BIOGRAFIA

23.9.19

UN NUOVO UMANESIMO



di Gianni Lannes

Scrivere per cambiare la realtà e tentare di arrestare il declino morale, il degrado culturale. Osare il futuro: educare con amore le nuove generazioni alla responsabilità. Un luogo di educazione dei giovani; di sicuro non un parcheggio in attesa del peggio. Gli italiani sono all'ultimo posto in Europa per la comprensione di un testo scritto, ha attestato l'ultima ricerca dell'Ocse in materia relativa all'anno 2018. Tempo fa, con riscontri probanti, il professor Tullio De Mauro faceva riferimento nel belpaese al fenomeno dilagante dell'analfabetismo funzionale. Se la situazione è così drammatica, allora il compito della scuola non è solo quello di istruire, bensì di educare alla vita. Ma come si fa in classi di 30 alunni con strutture spesso pericolanti e non a norma di legge, che mettono a rischio l'esistenza? E lo Stato che fa? Si limita ad infischiarsene senza alcuna dignità? Il cambiamento parte da ognuno di noi.

Come fanno docenti spesso senza alcuna preparazione psicologica ed umana, a comprendere gli stili cognitivi, i conflitti interni, la formazione delicatissima degli adolescenti? Come è possibile individuare nei bambini delle elementari le difficoltà emotive, personali, familiari che sovente paralizzano le capacità mentali e capire cosa passa nella loro mente?

L'educazione significa seguire gli studenti piccoli e grandi, nei loro percorsi psicologici: dalla pulsione dei cosiddetti "bulli", incapaci di esprimere i loro sentimenti, all'emozione che consente di riconoscere il prossimo, l'altro. L'educazione è scoperta di sé, non solo raccolta di informazioni (sapere). La cattedra non è il banco degli imputati di un tribunale, ma un palcoscenico della vita.

In termini economici gli insegnanti vanno remunerati almeno il doppio, ma devono possedere un'idoneità educativa, non solo una competenza culturale. Senza la dovuta empatia non si può salire in cattedra. La sfida attuale è creare un terreno fertile negli studenti, infondendo in loro ampia fiducia, stimolandone curiosità ed autostima. Solo così si sentiranno in grado di trovare nuove soluzioni e sviluppare i loro potenziali talenti (doni). I docenti sono ponti verso la conoscenza, non individui che sfornano nozioni da far ingurgitare agli studenti.

L'emergenza ambientale, il malessere sociale, la scomparsa delle comunità sono il risultato della tecnologia speculativa che ha devastato la natura, annichilito la coscienza umana e sostituito banalmente la società con i social network.

Noi adulti, oggi siamo chiamati a trovare delle risposte, ma la cosa più importante è creare un ambiente in cui si possano fare domande. L'umanesimo non è dietro di noi, come un momento storico, ma è dinanzi a noi, come un obiettivo da realizzare, ancora lontano da essere raggiunto. Insomma, occorre transitare dal paradigma dell'economia all'etica.

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