19.4.18

GRULLINI&PIDDINI


di Gianni Lannes

Adesso - come stabilito a Washington - andrà in onda il sinistro inciucio? Dopo ben 46 giorni dalle elezioni con una legge elettorale palesemente incostituzionale (ossia illegale) l’Italia non ha ancora un governo, neanche di facciata.


Nel belpaese far politica - per modo di dire - è meglio che lavorare. In democrazia il popolo è sovrano ma la gente non conta nulla, anche se ha votato i candidati imposti dai partiti. Insomma, tanto fumo negli occhi.

L’Italia non ha sovranità sostanziale, ovvero politica, diplomatica, militare. Dal 3 settembre 1943 (armistizio corto di Cassibile) l’Italia è un paese satellite degli Stati Uniti d’America, e membro in funzione subordinata all’alleanza NATO che la obbliga addirittura a mantenere sul suo territorio un arsenale nucleare, nonostante il divieto costituzionale e del TNP.  

Negli esecutivi (eterodiretti) italidioti non si muove foglia che Washington e NATO non vogliano. Allora chi sarà un più sicuro yes-man su questo piano, Renzi o Di Maio già benedetto dall’ambasciatore Eisenberg? O magari tutti e due, ma discretamente “dissimulati” dietro un qualche governicchio di un prestanome? Ma chi, di questi tempi? Cassese?

Secondo Paolo Becchi il «M5s non ha nessun programma, fa e disfa i programmi a piacimento a seconda delle convenienze. E' un partito liquido, con a capo un trentenne che si è montato la testa e vuole fare il premier a tutti i costi. E infatti darebbe tranquillamente alla Lega i ministeri di peso».


riferimenti: