4.2.18

CERMIS: A 20 ANNI DALLA STRAGE USA IMPUNITA





Bentornati nel belpaese tricolore a sovranità azzerata. Correva l’anno 1998, il calendario si era impigliato al 3 febbraio, quando un pomeriggio vacanziero per turisti di varie nazionalità - 7 tedeschi, 5 belgi, 2 polacchi, 2 austriaci, 1 olandese e 3 italiani – finì un mucchio di lamiere accartocciate sulla neve. La ferita fa ancora male dopo che un aereo militare United States of America tranciò i cavi della funivia a Cavalese volando troppo basso.

Erano trascorse da poco le 15 e la cabina gialla della funvia era a 400 metri dall’arrivo, sospesa nell’aria a 100 metri d’altezza, prima di schiantarsi sulla valle dell’Avisio.
nessuna colpa per la strage è stata attribuita ai 4 marines del velivolo in esercitazione a volo radente che rientrò ammaccato alla base nucleare di Aviano. William Raney e Chandler Seagraves vennero giudicati non colpevoli perché non ersano sai comandi. Il capitano Richard Ashby venne condannato ad appena 6 mesi di carcere per distrutto un video del volo e l’espulsione dalla Marina. Il copilota Joseph Schweitzer che ammise di avere bruciato il nastro, se la cavò con la radiazione ed evitò la galera. 

Nel 2011 emersero alle cronache brani di un rapporto militare USA, datato 10 marzo 1998. A firma dell’allora comandante dei marines, generale Peter Pace, si leggeva: 

“La causa di questa tragedia è che l’equipaggio dei marine ha volato più basso di quanto non fosse autorizzato, mettendo a rischio se stesso e gli altri. Raccomando che vengano presi i provvedimenti disciplinari e amministrativi appropriati nei confronti dell’equipaggio”.

L’equipaggio del Prowler venne giudicato (si fa per dire) negli States, nonostante l’allora procuratore capo di Trento, Francantonio Granero e il sostituto Bruno Giardina avessero aperto un’inchiesta per disastro, omicidio colposo plurimo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, indagando 7 militari: ai 4 dell’equipaggio ne aggiunsero 3 della catena di comando. Niente rinvio a giudizio però, perché la giurisdizione risultò quella del paese d’origine dei marines, come la convenzione di Londra del 1951 sui militari NATO con licenza di uccidere impunemente.

Fa ancora male il ricordo che sia finito tutto con venti persone assassinate per “gioco” in in un’Italia priva di sovranità (allora come oggi), e senza colpevoli. Fa ancora male sapere che in Italia - trasformata in una portaerei - gli "alleati" giocano sempre alla guerra.