17.10.17

UCCISA A MALTA LA GIORNALISTA DAPHNE CARUANA GALIZIA


di Gianni Lannes


Ammazzata come le giornaliste Graziella De Palo, Veronica Guerin e Ilaria Alpi.

Aveva solo 53 primavere. Era una donna straordinaria, eccellente nel suo lavoro, onesta, coraggiosa e leale. La giornalista Daphne Caruana Galizia è rimasta uccisa nel pomeriggio di ieri 16 ottobre 2017 dall’esplosione dell’auto su cui si trovava a bordo. Si tratta di un attentato in piena regola che ha eliminato una testimone scomoda. «Ci sono criminali ovunque si guardi adesso, la situazione è disperata»: è la frase finale dell’ultimo articolo pubblicato sul suo blog dalla giornalista, mezz’ora prima di essere assassinata. Bruciata viva all'interno della sua auto a Bidnija, il villaggio dove la giornalista abitava insieme alla famiglia. Il corrotto governo maltese ne sa qualcosa? Mafie di Stati alleati e multinazionali del crimine?
 
La temeraria cronista, 15 giorni fa, aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte. Il premier maltese Joseph Muscat ha affermato che "ad uccidere la giornalista è stata un’autobomba", precisando che "l’esplosione è avvenuta nel pomeriggio dopo che la giornalista Daphne Caruana Galizia, era uscita di casa da Mosta, una cittadina vicino alla capitale La Valletta".


Daphne era nota per le sue critiche documentate al governo. Sei mesi fa aveva rivelato al mondo uno scandalo di petrolio e tangenti pagate, secondo i documenti pubblicati, dal regime dell'Azerbaijan ai vertici del governo maltese, coinvolgendo la moglie del premier Josep Muscat. Recentemente ha invece raccontato come l'isola del Mediterraneo si sia trasformata in uno dei luoghi prediletti per il traffico internazionale di droga, facendo nomi e cognomi dei protagonisti del business, primo fra tutti quello di Antoine Azzopardi.  

La cronista era diventata famosa nel mondo dopo gli articoli pubblicati sul suo blog - Running Commentary - lo scorso 20 aprile. Articoli che hanno imbarazzato il governo maltese, in particolare il premier Muscat. Galizia ha infatti svelato che la Egrant Inc, una società registrata a Panama e di cui fino ad allora non era mai stato individuato il beneficiario finale, appartiene  a Michelle Muscat, la moglie del primo ministro. 

La giornalista ha pubblicato alcuni documenti che dimostrano come la società panamense nel 2016 abbia ricevuto diversi bonifici, il maggiore dei quali da oltre 1 milione di dollari, da parte della Al Sahra FZCO, una offshore registrata a Dubai e appartenente a Leyla Aliyeva, figlia del dittatore dell'Azerbaigian Ilham Aliyev. Insomma Galizia ha rivelato - con tanto di documenti pubblicati online - che la moglie del premier maltese ha ricevuto milioni di euro dal regime azero. Il quale negli ultimi anni ha firmato parecchi accordi in campo energetico con il governo laburista de La Valletta.

Le accuse di corruzione sono state rafforzate da un evento avvenuto la notte del 20 aprile stesso. Poco dopo la pubblicazione della notizia sulla offshore panamense della moglie del premier, i giornalisti delle maggiori testate locali sono andati sotto la sede maltese della Pilatus Bank, la banca presso cui la Egrant aveva aperto il conto corrente. E hanno filmato una scena che ha fatto il giro delle tv dell'isola: il proprietario e presidente della banca, l'iraniano Seyed Ali Sadr Hasheminejad, usciva dalla porta secondaria dell'istituto di credito con delle grosse valigie in mano. -

E' coinvolta l'Unione europea. Alla voce gasdotti che faranno a pezzi l'Italia. Familiari e imprenditori amici del presidente turco, uomini d’oro del dittatore dell’Azerbaijan e super manager della corte di Putin. Ecco chi farà i soldi con il maxi-progetto contestato in Puglia. Il premier maltese non è stato però l'unico bersaglio della reporter.  

Per la cronaca documentata: Malta è il crocevia mafioso europeo del traffico di esseri umani, armi, droga e rifiuti. Solo per fare qualche esempio riferito all'Italia: a quest’isola nel Mediterraneo sono legate le stragi di Ustica e Bologna, ancora senza una verità giudiziaria dopo 37 anni.  
  

Abbraccio il dolore dei familiari della giornalista ammazzata per aver svolto il suo lavoro scomodo per i politicanti e per la criminalità organizzata. 

riferimenti:



 

3 commenti:

  1. Mettere a tacere per sempre, chi fa emergere verità scomode, siamo alla follia!
    E' importante e fondamentale sostenere, chi si muove nell'interesse di tutti.

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  2. Altro che giornalettismo inutile e di facciata alla Saviano ( però a lui gli paghiamo la scorta noi italiani)...poveretta, condoglianze.

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  3. Profondo cordoglio e rispetto per una grande donna, che sia di esempio per tutti noi,poveri e meschini uomini.

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