7.7.17

I VACCINI E IL DIRITTO ALL’AMBIENTE INQUINATO





di Gianni Lannes

In Italia 35 morti ogni 100 mila abitanti per inquinamento. Si muore per un respiro. Ecco la vera emergenza. Altro che sedicenti “malattie infettive”, altro che epidemie e pandemie inesistenti, altro che motivazioni  genetiche. La causa fondamentale del cancro è l’inquinamento ambientale. E allora perché non si interviene alla radice per debellare il male, invece di insistere con il pericoloso palliativo della chemio e radioterapia? Se il governo Gentiloni ha tanto a cuore la salute pubblica e quella dei bambini, allora perché non bonifica le aree inquinate dove sopravvivono 10 milioni di italiani? Purtroppo il diritto alla vita salubre e a un ambiente non inquinato di grandi e piccini, è soltanto di carta straccia. D'altronde chi ha i soldi paga la sanzione ed evita l'inoculazione ai figli. Così crolla il muro di ipocrisia istituzionale sul contagio alimentato dai media. E' in atto una sperimentazione di massa accoppiata ad una lucrosa speculazione.

Ecco uno dei tanti esempi documentati, sotto gli occhi di tutti. Il belpaese vanta un tasso di mortalità di 35,2 per 100mila abitanti. Non è un caso che la Commissione Europea abbia già avviato procedure di infrazione contro l’Italia a causa dell’emergenza smog; e che diverse città italiane abbiano già oltrepassato il limite massimo di giornate in cui vengono superati i livelli di particolato nell’atmosfera. L’Organizzazione mondiale della sanità ha presentato i dati sull’inquinamento dell’aria: in Europa l’Italia si aggiudica un primato estremamente negativo. I dati Oms parlano chiaro:  il 92 per cento delle persone, cioè oltre 9 persone su 10, respirano aria troppo inquinata. I morti che ne conseguono sono milioni, uccisi da solfati, nitrati e carbone che penetrano nel nostro corpo, fino a ucciderlo. Le vittime predilette sono vecchi e bambini. Un rapporto dell’Agenzia europea ambientale nel 2012 segnalò un primo record negativo per l’Italia e la sua aria: più del 15 per cento dei decessi legati all’inquinamento dell’aria è avvenuto in Italia. Un record tetro e inquietante.

Ricorda la Commissione: ogni anno muoiono prematuramente centinaia di migliaia di europei e molti altri patiscono a livello respiratorio e cardiocircolatorio. La legislazione in materia è chiara e anche il fatto che vanno attuati piano quando i valori limiti sono superati, anche se, per invertire la rotta servirebbero comunque misure strutturali: bisogna ridurre i volumi complessivi di traffico ma anche guardare a un’economia diversa e capace di cambiare sul fronte emissioni. Secondo il parere odierno, in Italia sono 12 le zone riscontrate dove persistono le violazioni dei valori limite per l’inquinamento da diossido di azoto: discorso che riguarda ovviamente anche le grandi metropoli come Roma, Milano, Torino.  La direttiva in materia (2008/50/CE – “Qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”) è chiara ma i provvedimenti idonei dopo 9 anni ancora latitano da noi.

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