23.6.17

VACCINI: AFFARISMO E TOTALITARISMO





di Gianni Lannes

«Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizioni di legge. La legge non può in nessun caso, violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». L’articolo 32 della Costituzione repubblicana parla chiaro. Perché l'eterodiretto governo italiano ha sfornato un decreto fuorilegge, coercitivo e lesivo di diritti fondamentali universali? Solo per favorire sfacciatamente i produttori di vaccini? Forse c'è dell'altro? I 61 milioni di fascicoli sanitari degli ignari italiani, richiesti dall'Ibm in cambio di un investimento in Italia vi dicono niente? E l'insana digitalizzazione elettronica voluta dal ministro Lorenzin? Consiglio al ministro uscente dell'insanità di procurarsi dei buoni avvocati e di rassegnare le dimissioni immediate chiedendo scusa al popolo italiano, perché nessuno può attentare alla salute dei bambini impunemente.




Peraltro il decreto legge 73 del 7 giugno 2017, una norma di rango minore in scadenza il 7 agosto 2017, non ancora convertita in legge dal Parlamento viola le seguenti normative e convenzioni internazionali ratificate dall’Italia, ma soprattutto gli articoli 2, 3, 10, 32 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana. Ma non solo, calpesta pure: gli articoli II-63, II-81 e II-84 della Costituzione dell’Unione Europea l’articolo 26 della  Dichiarazione  Universale dei Diritti dell’Uomo; gli articoli 3, 10, 14, 20 e 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea; gli articoli 4, 5 e 13 del  Patto Internazionale sui Diritti Economici del 19/12/1966; gli articoli 4 e 5 della Convenzione Internazionale contro la discriminazione nel campo dell’educazione; gli articoli 4 e 5 della Convenzione Internazionale contro la discriminazione nel campo dell’educazione adottata dalla 11° Conferenza Generale dell’UNESCO  a Parigi del 14/12/1960;  l’articolo 9 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti  dell’uomo  e delle libertà fondamentali  del 4/ novembre 1950; l’articolo  2  del Primo protocollo aggiuntivo del 20 marzo 1982  della Convenzione Europea per la salvaguardia  dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950;  gli articoli 2, 4 e 5 della  Convenzione di Oviedo  del 1977; l’articolo 4 della Carta Europea dei Diritti del Malato di Bruxelles. Infine, calpesta pure a Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

Perché i genitori italiani devono  essere obbligati a vaccinare per aver accesso agli asili  e alle scuole, quando tutto ciò non avviene nella  maggior parte dei Paesi europei? In ben 15 nazioni dell’Unione europea le vaccinazioni non sono obbligatorie. All’articolo 3 della Carta dei Diritti Fondamentali  dell’Unione europea si legge: «nell’ambito della medicina e della biologia  devono essere in particolare rispettati:  il consenso libero e informato della persona interessata». Il medesimo principio viene riaffermato sia nella  Convenzione  Internazionale di Oviedo (ratificata dalla legge italiana 145 del 2001): «Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve  informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e  sulle sue conseguenze e i suoi rischi.  La persona interessata può,  in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso»; che nella  Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo , all’articolo 3: «ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza  della propria persona».

D’altronde non c’è alcuna emergenza sanitaria: allora il decreto legge 73 del 7 giugno 2017 è evidentemente incostituzionale, violando anche il dettato degli articoli 76 e 77 della Costituzione Repubblicana Italiana. Se verrà approvato dal Parlamento, così come hanno già stabilito a tavolino, sarà un abuso intollerabile tale da provocare una sacrosanta rivolta sociale.

Paradossalmente se siamo a rischio secondo le autorità tricolori, allora si chiudano le frontiere a tutti gli altri europei che non hanno 12 vaccini obbligatori.  E i turisti? Vaccinazioni negli aeroporti? ma gli adulti?
C’è in Italia un’emergenza sanitaria tale da imporre misure così restrittive come l’esclusione da  scuola e sanzioni così pesanti ai genitori che  vaccinano in parte, rimandano o non vaccinano? C’è emergenza morbillo nel 2017? No, siamo sotto al 2008 e 2011. Il  tetano: dov’è il rischio collettivo per chi non  vaccina o rimanda? Non si trasmette da persona a persona, non esiste  immunità collettiva, un non vaccinato non è un pericolo per  nessuno.
L’Italia  con  la  Legge  28  marzo  2001,  numero 145 (Ratifica  ed  esecuzione  della  Convenzione del Consiglio di Europa per la protezione dei diritti dell’uomo e  della dignità dell’essere umano riguardo all’applicazione della biologia e della  medicina e della Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina, Oviedo  4  aprile  1997)  ha  recepito  queste  indicazioni,  secondo  le  quali  nessun  intervento  di  natura  sanitaria  può  essere  messo  in  atto  senza  il  consenso  informato dell’interessato, salvo situazioni di emergenza.  L’orientamento   prevalente   negli   Stati  dell’Unione   Europea   è la  raccomandazione vaccinale, non l’obbligo. L’introduzione del  consenso  informato contrasta con l’applicazione coercitiva di  un trattamento sanitario. Tale decreto fuorilegge  viene   contestato   da   maggior   parte   della popolazione per l'aggressività e la prepotenza con cui lo Stato si impone sui cittadini, poiché si è cittadini e non sudditi.    

L’incompletezza e l’incoerenza delle vaccinazioni rese obbligatorie dal famigerato DL 73/2017 contribuiranno ad accrescere il disorientamento e la diffidenza. Infatti il decreto legge omette la vaccinazione antipneumococcica del primo anno  di  vita (presente invece nel calendario del  PNPV) e la vaccinazione antirotavirus nel primo anno di vita (introdotta, dal PNPV, contemporaneamente ad altre vaccinazioni che invece hanno trovato posto nell’elenco); omette indicazioni sui vaccini attivamente offerti dal PNPV nella fascia d’età dell’obbligo scolastico (HPV); omette indicazioni sui richiami vaccinali previsti dal PNPV che  intervengono nella fascia d’età dell’obbligo scolastico (DTP, IPV, Men4, ecc.); rende obbligatoria la vaccinazione antiHIb anche per soggetti superiori a 5 anni di età e privi di fattori di rischio (che non trova alcune indicazione in letteratura). Affermare, come fa la relazione tecnica, che l’applicazione del DL non comporta costi aggiuntivi per la pubblica amministrazione è a dir poco surreale. Si tratta di recuperare 16 generazioni di bambini non vaccinati. Il costo di acquisto degli ulteriori vaccini necessari, però, non è presente nei  bilanci 2017 delle Regioni e delle Aziende Sanitarie. L’organizzazione di sedute vaccinali supplementari concentrate in breve tempo richiede  personale dedicato. Visto l’elevato numero di bambini da richiamare per una o più  dosi  sarà necessario un elevato quantitativo di vaccini che in condizioni ordinarie vengono consumate solo in piccola misura. A proposito dov'è il contratto di acquisto dei prodotti sanitari da iniettare ai minori. Tali vaccini sono stati testati? C'è stata una gara d'appalto? Perché non vi è alcuna traccia pubblica di questo straordinario iter, in violazione della trasparenza amministrativa sancita dal decreto legislativo 33 del 2013? Sia chiaro: la repressione di Stato provoca una giustificata ribellione. Non siamo sudditi, non siamo cavie, non abbiamo l'anello al naso e l'Italia non è il terzo mondo dell'Europa.


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