12.12.17

MICHELE MARIO ELIA: DALLA STRAGE DI VIAREGGIO AL GASDOTTO TAP



 
Bee, bee: il gregge dorme mentre gli affaristi svizzeri lucrano sull'Italia col beneplacito dei politicanti italidioti. Un nome e una sicurezza, ma per chi? Di certo non per la martoriata Puglia. Non è un pesce d'aprile. Dal 2016 nonostante una condanna a 7 anni e sei mesi di reclusione per la strage di Viareggio (unitamente a Moretti e Soprano), è il country manager di TAP Italia, ovvero il contestato gasdotto che porterà il gas in Europa distruggendo il Salento. Non si disturba il manovratore: una denuncia alla Procura di Lecce per associazione a delinquere e truffa nei suoi confronti è stata incredibilmente ed in tutta fretta archiviata dall’autorità giudiziaria.

Comunque, per la cronaca indimenticabile. Era il 29 giugno 2009 quando nella stazione ferroviaria di Viareggio, un treno con 14 cisterne di gas propano deragliò e ci fu una fuoriuscita di gas. Si generò un incendio e non ci mise molto quel carico di combustibile ad esplodere, coinvolgendo anche le abitazioni circostanti. Furono 32 le persone che persero la vita, molte delle quali bruciate vive.

L’inchiesta che ne conseguì evidenziò delle gravissime falle nella sicurezza e venne istruito un processo per diversi reati a vario titolo, di cui il più grave per omicidio colposo plurimo. Sebbene l’episodio sia noto come “Strage di Viareggio”, i reati ravvisabili non sono tecnicamente riconducibili al reato di strage.
 
Tra gli imputati, condannati con la sentenza pronunciata dal Tribunale di Lucca, c’è l’ingegnere Michele Mario Elia, attuale country manager di TAP per l’Italia, all’epoca dei fatti Amministratore delegato di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), società del gruppo FSI (Ferrovie dello Stato Italiane) che si occupa della gestione e della manutenzione della rete ferroviaria. Elia è stato anche responsabile armamento e direzione tecnica per RFI. Il PM aveva chiesto per lui una condanna a 15 anni di reclusione, con le accuse di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, incendio colposo, in concorso con altri. La condanna inferta dal Tribunale di Lucca è stata di 7 anni e 6 mesi. Sono stati 23 le condanne su 33 imputati. Tra questi spiccano i nomi di Mauro Moretti, ex amministratore delegato di FS e di RFI, e Vincenzo Soprano, ex amministratore delegato di Trenitalia e di FS Logistica e, appunto, Michele Mario Elia. Ovviamente, come sempre accade nel belpaese, tutti hanno fatto carriera.
Moretti è restato al suo posto fino al 2014, quando è passato in Finmeccanica (dal 1 gennaio 2007 Leonardo S.p.A.) con gli incarichi di amministratore delegato e direttore generale. La società ha reso noto che la sentenza di condanna non determinerà la sua decadenza e non intaccherà i requisiti di onorabilità previsti dal testo unico sull’intermediazione finanziaria (TUIF). Il suo avvocato, Armando D’Apote, ha dichiarato che l’esito del processo è stato “scandaloso” e “frutto del populismo”. Anche il numero uno di TAP Italia Mario Michele Elia è rimasto al suo posto fino al 2014, quando ha preso la poltrona di Moretti diventando amministratore delegato di FSI.Da aprile 2016 Elia è country manager di TAP, società impegnata nella realizzazione di un controverso gasdotto con approdo nel Salento.  

 Si tratta di una sentenza di primo grado, quindi non definitiva. Purtroppo, quello della prescrizione sembra l’esito più probabile. I familiari della 32 vittime potrebbero non assistere mai ad una pronuncia che assolve o condanna definitivamente i presunti responsabili di questa tragedia, solo perché il tempo avrà passato un colpo di spugna.

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