3.3.17

LA MAFIA A MANFREDONIA





di Gianni Lannes


La gente ha paura ma è pure stanca di subire angherie e sopraffazioni da una banda di cialtroni incravattati. E' giunta l'ora di alzare un pò il tiro per spazzare via il marciume sedimentato da decenni. Dunque, a metà degli anni '90, dopo la chiusura dell'Enichem che ha usato la Daunia come una gigantesca discarica, non risparmiando il mare, bastò sostituire una consonante (reindustrializzare invece di de-industrializzare) e piovvero miliardi pubblici arraffati dai soliti politicanti del malaffare. La mafia ha moltiplicato i suoi luridi affari grazie alla copertura dei colletti bianchi. Ci sono attività commerciali controllate da prestanomi? Al mattino è sufficiente per gli inquirenti andare in un noto bar in riva al mare per vedere che collusione aleggia. A proposito: il ramo estorsioni, sfruttamento della prostituzione e riciclaggio tirano sempre più?



A parte l'arresto ordinato dal pm Carofiglio di Eliseo Zanasi, l'unica inchiesta della Procura della Repubblica di Foggia che ha pizzicato i politicanti è stata quella di Lucianetti e D'Amelio (due pm all'epoca che passarono diverse traversie per aver osato alzare la mira) sui nastri trasportatori. Una volta, non tanto tempo fa il prefetto di Foggia fu costretto a far dimettere un assessore organico ad un’associazione criminale. Ecco comunque il quadro realizzato nel 1996 dalla Commissione parlamentare antimafia. Ai più curiosi raccomando la lettura dei verbali inerenti proprio Manfredonia (la testa della piovra di Capitanata) dove si sono consumati omicidi efferati. Come mai il più suffragato non ebbe l’assessorato?  

Cos'è mutato da allora in una città in cui la prostituzione soprattutto minorile è l'attività più gettonata? C'è bisogno di pulizia all'Ase? Prima ancora di scendere nell'agone politico, il professor Italo Magno, figlio del mitico Michele, soltanto per aver scritto qualcosa di significativo su un giornale locale, ricevette alcuni proiettili in busta chiusa ed ignoti andarono danneggiare la sua campagna dopo il suo interessamento critico all'Energas-Kuwait Petroleum (evento denunciato ai carabinieri). Italo Magno nel 1988 ha guidato pacificamente la rivolta popolare contro l'Enichem e merita rispetto assoluto. Lui ancora si batte per il bene comune.


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