21.3.17

VACCINI: I CONFLITTI DI INTERESSI IN ITALIA





di Gianni Lannes

Il più pulito ha la rogna. Ecco chi sono quelli che vorrebbero massacrare di vaccini i bambini, inclusa l'Aifa che ha elargito denaro pubblico alla Glaxo, come ho scoperto e rilevato tempo fa. Il caso più eclatante, comunque, è quello di Gualtiero Walter Ricciardi, a capo dell’Istituto Superiore di Sanità.   



Proprio il Ricciardi è ordinario di igiene e medicina preventive presso l’università Cattolica di Roma, nonché direttore dell’Osservatorio Italiano sulla salute nelle Regioni Italiane, e anche presidente dell’Istituto superiore di Sanità dopo esserne stato commissario. Nel Progetto “Prevenzione Italia, I report di prevenzione vaccinale”, datato 18 giugno 2015 e prodotto dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, da lui diretto, la on line compare privo di copertina


nella versione integrale invece (Report Prevenzione Vaccinale_19 06 2015_Ricciardi), risulta sponsorizzato da 4 aziende produttrici di vaccini: Crucell, GSK, Pfizer, Sanofi Pasteur MSD. Il professor Ricciardi ha ricoperto l'incarico di membro dell’European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari ed è stato relatore del Libro Bianco europeo, iniziativa finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie, e l'incarico di responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull’Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA (Valore in Health Technology Assessment), iniziative finanziate da GlaxoSmithKline. Già da commissario il professor Ricciardi, al di fuori delle competenze richieste al ruolo di commissario, ha avanzato la proposta di creare all'interno dell'ISS un Centro nazionale per l’Health Technology Assessment, i cui obiettivi sembrano coincidere con quelli di GlaxoSmithKline nel programma ViHTA.

Ce n’è abbastanza per farlo dimettere fulmineamente e chiedergli il conto, ma il governo Gentiloni nicchia e non risponde agli atti parlamentari, come il suo predecessore Matteo Renzi (un altro che sproloquia sui vaccini a tutto spiano). Infatti, all’interrogazione numero 4/04966 del 15 dicembre 2015, il ministro non laureato Beatrice Lorenzin (quella che ha confuso i virus con i batteri) non si degna ancora di fornire una risposta.

Il piano nazionale vaccini è stato elaborato con una fretta ingiustificabile, da un comitato formato da soggetti in palese conflitto di interessi. Questa è l’attuale fotografia di un’azione in cui il Governo sta sperperando 620 milioni di euro annui di denaro pubblico, il doppio rispetto gli anni precedenti.
Tra gli altri figurava il presidente AIFA, Sergio Pecorelli, sospeso recentemente proprio per essere stato scoperto in affari con le lobbies farmaceutiche. Non solo. Scoviamo ancora il presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), Walter Ricciardi, che dirige anche l’osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane. Accanto a questi “istituzionali” ci sono anche i rappresentanti delle Società Scientifiche: la FIMMG, federazione italiana medici di medicina generale; la FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri; la SIP, società italiana di pediatria; la SitI, società Italiana igiene medicina preventiva  e sanità pubblica. Basti pensare per esempio che Paolo Bonanni della SitI, uno dei collaboratori al piano vaccini, ha avuto finanziamenti dalle case farmaceutiche (Sanofi Pasteur, MSD, GlaxoSmithKline e Novartis) per tutti gli studi da lui pubblicati nel 2015, come dettagliato dalle riviste scientifiche stesse.
 

La famigerata Glaxo, è cosa acclarata dalla Cassazione, in passato aveva elargito al ministro della sanità Francesco De Lorenzo ben 600 milioni d lire, per rendere obbligatorio (legge 165/1991) un vaccino per l'infanzia contro l'epatite B.

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