19.4.17

LA COMICA MARCIA SU ROMA DI BEPPE GRILLO






di Gianni Lannes

Il garante del movimento 5 stelle, o meglio il padrone sia pure per conto terzi, è un pluripregiudicato eterodiretto da interessi stranieri all'Italia. Grillini o grullini? L'etica? A dir poco latitante. E la coerenza o l'indipendenza? Gli ultimi arrivati dovevano squarciare il Parlamento come una scatoletta di tonno. Invece hanno mandato in scena un'opposizione di carta velina, utile al sistema di potere dominante, soprattutto dall’estero. Nel 2012 è stato declassificato il rapporto del dipartimento di Stato nordamericano, relativo ad un incontro segreto - avvenuto nel 2008 - a Roma, presso la sede della rappresentanza diplomatica Usa, con l’allora ambasciatore Spogli. Un appuntamento celato alla base di seguaci e adepti, propedeutico alla nascita del cooptato movimento 5 stelle. Ho chiesto lumi via posta elettronica a Grillo anni fa, ma non ho mai avuto risposta.


Un partito con tanto di padrone, come da atto notarile, insomma, l’antitesi della democrazia, mentre gli eurodeputati pentastelluti cianciano di “democrazia diretta” e nel frattempo sponsorizzano il famigerato trattato di Lisbona (firmato senza alcun mandato parlamentare da Prodi & D’Alema nel 2007), entrato in vigore nel 2009, che in punta di diritto ha stracciato la Costituzione repubblicana italiana. Sentite cosa ha scritto di recente Isabella Adinolfi a tale proposito:

«Oggi è un giorno ambizioso per la democrazia diretta in Europa. Come ogni anno si tiene il cosiddetto ECI day. Si tratta di un evento che fa il punto della situazione sullo stato dell’arte ed i progressi fatti in merito all’unico reale strumento di democrazia diretta previsto a livello europeo, la c.d. ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei)… L’ICE è uno strumento introdotto dal Trattato di Lisbona».


Addirittura, una delegazione di onorevoli pentastelluti ha fatto una gita premio al MUOS di Niscemi su invito del Pentagono, mentre anche in Italia va in onda la guerra ambientale. Non hanno alcuna capacità e competenza di governo e non sono un modello di democrazia, allergici evidentemente al dissenso critico.


Il loro compito stabilito a priori era quello di incanalare, o meglio cloroformizzare la protesta popolare in un vicolo cieco. Ce ne eravamo accorti con la vicenda del sindaco di Parma, Pizzarotti, poi con la telenovelas della sindaca di Roma Raggi lasciata al suo cadreghino, nonostante i ripetuti infortuni e gli avvisi di garanzia. Ora l’esempio di quanto vale la democrazia per Grillo e la Casaleggio associati, viene offerto dalla vicenda di Genova. Infatti, la consultazione pentastelluta si è risolta con la vittoria trasparente di Marika Cassimatis, riconosciuta anche in tribunale. Un risultato che il pluriomicida Giuseppe Piero Grillo (lo attesta una sentenza della Cassazione), non ha gradito e ha imposto una nuova consultazione a cui hanno potuto votare anche non liguri; e al posto della Cassimatis è stato indicato un personaggio gradito da Grillo. Se questa è la “democrazia diretta” c’è poco da stare allegri. A decidere è sempre uno. I pentastelluti non raccontino balle, il loro partito è come tutti gli altri sodalizi accaparra-poltrone istituzionali, dove c’è un vertice che decide e una base che si adegua. La differenza sta nel fatto che negli alti partiti ci si confronta, si litiga, ci sono i congressi e il vertice è legittimato perché è eletto. Nei pentastelluti invece, il vertice si autoproclama e si identifica con il solo Grillo, con l’assistenza tecnica della Casaleggio e da alcuni altrettanto servizievoli yesman. Insomma, un’anomalia che in democrazia non lascia per niente tranquilli. E la cena dall'ambasciatore inglese e il party dall'ambasciatore Phillips in via Veneto per la festa del 4 luglio? E il razzista Farage dove lo mettiamo? Con il 25 per cento dei voti cos'ha combinato il Grillo dal 2013 ad oggi? Mi scrive Gian Paolo Farina, un medico dell'Isde:  
 

«Hanno paura di dire la verità,  viene anteposto il timore di alzare veramente l'attenzione e di mettersi contro i faccendieri. Si stanno allineando al sistema del consenso modello dc. Fuori qualunque forma di dissidenza , demagogia, retorica dell'antipolitica e soprattutto non prendere posizione che possano essere di pregiudizio nei confronti dell'elettorato. Paradisi fiscali, immigrazione, evasione fiscale , trasparenza nella modalità d'elezione dei propri candidati ecc. non pervenuti».



riferimenti:




















  


















1 commento:

  1. Beppe Grillo appartiene al sistema politico,è un piccolissimo strumento,subordinato al potere politico per strumentalizzare il malcontento popolare.Fa da rabbonitore.In effetti,tutto il m5s,è il compromeso politico della destra e della sinistra.Come su può dare credibilità ad un movimento scaturito dal nulla,cioè dal web,senza essere sancito dalla costituzione,ed altre formalità che lo rende vincolabile per una seria politica.Finora sormontata solo da continui scandali.Dietro al m5s c'è di tutto.

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