ospiti e sia preparata ad ospitare ulteriori armi nucleari, avendo anche ratificato il Trattato di non proliferazione nucleare.


Riferimenti:

https://www.nato.int/nato_static_fl2014/assets/pdf/2022/2/pdf/220204-factsheet-nuclear-sharing-arrange.pdf

https://www.icanw.org/italy#

https://uploads.fas.org/2019/11/Brief2019_EuroNukes_CACNP_.pdf 

https://fas.org/issues/nuclear-weapons/status-world-nuclear-forces/ 

https://www.jstor.org/stable/resrep19579#metadata_info_tab_contents

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=b61

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=f35 

Gianni Lannes, ITALIA USA E GETTA, Arianna editrice, Bologna, 2014. 







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