25.3.20

CORONAVIRUS: LA VOCE DEI BAMBINI E DI UNA MAESTRA!



Lettera di una maestra al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e al capo del Governo Giuseppe Conte.

Onorevoli Ministri,
sono un insegnante della scuola dell'infanzia, nonché una cittadina italiana, orgogliosa di svolgere uno tra i lavori più belli e privilegiati del mondo! Fare la maestra è una passione e siccome credo fermamente che i bambini non sono vasi da riempire con i saperi degli adulti, ma talenti da coltivare, ho deciso di dare loro voce in un momento storico, dove per colpa di un virus, con o senza la corona, è stato tolto ai bambini il Diritto tra i più importanti di tutti i Diritti che è quello dello stare insieme agli altri bambini, a scuola o all'aria aperta! 
 

Si parla di guerra, di pandemia, di contenimento, di emergenza, ma un bambino di tutte queste cose che ne sa? Sono il futuro del mondo, ma dal 10 marzo scorso avete proibito loro di uscire. Per il loro bene? Ai bambini non si dicono le bugie, ma solo la verità! I genitori hanno raccontato loro consapevolmente o inconsapevolmente ciò che sentono dall'informazione pubblica. A tutti è data una possibilità di uscire per necessità primaria, pure ai cani, ma delle necessità dei bambini non si parla proprio in questo decreto, anzi non se ne vedono proprio in giro. Già, mica i bambini possono andare da soli in giro? Sono minori e genitori fanno rispettare loro le regole, saranno proprio giuste queste regole? Poi, in quanto minori e con nessuna colpa oltre ad essere reclusi in casa, aspettando il ritorno alla libertà, molti di loro i più grandicelli devono fare i compiti on line perché la scuola va da loro, così dicono i grandi. Per carità non è mio compito intromettermi in competenze degli insegnanti della Primaria, io sono un insegnante dell'Infanzia (o come ci chiamano i bambini affettuosamente Maestra), ordine di scuola per tanti di secondaria importanza e spesso dimenticata, ma che colpa ne hanno i bambini se la scuola chiude dalla sera alla mattina? Perché devono fare i compiti da soli davanti ad un computer ed interloquire, se va bene, con la maestra che spiega una lezione o addirittura svolgere un determinato numero di esercizi, dando il compito ai genitori spesso impreparati per finire il programma?

Si è tanto decantato che fa male stare più di un’ora al giorno davanti ai pc o a dispositivi tecnologici, e poi oltre a non poter correre, pure seduti per ore a fare i compiti on line.

La scuola è aggregazione, condivisione, discussione e soprattutto educazione allo stare bene insieme.

Mi preme aggiungere ancora una piccola cosa chi in casa ha un bambino con disabilità, come fa a spiegare al bambino che non si deve uscire? E la didattica a distanza che valore assume per loro che il più delle volte è fatto di sguardi, carezze e interazione con i compagni?

Non voglio insegnare niente a nessuno, ma molti bambini piccoli e più grandicelli a cui ho chiesto il loro parere su questo stravolgimento delle loro abitudini mentre fuori splende il sole, e di cosa ne pensano di fare i compiti on line, nonostante non siano stati loro a procurare la chiusura della scuola, hanno offerto il loro parere. Vi chiedo allora di impiegare un po' del vostro tempo e leggere qui di seguito ciò che i bambini mi hanno raccontato riguardo alla restrizione emanata per il contenimento da coronavirus nello stare a casa e delle sue conseguenze.

Non ho corretto nè gli scritti che mi sono arrivati né le opinioni, perché mi interessa il contenuto e lo spirito critico dei bambini, perso ormai da tanti noi adulti.
Vi invito a leggere con attenzione, in tutti gli scritti emerge un'unica richiesta e cioè quella di tornare a scuola, e che gli mancano i compagni. Per favore ridate ai bambini ciò che gli appartiene: il Diritto universale di stare insieme all'aria aperta!

Buongiorno sono A. e io di questo momento così assurdo ne penso che è veramente strano stare a casa tutto il giorno perché dopo un po’ iniziano a finire le cose da fare ma in compenso si riesce a stare insieme alla famiglia. Quindi non è tutto negativo quello che sta succedendo. Certo vorrei andare a giocare al campetto con il mio amico. Sto in video chiamata sempre. Pure i compiti. Gli allenatori ci hanno dato degli esercizi. Facciamo sfide insieme. Da domani andremo a scuola in internet con i professori. E' tutto strano.
A. 13 anni

Io sono un po' contento perché non vado a scuola e sto con la mia famiglia. A me piace stare a casa perché sono un pantofolaio!!!! Si mi dispiace che non vedo i miei amici ma ancora per un po' e poi li vedrò di nuovo!

L. 9 anni
Ciao!
Sono la sorella di S. e ho 7 anni 2A lo so perché non possiamo andare a scuola, perché c'è il Coronavirus. Però lo sai c 'e' ancora l'autunno però sta arrivando la primavera.
Un pochino mi annoio per dire le verità però andrà tutto bene.
Coraggio!

Il coronavirus è una malattia che le persone sono morte. Non sto vedendo i miei amici perchè non si può uscire. Devi lavarti bene le mani. Anche se mi annoio un po' a casa gioco con le mie sorelle e disegno e guardo Shrek in tv. Ogni tanto faccio il monello e mamma mi sgrida. Mi mancano i compagni e le maestre Anna, Isabella e Cristina.
Mi piacciono i loro video e la musica. Spero di tornare presto a scuola e che guariscono tutti.
D. 5 anni

Buonasera maestra questo virus sta stravolgendo le vite di tutti!
Un 'altra settimana a casa. A. continua a dire che vuole andare all'asilo. La mamma.
A. 4 anni

Z. ha pianto perché le mancano tanto i suoi amichetti e le maestre. La mamma Z. 4anni

A M. mancano le maestre e i compagni. La mamma

M.3 anni

Stare a casa senza uscire non mi sembra giusto, almeno fare una passeggiatina. Mi mancano le maestre dell'infanzia, anche le mie maestre e i miei compagni.
Quando tutto sarà finito vorrei abbracciare i miei compagni, le mie maestre, rivede tutti e fare una grande festa. Mi mancano le maestre, fare i compiti da soli è difficile. Anche se me li spiega la mamma è tutto più complicato.
G.8 anni

Ciao sono E. il fratello più grande di C., beh di questa situazione penso che sta andando male perché ci sono tanti contagiati, però noi dobbiamo stare a casa, è la regola che dicono tutti di stare a casa.

Si, sta creando tanti problemi questo coronavirus, tanto basta stare a casa e boh. Solo per lavoro puoi uscire, sennò niente.

E.9 anni

Mi piace stare a casa sicuramente perché sto sempre con mamma.
Mi manca andare a scuola perché ci sono i compagni, mi mancano i loro abbracci e i loro saluti. Non mi piace salutarli solo per telefono, perché non si può fare niente, si può solo parlare. Spero di rivivere la vita normalmente. I compiti mi piacevano di più farli con le maestre perchè li spiegavano loro e ci chiedevano le cose, invece così è noioso fare i compiti. Non ci sono le urla di tutti i compagni!
A.9 anni


Cordiali saluti!
la maestra IsabellaSgherzi