1.8.17

VACCINI PER CAVIE ITALIANE



di Gianni Lannes

L’operazione è partita molto tempo fa, esattamente nel 1998, con un programma di 200 vaccini in fase di sviluppo, come attestano i documenti del Congresso degli Stati Uniti d’America. Per qualsiasi cosa c’è l’occorrente soluzione: dal controllo delle nascite alla dipendenza da cocaina. Circa 100 di questi nuovi “presidi medici” sono già in fase di test clinici. Negli States (da cui importiamo, anzi subiamo il peggio) ricercatori delle multinazionali stanno lavorando per distribuire i vaccini anche attraverso spray nasali, insetti e frutti di piante transgeniche in cui vengono fatti sviluppare i virus. Con tutti gli adulti e bambini del pianeta come potenziali recipienti di vaccini somministrati periodicamente nella loro vita, e tutti i sistemi sanitari e i governi come potenziali acquirenti, non deve meravigliare che un incommensurabile numero di milioni di dollari venga speso per far crescere una industria dei vaccini multi-miliardaria. Senza una pubblica discussione, vedremo ancora più vaccini richiesti per noi tutti. Mentre i profitti potranno essere semplicemente calcolati, il vero costo in vite umane sarà ignorato o nascosto.

Anche secondo l'associaizone di medici e scienziati Equivita, l'Italia dal 2012 l'Italia è stata scelta sempre dal padrone zio Sam, per "trasformarsi in un centro di “ricerca” funzionale all’invenzione di nuovi vaccini, ma anche quale luogo per il lancio (o fase sperimentale) di una nuova politica vaccinale mondiale, concordata con le aziende produttrici". Singolare coincidenza il 29 settembre 2014 l’imposizione è stata ufficializzata a Washington al ministro Lorenzin (senza competenze mediche e scientifiche), dal presidente Obama in persona accompagnata da Raniero Guerra (l’estensore del decreto legge 73/2017, già con un piede nella fondazione GSK, poi promosso improvvisamente il 30 settembre 2014 al ruolo di direttore generale del ministero “insanità”) e dal professor Pecorelli, poi costretto a dimettersi dalla presidenza dell’Aifa per gravi conflitti di interesse. Non a caso la Novartis ha ceduto ala Glaxo in Italia proprio il ramo vaccini.
 
Così hanno adottato la linea dura facendo leva su un parlamento di onorevoli illegittimi e dunque ricattabili.  Ma la cosa più grave è che in Italia si tenterà una sperimentazione genetica a mezzo dei vaccini col pretesto di epidemie inesistenti. I nuovi vaccini altereranno in modo permanente il DNA umano.
Bernardino Del Boca  (nel saggio La Dimensione Umana – ed. 1971 pag.  379-380; ed. 1986 – pag. 279-280; ed. 2006  pag. 342-343), alludeva ad un’entità mondiale in grado di contrastare questi progetti globalisti:  «Non tutti i biologi sono entusiasti dei tentativi di ricreare l’uomo a mezzo di una “ingegneria genetica”.  Le manipolazioni artificiali dei caratteri genetici, secondo il premio Nobel Joshua Lederberg, possono costituire un grave pericolo perché minacciano la cosa più preziosa dell’essere umano, la sua libertà. 

Generalmente gli specialisti di tutti i rami della scienza non si preoccupano di questi problemi morali, ma essi  esistono e sono l’eco della voce saggia della Natura. Questa, mentre permette che gli scienziati diano l’assalto ai suoi segreti, sveglia nel frattempo la coscienza di quegli individui che possono sviluppare le idee che porteranno l’uomo a conquistare la saggezza. E’ per questo che l’uomo ha già ideato il piano Hallesint per risolvere il problema della giustizia economica, e ha già fissato l’idea di un’unica entità sociale mondiale che faciliterà i rapporti umani e farà cessare le cause di molte ansietà…». 

Allora sembrava fantascienza, invece è realtà odierna.Ancora, il modaiolo Jeremy Rifkin nel ’98 sul quotidiano la Repubblica illustrava entusiasta il “nuovo mirabile mondo biologico”: «Questo è un grosso cambiamento nella storia. Ora abbiamo nuovi potenti strumenti a disposizione delle società che operano nel campo delle scienze biologiche e della biologia molecolare, che permettono all’uomo di agire come Dio in laboratorio. Possiamo cominciare a riconfigurare, riprogettare, milioni di anni di evoluzione per soddisfare le esigenze del mercato e della generazione attuale. Questo è il più grosso intervento sulla natura mai compiuto in tutta la storia, e solleva grosse questioni ambientali, etiche e sociali».


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