25.11.17

VACCINI: A TUTTO SPIANO IN EUROPA



 

Vaccinazione non fa rima con immunizzazione, bensì con follia istituzionale a ripetizione. Attenzione preparatevi al peggio. Burocrati e politicanti eseguono gli ordini. «Quella italiana è la via da seguire» parola del commissario europeo alla salute Vytenis Andriukaitis. Gli ha fatto eco il ministro Lorenzin: «Valutiamo opportunità di una banca dati europea sui vaccini». Nel frattempo, l'EMA che decide su farmaci e vaccini, è controllata da chi fabbrica le medicine: nel consiglio d'amministrazione il conflitto d'interesse è di casa.

Secondo Andriukaitis «Potrebbe partire nella prima metà del 2018 il meccanismo centralizzato europeo per l'acquisto dei vaccini. Lo ha annunciato spiegando come il processo  è iniziato nel 2014. Ora stiamo definendo le procedure. Questo ci aiuterebbe anche ad affrontare la problematica legata alle possibili carenze di vaccini in Ue. Ma da considerare - ha aggiunto - è pure l'aspetto dei risparmi che sarebbe legato ad un acquisto centralizzato europeo». 

Secondo Andriukaitis «in Europa ci sono 30 milioni di persone che si spostano da una parte all'altra, e quindi la situazione deve essere tenuta sotto controllo in ogni nazione: tutti gli stati membri devono essere uniti su questo fronte, è importante che ci siano un'armonizzazione dei calendari vaccinali, una copertura vaccinale adeguata e contrastare ogni scetticismo sulla base di evidenze scientifiche ben argomentate, per mandare un messaggio corretto alla società. A breve la Commissione europea stilerà un Piano d'azione sulle vaccinazioni per migliorare la copertura vaccinale nei paesi europei - ha annunciato il commissario europeo alla Salute -. Il piano si avvarrà di vari strumenti: si punta ad avere una condivisione dei dati, a promuovere campagne di sensibilizzazione e dare supporto ai vari paesi anche in relazione alla problematica della possibile carenza di vaccini. Un obiettivo è anche quello di creare una maggiore e piu stretta connessione tra i singoli Stati e il Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc».

L'invito ai media, ha detto il commissario Ue, «è di appoggiare la nostra campagna 'I vaccini funzionano', partendo da un primo dato: lo scorso anno l'influenza ha fatto in Europa 20mila morti, ma con la vaccinazione tali persone avrebbero avuto salva la vita". Inoltre, ha sottolineato, "con il ministro Lorenzin abbiamo anche discusso dell'Agenda del G7 al fine di includervi la problematica legata all'emergenza dell'influenza aviaria e si è anche parlato della necessità di avere un sistema comune che garantisca la biosicurezza, in relazione a nuovi virus che potrebbero presentarsi. L'Italia ha inoltre "la questione dell'alto flusso di migranti, con molti minori che necessitano di vaccinazioni, da affrontare, e su questo fronte - ha assicurato - la commissione sarà a fianco del governo italiano».

Si punta, ha rilevato Lorenzin, a «politiche europee più forti a favore delle vaccinazioni ed abbiamo valutato l'opportunità di una Banca dati europea sui vaccini e altre malattie trasmissibili. La condivisione dei dati è infatti un'esigenza non più rinunciabile per le valutazioni epidemiologiche corrette - ha spiegato Lorenzin -. Abbiamo inoltre parlato della necessità di armonizzare i calendari vaccinali delle diverse nazioni».

I soldi muovono tutto, anche i vaccini. Ma cosa iniettano ai neonati e bambini? Comunque si vedono le conseguenze: un esercito di bambini diabetici a pochi anni, un crescendo spaventoso di malattie cardiovascolari ed una vecchiaia pessima, con la demenza. La salute dei cittadini non interessa a nessuno altrimenti verrebbero eliminate per legge tutte quelle sostanze tossiche nei cibi, nelle plastiche usate per alimenti, l'arsenico nell'acqua.

Ci vorrebbero medici preparati, nessun errore di diagnosi che vuol dire morti: in Italia circa 5000 l'anno, condizioni sociali migliori, abbassamento dei costi delle cure mediche, miglioramento degli ospedali, potenziamento dei servizi sanitari pubblici. Ah già dimenticavo: queste iniziative non portano lucro ma investimenti.


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