7.4.17

ENI: SPECULAZIONE INFINITA






di Gianni Lannes

Inquinamento industriale, malattie e morte dell’ignara popolazione, per mere ragioni di profitto economico, grazie all’omertà istituzionale di tutte le autorità locali e nazionali. Reindustrializzazione invece di deindustrializzazione. Hanno ipotecato il futuro: invece di sanare hanno continuato a ferire.

Prendiamo uno dei tanti casi documentati ufficialmente in Italia, vale a dire quello di Manfredonia, considerata dall’Organizzazione mondiale della sanità, già a metà degli anni ’90, a “grave rischio ambientale”.  



Nel sottosuolo il cane a sei zampe ha realizzato una gigantesca discarica, saturando di scorie pericolose delle enormi caverne in riva al mare. Si tratta di un’area mai contabilizzata nel piano delle cosiddette “bonifiche”, su cui adesso si vuole sorvolare. 



L’ex comandante della Guardia di Finanza a Manfredonia, che negli anni '80 su disposizione dell’autorità giudiziaria aveva sequestrato 30 ettari di terreni acquisiti dall’Enel a Macchia (vicenda poi finita a tarallucci e vino), mi conferma - alla presenza di un ex ufficiale dei carabinieri - l'esistenza di questa bomba ad orologeria, di cui comunque ho acquisito ulteriori prove e riscontri ufficiali. Peraltro, le autorità locali hanno autorizzato impianti di maricoltura nell'area porto alti fondali, inclusa nella perimetrazione marina della zona inquinata con arsenico, piombo, caprolattame e mercurio, come attestano i rilievi dell'Ispra. Perché la massima autorità sanitaria locale, ovvero il primo cittadino pro tempore, non ha bloccato la vendita di questo pesce contaminato d'allevamento? Quante persone in loco, in provincia e fuori regione sono state così danneggiate nella salute?









Adesso sempre l’ENI si accinge a realizzare nel territorio compromesso, un impianto industriale fotovoltaico, ma non il risanamento ambientale, col beneplacito, a quanto pare dei politicanti in cabina di regia, prtonti a spartitirsi le briciole.



Questo territorio martoriato dai boiardi di Stato col favore dell’ente provincia di Foggia e di alcuni sindaci, è stato inserito dalla legge 428 del 1998 nel SIN. Nel 2000 il ministero dell’Ambiente ha provveduto alla perimetrazione delle aree inquinate. A tutt’oggi, secondo i dati dello stesso dicastero dell’ecologia, sia l’area marina prospiciente lo stabilimento, estesa per ben 8,5 chilometri quadrati, che quella sulla terraferma superiore ai 10 chilometri quadrati non sono state bonificate. Eppure, con il contratto d’area il CIPE aveva stanziato ben 700 miliardi di lire. Che fine hanno fatto quei soldi pubblici? E tutti gli altri finanziamenti per Manfredonia nel periodo 1996-2016? Non è tutto. Basta leggere attentamente le tre note inviate dalla Corte dei Conti all'amministrazione comunale (due nel 2016 ed una nel 2017) per toccare con mano la voragine debitoria superiore a 52 milioni di euro soltanto fino al 2014.


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