8.5.17

UN MEDICO RISCHIA LA VITA PER FERMARE UN GASDOTTO

di Gianni Lannes

Era da decenni che non si assisteva ad un gesto così nobile nel Sud Italia, incapace attualmente di ribellarsi: senza secondi fini o per interessi personali, ma solo per il bene comune. “Un uomo rischia l’esistenza. Si cerca il dialogo sull’approdo del TAP”. I familiari dello stimato oncologo Giuseppe Serravezza, oggi al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere un confronto sull’approdo del gasdotto TAP, lanciano un appello al presidente della Repubblica e al primo ministro. Ma da Roma la chiusura è da regime totalitario. Mattarella e Gentiloni non hanno ascoltato 94 sindaci dell’intera provincia di Lecce: essi tutelano gli interessi speculativi di pochi a danno di tanti.

C’è un uomo nel Salento che ha messo in gioco la sua esistenza per dare voce alla sua terra ed al suo mare. Quando un intero territorio alza civilmente la voce i politicanti hanno il dovere di inchinarsi ed ascoltare; ignorare la protesta sacrosanta e pacifica non li porterà lontano. Forse l’Italia un uomo così non lo merita.

In Puglia sono stati approvati da un governo illegittimo ed abusivo, ben tre gasdotti per garantire gli affari stranieri. Pugliesi su la testa: sciopero generale ad oltranza. Abbiamo il dovere morale di proteggere la nostra terra. Non abbiamo che da perdere le catene.




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