7.3.17

I FURBONI DEL PARTITO DEMOCRATICO




di Gianni Lannes

Da anni i politicanti stipendiati dagli italidioti per fare nulla discutono di niente imponendo sempre più tasse inique, mentre la corruzione dilaga soprattutto nelle istituzioni. Il partito che regge l’ennesimo governicchio telecomandato dall'estero è imploso: il suo alleato più solido, ovvero il senatore Denis Verdini (già berlusconiano, ispiratore del patto tra Berlusconi & Renzi), è stato appena condannato a 9 anni di carcere. Poi c’è lo scandalo Consip in cui è coinvolto il ministro Lotti che non ne vuole sapere di dimettersi. L'Italia stramazza, comunque Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano cos’hanno in comune? 

Certo, le primarie ossia una corsa alla poltrona pigliatutto di segretario nazionale del piddì, ma anche il sostegno pubblico e la vicinanza al sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, sotto processo a Pescara per gravi reati penali (voleva comprarsi una laurea; alle medie era stato bocciato e ha preso un diploma da geometra all'istituto di recupero anni scolastici Kennedy). Per caso un barzellettiere al Csm gli aveva promesso l'impunità e un posto da senatore?




Il codice etico del partito democratico impone le immediate dimissioni in simili casi nauseabondi. Invece niente. Ma almeno sanno rispettare le loro regole? A proposito, come ha potuto il ministro di grazia e giustizia sostenere in campagna elettorale il Riccardi, rinviato a giudizio dalla Procura di Pescara? Il guardasigilli poteva non sapere? E il giudice in aspettativa Emiliano o il trombato Renzi, anche loro erano all'oscuro? Nel 1981 Enrico Berlinguer, un gigante di fronte a certi nanerottoli, lanciò la questione morale: "I partiti solo potere e clientela".

riferimenti:


Nessun commento:

Posta un commento

Gradita firma degli utenti.