29.10.19

SCUOLA MEDIA STATALE: ALUNNI INDOTTI A PORTARE IL BADGE!


foto Gilan

di Gianni Lannes


Bambino il grande fratello ti controlla da vicino. Gretinerie? Diseducazione emotiva: dall'analogico al digitale per improntarli già da piccoli al conformismo di massa. Ecco una classica finestra di Overton all'opera. Pargoli trasformati in codici a barre semoventi: il monitoraggio, anzi la sorveglianza elettronica di individui minorenni a scuola, attraverso l'uso di dati personali. Dopo il caso dei braccialetti elettronici ai lavoratori di Amazon e le fabbriche 4.0, ecco l'anticipazione del microchip (che verrà) per i più piccini. Un budge appeso al collo attaccato a mò di collare, per timbrare quotidianamente il cartellino come in un programma di formazione aziendale. In Italia, l'uso non è previsto da nessuna legge, eppure il dirigente scolastico della scuola media Manicone di Vico del Gargano in Puglia, Donatella Apruzzese (agli onori della cronaca nel giro di due giorni, dopo l'episodio dei bambini fotografati nel progetto regionale Street Art), addirittura pretende una tessera magnetica di plastica (pvc o policarbonato, altro che Greta), non dagli insegnanti ma dai fanciullini di prima, seconda e terza media. In compenso questa scuola media statale non ha ancora eliminato le barriere architettoniche al suo ingresso in via Papa Giovanni XXIII. Il Garante per l'Infanzia, però, non è stato informato.

Marchiati e tarati a misura. Normalmente ha le dimensioni di una carta di credito e può essere munito di banda magnetica o di altri dispositivi, quali ad esempio microcontrollori, RFID o memorie EEPROM, per l'utilizzo con apparecchiature informatiche ed elettroniche. I badge possono riportare informazioni personali, fotografie e indicazioni utili allo scopo per cui sono utilizzati. I badge sono "indossati" ed esposti al pubblico tramite apposti accessori (clip, espositori rigidi o flessibili, nastri, cordoncini, collanine, catenine, avvolgibili).

In ogni caso non si comprende la ragione plausibile (di buon senso) ed il motivo di questo collare tecnologico attaccato direttamente ai minori, ma non agli adulti (docenti), in un istituto dove le lavagne elettroniche (lim) sono spesso malfunzionanti e nei bagni a porte aperte, latitano carta igienica e sapone. Il marchingegno ovviamente ha un costo economico che ricade sulle famiglie.

Gli insegnanti sono tenuti per contratto ad entrare in classe 5 minuti prima dell'ingresso degli scolari e quindi procedere all'appello nominale, riportando presenti ed assenti sul registro elettronico. Infatti, il regolamento d'istituto della stessa scuola media statale Manicone, all'articolo 12 stabilisce senza equivoci: 

"I docenti della prima ora devono: riportare sul registro di classe e su quello elettronico gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e verificare l’avvenuta o la mancata giustificazione".

Come il telefonino (vietato saggiamente a scuola in Francia), il tesserino magnetico identificativo diventa un'appendice visiva dell'individuo controllato dal sistema operativo adottato dall'istituzione. La parola d'ordine è quella della produttività coniugata alla sicurezza (apparente) e alla velocità, come il modo di produzione post-capitalistico impone alle masse attraverso le agenzie di socializzazione primaria. Così anche la biometria - un antipasto del transumanesimo corrente - viene sdoganata mediante un'operazione apparentemente innocua; insomma un esperimento sulla pelle di esseri umani schedati ad appena 10 anni d'età.

Attenzione: le autorità sono allergiche al dissenso. "Questa poi del tesserino magnetico è abominevole - commenta con senso critico Isabella Sgherzi, di professione insegnante a Torino, ma di origini vichesi - Forse si è perso il senso di fare scuola. Servono adulti credibili e responsabili. La storia della sicurezza è solo una balla gigantesca. Sicurezza di che?  Credo fermamente che la scuola non sia indottrinamento, ma libertà di espressione, valorizzando ogni risultato dello studente. Se spendessero i soldi per le cose necessarie: carta igienica, sapone e materiale didattico, al posto di certe abominevoli cretinerie sarebbe meglio".

Allora, minori tracciati al millimetro, anzi al secondo spaccato. Non è ancora un obbligo usarlo, ma di fatto grazie alle pressioni sui ragazzi di molti insegnanti lo è diventato. Eppure non sono dipendenti, operai alla catena di montaggio, ma già li si allena alle pastoie della burocrazia. Insomma, dalla scuola all'azienda il passo è compiuto. Del resto, oggi il capo d'istituto non si chiama più preside bensì dirigente, insomma manager, solo per ingoiare altri inutili inglesismi. La rotta della modernità tecnologica è una filosofia istituzionale che accomuna l'umano alla macchina.

Ormai è la tecnologia a sorvegliare gli alunni a scuola: l'orario, l'entrata, l'uscita, l'appello, i turni di lezione. Merito, si fa per dire, della moderna organizzazione scolastica del “lavoro”. Così la scuola diviene più produttiva? Il predominio di una mentalità commerciale in ambito scolastico provoca discriminazioni e diseguaglianza in barba ai dettami della Costituzione repubblicana italiana?

In fin dei conti, la tracciabilità significa raccolta dati, ed è propedeutica alla sostituzione dell'essere umano con la macchina, anzi, alla riduzione dell'uomo in schiavitù. I dispositivi elettronici sono equipaggiati per non darci tregua. E gli scienziati hanno capito che le loro continue interferenze, gratificanti come droghe subliminali, stanno danneggiando la nostra mente, come fanno altre forme di dipendenza altrettanto sottili.

E' proprio sulla capacità di far compiere un salto da situazioni fragili o marginali, a strumenti di conoscenza, così come da basi solide a prospettive nuove, che si misura invece la capacità di una scuola al passo con i tempi. In altri termini, occorre un nuovo umanesimo, un altro modo di insegnare per costruire una connessione emotiva.

Una volta la catene degli schiavi erano pesanti ma soprattutto visibili; oggi sono invisibili e pesano come macigni soprattutto su chi si è appena affacciato alla vita.


Riferimenti:

https://icmanicone.edu.it/wp-content/uploads/sites/14/2014/01/REGOLAMENTO-DISTITUTO.pdf


http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2019/10/street-art-come-sfruttare-i-bambini.html

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=tempo

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/search?q=scuola

https://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2018/10/realta-virtuale-rischio-e-pericolo-per.html


Gianni Lannes, IL GRANDE FRATELLO, Draco edizioni, Modena, 2012.

Gianni Lannes, BAMBINI A PERDERE, Lpe, Cosenza, 2016.


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