24.4.17

ENERGAS/KUWAIT PETROLEUM: IN ATTESA DELL'ARRESTO!

dal verbale della conferenza di servizi del 13 aprile 2017



di Gianni Lannes

Un lapsus istituzionale per favorire una smaccata speculazione internazionale a danno dell'Italia? Tutte le massime autorità nazionali (Mattarella, Gentiloni, Delrio, Calenda, Emiliano) sono già state diffidate a norma di legge dalla popolazione più sensibile.

Non esiste il delitto perfetto, neanche in campo ambientale ovvero affaristico. Il decreto interministeriale 295 del 22 dicembre 2015, firmato congiuntamente dai ministri Galletti e Franceschini attesta come minimo l’associazione a delinquere di stampo governativo nel settore ambiente&beni culturali. Il dicastero dell’ecologia ha peraltro omesso di segnalare che l’area portuale interessata a Manfredonia dal progetto Energas/Kuwait Petroleum ricade interamente nel SIN (legge 426/1998), perimetrata dal ministero dell’ambiente nell'anno 2000, e mai bonificata. Quindi, non si può toccare. Se viene meno il bacino alti fondali ed il molo 5 (pericolante) il progetto naufraga in termini tecnici e giuridico-amministrativi. Anche il sindaco pro tempore al secondo mandato del partito democratico, tale Riccardi Angelo (sotto processo a Pescara per gravi reati penali) congiuntamente all'ingegner Antonello Antonicelli - già in forza alla regione Puglia - assunto dal "primo cittadino"(sotto processo a Taranto per l'ambiente svenduto all'Ilva, unitamente all'ex presidente Nichi Vendola) non ha denunciato niente.

La burocrazia ministeriale tricolore nel cosiddetto “progetto” per un impianto industriale di gas a petrolio liquefatto da 300 mila tonnellate ogni anno a  Manfredonia, considerato dalla terza direttiva Seveso “a rischio di incidente rilevante”, ha dimenticato di realizzare la valutazione ambientale strategica, così come stabilito dalla direttiva europea 42 del 2001, recepita dall’Italia nel 2007 e la valutazione di incidenza. Ora il procedimento è alla battute finali al MISE: la responsabile è Paola Barzaghi. A tutt'oggi Michele Emiliano non ha revocato in autotutela la delibera di giunta regionale numero 1361 del 5 giugno 2015 a firma di Vendola, basata sull'istruttoria dello stesso Antonello Antonicelli.


Recentemente ho avuto uno scambio di informazioni e relative conferme in tal senso, dal commissario europeo all’ambiente, il maltese Karmenu Vella. Per il governo italiano si prepara l’ennesima procedura d’infrazione, ed un processo alla Corte di giustizia europea. Diamante Menale non colonizzerà mai la Puglia.

Che cosa sono la V.A.S., la Verifica di assoggettabilità a V.A.S. e la Valutazione di Incidenza? La Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) rappresenta un tipo di valutazione a cui sono da assoggettare piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente. Per "valutazione ambientale" s'intende l'elaborazione di un rapporto di impatto ambientale che individua, descrive e valuta gli impatti significativi sull’ambiente, sul patrimonio culturale e paesaggistico e sulla salute derivanti dall’attuazione del piano o del programma, individua, descrive e valuta le ragionevoli alternative, alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale del piano o del programma, concorre alla definizione degli obiettivi e delle strategie del piano o del programma, indica i criteri di compatibilità ambientale, le misure previste per impedire, ridurre e compensare gli eventuali impatti negativi sull’ambiente, gli indicatori ambientali di riferimento e le modalità per il monitoraggio, dà atto della consultazioni si soggetti pubblici e cittadini ed evidenzia come sono stati presi in considerazione i contributi pervenuti., lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell'iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione.
La V.A.S. è stata introdotta dalla Direttiva 2001/42/CE e recepita dalla legislazione nazionale con il Decreto Legislativo 152/2006, successivamente modificato dal Decreto legislativo 4/2008.

I piani e programmi da assoggettare a V.A.S., ai sensi della Legge regionale Puglia 44/2012, e ss.mm.ii., sono:

a) il piano di indirizzo territoriale;
b) il piano territoriale di coordinamento;
c) il piano strutturale;
d) il regolamento urbanistico;
e) il piano complesso d’intervento.

Per procedura di Verifica di assoggettabilità a V.A.S. si intende il processo attivato allo scopo di valutare se un piano o programma o una sua modifica possa avere effetti significativi sull'ambiente e quindi debba essere assoggettato alla valutazione ambientale considerato il diverso livello di sensibilità ambientale delle aree interessate.

Per Valutazione d'incidenza si intende il procedimento di carattere preventivo al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o proposto sito della rete Natura 2000 (pS.I.C. o S.I.C.), singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso.

Tale procedura è stata introdotta dall'articolo 6, comma 3, della direttiva "Habitat" con lo scopo di salvaguardare l'integrità dei siti attraverso l'esame delle interferenze di piani e progetti non direttamente connessi alla conservazione degli habitat e delle specie per cui essi sono stati individuati, ma in grado di condizionarne l'equilibrio ambientale. È stata recepita in Italia dal D.P.R. 357/1997 e ss.mm.ii.

La valutazione d'incidenza rappresenta uno strumento di prevenzione che analizza gli effetti di interventi che, seppur localizzati, vanno collocati in un contesto ecologico dinamico. Ciò in considerazione delle correlazioni esistenti tra i vari siti e del contributo che portano alla coerenza complessiva e alla funzionalità della rete Natura 2000, sia a livello nazionale che comunitario. Pertanto, la valutazione d'incidenza si qualifica come strumento di salvaguardia, che si cala nel particolare contesto di ciascun sito, ma che lo inquadra nella funzionalità dell'intera rete. La valutazione di incidenza riferita a strumenti urbanistici viene effettuata nell’ambito della procedura di V.A.S.
Soggetti coinvolti: ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ministero per i Beni e le attività culturali, pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che, per le loro specifiche competenze o responsabilità in campo ambientale, possono essere interessate agli impatti sull'ambiente dovuti all'attuazione di piani e programmi (art.5, comma 1 lettera s) del D.Lgs.152/2006 e s.m.i.). A titolo indicativo e non esaustivo, tra i soggetti possono essere individuati:  altri ministeri; Autorità di bacino (nazionali, interregionali, regionali); Enti Parco ed altri soggetti gestori di aree naturali a vario titolo protette; Soprintendenze per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e Soprintendenze Archeologiche territorialmente competenti; Regioni e Province autonome.

L'obiettivo principale della VAS è valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi, prima della loro approvazione (ex ante), durante ed al termine del loro periodo di validità (in-itinere, ex post). Ciò serve soprattutto a sopperire alle mancanze di altre procedure parziali di valutazione ambientale, introducendo l'esame degli aspetti ambientali già nella fase strategica che precede la progettazione e la realizzazione delle opere. Altri obiettivi della VAS riguardano sia il miglioramento delle informazioni fornite alle persone sia la promozione della partecipazione pubblica nei processi di pianificazione-programmazione ai sensi della convenzione di Aarhus (1998) ratificata dalla legge 108 del 2001.

La Direttiva Europea sulla VAS (2001/42/CE) ha imposto a tutti gli Stati membri dell'Unione Europea la ratifica della direttiva nelle normative nazionali entro il 21 luglio 2004. Molti degli Stati interessati hanno iniziato a implementare la Direttiva a partire dai temi più strettamente connessi alla pianificazione territoriale, per poi estendere l'approccio a tutte le politiche con effetti rilevanti per l'ambiente. La Direttiva VAS è collegata direttamente alle Direttive VIA e Habitat, oltre a diverse altre direttive (acque, nitrati, rifiuti, rumore, qualità dell'aria) che fissano requisiti per l'istituzione e la valutazione di piani/programmi.  

In Italia la Direttiva VAS è stata recepita con il Decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, ed è entrata in vigore solo il 31 luglio 2007.  Attualmente la VAS si applica in Italia a molti tipi di piani-programmi; viene effettuata una VAS per tutti i piani e i programmi dei seguenti settori (ex. artt. 6 e 7 del D.lgs n. 152/2006): agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della destinazione dei suoli. Viene effettuata una VAS anche per tutti i piani che definiscono il quadro di riferimento per l'approvazione, l'autorizzazione, l'area di localizzazione o comunque la realizzazione dei progetti sottoposti a VIA. Viene effettuata una VAS anche per i piani o programmi concernenti i siti designati come zone di protezione speciale (ZPS) per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria (SIC) per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica. In quest'ultimo caso è necessaria anche una valutazione d'incidenza, ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni. Per i piani-programmi che determinano l'uso di piccole aree a livello locale e per le loro modifiche minori, la valutazione ambientale è necessaria qualora l'autorità competente valuti che possano avere impatti significativi sull'ambiente, secondo le disposizioni della verifica di assoggettabilità (screening) ed i criteri riportati nella normativa[4]. L'autorità competente valuta nella procedura di screening, se i piani e i programmi, diversi da quelli precedenti, che definiscono il quadro di riferimento per l'autorizzazione dei progetti, possono avere effetti significativi sull'ambiente. Sono comunque esclusi dal campo di applicazione della VAS:

 a) i piani e i programmi destinati esclusivamente a scopi di difesa nazionale caratterizzati da somma urgenza o coperti dal segreto di Stato,
    b) i piani e i programmi finanziari o di bilancio,
    c) i piani di protezione civile in caso di pericolo per l'incolumità pubblica,
    d) i piani di gestione forestale o strumenti equivalenti, riferiti ad un ambito aziendale o sovraziendale di livello locale, redatti secondo i criteri della gestione forestale sostenibile e approvati dalle regioni o dagli organismi dalle stesse individuati.

Sono sottoposti a VAS in sede statale i piani e programmi la cui approvazione compete ad organi dello Stato. Sono sottoposti a VAS secondo le disposizioni delle leggi regionali, i piani e programmi la cui approvazione compete alle Regioni e Province autonome o agli enti locali.

La Commissione europea prevede di verificare periodicamente lo stato di ratifica e l'efficacia della Direttiva VAS. Il primo rapporto di verifica indica che la Commissione ha avviato studi per verificare la conformità del recepimento ed ha condotto diversi procedimenti d'infrazione per recepimento non corretto. La Convenzione sugli Studi di Impatto Ambientale in Contesti Transfrontalieri (Convenzione ESPOO), ha creato altri presupposti per la diffusione della VAS; questa Convenzione, adottata nel 1991 nell'ambito della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa, è stata integrata nel 2003 da un protocollo VAS che, oltre ai piani ed ai programmi, si applica a vari strumenti politici e della legislazione attualmente non compresi nella procedura di VAS.
In linea generale il processo di VAS precede, ma non necessariamente determina, una procedura di VIA. Le due tipologie di valutazione agiscono in due fasi diverse su due oggetti diversi, con finalità diverse, ma complementari; mentre la VAS è una procedura che agisce per valutare gli effetti ambientali (i determinanti, le pressioni e le risposte ambientali soprattutto) prodotti da piani o programmi, la VIA è una procedura che agisce per valutare gli impatti ambientali (cioè le variazioni di stato delle componenti ambientali) causati da progetti o opere. Ciò significa che la valutazione degli effetti ambientali dovrebbe fluire per approssimazioni successive in tutti i passaggi della pianificazione-progettazione. Sotto un profilo giuridico il principio guida della VAS è quello di precauzione, che consiste nell'integrazione dell'interesse ambientale rispetto agli altri interessi (tipicamente socio-economici) che determinano piani e politiche, anche in assenza di certezza scientifica del verificarsi delle conseguenze ambientali dannose che, nella fase di piano-programma, sono più difficilmente dimostrabili. Il principio guida della VIA è invece quello, più immediatamente funzionale, della prevenzione dei danni ambientali che, nella fase di progetto, sono scientificamente prevedibili e più certi rispetto alla VAS. Sulla base di questa distinzione di principi la VAS è talvolta definita come "processo", mentre la VIA è definita come "procedura", con soggetti, fasi e casistiche di esiti definibili molto più rigidamente. Le procedure di VIA in Italia sono a tutti gli effetti strumenti di tipo comando-controllo (cioè basati sull'imposizione di limitazioni, di normative, di autorizzazioni prescrittive e sul loro controllo anche attraverso attività ispettive o sanzioni); con approccio analogo in Italia si sono istituite anche le procedure di Autorizzazione Integrata Ambientale e di Valutazione di incidenza ambientale. In ogni caso è impossibile governare la complessità ambientale solo con approcci comando-controllo, soprattutto perché al crescere del numero e della complessità degli interventi e delle richieste di sviluppo aumentano a dismisura sia i carichi di lavoro degli enti pubblici sia la discrezionalità decisionale sia i rischi di errori gravi nella valutazione. I progetti sottoposti a VIA singolarmente presi di solito sono ambientalmente compatibili, ma quando si sommano molti progetti ed istanze sullo stesso territorio allora si possono creare squilibri molto significativi. In pratica le procedure comando-controllo come la VIA da sole non bastano, non colgono la complessità territoriale, non riescono ad essere abbastanza efficienti ed efficaci.  
La Direttiva sulla VAS si applica alla valutazione degli effetti ambientali di piani e programmi, non delle politiche o delle leggi. Un altro scopo fondamentale della VAS è promuovere la partecipazione sociale in materia di ambiente durante i processi di piano/programma, così da migliorare la qualità decisionale complessiva.

 Il processo di VAS previsto nella normativa si basa sulle seguenti fasi:
screening, verifica del fatto che un piano o programma ricada nell'ambito giuridico per il quale è prevista la VAS; scoping, definizione dell'ambito delle indagini necessarie per la valutazione; valutazione dei probabili effetti ambientali significativi, espressi anche attraverso la produzione di rapporti ambientali e l'uso di indicatori ambientali; informazione e consultazione del pubblico e dei vari attori del processo decisionale, anche sulla base di tutte le valutazioni ambientali effettuate; questa fase è trasversale alle altre descritte sopra.

 
Strumenti fondamentali delle VAS sono i rapporti ambientali (preliminari all'approvazione degli strumenti di piano-programma, di monitoraggio in-itinere e di verifica ex post). I contenuti fondamentali dei rapporti ambientali elencati dalla normativa italiana sono generici. Per rendere più sistematica la redazione di un rapporto ambientale i contenuti possono essere strutturati e raggruppati nelle parti seguenti.

Valutazione degli ambiti di riferimento. Valutazione di coerenza ambientale degli obiettivi di sviluppo. Domande fondamentali a cui dare risposta sono: "Gli obiettivi del piano-programma in valutazione prendono in considerazione le questioni ambientali rilevanti? La strategia di sviluppo prevede obiettivi con situazioni reciproche di antagonismo o di sinergia? Gli obiettivi di sviluppo in valutazione in che misura sono coerenti con gli obiettivi ambientali prestabiliti? Quali sono i soggetti consultati nella procedura di VAS e in che modo si è tenuto conto nel piano dei risultati delle consultazioni?". Valutazione degli effetti ambientali indotti dal piano-programma. Questa parte della valutazione è la più complessa; perciò va completata dopo le altre, quando sono state bene analizzate le azioni di piano, con le eventuali alternative. In sostanza si tratta di stimare gli effetti ambientali causati dalle alternative di piano, facendo ricorso ad analisi di scenario, a modelli e ad indicatori ambientali. La Direttiva Europea parla di effetti ambientali in riferimento ad aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l'acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico ed archeologico, il paesaggio. In molti Paesi europei l'ambito di attenzione è stato ulteriormente esteso includendo i fattori economico-sociali della sostenibilità. La Direttiva Europea sulla VAS comunque non parla mai esplicitamente di "impatti" ambientali (intesi secondo lo schema DPSIR), come avviene invece nella Direttiva sulla VIA, ma solo di "effetti" ambientali. Tali effetti ambientali possono essere di vario tipo: i determinanti (drivers) ambientali, cioè le attività socio-economiche previste e significative per l'ambiente (come ad esempio il numero di abitanti presenti in un bacino, oppure l'estensione fisica di un insediamento); le pressioni ambientali, cioè le azioni previste in grado di causare modifiche di stato delle componenti ambientali (come i prelievi di risorse naturali, di acqua o di ghiaia, le emissioni di inquinanti o i reflui scaricati in un fiume); gli impatti ambientali, cioè le modifiche di stato di qualità delle componenti ambientali, causate dalle pressioni (come ad esempio la riduzione di portata di un fiume o l'aumento delle sostanze inquinanti presenti nelle sue acque); le risposte ambientali, cioè le azioni intraprese per risolvere un problema ambientale (come ad esempio la depurazione degli inquinanti o la riduzione dei consumi di risorse naturali). In una VAS, considerato il livello generale delle scelte da valutare, difficilmente è possibile stimare gli impatti, le variazioni dello stato di qualità ambientale; cioè nella VAS spesso non è possibile prevedere gli "impatti" ambientali indotti, che invece sono l'obiettivo conoscitivo precipuo e fondamentale nelle procedure di VIA (ciononostante la normativa italiana in materia di VAS parla spesso di "impatti", invece che di "effetti" ambientali, travisando quindi l'originaria impostazione della Direttiva Europea). Per valutare gli effetti ambientali è necessario studiare la dinamica degli indicatori ambientali, selezionare gli interventi più rilevanti dal punto di vista ambientale, interagire con vari esperti e parti sociali per confrontare ipotesi alternative, applicare modelli per prevedere gli effetti ambientali indotti dalle scelte di piano o di programma.

riferimenti:





L.R. 14/12/2012, n. 44. Pubblicata nel B.U. Puglia 18 dicembre 2012, n. 183. Disciplina regionale in materia di valutazione ambientale strategica”.

Reg. reg. 09/10/2013 n.18. Pubblicato nel B.U. Puglia 15 ottobre 2013, n. 134. Regolamento di attuazione della legge regionale 14 dicembre 2012, n. 44 (Disciplina regionale in materia di valutazione ambientale strategica), concernente piani e programmi urbanistici comunali.
Modificato dal Reg.Reg.08/06/2015, n. 16.








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