12.3.17

MICHELE EMILIANO: PROMETTE E NON MANTIENE… MAI!

di Gianni Lannes

Nel 2009 disse pubblicamente che “non si possono concentrare su una sola persona troppi incarichi e troppi poteri. Non si può essere sindaco neanche di un piccolo comune rimanendo capo di un partito”. Bene, bravo, bis. Proprio otto anni fa lo stesso Emiliano disse che se fosse stato eletto sindaco di Bari si sarebbe dimesso da segretario regionale del partito democratico; ma si trattò soltanto dell’ennesima promessa mai mantenuta, come quella di annullare in autotutela la delibera di Vendola favorevole all’Energas-Kuwait Petroleum in quel di Manfredonia. Adesso quando ripete che se fosse eletto segretario nazionale del piddì rimarrebbe presidente della Regione Puglia, questo magistrato comodamente in aspettativa contraddice se stesso.

Michele Emiliano è un presidente pro tempore di Regione  che i pugliesi hanno  l’onore di vedere più spesso negli studi televisivi che in Puglia a svolgere il suo dovere istituzionale. Beninteso, nessuno vieta ad Emiliano di dedicarsi alla sua scalata di potere, interna ad un partito in stato confusionale e palesemente eterodiretto dall’estero, ma lo faccia da governatore dimissionario. Gli oltre 4 milioni di cittadine e cittadini della terra levantina non meritano un presidente pagato a stipendio pieno ogni mese, che però si dedica a tempo assai limitato e quando capita ai loro problemi, o comunque quando gli fa più comodo per guadagnarsi i titoli dei giornali o il posto in qualche salotto televisivo. Insomma, l’esatto contrario della politica che realizza il bene comune a tempo pieno.

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