24.1.21

TRAUMI VIRALI!

 


di Gianni Lannes

Bullismo di Stato che lascia senza respiro i più piccoli e rivela tanti genitori codardi. Il gregge al massimo si lamenta ma non si ribella ai soprusi. L'autorità è ormai il dogma nel belpaese. La pretesa irricevibile, è quella di traumatizzare soprattutto i bambini. Dallo Stato di diritto alla Stato di polizia. In Italia, mentre infuria la compravendita governativa dei parlamentari pronti a vendersi al Conte smascherato, la farsa del nuovo coronavirus, vira in tragedia. Col pretesto indimostrato di “tutelare” a chiacchiere fritte la salute, viene implementata la sorveglianza, soprattutto dei minori, già colpiti dall'assenza di relazioni sociali con i propri simili. Qualora un bambino o un ragazzo durante la giornata a scuola imbavagliato si dovesse sentire male - causa la mancanza d'aria dovuta al bavaglio obbligatorio - chi si assume la responsabilità civile e penale? L'insegnante, il preside, i vigili sanitari dell'assessore Lopalco, l'Asl, il sedicente avvocato del popolo Conte? Obbligare un minore ad appesantire o rallentare il respiro, equivale ad attentare alla vita. Un adulto può dissentire, perché ua un bimbo non è consentito pensare senza fiatare? Fino a prova contraria l'aria è un bene comune: respirare è un diritto universale. Non può essere garantita la tutela della salute senza libertà.

Va sempre peggio. Accade ora, soprattutto in Puglia, grazie al solerte assessore regionale al ramo, tale Lopalco, che si è appena inventato l'acronimo TOSS. 

Insomma, la scuola pubblica diviene un manicomio, simile ad una prigione infernale, dove conta l'osservanza pedissequa di norme comportamentali prive di senso logico. Peraltro, le mascherine elargite agli studenti (sovente "made in China") non hanno alcuna valenza protettiva o efficacia sanitaria. E chi osa dissentire dal verbo unico, per garantire il diritto dei propri figli a frequentare la scuola pubblica, senza essere mascherati per l'intero orario scolastico, viene maldestramente zittito da chi non ha alcuna competenza giuridica, pedagogica e sociologica, pur rappresentando (pro tempore) un'istituzione. 

Ecco, ad esempio, cosa ha risposto la dirigente scolastica Donatella Apruzzese a Vico del Gargano, a proposito di mascherina perenne che ammazza il respiro dei più piccoli: “l'unica condizione possibile per fruire della didattica in presenza è il rispetto delle norme e delle indicazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri di riferimento”. Vale a dire: annichilire il respiro degli alunni per 5-6 ore consecutive. L'imposizione vale soltanto per i sottomessi, poiché la stessa manager dell'istituto statale (già diffidata da un genitore), Manicone-Fiorentino, è stato sovente scoperta in giro all'interno dell'edificio scolastico e nell'atto di ricevere i genitori, senza dispositivo di sicurezza a copertura di bocca e naso. Inoltre, un'indecenza ancora più grave: la medesima scuola che meriterebbe almeno un'accurata disinfestazione, non eccelle per la pulizia dei locali, come attesta un recente filmato. A proposito, il sindaco Sementino, cos'attende ad intervenire almeno con un'ordinanza e a far ripulire a fondo l'intera scuola?

Oggi più che mai sotto la dittatura dei contagi e delle contaminazioni (da dimostrare sul piano scientifico), zelanti manager scolatici, in ossequio alla tecnocrazia imperante e al delirio virale, pretendono di zittire madri e padri, ma soprattutto osano traumatizzare i più piccini.

Sia chiaro a tutti: è disumano e peraltro non ha alcuna valenza sanitaria, imporre l'uso continuativo della mascherina agli alunni mentre sono seduti al banco, per l'intera durata della permanenza a scuola. Tutta la letteratura scientifica in materia conferma che l'obbligo di indossare mascherine in maniera continuativa, così come durante le lezioni scolastiche, è fonte di gravissimi pregiudizi alla salute, posto che "Per le persone che indossano una mascherina, ogni valore misurato di anidride carbonica è fuori dai valori accettabili per la qualità dell'aria indoor negli edifici scolastici e supera anche i livelli ammessi nei luoghi di lavoro". Chiunque imponga l'uso obbligatorio di mascherine, non solo viola i dettami costituzionali, ma calpesta precise norme di legge (articolo 85 T.U.L.P.S., legge 152/1975, Legge 533/1977, legge 155/2005), alla voce istigazione a delinquere. Incubo senza fine?


Riferimenti:

https://www.youtube.com/watch?v=YvJiubr83r8&feature=youtu.be

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=coronavirus


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