8.11.17

VACCINI PER IL BESTIAME UMANO ITALIANO




 
Effetto gregge: della serie controllo zootecnico della popolazione italiana. Dagli animali agli essere umani, anzi ai bambini. Le bugie hanno le gambe corte. Non dilaga alcuna epidemia nel belpaese. Vaccinazioni coercitive a neonati, bimbi e adolescenti sani italiani. Non l’ha deciso l'esautorato Parlamento tricolore sulla base di una crisi sanitaria (l'unica ragione valida sancita dall'articolo 77 della Costituzione repubblicana per una decretazione governativa d'urgenza) che ha soltanto ratificato - mediante la legge 119 del 31 luglio 2017 - una scelta presa all’estero. L’incarico, infatti, è stato assegnato il 26 settembre 2014 all’Italia per i prossimi cinque anni dalla Global Health Security Agenda, ovvero da un consorzio controllato dalle multinazionali farmaceutiche, a partire dalla Johnson&Johnson, sotto l’egida della White House. Insomma, affaristi stranieri, burocrati extra-comunitari e politicanti italidioti hanno deciso sulle nostre teste di annichilire, o meglio, indurre modificazioni biologiche, sterilizzare la gioventù italiana.

Nel comunicato numero 159 datato 29 settembre 2014 del ministero della cosiddetta “salute” si legge testualmente:

“Il ministro della salute Beatrice Lorenzin, accompagnato dal presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Sergio Pecorelli, ha partecipato al summit mondiale “Global Health Security Agenda” (Ghsa), che si è tenuto il 26 settembre presso la Casa Bianca. Nella Ghsa si sono discussi di temi di salute globale, in particolare le emergenze infettive come l’ebola, allo scopo di incentivare la collaborazione tra le nazioni. Al termine del summit, l’Italia ha ricevuto l’incarico di guidare le strategie e le campagne vaccinali mondiali per i prossimi cinque anni. «È un importante riconoscimento scientifico e culturale all’Italia, soprattutto in questo momento in cui stanno crescendo atteggiamenti ostili contro i vaccini – ha dichiarato Sergio Pecorelli – Dobbiamo intensificare le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni. Si tratta di un’operazione che l’Italia intende condurre con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori». Il ruolo di capofila dell’Italia in campo vaccinale era già stato deciso in estate, durante il vertice di Giakarta. Il compito assegnato è rilevante: si tratta di predisporre i piani per attuare, monitorare le attività di vaccinazioni nelle diverse regioni mondiali. Cruciale, a tal fine, il ruolo giocato dall’educazione e dalla comunicazione. «Sul tema della salute dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale - ha dichiarato il ministro Beatrice Lorenzin – Il tema dei vaccini sarà una delle priorità durante il semestre italiano di Presidenza Europea. Il nostro Paese si trova al centro dell’area mediterranea e le molte crisi internazionali hanno portato a nuovi imponenti flussi migratori. È necessario rafforzare i controlli nei confronti di malattie endemiche riemergenti come polio, tubercolosi, meningite o morbillo. Se vogliamo evitare il collasso dei sistemi sanitari del Vecchio Continente dobbiamo rafforzare i processi di vaccinazione verso tutte le persone che vivono in Europa. È stata formalizzata la leadership dell'Italia nel campo delle immunizzazioni, decisa in estate al vertice di Giacarta; in una parola spetterà al nostro Paese predisporre i piani strategici di implementazione, comunicazione e monitoraggio sulle vaccinazioni nelle varie parti del mondo, in particolare per la prevenzione di quelle malattie infettive che possono causare anche estese epidemie. Importantissimo viene considerato l'aspetto educativo e di comunicazione nei confronti delle persone a favore delle vaccinazioni, a cominciare dal morbillo, attraverso campagne di informazione per le  immunizzazioni”.

La designazione dell’Italia è avvenuta alla Casa Bianca alla presenza di Barack Obama. Il ministro Lorenzin e il presidente Aifa, tale Sergio Pecorelli (successivamente costretto a dimettersi dall’incarico per gravi conflitti di interesse speculativo) hanno dichiarato: “Importante riconoscimento scientifico e culturale internazionale per il nostro Paese”. Era presente all’incontro anche Raniero/i Guerra, poi promosso il 30 settembre 2014 addirittura alla carica di direttore generale del ministero lorenziniano.

In tale occasione la Lorenzin ha pure dichiarato: «È necessaria una collaborazione ma anche una forte leadership e un forum permanente per identificare e attuare le priorità. Mai un summit GHSA è stato così opportuno e tempestivo e il nostro Paese è particolarmente lieto della partecipazione attiva a questo incontro».

La parola magica è zoonosi. Il comunicato numero  116 del 20 agosto 2014 del ministero della salute recita:

«Il Ministero della Salute al meeting internazionale sulle zoonosi a Giacarta. Il Ministero della salute ha partecipato con una propria delegazione al meeting internazionale ad alto livello sulle zoonosi (malattie infettive trasmesse da animali, tra le quali rientrano le febbri emorragiche come la Malattia da virus Ebola) appena concluso a Giacarta, organizzato dal Governo indonesiano, sotto l'egida delle principali organizzazioni sanitarie internazionali: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ( FAO) , Organizzazione mondiale per la Sanità Animale (OIE). Tra i temi principali in discussione l’importanza delle vaccinazioni di massa e il problema della resistenza agli antibiotici. In particolare l'Italia ha assunto la guida di uno dei gruppi di lavoro che coordineranno le azioni necessarie alla prevenzione delle zoonosi, oltre a partecipare ad altre rilevanti linee di attività di identificazione e contrasto, previste nell'ambito dell' "Agenda globale per la sicurezza sanitaria" (GHSA). Il meeting ha offerto l'occasione per discutere e valutare, congiuntamente con i partners europei ed internazionali, oltre che con OMS, FAO ed OIE, le azioni più idonee a contrastare la diffusione delle zoonosi, che costituiscono circa il 70% di tutte le patologie infettive. Relativamente alle febbri emorragiche, il Ministero della salute ricorda che informazioni ed indicazioni per la gestione di sospetti o di eventuali casi di febbri emorragiche sono state diramate sin dal 2006, e puntualmente richiamate alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale e di frontiera fin dall'inizio dell'attuale epidemia, con nota del 4 aprile scorso. Esse vengono peraltro costantemente riviste, sulla base dei periodici aggiornamenti sulla valutazione del rischio da parte di OMS e dell' European Center for Disease Prevention and Control (ECDC), che monitorano a livello internazionale l'andamento dell'epidemia in corso in Africa occidentale.

Ce n’è abbastanza per pretendere le immediate dimissioni del telecomandato governo italiano, del parlamento tricolore e dell'inquilino abusivo del Quirinale. Chi attenta alla salute e alla vita dell'ignara popolazione italiana è forse un criminale o peggio?


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