24.3.17

ENI: SPECULAZIONE FOTOVOLTAICA A MANFREDONIA



 
La Gazzetta del Mezzogiorno, 24 marzo 2017

di Gianni Lannes

Speculazioni a tutto spiano sulla pelle della gente e di un territorio già martoriato e saccheggiato. Mentre la popolazione è all’oscuro di tutto, oggi, sulla Gazzetta del Mezzogiorno è apparso l’ «Avviso procedura di valutazione di impatto ambientale regionale». Il sindaco pro tempore Angelo Riccardi del partito democratico, attualmente sotto processo a Pescara per gravi reati penali, ne sa niente?



Invece di bonificare dopo aver fatto incetta di finanziamenti pubblici intascati dalla Syndial, ovvero sempre dal cane a sei zampe, ora l’Eni vuole realizzare un impianto fotovoltaico sull’area inquinata per decenni. Secondo i dati del ministero dell’ambiente (il controllore) la bonifica nell’area dell’ex petrolchimico è al punto zero e così negli 8,5 chilometri quadrati di mare prospicienti l’area industriale, dove comunque sono state autorizzate attività di maricoltura, esattamente dove abbondano - secondo l’ISPRA - arsenico, piombo, mercurio, caprolattame e mercurio. Manfredonia è un sito di interesse nazionale ( SIN) in base alla legge 428 del 1998.   

L’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea recita: 

«Ogni individuo ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e … nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana».  

 L’articolo 32 della Costituzione Italiana Repubblicana (ancora in vigore) stabilisce inequivocabilmente: 

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…».

Senza se e senza ma, l’ENI deve essere denunciata all’autorità giudiziaria e citata in giudizio per il risarcimento economico della popolazione di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.
In una missiva inviata, dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia, al ministero per l’Ambiente  il 14/09/2015 e avente all’oggetto «Sito di Bonifica di Interesse Nazionale di Manfredonia… », è scritto : «… nell’ambito delle attività di questa Capitaneria di Porto… avendo riscontrato la presenza di risorgive di acque di odore incerto e sedimenti di colore arancione nel tratto di costa prospiciente lo stabilimento Syndial (all’interno della perimetrazione dell’area S.I.N.), ha provveduto ad effettuare… il prelievo di alcuni campioni… infine… si riferisce che la prefata risorgiva insiste nelle immediate vicinanze dell’area interessata dalla realizzazione di una strutture per l’allevamento ittico (Rombi) per il quale codesto Ministero ha richiesto alla ditta la relazione di un piano di caratterizzazione dell’ambiente marino costiero». La stessa Guardia Costiera, nell’ambito delle attività di competenza, il 23 febbraio 2016, ha inviato al Comune di Monte Sant’Angelo, una missiva in cui si legge: «Si informa codesta civica amministrazione che, nel corso di attività di monitoraggio ambientale condotte da personale della scrivente Capitaneria di Porto in località “Macchia” nei pressi dello stabilimento balneare “Bacco a Mare”, agro del Comune di Monte Sant’Angelo (FG) in data 02/02/2016 e 22/02/2016 (in questa seconda occasione il sopralluogo è stato condotto congiuntamente a personale ARPA Puglia, che ha proceduto ad effettuare i campionamenti di competenza), sono state riscontrate potenziali criticità; in particolare:
– intenso odore presumibilmente di zolfo, ammoniaca e/o idrocarburi in tutta l’area;
– Fuoriuscita di acqua maleodorante dalla base della falesia e presenza di una patina di colore rossastro e grigiastro sulle pietre quali scorre tale acqua.
Quando sopra, per permettere a codesta municipalità di mettere in atto le eventuali discendenti azioni di competenza».

L'Eni e i politicanti venduti vogliono forse scatenare un'altra scrosanta rivolta popolare come quella del 1988?


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