22.9.19

IL MALE PRESENTE!

foto Gilan


di Gianni Lannes

Può capitare improvvisamente a chiunque. Questa non è una storia da film tenera e crudele, ma l'introduzione di un prossimo libro in gestazione sulla vita di una donna  straordinaria, strappata troppo prematuramente all'amore dei suoi figli. No, non si tratta della sfortunata Nadia Toffa, bensì di un'insegnante di lettere non comune. Una vicenda incredibile, intrisa di cattiveria: lei entrava in coma, e alcuni suoi parenti (un fratello, una sorella ed un nipote) entravano contemporaneamente il 15 febbraio scorso in banca a ripulirle i conti. Gli stessi che poi hanno tentato invano ed infruttuosamente di impadronirsi dei suoi figli. La sua verità è nei buchi della sceneggiatura, nel lato oscuro, impensabile, impastato di lacrime e sangue: dolore, fatica, timore, paura, disperazione, solitudine, amore per la vita. 


A volte nella dura realtà qualcuno incontra la malattia inesorabile, inguaribile. E' accaduto anche ad una guerriera della luce, volata via in un soffio (poco più di 2 mesi) a causa di tre tumori cerebrali simultanei. Secondo la parola istologica: glioblastoma di IV grado. Il cancro fulminante che l'ha colpita è uno di quelli per cui non esistono cure e guarigione,nonostante i salti mortali compiuti per tentare di salvarla. E' una delle più letali tra le forme di cancro esistenti, caratterizzata da sintomi invalidanti e difficili se non impossibili umanamente da sostenere. Almeno un fatto è acclarato dalla scienza: una causa accertata è la radiazione ionizzante; vale a dire l'inquinamento dilagante.

I camici bianchi, però, pur interpellati a dovere, non dicono mai nulla di significativo sulle cause di certe patologie, e a volte, come nel caso del neurochirurgo Vincenzo D'Angelo coadiuvato da Carlo Delvecchio (un dottore che ha smarrito incredibilmente una risonanza magnetica della paziente), ex primario a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (proprietà del Vaticano), attualmente chirurgicamente operativo all'Humanitas di Milano e al Miulli di Acquaviva delle Fonti, pur a lauto pagamento specialistico, hanno sbagliato clamorosamente la diagnosi, confondendo il micidiale glioblastoma appunto, addirittura per tre cisti di origine infettiva. Errore clamoroso commesso e sostenuto, anche dai cosiddetti medici - incluso il primario Carlo Avolio coadiuvato dal collega D'Orsi Giuseppe - della neurologia universitaria degli Ospedali Riuniti di Foggia.

La letteratura medica almeno su un punto è univoca: le neoplasie che si sviluppano all'interno della scatola cranica, possono essere molto diverse istologicamente, presentare diversi gradi di benignità e di malignità, di dimensione, di locazione e di crescita. Ciascuna di esse vanta una storia naturale differente, caso per caso. Si tratta di tumori, sovente asintomatici, che nascono nell'encefalo.

Ros scoprì il cancro quando ormai era radicato e aveva già avuto tempo e modo di prolificare. I sintomi di un tumore al cervello possono essere diversi, partendo da cefalea e nausea, che sono i primi segni di ipertensione endocranica. Così come possono costituire un campanello d'allarme, i cambiamenti repentini d'umore e i mutamenti improvvisi di personalità accompagnati dall'irascibilità.

Attualmente il tumore al cervello è tra i i primi 5 tipi di cancro più frequenti prima dei 50 anni. Ogni tipo di cancro al cervello ha una sua prognosi e presenta sintomi diversi a seconda di quale parte encefalica venga colpita. In ogni caso bisogna fare attenzione ed evitare i sanitari che lucrano sulla sofferenz, approfittando della momentanea debolezza altrui.

Secondo qualche benpensante dovrei tacere e dimenticare. Impossibile, però, tenersi tutto dentro quando sale la rabbia. Si può chiedere ad un fiume in piena di non straripare? La scrittura è catarsi, utile a trasformare la malattia in un'esperienza pubblica utile agli altri, magari per illuminare la crudeltà disumana dei nostri simili e così afferrare il senso fragile dell'esistenza umana. 

Nei momenti critici l'energia di un essere umano è data da una somma. Si vive e ancor più si sopravvive anche per gli altri, anche grazie agli altri. E' più facile che una persona ne salvi molte, tuttavia è esemplare che molti si impegnino per salvarne una. Dopo un immenso dolore, nulla è come prima, per adulti e bambini, ma almeno si comprende quanto sia rara e preziosa l'amicizia. Solo nel dolore, che aiuta a far tabula rasa dei rami secchi incontrati per strada, comprendi quanto sia falsa e menzognera tanta gente. Qualcuno addirittura pretende che non scriva niente. Attorno c'è il vuoto o quasi di amici e parenti.  Ho il dovere morale di raccontare. In Italia, troppe persone muoiono improvvisamente. Il prezzo della verità tesa ad in-formare nonché svelare ipocrisia e falsità, esige in cambio qualche frammento di interiorità. Allora, verità, memoria e giustizia per non dimenticare, mai.