11.5.17

ITALIA: RECORD DI TRAPIANTI E SCOMPARSE DI MINORI




di Gianni Lannes

Primato di trapianti e donazioni di organi in Italia nel 2016. Sono stati oltre 400 in più rispetto all’anno precedente i pazienti trapiantati, arrivando a toccare quota 3.736. Si tratta della cifra più elevata mai registrata a livello nazionale e del maggiore incremento mai osservato (+13%). I dati emersi dalle indagini del Centro nazionale trapianti (Cnt) confermano una tendenza in aumento: nell’ultimo anno sono stati eseguiti 3.268 trapianti, contro i 3.002 del 2015 e il totale dei donatori d’organi è stato di 1.260, contro i 1.165 dello scorso anno.  La matematica non è un’opinione: se i trapianti ufficialmente nel 2016 sono stati ben 3.268 e i donatori soltanto 1.260, dove sono e chi sono i rimanenti 2.008 donatori? Comunque, il corpo umano è ormai una merce a buon mercato.




Della serie: omicidi di Stato. «Sono molto soddisfatta dei dati incoraggianti appena illustrati dal Dott. Nanni Costa: rispetto ad alcuni anni fa, sono stati compiuti notevoli progressi anche grazie alle Campagne di sensibilizzazione che abbiamo realizzato sul tema della donazione e dei trapianti». Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante la conferenza stampa di presentazione del report di attività di donazioni e trapianti 2016, che si è tenuta il 10 gennaio 2017 presso l’Auditorium “Cosimo Piccinno” della sede ministeriale di Lungotevere Ripa. «E’ evidente come uno dei nostri principali obiettivi sia quello di abbassare il numero di opposizioni e di aumentare quello dei donatori - ha continuato Lorenzin – soprattutto nelle Regioni meno virtuose da questo punto di vista. Un grazie speciale alle forze di polizia per la collaborazione che sempre ci dimostrano». L’anno appena concluso, come ha illustrato il dott. Nanni Costa aprendo la conferenza stampa, ha registrato un record per il numero complessivo dei donatori in Italia: nel 2016 sono stati 1.596 contro i 1.489 dell’anno precedente. Il trend positivo viene confermato dall’aumento dei donatori utilizzati, che superano per la prima volta la quota dei 1.300 (erano 1.165 nel 2015).

A nessun defunto è possibile prendere organi, ai morti non è possibile prendere nulla di trapiantabile. Gli organi devono essere "vivi" e quindi provenire esclusivamente da persone vive, il cui cuore batte ancora. In Italia non espiantano organi a chi è morto, ma a chi è ancora vivo e ha un cuore che batte. La realtà è che si espiantano gli organi ad esseri umani vivi. Certamente c'è differenza a prelevare organi a una persona che ha il cervello distrutto (nessuna possibilità di vita) e una persona in coma o morte cerebrale ma con cervello apparentemente integro: in questo secondo caso la possibilità di risveglio, anche se remota, è possibile. 

Il 5 agosto 1968 un gruppo di medici di Harvard pubblicò sul Journal of American Medical Association, un rapporto in cui fissava incredibilmente il momento della morte non quando il cuore non batte più, ma quando si registra la perdita irreversibile dell’ attività cerebrale. In seguito, tale criterio privo di scientificità, è stato adottato da tutta, o quasi, la comunità medica internazionale. Gli autori dichiaravano nella pubblicazione che il cambiamento dei criteri di definizione di morte si rendevano necessari oltre che per evitare l'accanimento terapeutico, anche per risolvere problemi di approvvigionamento d'organi per trapianto da donatore con cuore battente. Infatti, nel testo è scritto: «Criteri obsoleti di definizione di morte possono portare a controversie nell'ottenere organi a fine di trapianto».

Alla data del 31 dicembre 2016 - secondo il rapporto del ministero delle politiche sociali - sono ben 6.561 i minori scomparsi dalle strutture di accoglienza governative in Italia. C’è qualche nesso tra incremento di trapianti ed aumento esponenziale di minori scomparsi nel belpaese, a parte, ovviamente, gli espianti assolutamente fuorilegge praticati impunemente in alcune cliniche private del Nord Italia?

A proposito: perché l'Italia non ha ratificato la convenzione del Consiglio d'Europa sulla tratta degli organi umani?E per quale ragione il governo tricolore non risponde agli atti parlamentari in materia, come nel caso dell'interrogazione a risposta scritta numero 4/05225 del 4 febbraio 2016?


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