3.11.17

VACCINAZIONI OBBLIGATORIE E STATO DI DIRITTO





di Gianni Lannes

Le eterodirette autorità tricolore hanno attentato alla libertà del popolo. Il principio di legalità è il caposaldo dello Stato di diritto. Il 21 novembre prossimo la Corte costituzionale prenderà in esame i ricorsi contro le norme liberticide sulle vaccinazioni obbligatorie. Quando c'è rischio per la vita umana deve esserci scelta, non imposizione coercitiva. Il regime italidiota - sia pure telecomandato dall'estero - per definizione non è riformabile: si può soltanto subire oppure destituire. Per la nota occasione sarò a Roma, in prima linea, per dare voce alla verità e per difendere la democrazia, in ossequio al principio universale dell'autodeterminazione dei popoli.




Il potere politico in esecuzione di un ordine del potere economico, o meglio della finanza speculativa internazionale paradossalmente definito "designazione", vuole scardinare un principio fondamentale a difesa del cittadino, e penetrare nel suo organismo. Se anche fosse un toccasana la sostanza da inoculare, in ogni caso, qualsivoglia autorità, incluso lo Stato non ha questo diritto. Peraltro, non esiste una sola prova scientifica che le vaccinazioni abbiano reale efficacia; esse non provocano immunizzazione.

Il 7 giugno scorso l’inquilino del Quirinale Sergio Mattarella ha emanato il decreto legge 73, convertito nella legge 119 il 31 luglio 2017, dopo l’approvazione del Parlamento, precedentemente esautorato da una decisione assunta però all’estero.

L'ordine di imporre in Italia a neonati, bambini e adolescenti sani, immotivato dal punto di vista giuridico (principio di sovranità sancito dalla Costituzione) e scientifico poichè non è in atto alcuna epidemia - come ha specificato il presidente del consiglio pro tempore Gentiloni in data 19 maggio 2017 - è stato impartito il 26 settembre 2014 a Washington, da un organismo privato controllato dalle multinazionali farmaceutiche (Global Health Security Agenda), e riportata nel belpaese dal ministro pro tempore Beatrice Lorenzin, nonché dall’allora presidente dell’Aifa Sergio Pecorelli (poi dimessosi per conflitti di interesse) nonché da Raniero/i Guerra già membro della fondazione Glaxo, (azienda riconducibile alla Glaxo Smith Kline, come attestano i documenti legali di cui sono in possesso), promosso il 30 settembre 2014 alla carica di direttore generale del ministero della salute, e più recentemente richiamato dall’Oms.

La legge è un atto sovrano dell’assemblea rappresentativa, ma questa non può approvarla se contraria alla Costituzione. Lo stesso potere legislativo si basa su una previa norma costituzionale, che ne costituisce il fondamento e ne definisce i limiti.

La sovranità non è più del legislatore, ma della Costituzione che prevale sulle leggi: la Corte costituzionale deve garantire questa prevalenza. Il principio di legalità ha incorporato il principio di legalità costituzionale, cui è assoggettato lo stesso potere legislativo.

Non è tutto. Il compito della Consulta non è limitarsi a controllare che il potere legislativo non oltrepassi i limiti definiti dalla Costituzione; ad essa spetta di verificare che la Costituzione venga rispettata in ogni manifestazione della politica.

L’articolo 134 della Costituzione elencando le funzioni riservate alla Corte costituzionale, le attribuisce il giudizio di legittimità delle leggi, la soluzione dei conflitti tra Stato e Regioni, la soluzione dei conflitti tra i poteri costituzionali. Inoltre la Corte costituzionale deve giudicare “sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica a norma della Costituzione”, ossia per le uniche due ipotesi di responsabilità presidenziale - alto tradimento e attentato alla Costituzione - per cui può essere messo in stato d’accusa (articolo 90, comma 1, Costituzione).

Il 13 gennaio 2014 la Consulta ha depositato il pronunciamento numero 1 che ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale 270 del 2005; sulla medesima posizione il 4 aprile dello stesso anno s’è pronunciata anche la Corte di Cassazione con la sentenza 8878.

L’idea che gli esseri umani debbano essere governati dalle leggi e non dall’arbitrio degli uomini è un sogno antico. Lo Stato di diritto è l’incarnazione odierna di questa aspirazione, che si fonda su tre pilastri fondamentali della divisione dei poteri, della supremazia della legge, dei principi di libertà e uguaglianza. Da essi discendono le istituzioni che oggi informano il nostro vivere civile e politico: dal Parlamento alla Costituzione repubblicana del 1948, dalla tutela dei diritti umani alla Corte costituzionale.





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